L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























martedì 23 febbraio 2016

Baccei: salviamo governo e Bilancio ‘svendendo’ pezzi di Statuto speciale




Baccei: salviamo governo e Bilancio ‘svendendo’ pezzi di Statuto speciale 

Balzano Da Tre

Il quarto governo Crocetta è una pantomima. Ma i soldi alla Regione Renzi li ha scippati davvero. Così, in attesa che il governatore e Raciti trovino la ‘quadra’, magari sulle teste di Cleo Li Calzi e Antonio Fiumefreddo, l’assessore all’Economia avrebbe trovato il modo per far quadrare il cerchio: vendere i beni immobili e ‘svendere’ l’Autonomia

Allora, proviamo a capire se abbiamo capito qualcosa. Il terzo governo regionale di Rosario Crocetta è entrato in crisi una ventina di giorni fa, o forse prima. O forse in crisi lo è sempre stato. Il dato certo è che da due settimane Crocetta tratta per il quarto governo (in tre anni) con il segretario del PD siciliano, Fausto Raciti. Ieri, dopo una settimana di ultimatum, penultimatum, terzultimatum, quatultimatum e pentulimatum, Crocetta, bontà sua, ha varato la nuova Giunta.
Il tempo di annunciarla al mondo e, zact!, ecco che Raciti precisa: “Ci deve essere un errore”. Che errore? Crocetta e Antonello Cracolici volevano Giuseppe Lupo in Giunta. Per pareggiare i conti all’interno del PD. Ma soprattutto per ‘sbarellare’ Lupo dalla vice presidenza dell’Ars. Lupo ha replicato: “No, grazie”. Motivi? Almeno tre.
Primo: Lupo non vuole lasciare la vice presidenza del Parlamento siciliano.
Secondo: è uno dei dirigenti del PD che non si è sputtanato con Crocetta. Il presidente, carta canta, gode in Sicilia di una pessima reputazione. Chi non vuole essere rieletto (nel PD) si deve solo accompagnare a lui. E non è il caso di Lupo.
Terzo: la corrente del PD dello stesso Lupo ha comunque diritto a un assessorato. Quindi…
Solo che Crocetta, consigliato da Cracolici, non ha nominato assessore l’esponente della corrente di Lupo. Anzi, per essere precisi, con una zampata ‘zaffigna’, Cracolici ha incassato la nomina di assessore all’Agricoltura e ha riconfermato la fedelissima Cleo Li Calzi all’assessorato al Turismo. Con la scusa che Cleo verrebbe ascritta non al furbo Cracolici, ma ad altre aree del PD, o addirittura ai socialisti o ai verdiniani. Operazione fallita, perché nessuno si vuole ‘caricare’ la Li Calzi.
Rosario da Gela ha fatto di più. Ha intruppato nella Giunta anche l’avvocatoAntonio Fiumefreddo: non si capisce se in quota socialista o con lo stesso Crocetta. Insomma, i socialisti – non ricordiamo se quattro o cinque deputati di Sala d’Ercole arrivati dal Megafono e da altri schieramenti politici (tra questi c’è anche il vice presidente dell’Ars, Antonio Venturino, eletto con i grillini e subito in dissenso con il Movimento 5 Stelle) – non solo sono rimasti fuori dal governo, ma vengono utilizzati di volta in volta da questa o quella formazione politica per giustificare nomine azzardate. Una farsa.
Intanto Raciti sbraita. E’ andato a Roma a sbattere i pugni. A Roma da Renzi, dicono. Solo che i renziani siciliani hanno riconfermato in Giunta i tre dell’Ave Maria: il toscano Alessandro Baccei all’Economia, la magistrata Vania Contraffatto ad Energia, Acqua e Rifiuti e Baldo Gucciardi alla Salute. A conti fatti, i renziani hanno il ‘porco dentro’.
Ma sembra che Raciti abbia ottenuto rassicurazioni da Roma. Se Rosario da Gela non ‘sbarella’ Cleo Li Calzi e Antonio Fiumefreddo, il governo nazionale – quello che ha scippato decine di miliardi alla Regione siciliana – non dà alla Regione i soldi per approvare il Bilancio 2016. Rosario sembrerebbe disposto a ‘giocarsi’ subito Cleo, ma il prode Fausto vuole, anzi pretende, anche lo ‘scalpo’ di Fiumefreddo. “Non è possibile – ribatte il governatore -. Perché Fiumefreddo l’ho nominato anche nel passato governo e l’ho ‘sbarellato’ subito dopo. Ha battuto il record mondiale: delega revocata in meno di ventiquattr’ore. Se replico quello s’incazza di brutto”. Che succederà a Fiumefreddo? Resterà in carica almeno quarantotto ore, magari per ‘assaporare’ la poltrona di assessore? Non si capisce.
Nel frattempo, in soccorso di Crocetta è intervenuto Baccei, l’uomo di Renzi in Sicilia. “Presidente – ha detto Baccei – ci penso io: vendiamo un po’ di beni immobili della regione, svendiamo quattro-cinque articoli dello Statuto con una fiammante legge costituzionale e, oplà!, Renzi ‘caccerà i soldi”.
Già, svendere gli articoli dello Statuto. Quali? L’articolo 37 è sicuro perché è “inapplicabile” come il 416 bis alla mafia dell’antimafia. L’articolo 36 potrebbe essere eliminato perché oscuro con un frammento di Eraclito. Magari tolgono pure l’articolo 38 per sicurezza, non si sa mai. E a che ci sono, via anche l’articolo 31, quello dei poteri di Polizia al presidente della Regione, e magari quello che il capo della Giunta siciliana va a Roma con il rango di ministro quando ci sono casini nell’Isola. Perché togliere anche questi due? “Perché se li invoca Crocetta tutti sorridono e la gravità del momento impone compostezza”, fanno sapere dal quartier generale dei renziani.
A proposito: ma se tre renziani sono nel governo siciliano perché Renzi non dovrebbe ‘cacciare’ i soldi? Forse Baccei, la Contraffatto e Gucciardi debbono fare solo finta di governare, perché tanto a Marzo del prossimo anno, se non prima, si va tutti a casa (leggere scioglimento dell’Assemblea regionale siciliana con commissariamento o nuove elezioni)?
A confondere le cose ci si mette pure Totò Cardinale da Mussomeli, ordinario di ‘Trasformismo in politica’ presso la futura università cecoslovacca di Enna. Che ha combinato questa volta Totò-Piange-il -telefono (lo chiamavano così negli anni in cui era Ministro e apriva call center in tutta la Sicilia)? Lo spiega in modo rude e crudo Saverio Romano, che ha lasciato Forza Italia per approdare sulle sponde ‘cistercensi’ di Verdini: “Salvatore Cardinale, artefice e complice del disastro che per la Sicilia ha rappresentato Rosario Crocetta e i suoi governi, deluso dal fatto di non avere una adeguata rappresentanza di Sicilia Futura nel Crocetta quater, tenta in modo ridicolo di avvelenare i pozzi, attribuendo ad Alleanza liberalpopolare autonomie la nomina di Cleo Li Calzi, neo assessore al Turismo, persona che non conosco. Di Crocetta e dei suoi governi è noto cosa io pensi: tutto il male possibile.  A differenza di Cardinale, sponsor di cotanto presidente della Regione sin dalla prima ora”.
In tutto questo ci sono pure gli alfaniani che dopo aver ‘amoreggiato’ con il governo Crocetta per oltre nove mesi (il numero dei mesi è importante…) si rifiutano di riconoscere il frutto di un amore politico ‘mercenario’. In pratica, non riconoscono come loro assessore regionale il messinese Carlo Vermiglio che hanno nominato…
Ma quand’è che tutti questi se ne vanno a casa?  
C’è un blocco clientelare di 800mila voti che tiene la Sicilia sott’acqua Franco Busalacchi
Ragioniamo. Se vogliamo cambiare le cose in questa regione bisogna creare un blocco alternativo da opporre ai voti che vengono da quell’esercito che succhia dalla spesa pubblica. Chi chiude gli occhi davanti a tutto questo, chi non lavorerà per creare una seria alternativa avrà la stessa responsabilità di chi dopo essersi ubriacato si mette alla guida

