L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 16 gennaio 2016

Sicilia 7 DICEMBRE 2007 articolo tratto dal settimanale "centonove"

Sicilia 7 DICEMBRE 2007  articolo tratto dal settimanale "centonove"

RETROSCENA. Il chimico Genchi svela i segreti del documento di qualità dell’aria. “Copiato” e finito nel mirino


Quel piano che... puzza



Dall’iter preliminare fino alla pubblicazione lo scorso agosto, plagi e difetti del testo scritto dalla Regione Che verrà attuato con due convenzioni da 75 mila euro per gli atenei di Messina e Palermo

di Daniele De Joannon



PALERMO. Un piano accusato di plagio, una commissione composta da chi lo avrebbe dovuto leggere prima della firma, due convenzioni da 75 mila euro ciascuna che da “propedeutiche al” sono diventate “per l’attuazione del” (chiamando in causa le Università di Palermo e di Messina) e un paio di denunce per maltrattamenti.

Il caso del “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente”, firmato dall’assessore Rossana Interlandi ad agosto di quest’anno, è tutto questo e anche altro. Perché, dal semplice scandalo della presunta copiatura di quello omologo adottato dalla Regione Veneto nel 2000 (peraltro bocciato dall’Unione Europea anche nella sua ultima formulazione del 2005), si è evoluto nella tipica vicenda siciliana, con tutti colpevoli e tutti innocenti, che va a riempire i palinsesti delle
televisioni nazionali: da Striscia la notizia a Crozza Italia, che del caso si occuperanno presto.

Ecco perché.

I PRECEDENTI.  
La necessità di stendere il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” viene deliberata dalla Regione, in ottemperanza alle misure europee nel 1999. La pratica, però, resta ferma tre anni, e il lavoro vero e proprio comincia nel 2003, ad opera dell’allora direttore del servizio 3 dell’assessorato Gioacchino Genchi (insediatosi nel 2002), da Salvatore Cammarata e da Alessandro Pellerito (che si occupava delle autorizzazioni per le emissioni nell’atmosfera). I tre, tutti chimici, vengono rimossi dall’incarico dal nuovo direttore generale Pietro Tolomeo, che, applicando la norma sullo spoil sistem poi dichiarata incostituzionale dalla Consulta, li sostituisce nel gennaio del 2007 senza più tornare sui suoi passi.

A Genchi, Cammarata e Pellerito subentrano Salvatore Anzà (geologo), Francesco Rosario Lipari (ingegnere, ma inquadrato in organico come gruppo C) ed Enzo La Rocca (contrattista, anche lui ingegnere). Sono loro che compongono gli «Uffici del Dipartimento Regionale Territorio e Ambiente, che si sono avvalsi della collaborazione di Arpa Sicilia e delle Università di Palermo e Messina che si ringraziano per il supporto tecnico e l’elevato contributo scientifico forniti nella stesura di questo documento», scrive Rossana Interlandi parlando del Piano. Sono loro, Anzà, Lipari e La Rocca, i tre nel mirino per aver steso un documento dal sapore “tanto padano”.

LE PROCEDURE INDISPENSABILI.

Per elaborare un Piano di Risanamento di qualità dell’aria, che è uno strumento complesso, sono necessari passaggi tecnico amministrativi precisi con due fondamenti. Il primo è la zonizzazione del territorio, ovvero la sua divisione in agglomerati (aree dove esistono sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria per la presenza di aree industriali) e zone (cioè porzioni di territorio senza le peculiarità degli agglomerati, ma dove c’è una qualità dell’aria accettabile che deve essere mantenuta). Questo passaggio amministrativo viene portato avanti da Genchi e Cammarata fra il 2004 e il 2005. Il secondo passaggio propedeutico alla stesura del piano è invece l’inventario delle emissioni. Si tratta, in pratica, non solo del catasto dei punti emissivi (ciminiere e quant’altro), ma anche della loro localizzazione, con la rilevazione dei dati di qualità (ciò che esce dalle canne fumarie come concentrazione e quantità) e di quelli diffusi (traffico autoveicolare e altro), a cui si deve aggiungere anche la modellistica (che indica quale sia la diffusione sul territorio degli inquinanti atmosferici e le ricadute sull’ambiente). «Per questo secondo passaggio - racconta Genchi -avevamo stipulato una convenzione, nel giugno del 2006, con una società specializzata di Roma, la Techne consulting, la quale aveva redatto analoghi inventari per molte altre amministrazioni italiane ed è proprietaria di un particolare software adatto per questo tipo dì catalogazione, così da evitare ulteriori gare d’appalto. Da allora - continua - la società avrebbe dovuto consegnare tutto in 15 mesi, e mi risulta stia ancora lavorando. Non foss’altro perché gli interlocutori sono cambiati con spoil sistem, pur non avendo titoli specifici. A loro, chi ci hanno sostituiti, fu anche affiancato il geologo Attilio Cutaia, andato via dopo due mesi». 

LE CONVENZIONI.
Tutta un’altra serie di passaggi indispensabili per il Piano vengono portate avanti, da Genchi e colleghi, attraverso alcune convenzioni propedeutiche. La prima, con l’Università di Palermo (facoltà di Agraria, con i docenti Giuseppe Alonzo e Domenico Ottonello, costo 120 mila euro), viene siglata nel 2005 e conclusa. I risultati dell’indagine riguardante il biomonitoraggio degli inquinanti atmosferici tramite licheni e altri organismi dei metalli pesanti nel . comprensorio del Mela vengono pubblicizzati attraverso un convegno. La seconda, invece, è con uno dei co-firmatari del piano, il professore Salvatore Barbaro del Dream (Dipartimento di ricerca sulle energie ambientali) di Palermo, che viene siglata nello stesso periodo della prima, costa 90 mila euro tutto compreso e si occupa della modellistica degli inquinanti atmosferici
nelle aree urbane (aree di studio Milazzo e San Filippo del Mela). Questa la situazione al 31 dicembre 2006, prima del siluramento di Genchi. 


Altre due convenzioni erano in rampa di lancio. Entrambe propedeutiche. La prima era con il professor Adolfo Parmaliana dell’Università di Messina (costo 75 mila euro), che in fase di predisposizione aveva come obiettivo l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili per l’esercizio degli impianti industriali. 

La seconda, invece, era legata al già citato Barbaro. Medesimo il campo di studi, ma applicato alle grandi aree metropolitane. Entrambe, premilinari alla stesura, non vengono siglate. Per poi apparire, a Piano pubblicato, come convenzioni in attuazione dello stesso, circostanza dimostrata dai due decreti del 16 ottobre scorso, firmati dal direttore del servizio Salvatore Anzà. Che però, in quanto capo area, non aveva i! potere di firma (né nelle convenzioni è menzionata alcuna delega specifica assegnatagli).

IL FUTURO.
E mentre il clima al Territorio si fa rovente, con due denunce di Genchi a carico di Tolomeo per aggressioni e minacce, l’assessore ha nominato una commissione di
indagine composta dal suo capo di gabinetto, Alfredo Scaffidi Abbate, il suo segretario particolare, avvocato Massimiliano Conti, e il direttore dell’ufficio speciale per le aree a rischio, Antonino Cuspilici. Tre funzionari che, per diversi motivi, avrebbero dovuto leggere il Piano prima di portarlo alla firma dell’assessore.

