L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 26 marzo 2016

SERVIZIO 2 2016 23 MARZO CON NOTA 19458 RESPINGE LA NOSTRA RICHIESTA ACCESSO AGLI ATTI PROT 1522 14 GENNAIO 2016 RICHIESTA PARERE LEGALE DEL SERVIZIO 3 SU PROCEDURA AIA ITALCEMENTI

SERVIZIO 2 2016 23 MARZO CON NOTA 19458 RIFIUTA LA NOSTRA RICHIESTA ACCESSO ATTI 1522 14 GENNAIO 2016
ITALCEMENTI 2007 17 APRIILE Sentenza 1156TAR Pa 1667 2006 19 Aprile 2007 proced 9916 2011 ALLEGATO 13 Ciampolillo 28 12 11 NO petcoke 27 8 2004 RICHIESTA AIA DELLA ITALCEMENTI
ITALCEMENTI 2006 25 LUGLIO REGIONE 3 SERVIZIO procedim 9916 2011 ALLEGATO 5 28 12 11 PROT 48283 ITALCEMENTI DIFFIDATA DA USO COMBUSTIBILE PETCOKE
MEMORIA 2013 Udienza 10 GENNAIO ANZA PROCEDIMENTO 9916 2011 CONF SERVIZI petcoke Interlandi E SUA PRESENZA 17 OTTOBRE 2007
COMPARSA DI COSTITUZIONE E DI RISPOSTA PROCEDIMENTO 9916 2011 28 DICEMBRE 2011 UDIENZA

SERVIZIO 3 2007 AGOSTO NOTA 58171 TOLOMEO SCRIVE RICHIEST PARERE LEGALE PROCEDURA AIA ITALCEMENTI prot ASSESSORATO 14891 218.07.11
ELENCO DOCUMENTI DI ANZA 'ALLEGATI PROCEDIMENTO 9916 2011
SERVIZIO 3 2007 11 OTTOBRE PROT 73956 ANZA 'CONVOCA CONFERENZA SERVIZI 17 ottobre 2007 INTERVIENE LA Interlandi SI RIPETE IL 4 LUGLIO 2007
SERVIZIO 2 VIA 2006 18 DICEMBRE TOLOMEO INIZIO PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI CONFERENZA SERVIZI 31 GENNAIO 2007 Convocato IL SERVIZIO 3 ANZA 'E ISOLA PULITA
SERVIZIO 2 VIA 2006 18 DICEMBRE convocazione 31 GENNAIO CONFERENZA SERVIZI PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI
ISOLA PULITA 2007 18 GENNAIO PROT ARTA 3654 SI Chiede PARTECIPAZIONE PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI INIZIO 31 GRENN 2007 Istanza ITALCEMENTI 2 11 06 PROT ARTA 75686
SERVIZIO 2 VIA VAS 2007 9 FEBBRAIO PROT 10741 RICHIESTA Autorizzazione ITALCEMENTI 2 11 2006 PROT ARTA 75686 SIC ZPS IBA 155 VALUTAZIONE INCIDENZA
Interlandi 2013 23 MAGGIO 9916 PROCEDIMENTO 2011 CONFERMA SUA PRESENZA CONFERENZA 17 OTTOBRE 2007

SERVIZIO 2 VIA 2007 29 GENNAIO 7202 PROT CANNOVA ISOLA PULITA CONFERENZA SERVIZI PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI 31 GENNAIO 2007 
ITALCEMENTI 2007 7 LUGLIO Giornale di Sicilia tenutasi CONFERENZA Concessione petcoke CRONACA DI UNA CONFERENZA FARSA
ITALCEMENTI 2007 16 APRILE RACC AR DCTI SEGO d GAR 13 RICHIESTA petcoke RELAZIONE TECNICA
AIA 2007 21 NOVEMBRE 2 CONFERENZA SERVIZI ITALCEMENTI ANZA '3 srvizio NON CONOSCE PROGETTO Richiede DOCUMENTI IL 4 LUGLIO 2007 LA CONFERENZA FARS
COMUNE ISOLA 2007 11 LUGLIO 8032 PROT ribadisce all'irregolarità PROCEDURA Seguita DAL SERVIZIO 3 IL 4 LUGLIO CON AIA IN ITINERE
SERVIZIO 3 2007 4 LUGLIO VERBALE CONFERENZA SERVIZI SU Istanza ITALCEMENTI EMISSIONI IN ATMOSFERA DUBBIO SU PROCEDURA Seguita DAL SERVIZIO
SERVIZIO 2 VIA 2006 18 DICEMBRE TOLOMEO INIZIO PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI  CONFERENZA SERVIZI 31 GENNAIO 2007  CONVOCATO IL SERVIZIO 3 ANZA'
17 OTTOBRE 2007, 4 APRILE 2007, 4 LUGLIO 2007, AIA, ANZA', CANNOVA, ciampolillo, CPTA, CTU, D LGS 152 2006, INTERLANDI, ITALCEMENTI, La vita in diretta, PROCED 9916 2011, RIESAME, RINNOVO, Sansone, TOLOMEO, ZUCCARELLO
SERVIZIO 3 2007 15 GIUGNOPROT 45549 convocazione CONF SERVIZI GIORNO 04 LUGLIO 2007 ITALCEMENTI COMUNE CPTA
SERVIZIO 3 2007 11 OTTOBRE PROT 73956 ANZA 'CONVOCA CONFERENZA SERVIZI 17 ottobre 2007 INTERVIENE LA Interlandi SI RIPETE IL 4 LUGLIO 2007 17 OTTOBRE 2007, 4 APRILE 2007, 4 LUGLIO 2007, AIA, ANZA', CANNOVA, ciampolillo, CPTA, CTU, D LGS 152 2006, INTERLANDI, ITALCEMENTI, La vita in diretta, PROCED 9916 2011, RIESAME, RINNOVO, Sansone, TOLOMEO, ZUCCARELLO
SERVIZIO 2 2016 23 MARZO  CON NOTA 19458 RESPINGE LA NOSTRA RICHIESTA ACCESSO AGLI ATTI PROT 1522 14 GENNAIO 2016 RICHIESTA PARERE LEGALE DEL SERVIZIO 3 SU PROCEDURA AIA ITALCEMENTI