Sarebbe bello se quelli che tra una mano e l’altra di burraco si lamentano dello schifo della politica; se quelli che si indignano e basta; se quelli che standosene al calduccio a casa alimentano questo schifo; se quelli che vorrebbero cambiare le cose ma vogliono che le cose le cambino gli altri per loro; se quelli che sono pronti a fare le barricate con i mobili degli altri…se…se…se….
Se tutti riflettessero su quanto è successo non appena i forestali sono scesi in piazza per reclamare il salario di scambio pattuito con sindacati e mala politica ….. Se tutti riflettessero sull’isteria collettiva che ha preso tutti politici, proprio tutti, aldilà del gioco delle parti, i quali, pur di trovare soldi veri per pagare un lavoro finto sarebbero disposti a tagliare la pensione alle loro madri …..Riflettiamo. E’ l’occasione buona, il momento per fare qualche conto. Di gente come i forestali ce n’è tanta.
Chi vuole non a parole ma con i fatti mettere fine a tutto questo deve sapere che è necessario costruire un blocco politico alternativo di circa un milione di voti. Da opporre ai voti che vengono dal blocco che succhia dalla spesa pubblica.
Forestali, appunto, precari di tutti i tipi, generi, misure e provenienze. Partecipate, ex pip, ex Spatafora, ex carcerati, carcerati tout court. Buoni ultimi, ma con qualche distinguo sempre più pronunciato, pubblici dipendenti e affini. Metteteci nel conto i vecchi fedelissimi della falce e martello, in piena demenza senile, vittime della coazione a ripetere; metteteci gli antichi DC, immutabili e fedeli nel tempo; metteteci quelli che non cambiano mai neanche le mutande.

A conti fatti si arriva a circa 800.000 mila voti. E questa è gente seria, gente che va a votare. Perché per loro il voto è vita. La conservazione della mala politica si identifica con la loro sopravvivenza fisica. E’ così arriviamo giusti giusti a quelli che hanno eletto questi.


E’ il blocco storico, sono i figli legittimi di quelli che al referendum votarono a favore del mantenimento di quella monarchia che se li era spolpati e sgranocchiati, è una micidiale mistura di ignoranza, stupidità, miopia, miseria, egoismo, mercimonio che, se lasciata libera di vincere ancora, ci riproporrà lo stesso schifo in cui viviamo e la stessa miseria morale. Chi chiude gli occhi davanti a tutto questo, chi non lavorerà per creare una seria alternativa avrà la stessa responsabilità di chi dopo essersi ubriacato si mette alla guida.

E sarà a loro e non ai politici che verranno eletti da quella parte della società che andrà imputata la responsabilità di quello che sarà il futuro, un futuro uguale a questo presente. Chi infilerà la testa nella sabbia esporrà il culo ai venti e, credetemi, questi politici non si faranno scrupoli e non si asterranno, se sarà necessario per la loro sopravvivenza.
Lo stanno già facendo.

BACCEI, BARRESI, CARTABELLOTTA, CASTELLUCCI, CICERO, CORSELLO, CROCETTA, FIUMEFREDDO, GIAMMANCO, INGROIA, IRSAP, LO BELLO, Lombardo, LUMIA, Marino, MONTANTE, PISTORIO, SAGUTO, SCILABRA, VENTURI,

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