La Trinacria come il Veneto

Le piste ciclabili lungo i canali e l’area “padana”

MESSINA. All’inizio si parlò di mero errore tipografico. Poi si è ar­rivati alle reazioni scomposte. Fattostà che il Piano elaborato da Salvatore Anzà, Rosario Lipari ed Enzo La Rocca (assessorato al Territorio) e cofirmato da Gaetano Capilli e Dario Di Gangi (Arpa), nonché dai docenti palermitani Salvatore Barbaro, Rosario Cara-causi e Paolo Daino e dal messinese Adolfo Parmaliana, sembra quasi un “copia incolla” del Piano del Veneto del 2000, bocciato dall’Ue ma utile perché non basato sui dati delle emissioni come gli altri in circolazione. 


quindi meno specifico. Un piano dove la Sicilia è diventata il Veneto, ma che, a sentire Gioacchino Gen­chi, tradisce qualche problema sin dall’inizio. «Prima hanno detto che si erano ispirati al Veneto. Poi che era un canovaccio. Quindi che si trattava di un contenitore con i dati siciliani e che da subito ave­vano citato in bibliografia il piano del veneto. 

Ma - incalza - anche il glossario è stato copiato integralmente, visto che è presente il siste­ma metropolitano ferroviario regionale, che da noi non esiste». «Noi - racconta Genchi - eravamo partiti dal presupposto che loro non po­tevano partorire il piano, visto che mancava ’inventario delle emis­sioni. Tant’è vero che, in questo, mancano le industrie.
Ma già al pri­mo capitolo, al paragrafo 1.6, c’è stampato un link che rimanda a una pagina del Veneto, esattamente al capitolo 4, dove all’Arpav è stata sostituita l’Arpa s a! Venero, ia Sicilia”.

L’ex direttore del servizio 3 racconta poi lo “stupidario”: «Applicando il modello alla Sicilia, si legge che fra gli interventi per decongestio­nare il traffico nelle città c’è l’incremento delle piste ciclabili lungo i canali e i fiumi dei centri storici. Ma anche che
bisogna ridurre i gior­ni di accensione dei riscaldamenti.


 Altra cosa esilarante: siccome il Veneto è a statuto ordinario, tutti i rimandi nel piano dicono che de­ve essere approvato dal consiglio regionale. E poi: il capitolo deci­mo del Veneto parla di un coordinamento interregionale, visto che si trova dentro la regione della pianura padana. A questo punto, per venirne fuori, prima si è osservato che la Sicilia non ha una correla­zione con la Calabria, per poi dire, nel rigo successivo, che è oppor­tuno avviare un sistema di relazioni con la Calabria. Vorrei anche ri­cordare il richiamo alle comunità montane, da noi abolite 20 anni fa e il rigo in cui si parla di “sistema aerologico padano”. 

E, di fronte a tante incongruenze, l’interrogativo si pone su chi lo ha firmato». 

proprio su questo punto, chiarisce Parmaliana: «Premesso che non ho curato la stesura, ma un ho solo dato un contributo riguardo alle misure da adottare per ridurre le attività di inquinamento atmosferi­co delle aziende, ritengo che sia tutta una boutade. Perché non si può bocciare un piano per qualche refuso su quattrocento pagine. Lei lo sa, tra l’altro, che i piani si devono elaborare sulla base di un indice rigido del Ministero, e che tutti devono avere gli stessi capito­li e paragrafi? E poi, il primo anno sarà soggetto a revisione». (D.D. J.)


STRASCICHI

Quando a Pietro Tolomeo girarono le sfere


Gli scatti di rabbia del direttore generale dell’assessorato finiscono
in Procura


PALERMO. Due denunce alla Procura della Repubblica nel giro di appena sette giorni. Tra Gioacchino Genchi, il dirigente chimico dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, e colui che lo ha rimosso dal vertice del Servizio 3, il direttore generale Pietro Tolomeo, non c’è proprio pace. E così, alla querelle nata all’epoca dell’applicazione dello spoil sistem da parte dell’appena insediato Tolomeo, si aggiungono le denunce a carico di quest’ultimo da parte di Genchi. La prima è del 22 novembre scórso: «Intorno alle ore 13:3C - racconta Genchi - in compagnia, del collega Alessandro Pellerito, al IV piano del mio Assessorato stavo affiggendo sul muro accanto agli ascensori copia di due articoli pubblicati lo stesso giorno sui quotidiani “La Repubblica” ed il “Giornale di Sicilia”, che riportavano la notizia secondo cui il Piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Siciliana risultava copiato in massima parte da quello della Regione Veneto.... Improvvisamente arrivava di corsa dal corridoio degli uffici della Direzione l’architetto Tolomeo, urlando a squarciagola cosa stessi facendo ed apparendo in evidente stato di alterazione. Infatti, alla mia risposta che stavo appendendo le copie dei giornali, completamente fuori di sé, reagiva, prima strappando dette copie, poi, girandosi, mi urlava, viso contro viso, perché gli avessi sputato... circostanza del tutto inesistente.... A questo punto, sempre più incontrollato nei gesti e nelle azioni 
malgrado alcuni colleghi, tra i quali Di Martino, cercassero di calmarlo, probabilmente si accorgeva che Pellerito stava registrando la scena con il cellulare (il video è visibile su “google video”, chiave di ricerca “Tolomeo”, ndr) e gli si scagliava contro mettendogli le mani al collo. L’intervento di altri colleghi, tra cui Guadagnino, serviva ad evitare conseguenze per Pellerito e ad allontanare Tolomeo verso gli uffici della Direzione. Ma questi, ancora furente, cercava di divincolarsi e proferiva, urlando, davanti alle numerose persone presenti (Di Martino, Guadagnino, Mangione, Cinzia Catalano ed altre) gravi ingiurie nei confronti miei e di Pellerito: “delinquente, nullafacente, bestia”. Le fasi concitate dell’aggressione e, distintamente, le espressioni ingiuriose sono state registrate in audio-video da Pellerito e sono allegate alla sua denuncia presentata il 24/11/2007 presso la Stazione Palermo Partanna Mondello dei Carabinieri»-.,

La seconda denuncia è del 29 novembre, quando, «intorno alle ore 16:40-16:45, all’uscita dall’ufficio, mentre mi trovavo al 1 ° piano, nella stanza attigua e comunicante con quella del Responsabile dell’Area 1 “Personale”, avvocato Antonino Maniscalco, e stavo protocollando... alcune note interne da trasmettere, sopraggiungeva Pietro Tolomeo, il quale mi chiedeva, urlando, cosa stessi facendo». «Fatto sta -denuncia Genchi - che non avevo neppure finito di rispondere... che Tolomeo andava subito e incomprensibilmente su tutte le furie, urlava che usavo quel protocollo abusivamente e e si abbandonava a gesti inconsulti, cominciando a buttare per terra fogli singoli, documentazione, fascicoli, scaffaletti in plastica porta documenti ed ogni altra cosa depositata sulle suppellettili della stanza. Poi, uscito nel corridoio e urlando ancora più forte, cercava di richiamare gente, indicandomi come l’autore di quello che aveva fatto lui poco prima. Ma, poiché non accorreva nessuno, rientrava nella stanza e, visibilmente alterato nei lineamenti del viso, mi metteva le mani al collo, stringendole e tentando di soffocarmi. Non vedendo una mia reazione fisica se non quella di gridargli che cosa stesse facendo, allentava la presa e ritornava nel corridoio, urlando di essere stato aggredito». (D.D.J.)