SERVIZIO 2 2016 23 MARZO CON NOTA 19458 RIFIUTA LA NOSTRA RICHIESTA ACCESSO ATTI 1522 14 GENNAIO 2016

SERVIZIO 2 2016 23 MARZO  CON NOTA 19458 RIFIUTA LA NOSTRA RICHIESTA ACCESSO ATTI 1522 14 GENNAIO 2016
ITALCEMENTI 2007 17 APRIILE Sentenza 1156TAR Pa 1667 2006 19 Aprile 2007 proced 9916 2011 ALLEGATO 13 Ciampolillo 28 12 11 NO petcoke 27 8 2004 RICHIESTA AIA DELLA ITALCEMENTI
ITALCEMENTI 2006 25 LUGLIO REGIONE 3 SERVIZIO procedim 9916 2011 ALLEGATO 5 28 12 11 PROT 48283 ITALCEMENTI DIFFIDATA DA USO COMBUSTIBILE PETCOKE
MEMORIA 2013 Udienza 10 GENNAIO ANZA PROCEDIMENTO 9916 2011 CONF SERVIZI petcoke Interlandi E SUA PRESENZA 17 OTTOBRE 2007
COMPARSA DI COSTITUZIONE E DI RISPOSTA PROCEDIMENTO 9916 2011 28 DICEMBRE 2011 UDIENZA

SERVIZIO 3 2007 AGOSTO NOTA 58171 TOLOMEO SCRIVE RICHIEST PARERE LEGALE PROCEDURA AIA ITALCEMENTI prot ASSESSORATO 14891 218.07.11
ELENCO DOCUMENTI DI ANZA 'ALLEGATI PROCEDIMENTO 9916 2011
SERVIZIO 3 2007 11 OTTOBRE PROT 73956 ANZA 'CONVOCA CONFERENZA SERVIZI 17 ottobre 2007 INTERVIENE LA Interlandi SI RIPETE IL 4 LUGLIO 2007
SERVIZIO 2 VIA 2006 18 DICEMBRE TOLOMEO INIZIO PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI CONFERENZA SERVIZI 31 GENNAIO 2007 Convocato IL SERVIZIO 3 ANZA 'E ISOLA PULITA
SERVIZIO 2 VIA 2006 18 DICEMBRE convocazione 31 GENNAIO CONFERENZA SERVIZI PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI
ISOLA PULITA 2007 18 GENNAIO PROT ARTA 3654 SI Chiede PARTECIPAZIONE PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI INIZIO 31 GRENN 2007 Istanza ITALCEMENTI 2 11 06 PROT ARTA 75686
SERVIZIO 2 VIA VAS 2007 9 FEBBRAIO PROT 10741 RICHIESTA Autorizzazione ITALCEMENTI 2 11 2006 PROT ARTA 75686 SIC ZPS IBA 155 VALUTAZIONE INCIDENZA
Interlandi 2013 23 MAGGIO 9916 PROCEDIMENTO 2011 CONFERMA SUA PRESENZA CONFERENZA 17 OTTOBRE 2007