Quel piano che... puzza Sicilia 7 DICEMBRE 2007 centonove

ANZA', BARBARO, Cammarata, CAPILLI, CENTONOVE, Cirincione, CUSPILICI, CUTAIA, Daniele De Joannon, GENCHI, INTERLANDI, LICATA, Lombardo, PARMALIANA, PELLERITO, PIANO ARIA SICILIA, Sansone, TOLOMEO,  
QUALITA' DELL'ARIA
Normativa Regionale
Legge regionale 18 giugno 1977, n. 39 (che istituisce le Commissioni provinciali per la tutela dell’ambiente e la lotta contro l’inquinamento e ne definisce i compiti). Legge regionale 4 agosto 1980, n. 78 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 18 giugno 1977, n. 39, riguardante norme per la tutela dell’ambiente e per la lotta contro l’inquinamento). Circolare Assessoriale 26 giugno 1989, n. 44062. Circolare Assessoriale 18 settembre 1989, n. 56868 Circolare Assessoriale 9 marzo 1994, n. 18042. Decreto Assessoriale n. 50/17 del 3 febbraio 1995 (Modalità per il rilascio alle imprese delle autorizzazioni previste dagli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 2001). Legge regionale 3 ottobre 1995, n. 71 (che trasferisce alle province la competenza a rilasciare le autorizzazioni in campo ambientale per impianti non sottoposti a procedure di valutazione di impatto ambientale). D.A. n. 409/17 del 14 luglio 1997 (fissa adempimenti a carico delle imprese che generano emissioni diffuse di polveri). Decreto del Presidente della Regione n. 73/GR7/S.G. del 24 marzo 1997 (ai sensi della legge regionale n. 71/95, individua l’elenco delle attività per le quali l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera viene delegata alle province regionali). Decreto del Presidente della Regione n. 374/GR7/S.G. del 20 novembre 1998 (integra l’elenco delle attività già individuate dal decreto del Presidente della Regione n. 73/GR7/S.G. del 24 marzo 1997, per le quali l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera viene delegata alle province regionali). D.A. n. 31/17 del 25 gennaio 1999 (determinazione dei contenuti delle relazioni di analisi alle emissioni in atmosfera effettuate dalle imprese e dagli enti ed organi preposti all’attività di controllo). Legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 (che individua sanzioni accessorie a quelle stabilite dall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, ed al successivo comma 8 individua la Provincia regionale quale autorità competente a ricevere il rapporto di cui all’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689). Decreto Assessoriale n. 191/17 del 30 marzo 2001 (Adempimenti a carico di imprese a ridotto inquinamento ambientale sostitutivi dell’obbligo di effettuare periodiche analisi delle emissioni). Decreto Assessoriale n. 232/17 del 18 aprile 2001 (Nuove direttive per l’ottenimento di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, ai sensi del D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203) N.B.: Il Decreto è stato superato dal D.A. 176/Gab del 9 agosto 2007 mentre gli allegati tecnici sono ancora vigenti. - (Allegati). Ordinanza commissariale n. 426 del 29 maggio 2002 (“Linee guida per la progettazione, la costruzione e la gestione degli impianti di compostaggio”) - (Allegati). Delibera di Giunta Regionale n. 306 del 29 giungo 2005 (con la quale è stato istituito l’Ufficio Speciale per le Aree ad elevato rischio di crisi ambientale, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10). D.A. n. 48 del 23 febbraio 2005 (con il quale è stato affidato alla Commissione Provinciale Tutela Ambiente di Messina il compito di: - predisporre le linee guida per la formazione del "Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela"; - provvedere al controllo dei sistemi di contenimento degli inquinanti nel Comprensorio del Mela; - revisionare il codice di autoregolamentazione delle aziende del Comprensorio del Mela; - revisionare la rete di monitoraggio della qualità dell'aria nel Comprensorio del Mela. D.A. n. 305/GAB del 19 dicembre 2005 (con il quale è stata adottata la zonizzazione preliminare del territorio della Regione Siciliana, redatta ai sensi degli articoli 7, 8 e 9 del D. Lgs. 351/99). D.D.U.S. n. 07 del 14 giugno 2006 (con il quale è stato approvato il Piano d’azione con le misure da attuare nel breve periodo affinché sia ridotto il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie d’allarme nell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale di Siracusa, per i territori dei comuni di Siracusa, Augusta, Melilli, Floridia, Solarino, Priolo Gargallo). D.D.U.S. n. 19 del 5 settembre 2006 (con il quale è stato approvato il Piano d’azione con le misure da attuare nel breve periodo affinché sia ridotto il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie d’allarme nell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale del Comprensorio del Mela, per i territori dei comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela e San Pier Niceto). D.A. n. 175/GAB del 09/08/2007 (che detta disposizioni in merito alle procedure relative al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera nel territorio della Regione Siciliana). D.A. n. 176/GAB del 09/08/2007 (di approvazione del Piano regionale di coordinamento della qualità dell’aria ambiente). D.A. n. 42 del 12/03/08 (Attivazione dei tavoli di settore provinciali per la tutela della qualità dell’aria ambiente). D.A. n. 43 del 12/03/08 (Modifiche al Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente). D.D.G. n. 92 del 21/02/08 (Autorizzazione alle emissioni in atmosfera - Semplificazione delle procedure amministrative ai fini del rilascio dell’autorizzazione unica di cui all’art. 12 del D. Lgs. 387/03 ed all’art. 208 del D. Lgs. 152/06) D.A. n. 94 del 24/07/08 Inventario regionale delle emissioni in aria ambiente e Valutazione della qualità dell’aria e zonizzazione del territorio. (Allegato 1) - (Allegato 2) D.A. 24/09/08 (Approvazione delle linee guida per il contrasto del fenomeno delle emissioni di sostanze odorigene nell'ambito della lotta all'inquinamento atmosferico). D.A. 74/Gab del 08/05/09 con allegati (Linee-guida per l’adozione delle autorizzazioni in via generale previste dall’art. 272, comma 2, del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, per le attività trasferite alle Province Regionali ai sensi della legge regionale 3 ottobre 1995, n. 71) Circolare del 27/07/09 S.U.A.P. (Sportello Unico per le Attività Produttive) - Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per le attività produttive che rientrano nei casi previsti dagli articoli 36 e 37 della l.r. 15 maggio 2000.DA 168/Gab del 18/09/2009 - "Adempimenti attuativi del decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 152 (attuazione della direttiva 2004/107/CE concernente l'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente) - Valutazione preliminare e zonizzazione preliminare. DA 169/Gab del 18/09/2009 - "Adempimenti attuativi del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 183 (attuazione della direttiva 2002/3/CE relativa all'ozono nell'aria) - Valutazione preliminare e zonizzazione preliminare. D.A. n. 97 del 25/06/2012 " Zonizzazione e classificazione del territorio della Regione Siciliana ai fini della Qualità dell'Aria per la protezione della salute umana in attuazione D.Lgs. 13 agosto 2010 n. 155".
PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA'DELL'ARIA
Contenuti del Piano
- Sommario - Premessa 1. Inquadramento generale 2. Elementi di sintesi sull'inquinamento atmosferico 3. Caratterizzazione delle zone 4. Quadro normativo di base in materia di controllo dell'inquinamento atmosferico 5. Analisi delle tendenze 6. Le azioni del Piano 7. Provvedimenti o progetti a lungo termine 8. Elenco dei documenti utilizzati 9. Rimozione degli ostacoli procedurali 10.Coordinamento interregionale - Glossario - Bibliografia - Allegati
Adempimenti attuativi
1. Inventario delle emissioni in atmosfera 2. Valutazione della qualità dell'aria e zonizzazione3. Valutazione preliminare e zonizzazione preliminare per l'ozono (D.A. 169/Gab del 18/09/2009 - Allegato 1). 4. Valutazione preliminare e zonizzazione preliminare per IPA e metalli pesanti (D.A. 168/Gab del 18/09/2009 - Allegato 1)
INVENTARIO REGIONALE DELLE EMISSIONI IN ARIA AMBIENTE

Aspetti generali
Il Decreto Legislativo n. 152 del 14 Aprile 2006 dispone, al comma 8 dell’articolo 281, che “lo Stato, le regioni, le province autonome e le province organizzano i rispettivi inventari delle fonti di emissione”. L’Inventario regionale delle emissioni in aria ambiente della Regione Siciliana è pertanto una serie organizzata di dati relativi alle quantità di inquinanti introdotti nell’atmosfera da sorgenti naturali e/o da attività antropiche, è stato realizzato secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale 1 ottobre 2002, n. 261 (Regolamento recante le direttive tecniche per la valutazione preliminare della qualità dell’aria ambiente, i criteri per l’elaborazione del piano e dei programmi di cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351), e costituisce uno degli strumenti principali per lo studio dello stato attuale di qualità dell’aria, nonché per la definizione dei relativi piani di tutela e risanamento. L’inventario delle emissioni è previsto dal "Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente". L'inventario è stato adottato con il D.A. 94 del 24 luglio 2008 (allegato 1), e costituisce uno strumento conoscitivo indispensabile ai fini della predisposizione dei piani e dei programmi previsti dagli articoli 7, 8 e 9 del D. Lgs. 351/1999.
Contenuti del documento Nel documento, realizzato con la collaborazione della Techne Consulting S.r.l. di Roma, è possibile trovare: -nel capitolo 1 una breve premessa; -nel capitolo 2 indicazioni sulla metodologia seguita; -nel capitolo 3 le procedure operative seguite nella raccolta dati e nella stima delle emissioni; -nel capitolo 4 una sintesi dei risultati in forma tabellare; -nel capitolo 5 una sintesi dei risultati in forma di carte tematiche; -nel capitolo 6 il commento dei risultati. -Appendice 1. -Appendice 2. -Appendice 3. Chi è interessato può consultare direttamente - tramite i link sottostanti - le carte tematiche di sintesi relative al quadro delle emissioni (puntuali, lineari e diffuse) per il 2005 dei seguenti inquinanti: -CO -NOX -PM10 -PM2,5 -SOX
Cambiamo Aria
Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 somiglia stranamente a quello del Veneto.

Semplice coincidenza?

E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta.

Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità.

Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.
Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio.
L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene.

E poi, non è che i piani regionali sonotutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quindi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.
Se intanto il campionato finisce, pazienza.

Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria





IL PIANO COPIATO

NUMERO DELLE RIGHE DEL PIANO REGIONALE DI TUTELA E RISANAMENTO DELL’ATMOSFERA DELLA REGIONE VENETO (approvato con delibera 452 del 15 febbraio 2000 ed adottato con deliberazione 57 del CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO dell’11.11.2004, BOCCIATO DALLA COMMISSIONE AMBIENTE D’EUROPA (DUMAS) NELL’APRILE 2006) COPIATE NEL PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA APPROVATO CON Decreto Assessoriale 176/GAB Regione Sicilia del 9 Agosto 2007


Nel conteggio del numero delle righe SISONO ESCLUSI : Titoli dei paragrafi e sottoparagrafi,tabelle, grafici e figure per ogni capitolo.
Il conteggio si riferisce solo al raffronto con il Piano della Regione Veneto e non comprende le altre fonti opiate.

Capitolo 1
Totale delle righe del piano Sicilia 564
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE) nel Piano Sicilia 323
Incidenza percentuale 57,26%
Capitolo 2
Totale delle righe del piano Sicilia 2002
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE) nel Piano Sicilia 520
Incidenza percentuale 25,97%
Capitolo 3
Totale delle righe del piano Sicilia 396
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 265
Incidenza percentuale 66,91%
Capitolo 4 [include solo un elenco di norme; non conteggiato]
Totale delle righe del piano Sicilia 222
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 1
Capitolo 5
Totale delle righe del piano Sicilia 61
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 31
Incidenza percentuale 50,81%
Capitolo 6
Totale delle righe del piano Sicilia 617
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 56
incidenza percentuale 91.73%
Capitolo 7
Totale delle righe del piano Sicilia 659
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 73
Incidenza percentuale 11%
Capitolo 8
Totale delle righe del piano Sicilia 46
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 23
Incidenza percentuale 50%
Capitolo 9
Totale delle righe del piano Sicilia 30
Righe del piano Venetoriproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 30
Incidenza percentuale 100%
Capitolo 10
Totale delle righe del piano Sicilia 8
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 8
Incidenza percentuale 100%
Glossario
Totale delle righe del piano Sicilia 202
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 136
Incidenza percentuale 67,32%
BIBLIOGRAFIA RIGHE DEL PIANO SICILIA 76
T O T A L I
Totale delle righe dell’INTERO Piano Sicilia 4.585(*)
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 2.167
Incidenza percentuale 47,26%
(*)non conteggiate le pagine dell’elenco delle normative e della bibliografia




POSIZIONAMENTO DELLE RIGHE COPIATE DAL PIANO ARIA DEL VENETO INCOLLATE SUL PIANO SICILIA:
CAPITOLO 1
PAG 9 dalla 16° alla 50° riga
PAG 10 dalla 1° alla 10° riga; dalla 12° alla 31° riga
PAG 11 dalla 1° alla 24° riga; dalla 26° alla 31°; dalla 34° alla 39°; dalla 42° alla 52°
PAG 12 dalla 1° alla 26° riga; dalla 30° alla 33°; dalla 39° alla 39° dalla 43° riga
PAG 13 dalla 1° alla 6° riga
PAG 25 dalla 1° alla 42° riga
PAG 26 dalla 1° ; dalla 5° alla 16°; dalla 21° alla 25°
PAG 27 dalla 1° alla 32° riga
PAG 28 dalla 1° alla 46°; dalla 48° alla 50°
PAG 29 dalla 1° alla 8° riga
CAPITOLO 2
PAG 30 dalla 25° alla 26° riga; dalla 33° alla 53°
PAG 31 dalla 1° alla 14° riga; dalla 16° alla 25°
PAG 33 dalla 13° alla 14° riga
PAG 49 dalla 9° alla 25° riga; 31°
PAG 70 dalla 1° alla 29° riga
PAG 72 dalla 18° alla 23° riga
PAG 74 dalla 1° alla 24° riga
PAG 90 dalla 18° alla 28°; dalla 31° alla 32°; dalla 38° alla 40°
PAG 91 dalla 14° alla 24° riga
PAG 99 dalla 7° alla 10° riga; dalla 27° alla 43°
PAG 100 dalla 34° alla 35° riga
PAG 101 dalla 10° alla 15° riga
PAG 111 dalla 1° alla 8° riga; dalla 11° alla 13°
PAG 112 dalla 5° alla 7° riga
PAG 114 dalla 3° alla 7° riga; dalla 11° alla 17°; dalla 20° alla 25°
PAG 116 dalla 1° alla 9° riga; dalla 17° alla 27°; 34°
PAG 121 dalla 22° alla 24° riga
PAG 122 dalla 1° alla 15° alla 22° riga
PAG 126 dalla 1° alla 15° riga; dalla 21° alla 26°; dalla 30° alla 39°; dalla 42° alla 44°; dalla 48° alla 49°
PAG 127 dalla 3° alla 17° riga; dalla 26° dalla 36° alla 40° riga
PAG 128 dala 17° alla 22° riga; dalla 46° alla 57°
PAG 129 dalla 1° alla 50° riga
PAG 130 dalla 1° alla 10° riga; dalla 15° alla 17°; dalla 31° alla 50°
PAG 131 dalla 1° alla 11° riga
PAG 132 dalla 1° alla 18° riga
PAG 133 dalla 1° alla 29° riga
PAG 135 dalla 8° alla 9° riga
PAG 140 dalla 1° alla 14° riga
PAG 141 dalla 50° alla 51° riga
PAG 142 dalla 2° alla 3° alla 9° riga
CAPITOLO 3
PAG 169 dalla 1° alla 20° riga; dalla 24° alla 52°
PAG 170 dalla 16° alla 26° riga
PAG 172 dalla 1° alla 5° riga
PAG 173 dalla 12° alla 14° riga
PAG 174 dalla1° alla 15° riga
PAG 175 dalla 1° alla 4° riga; dalla 11° 14° riga
PAG 177 dalla 8° alla 10° riga; dalla 11° alla 12°
PAG 178 dalla 1° alla 8° riga
PAG 180 dalla 1° alla 6° riga
PAG 181 alla 2° alla 9° riga
PAG 185 dalla 1° alla 4° e la 6° riga
PAG 186 dalla 7° alla 16° riga
PAG 189 dalla 1° alla 2°; dalla 4° alla 5°
PAG 190 dalla 1° alla 44° riga
PAG 191 dalla 1° alla 40° riga
PAG 192 dalla 1° alla 27° riga
PAG 193 dalla 1° alla 10° riga
PAG 195 dalla 3° alla 10° riga; dalla 12° alla 14°
CAPITOLO 4
PAG 196 34° RIGA
CAPITOLO 5
PAG 202 dalla 9° alla 12° riga; 15°
PAG 203 dalla 1° alla 20° riga; dalla 25° alla 29°
CAPITOLO 6
PAG 204 dalla 4° alla 7° riga; dalla 13° alla 16°; dalla 20° alla 22°; dalla 37° alla 44°
PAG 205 dalla 1° alla 46° riga
PAG 206 dalla 1° alla 51° riga
PAG 207 dalla 1° alla 36° riga
PAG 208 dalla 1° alla 42° riga
PAG 209 dalla 1° alla 36° riga
PAG 210 dalla 1° alla 3°; dalla 4° alla 8°
PAG 211 dalla 1° alla 48° riga
PAG 212 dalla 1° alla 41° riga
PAG 213 dalla 1° alla 46° riga
PAG 214 dalla 1° alla 42° riga
PAG 215 dalla 1° alla 39° riga
PAG 216 dalla 1° alla 53° riga
PAG 217 dalla 1° alla 17° riga; dalla 19° alla 42°
PAG 218 dalla 1° alla 10°; 16°; 17°; dalla 20° alla 26°; dalla 28° alla 36°
CAPITOLO 7
PAG 219 dalla 1° alla 17° riga; dalla 20° alla 25°
PAG 220 dalla 5° alla 15° riga; dalla 21° alla 26°
PAG 232 dalla 19° alla 45° riga
PAG 233 dalla 1° alla 6° riga
CAPITOLO 8
PAG 234 dalla 3° alla 4° riga; dalla 15° alla 16°; dalla 20° alla 21°; dalla 26° alla40°; dalla 43° alla 44°
CAPITOLO 9
PAG 235 dalla 1° alla 29° riga
CAPITOLO 10
PAG 236 dalla 1° alla 8° riga
CAPITOLO 11
PAG 237 dalla 1° alla 59° riga
GLOSSARIO
PAG 238 dalla 1° alla 61° riga
PAG 239 dalla 1° alla 5° riga