SERVIZIO 2 VIA 2007 29 GENNAIO 7202 PROT CANNOVA ISOLA PULITA CONFERENZA SERVIZI PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI 31 GENNAIO 2007 
ITALCEMENTI 2007 7 LUGLIO Giornale di Sicilia tenutasi CONFERENZA Concessione petcoke CRONACA DI UNA CONFERENZA FARSA
ITALCEMENTI 2007 16 APRILE RACC AR DCTI SEGO d GAR 13 RICHIESTA petcoke RELAZIONE TECNICA
AIA 2007 21 NOVEMBRE 2 CONFERENZA SERVIZI ITALCEMENTI ANZA '3 srvizio NON CONOSCE PROGETTO Richiede DOCUMENTI IL 4 LUGLIO 2007 LA CONFERENZA FARS
COMUNE ISOLA 2007 11 LUGLIO 8032 PROT ribadisce all'irregolarità PROCEDURA Seguita DAL SERVIZIO 3 IL 4 LUGLIO CON AIA IN ITINERE
SERVIZIO 3 2007 4 LUGLIO VERBALE CONFERENZA SERVIZI SU Istanza ITALCEMENTI EMISSIONI IN ATMOSFERA DUBBIO SU PROCEDURA Seguita DAL SERVIZIO
SERVIZIO 2 VIA 2006 18 DICEMBRE TOLOMEO INIZIO PROCEDIMENTO AIA ITALCEMENTI  CONFERENZA SERVIZI 31 GENNAIO 2007  CONVOCATO IL SERVIZIO 3 ANZA'
17 OTTOBRE 2007, 4 APRILE 2007, 4 LUGLIO 2007, AIA, ANZA', CANNOVA, ciampolillo, CPTA, CTU, D LGS 152 2006, INTERLANDI, ITALCEMENTI, La vita in diretta, PROCED 9916 2011, RIESAME, RINNOVO, Sansone, TOLOMEO, ZUCCARELLO
SERVIZIO 3 2007 15 GIUGNOPROT 45549 convocazione CONF SERVIZI GIORNO 04 LUGLIO 2007 ITALCEMENTI COMUNE CPTA
SERVIZIO 3 2007 11 OTTOBRE PROT 73956 ANZA 'CONVOCA CONFERENZA SERVIZI 17 ottobre 2007 INTERVIENE LA Interlandi SI RIPETE IL 4 LUGLIO 2007 17 OTTOBRE 2007, 4 APRILE 2007, 4 LUGLIO 2007, AIA, ANZA', CANNOVA, ciampolillo, CPTA, CTU, D LGS 152 2006, INTERLANDI, ITALCEMENTI, La vita in diretta, PROCED 9916 2011, RIESAME, RINNOVO, Sansone, TOLOMEO, ZUCCARELLO
SERVIZIO 2 2016 23 MARZO  CON NOTA 19458 RIFIUTA LA NOSTRA RICHIESTA ACCESSO ATTI 1522 14 GENNAIO 2016

mercoledì 16 marzo 2016

Caso Maiorana: la verità si avvicina?

Caso Maiorana: la verità si avvicina?



Caso Maiorana: la verità si avvicina?

Ci sono novità sulla scomparsa di Stefano Maiorana e di suo padre Antonio, avvenuta in un bollente 3 agosto 2007. Una vicenda che ha la mafia sullo sfondo, ma che ha nel cuore – nel suo cuore oscuro – i contrasti che quell’estate erano potenti nel cantiere edile di Isola delle Femmine (Palermo) in cui i Maiorana lavoravano. Dopo le ricerche col georadar, dopo i falsi avvistamenti, ora la ricerca dei corpi ha una perimetrazione precisa. Perché è successo qualcosa. Qualcuno sta parlando, sta dicendo cose che indirizzano la terza inchiesta sulla loro scomparsa, che vi abbiamo raccontato qui e qui. Già, ma cosa sta succedendo e perché stavolta dovremmo -più di altre- essere vicini alla verità?
bretella per punta raisi-crop
Perché quest’estate sono stati ritrovate una suola di scarpa e una borsa che potrebbero essere riconducibili a loro. Le indagini, coordinate dai Pm Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene, hanno puntato un terreno che si trova all’altezza della bretella autostradale che conduce verso l’aeroporto di Punta Raisi (nella foto sopra, l’area). Non è, questo, un dato qualsiasi: se pensiamo che è la stessa macroarea in cui, alle 7.50 di quella mattina d’estate, viene agganciato il cellulare di Dario Lopez, uno dei soci del cantiere su cui, da sempre, si appuntano gli sguardi degli investigatori. Lo stesso Lopez che si dimenticò, deponendo, di dire che quella mattina aveva messo benzina da quelle parti. Poi, il buio. La Smart dei Maiorana fu fatta ritrovare nel parcheggio dell’aeroporto, come a far credere che avessero preso un volo sul quale, in realtà, non erano mai saliti.
Ma una suola e una borsa potrebbero essere di chiunque, certo, specie nelle condizioni in cui sono state ritrovate. E infatti non sono le sole prove in mano alla magistratura. Negli scavi è stato ritrovato altro di più sostanzioso e si procede con cautela, tanto è vero che i ritrovamenti sono della scorsa estate e la notizia è stata data alla stampa solo nel gennaio scorso. I magistrati sono ottimisti ed è la prima volta che accade.
E forse è ottimista anche Rossella Accardo, madre di Stefano ed ex moglie di Antonio, che dal 2007 sta facendo di tutto per capire cosa hanno fatto a suo figlio (e anche al fratello, Marco, che si suicidò un anno e mezzo dopo). Le intuizioni dei Pm e nuovi particolari portati proprio dalla Accardo stanno facendo ricollegare elementi che fino a ieri erano distanti tra loro, come tessere di un puzzle che improvvisamente trovano la loro collocazione, la tessera cui stare accanto. Nel frattempo i reperti ritrovati vengono analizzati per fornire altre risposte, che potrebbero essere importantissime. A giugno sapremo cosa esce fuori dai laboratori dei camici bianchi: i Ris stanno prendendo tempo per fare le cose per bene.
Maiorana Accardo
Tutto nasce dalle nuove rivelazioni fatte da qualcuno di cui ancora non si sa il nome, ma che non è il pentito Galatolo, di cui avevamo scritto qui. E queste nuove parole hanno portato alla terza riapertura dell’inchiesta, che già nel 2010 e nel 2014 era stata archiviata. Ora ci sono nuovi Pm e nuove rivelazioni. E forse, per la prima volta, la verità è più vicina.
di Fabio Sanvitale