Numero delle righe COPIATE dalle altre 28 fonti (+PIANO VENETO) e INCOLLATE nel PIANO SICILIA


1. FONTE DEL COPIATO: Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera della Regione Veneto
N° RigheCOPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 2.167
2. FONTE DEL COPIATO: http://www.globalgeografia.com.pdf
N° RigheCOPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia 7
3. FONTE DEL COPIATO: Programma Pluriennale regionale attuativo regolamento
CEE 2080/92
N° RigheCOPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 75
4. FONTE DEL COPIATO: Il turismo in Sicilia 200-2001 pag 312
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 21
5. FONTE DEL COPIATO: http://www.sinanet.apat.it/it/sinanet/progetti/pri_clc2000/ilprogetto-i-clc2000-in_italia/metodologia/iv_livello_clc
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 10
6. FONTE DEL COPIATO:Agenda 21, Relazione sullo stato dell’ambiente, Città di Palermo
N° RigheCOPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 61
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 28
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 8
9. FONTE DEL COPIATO Dipartimento Chimica Università Palermo
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 56
10. FONTE DEL COPIATO AMIA, Il rilevamento dell’inquinamento acustico ed atmosferico nel Comune di Palermo, Agosto 1997-Dicembre 1998
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 65
11. FONTE DEL COPIATO AMIA, 3a Relazione
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 4
12. FONTE DEL COPIATO AMIA, 4a Relazione
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia
13. FONTE DEL COPIATO AMIA, 5a Relazione
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 75
14. FONTE DEL COPIATO . Drago "Carta climatica e Atlante climatologico della Sicilia"
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 318
15. FONTE DEL COPIATO E. Golfieri e G. Silvestri “Progetto di residenze con l’utilizzo di sistemi solari passivi e di raffrescamento naturale ad Alfonsine (RA), Tesi di Laurea, Università di Ferrara, 1997-1998
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 8
16. FONTE DEL COPIATO ENEA 1999
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 40
17. FONTE DEL COPIATO A. Drago “ processi di desertificazione e i possibili interventi di mitigazione”
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 6
18. FONTE DEL COPIATO Istituto Veneto Tesi di Laurea
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 22
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 212
20. FONTE DEL COPIATO Piano Provinciale Tutela Qualità aria Provincia Trento
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 9
21. FONTE DEL COPIATO APAT BIOMONITORAGGIO
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 140
22. FONTE DEL COPIATO Linee guida per la formazione del “Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela”, 2005
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 76
23. FONTE DEL COPIATO ARPA Laboratorio mobile, Comune di Milazzo, 2005-2006
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 121
24. FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA 2004
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 186
25. FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA 2005
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 248
26. FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA 2006
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 264
27. FONTE DEL COPIATO D:M. 261/2002
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 14
28. FONTE DEL COPIATO 158-168 Genchi Cammarata
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 34
29. FONTE DEL COPIATO Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti “Piano Regionale dei Trasporti e della Mobilità”, Piano Direttore, 2002
N° Righe COPIATE E INCOLLATE nel Piano Sicilia N° 34




TOTALI RIGHE PRESE-COPIATE DALLE 28 FONTI E INCOLLATE SUL “PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA” 2206+2.167 N° 4373
T O T A L I
Totale delle righe dell’INTERO Piano Sicilia 4.882

Righe COMPLESSIVE DELLE 28 FONTI riproposte (INCOLLATE) nel Piano Sicilia 4.373
Incidenza percentuale 89,57%


COPIATO NON SOLO DAL PIANO VENETO ma..: FONTI DEL COPIATO E INCOLLATO SUL PIANO SICILIA
CAPITOLO 1 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Global Geografia
PAG 15 dalla 1° alla 5° riga
Programma Pluriennale
PAG 15 dalla5° alla 9° riga;
Turismo in Sicilia pag 312
PAG 16 dalla 1° alla 13° riga;
Programma Pluriennale
PAG 17 dalla4° alla 15° riga;
SINANET
PAG 18 dalla1° alla 13° riga
Relazione sullo stato dell’ambiente Agenda 21 pag 26-27 e 113-117
PAG 20 dalla1° alla 12° riga
PAG 21 dalla1° alla 21° riga
PAG 22 dalla 1° alla 25° riga
Programma Pluriennale
PAG 23 dalla 1° alla 23°;
CAPITOLO 2 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario ARPA 2005 PAG 2.2 e 2.6
PAG 30 dalla 8° alla 25° riga; dalla 37° alla 49° riga;
AnnuarioARPA 2004 PAG 2.26 -2.30
PAG 31 dalla 26° alla 34° riga; dalla 21° alla 25°riga;
PAG 32 dalla 3° alla 5° riga;
ProvTorino AZOTO
PAG 35 dalla 16° alla 24° riga
ProvTorino ZOLFO
PAG 35 dalla 5° alla 15° riga
Annuario ARPA 2004 PAG 2.14 -2.25, 2.8-2.13,2.36-2.40
PAG 35 dalla 1° alla 4° riga, 16,dalla 25° alla 37° riga,
PAG 36 dalla 1° alla 18° riga,
PAG 38 dalla 1° alla 13° riga, dalla 15° alla 30° riga, dalla 32°alla 37° riga,
PAG 39dalla 1° alla 38° riga,
PAG 41 dalla 1° alla 7° riga,
PAG 42 dalla 1° alla 14° riga, dalla 17° alla 27° riga,
PAG 46 dalla 11° alla 12° riga,
PAG 47 dalla 1° alla 17° riga
AnnuarioARPA 2005 PAG 2.7
PAG 49 dalla 30° alla 34° riga
AnnuarioARPA 2006 PAG 2.6 e 2.28
PAG 49 dalla 41° alla 42° riga
PAG 50dalla 1° alla 9° riga
PAG 50 dalla 10° alla 24° riga
PAG 51 dalla 1° alla 2° riga
PAG 52 dalla 1° alla 49° riga
PAG 53 dalla 1° alla 15° riga
Annuario ARPA 2004 PAG 2.42
PAG 70 TABELLA
Annuario ARPA 2005 PAG 2.18 e 2.19
PAG 71 dalla 24° alla 26° riga
PAG 72dalla 1° alla 8° riga
AMIA Palermo relazione 97/98 pag 44-47
PAG 81dalla 5° alla 29° riga
PAG 81 dalla 38° alla 99° riga
PAG 81dalla 5° alla 29° riga
PAG 82 dalla 1° alla 4° riga
PAG 82 dalla 7° alla 8° riga
PAG 83 dalla 1° alla 7° riga
PAG 83 dalla 8° alla 9° riga
PAG 83 dalla 11° alla 12° riga
PAG 83dalla 13° alla 159° riga
AMIA Palermo III relazione pag 278-284
PAG 84-86 TABELE
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG 93 dalla 1° alla 31° riga,
PAG 93 dalla 32° alla 40° riga
UniversitàFerrara tesi laurea “l’AMBIENTE NATURALE” capitolo 2°
PAG 96dalla 10° alla 15° riga
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG 99 dalla 7° alla 11° riga, dalla 1° alla 21° riga
ProgrammaPluriennale
PAG 99 dalla 1° alla 6° riga, dalla 11° alla 26° riga
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG 101 dalla 7° alla 10° riga
PAG 103 dalla 1° alla 4° riga,
ENEA 1999
PAG 105 dalla 5° alla 40° riga
CartaClimatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG 106 dalla 1° alla 3° riga,
PAG 106 dalla 4° alla 17° riga,
I Processi di desertificazione e i possibili rimedi pag 1
PAG 109 dalla 1° alla 5° riga,
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG 110 dalla 1° alla 7° riga,
PAG 110 dalla 8° alla 24° riga
Istituto Veneto pag 20-21
PAG 111 dalla 14° alla 25° riga
PAG 112 dalla 1° alla 3° riga
Piano Provinciale Tutela Aria Provincia Trento pag 38
PAG 114 dalla 15° alla 17° riga, dalla 25° alla 27° riga;
Annuario Arpa 2006 pag 2.29 2.31-2.32
PAG 115 dalla 1° alla 29° riga
Annuario Arpa 2006 pag 2.31-2.32
PAG 118 dalla 1° alla 8° riga
Annuario Arpa 2005 pag 2.23-2.24
PAG 124 dalla 34° alla 46° riga
DIRVIT
PAG 126 dalla16° alla 20° riga; dalla 23° alla 25° riga; dalla 36° alla 37° riga; dalla 41° alla 44° riga; dalla 47° alla 51° riga;
PAG 127 dalla 1° alla 2° riga; dalla 18° alla 35° riga; dalla 40° alla 47° riga; dalla 48° alla 52° riga;
PAG 128 dalla 1° alla 17° riga; dalla 24° alla 31° riga; dalla 32° alla 46° riga;
PAG 129 dalla 1° alla19° riga;
PAG 130 dalla 11° alla 14° riga;
Annuario Arpa 2006 pag 2.25-2.39
PAG 133 dalla 32° alla 45° riga;
PAG 134 dalla9° alla 22° riga;
PAG 136 dalla 1° alla 17° riga; dalla 24° alla 26°riga
PAG 137 dalla 1° alla 19° riga;
PAG 138 dalla 1° alla 22° riga;
PAG 139 dalla 1° alla 18° riga;
AMIA V relazione pag 276-284
PAG 138 E PAG 139 TABELLE
APAT Biomonitoraggio 2005
PAG 140 dalla 15° alla 34° riga,
Linee Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 69-70
PAG 140 dalla 35° alla 36° riga,
PAG 141 dalla 1° alla 24° riga,
ARPA Laboratorio Mobile Milazzo pag 14, 22-24,32-42
PAG 151 dalla 8° alla 11° riga,
PAG 152dalla 1° alla 32° riga,
PAG 153 dalla 1° alla 40° riga,
PAG 154 dalla 1° alla 11° riga,
AMIAIII IV V Relazione
PAG 157dalla 17° alla 29° riga,
AMIA III Relazione
PAG 157 TABELLA
CAPITOLO 3 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG 157 dalla 17° alla 29° riga,
AMIAAcidità Piogge acide pag 32
PAG 157dalla 14° alla 23° riga,
AMIA V Relazione pag 276
PAG 157dalla 17° alla 29° riga,
GENCHI-CAMMARATA
PAG 158dalla 1° alla 46° riga,
PAG 159 dalla 1° alla 24° riga,
Annuario ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG 170 dalla 1° alla 12° riga,
PAG 171 dalla 1° alla 12° riga,
AMIA V Relazione pag 276
PAG 172 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.33-2.34
PAG 173 dalla 6° alla 10° riga,
PAG 173 dalla 1° alla 3° riga,
PAG 173 dalla 7° alla 18° riga,
AMIA V Relazione pag 283-284
PAG 174 e pag 175 TABELLE
AnnuarioARPA 2004 PAG 2.58 -2.69
PAG 173 e pag 173 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.29 e 2.30
PAG 175dalla 5° alla 10° riga, dalla 15° alla 25° riga;
AnnuarioARPA 2004 PAG 2.64
PAG 176 TABELLE
AMIA V Relazione pag 281
PAG 176 TABELLE
AnnuarioARPA 2005 PAG 2.31-2.32
PAG 177 dalla 1° alla 7° riga, dalla 11° alla 16° riga,
PAG 178 TABELLE
AnnuarioARPA 2004 PAG 2.67
PAG 178 TABELLE
AMIA V Relazione pag 279-280
PAG 179 TABELLE
AMIA V Relazione pag 279-280
PAG 180 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.27
PAG 181 dalla 10° alla 16° riga; dalla 18° alla 25° riga;
PAG 182 dalla 1° alla 6° riga;
Annuario ARPA 2004 PAG 2.64
PAG 182 TABELLE
AMIA V Relazione pag 276-278 e 284
PAG 182 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.35
PAG 186 dalla 17° alla 33° riga;
Annuario ARPA 2004 PAG 2.72
PAG 187 TABELLE
AMIA V Relazione pag 281-283
PAG 187 TABELLE
AnnuarioARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG 201 dalla 1° alla 17° riga;
PAG 202 dalla 1° alla 8° riga;
CAPITOLO 4 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Linee Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 196
PAG 196 dalla 1° alla 20° riga
DM261/2002
PAG 196dalla 21° alla 34° riga
Normativa
PAG 196 dalla 35° alla 47° riga
PAG 197 dalla 1° alla 60° riga
CAPITOLO 5 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario ARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG 201dalla 1° alla 17° riga
PAG 202 dalla 1° alla 8° riga
CAPITOLO 7 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Piano Direttore Assessorato Turismo e Trasporti Sicilia pag 4-6
PAG 233 dalla 7° alla 27° riga
CAPITOLO BIBBLIOGRAFIA fonti del copiato sul Piano Sicilia
Bibliografia Annuario ARPA pag 2.37-2.39
PAG 240 dalla 1° alla 59° riga
PAG 241 dalla 1° alla 21° riga
Sicilia 7 DICEMBRE 2007 centonove
Quel piano che... puzza

Dall’iter preliminare fino alla pubblicazione lo scorso agosto, plagi e difetti del testo scritto dalla Regione Che verrà attuato con due convenzioni da 75 mila euro per gli atenei di Messina e Palermo
di Daniele De Joannon

PALERMO. Un piano accusato di plagio, unacommissione composta da chi lo avrebbe dovuto leggere prima della firma, due convenzioni da 75 mila euro ciascuna che da “propedeutiche al” sono diventate “per l’attuazionedel” (chiamando in causa le Università di Palermo e di Messina) e un paio di denunce per maltrattamenti.