MAIORANA, BANDIERA , LOPEZ DARIO, MEGNA,ISPEZIONE AL COMUNE DI ISOLA TURANO,ALAMIA PAOLO, CINA' PIETRO, LUPARA BIANCA,CALLIOPE,PULIZZI,MAFIA,LO PICCOLO,CONSIGLIO COMUNALE,ISOLA DELLE FEMMINE 



2016 10 MARZO LUTRI LUCIO FUNZIONARIO REGIONE SICILIA DIPARTIMENTO ENERGIA



















Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


Lucio Lutri, il dirigente regionale con due facce: «Con una guarda a Cristo e con l'altra a Totò Riina»

31/07/2019 - 12:44


L’inchiesta Helycon ha tra i suoi personaggi principali Lucio Lutri, funzionario della Regione e massone e dunque con una di relazioni intrattenuta quale Maestro Venerabile di una loggia di Palermo.

Lutri, secondo i carabinieri, si è messo a disposizione di cosa nostra, acquisendo e veicolando informazioni riservate sulle attività di indagine in corso a carico della cosca, e mettendosi in contatto con professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione (in gran parte anch’essi massoni) per favorire le più disparate richieste (alcune delle quali illecite) avanzategli dai componenti del clan di Licata per affari e vicende relative ai loro interessi patrimoniali. Dalle indagini è altresì emerso che il rapporto tra i massoni Vito Lauria e Lucio Lutri era stato oggetto di un colloquio intercettato tra lo stesso Lutri e Giovanni Mugnos durante il quale quest’ultimo riferiva al suo interlocutore che Vito Lauria, in relazione ad un intervento che Lutri doveva effettuare per la risoluzione dei debiti che Giovanni Lauria aveva maturato per le spese della sua detenzione in carcere, gli aveva testualmente evidenziato che “tu non lo sai io e Lucio a chi apparteniamo... andiamo a finire... andiamo a finire sui giornali”, riferendosi alla affiliazione massonica che lo accomunava a Lutri e riferendosi al fatto che se l’appartenenza alla massoneria fosse diventata di dominio pubblico avrebbe suscitato clamore.
Il ruolo di Lutri è sintetizzato nelle parole pronunciate da Giovanni Mugnos che, oltre ad alludere alla protezione che la provincia mafiosa avrebbe da Matteo Messina Denaro, chiariva che Lutri “ha due facce... una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e "dra banna" ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”. Lucio Lutri è senza dubbio entrato in un rapporto strettissimo con la cosca licatese, rapporto che ha prodotto reciproci vantaggi sia a lui che a cosa nostra come la possibilità di richiedere favori che solo una struttura criminale come quella mafiosa poteva garantire. E questo è accaduto quando Lutri si è rivolto a Giacomo Casa per costringere con metodi mafiosi un imprenditore a onorare un debito nei confronti di una persona a lui vicina.
Lutri in un’altra occasione si è rivolto sempre a Giacomo Casa per ottenere la mobilitazione del clan per attivare dei contatti mafiosi a Canicattì, contatti che Mugnos, su indicazione di Giovanni Lauria, sono stati attivati attraverso Lillo Di Caro. In cambio il clan ha ottenuto da Lutri la sua disponibilità e i suoi canali massonici, per avere informazioni riservate su indagini a loro carico e per avere favori da professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione infedeli. La rete di favori, piccoli vantaggi che Lutri garantiva a tutti i principali componenti del clan mafioso di Licata, è stata anche veniva peraltro rivendicata dallo stesso Lutri nel corso di un dialogo con Giovanni Mugnos durante il quale faceva riferimento al costante lavoro di schermatura che garantiva agli uomini d’onore di Licata, consentendogli così di non comparire nei rapporti con enti e uffici pubblici, istituzioni e forze di Polizia.
E’ stato anche accertato che cosa nostra licatese confidava nella rete di rapporti anche internazionali dell’allora Maestro Venerabile per amplificare il proprio prestigio e per accrescere le potenzialità, tanto da ipotizzare la possibilità di estendere all’estero i propri interessi economico/criminali. La particolare considerazione che gli uomini d’onore di Licata riponevano su Lutri e dei suoi rapporti altolocati è rivelata proprio da Giovanni Mugnos e Angelo Lauria i quali, nel commentare l’efficacia dell’intervento di Lutri per risolvere alcuni problemi dello stesso Mugnos convenivano sulla concreta utilità che Lutri riusciva sempre a garantire. Il rapporto tra Lucio Lutri e il clan di Licata è stato “riassunto” nel corso di una conversazione intercettata, durante la quale Lutri parlando con Mugnos ha detto: “Ma chi minchia ci deve fermare più?”.