Il caso del “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente”, firmato dall’assessore Rossana Interlandi ad agosto di quest’anno, è tutto questo e anche altro. Perché, dal semplice scandalo della presunta copiatura di quello omologo adottato dalla Regione Veneto nel 2000 (peraltro bocciato dall’Unione Europea anche nella sua ultima formulazione del 2005), si è evoluto nella tipica vicenda siciliana, con tutti colpevoli e tutti innocenti, che va a riempire i palinsesti delle televisioni nazionali: da Striscia la notizia a Crozza Italia, che del caso si occuperanno presto.

Ecco perché.

I PRECEDENTI.

La necessità di stendere il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” viene deliberata dalla Regione, in ottemperanza alle misure europee nel 1999. La pratica, però, resta ferma tre anni, e il lavoro vero e proprio comincia nel 2003, ad opera dell’allora direttore del servizio 3 dell’assessorato Gioacchino Genchi (insediatosi nel 2002), da Salvatore Cammarata e da Alessandro Pellerito (che si occupava delle autorizzazioni per le emissioni nell’atmosfera). 

I tre, tutti chimici, vengono rimossi dall’incarico dal nuovo direttore generale Pietro Tolomeo, che, applicando la norma sullo spoil sistem poi dichiarata incostituzionale dalla Consulta, li sostituisce nel gennaio del 2007 senza più tornare sui suoi passi.


A Genchi, Cammarata e Pellerito subentrano Salvatore Anzà (geologo), Francesco Rosario Lipari (ingegnere, ma inquadrato in organico come gruppo C) ed Enzo La Rocca (contrattista, anche lu ingegnere). Sono loro che compongono gli «Uffici del Dipartimento Regionale Territorio e Ambiente, che si sono avvalsi della collaborazione di Arpa Sicilia e delle Università di Palermo e Messina che si ringraziano per il supporto tecnico e l’elevato contributo scientifico forniti nella stesura di questo documento», scrive Rossana Interlandi parlando del Piano. Sono loro, Anzà,Lipari e La Rocca, i tre nel mirino per aver steso un documento dal sapore “tanto padano”.


LE PROCEDURE INDISPENSABILI.
Per elaborare un Piano di Risanamento di qualità dell’aria, che è uno strumento complesso, sono necessari passaggi tecnico amministrativi precisi con due fondamenti. Il primo è la zonizzazione del territorio, ovvero la sua divisione in agglomerati (aree dove esistono sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria per la presenza di aree industriali) e zone (cioè porzioni di territorio senza le peculiarità degli agglomerati, ma dove c’è una qualità dell’aria accettabile che deve essere mantenuta). Questo passaggio amministrativo viene portato avanti da Genchi e Cammarata fra il 2004 e il 2005. 

Il secondo passaggio propedeutico alla stesura del piano è invece l’inventario delle emissioni. Si tratta, in pratica, non solo del catasto dei punti emissivi (ciminiere e quant’altro), ma anche della loro localizzazione, con la rilevazione dei dati di qualità (ciò che esce dalle canne fumarie come concentrazione e quantità) e di quelli diffusi (traffico autoveicolare e altro), a cui si deve aggiungere anche la modellistica (che indica quale sia la diffusione sul territorio degli inquinanti atmosferici e le ricadute sull’ambiente). 

«Per questo secondo passaggio - racconta Genchi -avevamo stipulato una convenzione, nel giugno del 2006, con una società specializzata di Roma, la Techne consulting, la quale aveva redatto analoghi inventari per molte altre amministrazioni italiane ed è proprietaria di un particolare software adatto per questo tipo dì catalogazione, così da evitare ulteriori gare d’appalto. 

Da allora - continua - la società avrebbe dovuto consegnare tutto in 15 mesi, e mi risulta stia ancora lavorando. Non foss’altro perché gli interlocutori sono cambiati con spoilsistem, pur non avendo titoli specifici. A loro, chi ci hanno sostituiti, fu anche affiancato il geologo Attilio Cutaia, andato via dopo due mesi».

LE CONVENZIONI. Tutta un’altra serie di passaggi indispensabili per il Piano vengono portate avanti, da Genchi e colleghi, attraversoalcune convenzioni propedeutiche. La prima, con l’Università di Palermo (facoltà di Agraria, con i docenti Giuseppe Alonzo e Domenico Ottonello, costo 120 mila euro), viene siglata nel 2005 e conclusa. I risultati dell’indagine riguardante il biomonitoraggio degli inquinantiatmosferici tramite licheni e altri organismi dei metalli pesanti nel . comprensorio del Mela vengono pubblicizzati attraverso unconvegno. 

La seconda, invece, è con uno dei co-firmatari del piano, il professore Salvatore Barbaro del Dream (Dipartimento di ricerca sulle energieambientali) di Palermo, che viene siglata nello stesso periodo della prima, costa 90 mila euro tutto compreso e si occupa della modellistica degli inquinanti atmosferici nelle aree urbane (aree di studio Milazzo e San Filippo del Mela). Questa la situazione al 31 dicembre 2006, prima del siluramento di Genchi. Altre due convenzioni erano in rampa di lancio. 

Entrambe propedeutiche. 

La prima era con il professor Adolfo Parmaliana dell’Università di Messina (costo 75 mila euro), che in fase di predisposizione aveva come obiettivo l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili per l’esercizio degli impianti industriali. La seconda, invece, era legata al già citato Barbaro. Medesimo il campo di studi, ma applicato alle grandi areemetropolitane. Entrambe, premilinari alla stesura, non vengono siglate. Per poi apparire, a Piano pubblicato, come convenzioni in attuazione dellostesso, circostanza dimostrata dai due decreti del 16 ottobrescorso, firmati dal direttore del servizio Salvatore Anzà. Che però, in quanto capo area, non aveva i! potere di firma (né nelle convenzioni è menzionata alcuna delega specifica assegnatagli).


IL FUTURO.
E mentre il clima al Territorio si fa rovente, con due denunce di Genchi a carico di Tolomeo per aggressioni e minacce, l’assessore ha nominato una commissione di indagine composta dal suo capo di gabinetto, Alfredo Scaffidi Abbate, il suo segretario particolare, avvocato Massimiliano Conti, e il direttore dell’ufficio speciale per le aree a rischio, Antonino Cuspilici. Tre funzionari che, per diversi motivi, avrebberodovuto leggere il Piano prima di portarlo alla firma dell’assessore.

La Trinacria come il Veneto

Le piste ciclabili lungo i canali e l’area “padana”

MESSINA. All’inizio si parlò di mero errore tipografico. 