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Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


2016 11 MARZO Massoneria: Palermo, nella spazzatura carte con nomi e rituali 
Luca Cirimbilla




Sono stati ritrovati in un cassonetto della spazzatura i  documenti e gli elenchi top secret della nuova loggia massonica di Palermo, Pensiero e Azione: alla faccia della massima segretezza.

Che destino infame per la fratellanza fatta di cappucci e grembiuli, finita nell’indifferenziata, tra il contenitore per i rifiuti organici e la campana del vetro. C’era una volta la massoneria, organizzazione più o meno esoterica, di cui non si è mai capito a che punto arrivasse il confine della propria segretezza. Delle logge, soprattutto quelle deviate, se ne è parlato molto, spesso additate a torto o a ragione come protagoniste delle trame più oscure e colpevoli dei principali misfatti della storia del nostro Paese, sempre capaci di dettare dietro le quinte le linee politiche di qualsiasi governo nazionale.
Poi, un bel giorno, succede che a Palermo vengano ritrovate in alcuni cassonetti della spazzatura le 21 pagine che descrivono la cerimonia celebrativa – il 5 marzo nel capoluogo siciliano – della loggia numero 1498 del Grande Oriente d’Italia. I documenti giacevano a terra davanti agli uffici del dipartimento regionale all’Energia di viale Campania. Lo ha raccontato il sito siciliano MeridioNews che ha specificato come a pochi metri del ritrovamento lavorasse il maestro venerabile designato.
Un personale delle pulizie troppo diligente che svuota armadi inviolabili? Un maestro venerabile troppo sbadato che lascia incustodite carte oggetto di maggior riservatezza? Oppure il dispetto di qualche adepto che magari aspirava al ruolo di responsabile della loggia e ha fatto ritrovare quegli elenchi? 
Le cause che hanno portato alla scoperta delle carte per ora sono solo ipotizzabili, ma si conoscono i nomi dei 15 fratelli designati nel corso della cerimonia descritta nel faldone, compreso quello del maestro venerabile, Lucio Lutri funzionario del servizio 3, quello che si occupa di autorizzazioni e concessioni all’Energia della regione Sicilia. I 15 muratori secondo il sito MeridioNews sarebbero soprattutto medici e avvocati operanti nel palermitano. Una volta contattati, alcuni di loro sono rimasti molto sorpresi della loro appartenenza scoperta, altri invece hanno attribuito tutto a una presunta omonimia.
E pensare che Lutri aveva raggiunto il grado di maestro venerabile grazie all’appartenenza pluriennale alla massoneria, come ha spiegato il maestro venerabile insediante durante il rito: «Illustrissimo e carissimo fratello Lucio Lutri», comincia, per poi elencare il curriculum massonico del funzionario: «Elevato al grado di compagno d’arte» e poi «al sublime grado di maestro», dopo tre anni sarebbe diventato «dignitario di loggia». Per questo, ha continuato il maestro venerabile insediante, «riconosco in voi tutte le qualità e i requisiti necessari» alla nuova promozione.
Come abbiamo raccontato, sempre in Sicilia, a Trapani, c’è una loggia massonica capace di dettare legge anche alla mafia (leggi qui). Da Trapani a Palermo: pochi chilometri, ma la strada per la loggia Pensiero e Azione sembra molto lunga e in salita.


Il 25 Aprile e' una data storica.

Piaccia o non piaccia.

Ormai siamo stanchi di ascoltare le ragioni degli uni e degli altri contendenti la poltrona.
Non esprimo in questa sede e sopratutto oggi la mia opinione anche se chi mi conosce sa come la penso.
Pero' una cosa non mi va giu'!!!
NESSUNO DEVE SPECULARE SULLA PELLE DEL SUD E DELLA SICILIA IN PARTICOLARE.
Io oggi da Siciliano, da uomo libero, da cittadino rispettoso delle Istituzioni ESIGO che la mia terra nom venga utilizzata per PAGLIACCIATE POLITICHE ED ELETTORALI da CHI CHE SIA!!!!
MI SONO SPIEGATO??
quindi dico a tutti i ruffiani, a tutti gli attori e comparse della scena politica Italiana che oggi ne' Corleone ne' ieri Castevetrano ne' qualsisi altro palmo del nostro territorio dovete permettervi di piegare ai Vostri interessi personali e politici.
Se di liberazione bisogna parlare allora parliamone sempre, riscattiamoci da questa stereotipata immagine che ci portiamo dietro e sopratutto liberiamoci dagli scheletri che ci portiamo dentro e reagiamo con orgoglio e fierezza a tutte le nefandezze che falsamente hanno storpiato la nostra immagine e la nostra storia agli occhi del mondo.
Per questo , con gioa e serenuta', oggi festeggero' con la mia famiglia e con i miei amici; con loro parleremo, ci confronteremo, ascolteremo i sogni dei nostri figli e se possibile con un sorriso, continueremo a fare il nostro dovetr di persone perbene, oneste, rispettose del prossimo ed accanto per quanto possibile a chi sta peggio di noi.
Ecco peche' non me ne fotte niente delle Parate politiche di Cadtelvetrano, Corleone, Caltanissetta etc.
Cominciamo dalle nostre famiglie!!!
Buona giornata a tutti.
Lucio Lutri


Insieme Per. era in diretta.



Finalmente a casa!!!!

Posso dire che oggi per me e' stata una giornata di m......da?

Posso dire che oggi ho avuro a che fare con tanti ........co......ni che credendosi manager, imprendtori, professionisti etc. Si sono dimosttati la quintessenza del nulla???
Cazzo ma come facciamo allora a difendere la nostra terra con tanta presunzione e tanta ignoranza?
Un minimo di preparazione condita con un po' di rispetto per chi ti sta' innanzi e possiano arrivare in capo al mondo.
E invece....... siamo nella c......ca!!!
Che palle pero' !!!!



LUTRI LUCIO,LICATA,MASSONERIA,MAFIA,FUNZIONARIO REGIONE SICILIA,MAESTRO VENERABILE,ISMEA,HALYCON,MUGNOS GIOVANNI,VECCHIONI RENATO,PULLARA CARMELO,CARACAUSI PAOLO,MOVIMENTO 139,D'URSO SALVATORE,FAVA CLAUDIO LIVATINO ROSARIO,PENSIERO E AZIONE,MARSALA,LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,ASSESSORATO ENERGIA,TINNIRELLO,PALAZZOLO SALVO,COCINA SALVO,CANNOVA GIANFRANCO,TOLOMEO PIETRO,LAURIA VITO,RIINA SALVATORE,BORSELLINO PAOLO,FALCONE GIOVANNI,INZERILLO TOMMASO,LAURIA GIOVANNI,CASA GIACOMO,MUGNOS GIOVANNI,SEMPREVIVO RAIMONDO,PENSIERO E AZIONE L MAFIA, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,MARSALA,TRAPANI,
  FUNZIONARIO DEL DIPARTIMENTO REGIONE SICILIA ENERGIA   , LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA, PENSIERO E AZIONE, SINDONA MICHELE, BANCA PRIVATA, VITALE GIACOMO, FODERA' FRANCESCO, LOGGIA CAMEA, BARRESI GAETANO, CRIMI MICELI GIUSEPPE, GELLI  LICIO, CARBONI FLAVIO, FALCONE GIOVANNI,DEPISTAGGIO,STRAGE DI USTICA,STRAGE DI BOLOGNA,STRAGE VIA DEI GEORGLOFICI FIRENZE,STRAGE DI CAPACI,I MISTERI D'ITALIA,STRAGE STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE DI MILANO, STRAGE DI VIAREGGIO,    LE MORTI OSCURE, 2019 31 LUGLIO L'ARRESTO DI LUTRI LUCIO FINZIONARIO DEL DIPARTIMENTO REGIONE SICILIA ENERGIA 2016 11 MARZO Massoneria: Palermo, nella spazzatura carte con nomi e rituali Cronaca 11/03/2016 - Luca Cirimbilla ASSESSORATO ENERGIA, FUNZIONARIO REGIONE SICILIA, LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA,MORTI OSCURI, PENSIERO E AZIONE, 






Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


Lucio Lutri, il dirigente regionale con due facce: «Con una guarda a Cristo e con l'altra a Totò Riina»

31/07/2019 - 12:44


L’inchiesta Helycon ha tra i suoi personaggi principali Lucio Lutri, funzionario della Regione e massone e dunque con una di relazioni intrattenuta quale Maestro Venerabile di una loggia di Palermo.