Poi si è ar­rivati alle reazioni scomposte. Fattostà cheil Piano elaborato da Salvatore Anzà, Rosario Lipari ed Enzo La Rocca (assessorato al Territorio) e cofirmato da Gaetano Capilli e Dario Di Gangi (Arpa), nonché dai docenti palermitani Salvatore Barbaro, Rosario Cara-causi e Paolo Daino e dal messinese Adolfo Parmaliana, sembra quasi un “copia incolla” del Piano del Veneto del 2000, bocciato dall’Ue ma utile perché non basato sui dati delle emissioni come gli altri in circolazione. 

E quindi meno specifico. Un piano dove la Sicilia è diventata il Veneto, ma che, a sentire Gioacchino Gen­chi, tradisce qualche problema sin dall’inizio. «Prima hanno detto che si erano ispirati al Veneto. Poi che era un canovaccio. 

Quindi che si trattava di un contenitore con i dati siciliani e che da subito ave­vano citato in bibliografia il piano del veneto. Ma - incalza - anche il glossario è stato copiato integralmente, visto che è presente il siste­ma metropolitano ferroviario regionale, che da noi non esiste». «Noi - racconta Genchi - eravamo partiti dal presupposto che loro non po­tevano partorire il piano, visto che mancava ’inventario delle emis­sioni. Tant’è vero che, in questo, mancano le industrie.
Ma già al pri­mo capitolo, al paragrafo 1.6, c’è stampato un link che rimanda a una pagina del Veneto, esattamente al capitolo 4, dove all’Arpav è stata sostituita l’Arpa s a! Venero, ia Sicilia”.

L’ex direttore del servizio 3 racconta poi lo “stupidario”: 

«Applicando il modello alla Sicilia, si legge che fra gli interventi per decongestio­nare il traffico nelle città c’è l’incremento delle piste ciclabili lungo i canali e i fiumi dei centristorici. 

Ma anche ch bisogna ridurre i gior­ni di accensione deiriscaldamenti. 

  Altra cosa esilarante: siccome il Veneto è a statuto ordinario, tutti i rimandi nel piano dicono che de­ve essere approvato dal consiglio regionale. E poi: il capitolo deci­mo del Veneto parla di un coordinamento interregionale, visto che si trova dentro la regione della pianura padana. A questo punto, per venirne fuori, prima si è osservato che la Sicilia non ha una correla­zione con la Calabria, per poi dire, nel rigo successivo, che è oppor­tuno avviare un sistema di relazioni conla Calabria. Vorrei anche ri­cordare il richiamo alle comunità montane, da noi abolite 20 anni fa e il rigo in cui si parla di “sistema aerologico padano”. 

E, di fronte a tante incongruenze, l’interrogativo si pone su chi lo ha firmato». E proprio su questo punto, chiarisce Parmaliana: «Premesso che non ho curato la stesura, ma un ho solo dato un contributo riguardo alle misure da adottare per ridurre le attività di inquinamento atmosferi­co delle aziende, ritengo che sia tutta una boutade. Perché non si può bocciare un piano per qualche refuso su quattrocento pagine. Lei lo sa, tra l’altro, che i piani si devono elaborare sulla base di un indice rigido del Ministero, e che tutti devono avere gli stessi capito­li e paragrafi? E poi, il primo anno sarà soggetto a revisione». (D.D. J.) STRASCICHI 

Quando a Pietro Tolomeo girarono le sfere
Gli scatti di rabbia del direttore generale dell’assessorato finiscono in Procura


PALERMO. Due denunce alla Procura dellaRepubblica nel giro di appena sette giorni. Tra Gioacchino Genchi, il dirigente chimico dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, e colui che lo ha rimosso dal vertice del Servizio 3, il direttore generale Pietro Tolomeo, non c’è proprio pace. E così, alla querelle nata all’epoca dell’applicazione dello spoil sistem da partedell’appena insediato Tolomeo, si aggiungono le denunce a carico di quest’ultimo da parte di Genchi. 

La prima è del 22 novembre scórso: «Intorno alle ore 13:3C - racconta Genchi - in compagnia, del collega Alessandro Pellerito, al IV piano del mio Assessorato stavo affiggendo sul muro accanto agli ascensori copia di due articoli pubblicati lostesso giorno sui quotidiani “La Repubblica” ed il “Giornale diSicilia”, che riportavano la notizia secondo cui il Piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Siciliana risultava copiato in massima parte da quello della Regione Veneto.... Improvvisamente arrivava di corsa dal corridoio degli uffici della Direzione l’architetto Tolomeo, urlando a squarciagola cosa stessi facendo ed apparendo in evidente stato di alterazione. 

Infatti, alla mia risposta che stavo appendendo le copie dei giornali, completamente fuori di sé,reagiva, prima strappando dette copie, poi, girandosi, mi urlava, viso contro viso, perché gli avessi sputato... circostanza del tutto inesistente.... A questo punto, sempre più incontrollato nei gesti e nelle azioni malgrado alcuni colleghi, tra i quali Di Martino, cercassero di calmarlo, probabilmente si accorgeva che Pellerito stava registrando la scena con il cellulare (il video è visibile su “google video”, chiave di ricerca “Tolomeo”, ndr) e gli si scagliava contro mettendogli le mani al collo. 

L’intervento di altri colleghi, tra cui Guadagnino, serviva ad evitare conseguenze per Pellerito e ad allontanare Tolomeo verso gli uffici della Direzione. Ma questi, ancora furente, cercava di divincolarsi e proferiva, urlando, davanti alle numerose persone presenti (Di Martino, Guadagnino, Mangione,Cinzia Catalano ed altre) gravi ingiurie nei confronti miei e di Pellerito: “delinquente, nullafacente, bestia”. Le fasi concitate dell’aggressione e, distintamente, le espressioni ingiuriose sonostate registrate in audio-video da Pellerito e sono allegate allasua denuncia presentata il 24/11/2007 presso la Stazione Palermo PartannaMondello dei Carabinieri»-.,


La seconda denuncia è del 29 novembre, quando, «intorno alle ore 16:40-16:45, all’uscita dall’ufficio, mentre mitrovavo al 1 ° piano, nella stanza attigua e comunicante con quella del Responsabile dell’Area 1 “Personale”, avvocato Antonino Maniscalco, estavo protocollando... alcune note interne da trasmettere, sopraggiungeva Pietro Tolomeo, il quale mi chiedeva, urlando, cosa stessi facendo». «Fatto sta -denuncia Genchi - che non avevo neppure finito di rispondere... che Tolomeo andava subito e incomprensibilmente su tutte le furie, urlava che usavo quel protocollo abusivamente e e si abbandonava a gesti inconsulti, cominciando a buttare per terra fogl singoli, documentazione, fascicoli, scaffaletti in plastica porta documenti ed ogni altra cosa depositata sulle suppellettili della stanza. Poi, uscito nel corridoio e urlando ancora più forte, cercava di richiamare gente, indicandomi come l’autore di quello che aveva fatto lui poco prima. Ma, poiché non accorreva nessuno, rientrava nella stanza e, visibilmente alterato nei lineamenti del viso, mi metteva le mani al collo, stringendole e tentando di soffocarmi. Non vedendo una miareazione fisica se non quella di gridargli che cosa stesse facendo, allentava la presa e ritornava nel corridoio, urlando di essere stato aggredito». (D.D.J.)



Quel piano che... puzza Sicilia 7 DICEMBRE 2007 centonove ANZA', BARBARO, Cammarata, CAPILLI, CENTONOVE, Cirincione, CUSPILICI, CUTAIA, Daniele De Joannon, GENCHI, INTERLANDI, LICATA, Lombardo, PARMALIANA, PELLERITO, PIANO ARIA SICILIA, Sansone, TOLOMEO

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