Lutri, secondo i carabinieri, si è messo a disposizione di cosa nostra, acquisendo e veicolando informazioni riservate sulle attività di indagine in corso a carico della cosca, e mettendosi in contatto con professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione (in gran parte anch’essi massoni) per favorire le più disparate richieste (alcune delle quali illecite) avanzategli dai componenti del clan di Licata per affari e vicende relative ai loro interessi patrimoniali. Dalle indagini è altresì emerso che il rapporto tra i massoni Vito Lauria e Lucio Lutri era stato oggetto di un colloquio intercettato tra lo stesso Lutri e Giovanni Mugnos durante il quale quest’ultimo riferiva al suo interlocutore che Vito Lauria, in relazione ad un intervento che Lutri doveva effettuare per la risoluzione dei debiti che Giovanni Lauria aveva maturato per le spese della sua detenzione in carcere, gli aveva testualmente evidenziato che “tu non lo sai io e Lucio a chi apparteniamo... andiamo a finire... andiamo a finire sui giornali”, riferendosi alla affiliazione massonica che lo accomunava a Lutri e riferendosi al fatto che se l’appartenenza alla massoneria fosse diventata di dominio pubblico avrebbe suscitato clamore.
Il ruolo di Lutri è sintetizzato nelle parole pronunciate da Giovanni Mugnos che, oltre ad alludere alla protezione che la provincia mafiosa avrebbe da Matteo Messina Denaro, chiariva che Lutri “ha due facce... una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e "dra banna" ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”. Lucio Lutri è senza dubbio entrato in un rapporto strettissimo con la cosca licatese, rapporto che ha prodotto reciproci vantaggi sia a lui che a cosa nostra come la possibilità di richiedere favori che solo una struttura criminale come quella mafiosa poteva garantire. E questo è accaduto quando Lutri si è rivolto a Giacomo Casa per costringere con metodi mafiosi un imprenditore a onorare un debito nei confronti di una persona a lui vicina.
Lutri in un’altra occasione si è rivolto sempre a Giacomo Casa per ottenere la mobilitazione del clan per attivare dei contatti mafiosi a Canicattì, contatti che Mugnos, su indicazione di Giovanni Lauria, sono stati attivati attraverso Lillo Di Caro. In cambio il clan ha ottenuto da Lutri la sua disponibilità e i suoi canali massonici, per avere informazioni riservate su indagini a loro carico e per avere favori da professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione infedeli. La rete di favori, piccoli vantaggi che Lutri garantiva a tutti i principali componenti del clan mafioso di Licata, è stata anche veniva peraltro rivendicata dallo stesso Lutri nel corso di un dialogo con Giovanni Mugnos durante il quale faceva riferimento al costante lavoro di schermatura che garantiva agli uomini d’onore di Licata, consentendogli così di non comparire nei rapporti con enti e uffici pubblici, istituzioni e forze di Polizia.
E’ stato anche accertato che cosa nostra licatese confidava nella rete di rapporti anche internazionali dell’allora Maestro Venerabile per amplificare il proprio prestigio e per accrescere le potenzialità, tanto da ipotizzare la possibilità di estendere all’estero i propri interessi economico/criminali. La particolare considerazione che gli uomini d’onore di Licata riponevano su Lutri e dei suoi rapporti altolocati è rivelata proprio da Giovanni Mugnos e Angelo Lauria i quali, nel commentare l’efficacia dell’intervento di Lutri per risolvere alcuni problemi dello stesso Mugnos convenivano sulla concreta utilità che Lutri riusciva sempre a garantire. Il rapporto tra Lucio Lutri e il clan di Licata è stato “riassunto” nel corso di una conversazione intercettata, durante la quale Lutri parlando con Mugnos ha detto: “Ma chi minchia ci deve fermare più?”.





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Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A < /div>


LUTRI LUCIO,LICATA,MASSONERIA,MAFIA,FUNZIONARIO REGIONE SICILIA,MAESTRO VENERABILE,LIVATINO ROSARIO,PENSIERO E AZIONE,MARSALA,LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,ASSESSORATO ENERGIA,TINNIRELLO,PALAZZOLO SALVO,COCINA SALVO,CANNOVA GIANFRANCO,TOLOMEO PIETRO,LAURIA VITO,RIINA SALVATORE,BORSELLINO PAOLO,FALCONE GIOVANNI,INZERILLO TOMMASO,LAURIA GIOVANNI,CASA GIACOMO,MUGNOS GIOVANNI,SEMPREVIVO RAIMONDO,PENSIERO E AZIONE L MAFIA, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,MARSALA,TRAPANI,
2019 31 LUGLIO L'ARRESTO DI LUTRI LUCIO FINZIONARIO DEL DIPARTIMENTO REGIONE SICILIA ENERGIA ASSESSORATO ENERGIA, FUNZIONARIO REGIONE SICILIA, LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA, PENSIERO E AZIONE,


Lucio Lutri, il dirigente regionale con due facce: «Con una guarda a Cristo e con l'altra a Totò Riina»

31/07/2019 - 12:44


L’inchiesta Helycon ha tra i suoi personaggi principali Lucio Lutri, funzionario della Regione e massone e dunque con una di relazioni intrattenuta quale Maestro Venerabile di una loggia di Palermo.

Lutri, secondo i carabinieri, si è messo a disposizione di cosa nostra, acquisendo e veicolando informazioni riservate sulle attività di indagine in corso a carico della cosca, e mettendosi in contatto con professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione (in gran parte anch’essi massoni) per favorire le più disparate richieste (alcune delle quali illecite) avanzategli dai componenti del clan di Licata per affari e vicende relative ai loro interessi patrimoniali. Dalle indagini è altresì emerso che il rapporto tra i massoni Vito Lauria e Lucio Lutri era stato oggetto di un colloquio intercettato tra lo stesso Lutri e Giovanni Mugnos durante il quale quest’ultimo riferiva al suo interlocutore che Vito Lauria, in relazione ad un intervento che Lutri doveva effettuare per la risoluzione dei debiti che Giovanni Lauria aveva maturato per le spese della sua detenzione in carcere, gli aveva testualmente evidenziato che “tu non lo sai io e Lucio a chi apparteniamo... andiamo a finire... andiamo a finire sui giornali”, riferendosi alla affiliazione massonica che lo accomunava a Lutri e riferendosi al fatto che se l’appartenenza alla massoneria fosse diventata di dominio pubblico avrebbe suscitato clamore.
Il ruolo di Lutri è sintetizzato nelle parole pronunciate da Giovanni Mugnos che, oltre ad alludere alla protezione che la provincia mafiosa avrebbe da Matteo Messina Denaro, chiariva che Lutri “ha due facce... una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e "dra banna" ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”. Lucio Lutri è senza dubbio entrato in un rapporto strettissimo con la cosca licatese, rapporto che ha prodotto reciproci vantaggi sia a lui che a cosa nostra come la possibilità di richiedere favori che solo una struttura criminale come quella mafiosa poteva garantire. E questo è accaduto quando Lutri si è rivolto a Giacomo Casa per costringere con metodi mafiosi un imprenditore a onorare un debito nei confronti di una persona a lui vicina.
Lutri in un’altra occasione si è rivolto sempre a Giacomo Casa per ottenere la mobilitazione del clan per attivare dei contatti mafiosi a Canicattì, contatti che Mugnos, su indicazione di Giovanni Lauria, sono stati attivati attraverso Lillo Di Caro. In cambio il clan ha ottenuto da Lutri la sua disponibilità e i suoi canali massonici, per avere informazioni riservate su indagini a loro carico e per avere favori da professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione infedeli. La rete di favori, piccoli vantaggi che Lutri garantiva a tutti i principali componenti del clan mafioso di Licata, è stata anche veniva peraltro rivendicata dallo stesso Lutri nel corso di un dialogo con Giovanni Mugnos durante il quale faceva riferimento al costante lavoro di schermatura che garantiva agli uomini d’onore di Licata, consentendogli così di non comparire nei rapporti con enti e uffici pubblici, istituzioni e forze di Polizia.
E’ stato anche accertato che cosa nostra licatese confidava nella rete di rapporti anche internazionali dell’allora Maestro Venerabile per amplificare il proprio prestigio e per accrescere le potenzialità, tanto da ipotizzare la possibilità di estendere all’estero i propri interessi economico/criminali. La particolare considerazione che gli uomini d’onore di Licata riponevano su Lutri e dei suoi rapporti altolocati è rivelata proprio da Giovanni Mugnos e Angelo Lauria i quali, nel commentare l’efficacia dell’intervento di Lutri per risolvere alcuni problemi dello stesso Mugnos convenivano sulla concreta utilità che Lutri riusciva sempre a garantire. Il rapporto tra Lucio Lutri e il clan di Licata è stato “riassunto” nel corso di una conversazione intercettata, durante la quale Lutri parlando con Mugnos ha detto: “Ma chi minchia ci deve fermare più?”.





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Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A < /div>


LUTRI LUCIO,LICATA,MASSONERIA,MAFIA,FUNZIONARIO REGIONE SICILIA,MAESTRO VENERABILE,LIVATINO ROSARIO,PENSIERO E AZIONE,MARSALA,LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,ASSESSORATO ENERGIA,TINNIRELLO,PALAZZOLO SALVO,COCINA SALVO,CANNOVA GIANFRANCO,TOLOMEO PIETRO,LAURIA VITO,RIINA SALVATORE,BORSELLINO PAOLO,FALCONE GIOVANNI,INZERILLO TOMMASO,LAURIA GIOVANNI,CASA GIACOMO,MUGNOS GIOVANNI,SEMPREVIVO RAIMONDO,PENSIERO E AZIONE L MAFIA, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,MARSALA,TRAPANI,
ASSESSORATO ENERGIA, FUNZIONARIO REGIONE SICILIA, LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA, PENSIERO E AZIONE, 2019 31 LUGLIO MAFIA E MASSONERIA LUCIO LUTRI CON DUE FACCE CON UNA GUARDA A CRISTO CON L'ALTRA A TOTO' RIINA


Mafia e massoneria, blitz fra Licata e Palermo. In manette due “maestri venerabili”



Sono un funzionario regionale (che si vantava: "Ma chi minchia ci deve fermare più?") e il figlio di un boss. Operazione del Ros, fermati anche cinque boss dell'Agrigentino
di SALVO PALAZZOLO31 Luglio 2019
3' di lettura

Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete. Sono sette le persone arrestate questa notte sulla base di un provvedimento di fermo disposto dal procuratore Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Claudio Camilleri, Calogero Ferrara e Alessia Sinatra.

Al centro dell'indagine, il funzionario regionale in servizio a Palermo, all'assessorato all'Energia (servizio Quarto, Por e finanziamenti), è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: le intercettazioni raccontano che avrebbe messo a disposizione della cosca di Licata diretta da Giovanni Lauria detto "il professore" la sua rete di conoscenze, nella pubblica amministrazione e nelle logge, per consentire di portare a termine i propri affari in vari settori. Lutri si vantava di questi contatti criminali. "Ma chi minchia ci deve fermare più?", ripeteva. E di lui dicevano: "Ha due facce, Una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e da' banna(dall'altra parte - ndr) ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”.
Continua ad esserci una grande voglia di mafia tra i colletti bianchi siciliani, l'ultima indagine della direzione distrettuale antimafia di Palermo e dei carabinieri del Ros vale un trattato di sociologia. E ripropone la domanda che tante volte abbiamo fatto: cosa spinge un rispettabile (o presunto tale) funzionario regionale ad avere contatti con mafiosi conclamati? Giovanni Lauria è un vecchio padrino, già condannato definitivamente per associazione mafiosa. In provincia di Agrigento, nessuno può dire di non sapere.
Oggi, la risposta è in quella stanza di compensazione che era rappresentata da una loggia massonica: nel segreto di tanti rituali, colletti bianchi e mafiosi si incontravano per gestire le questioni più diverse, che stavano a cuore ad entrambi. Così, Lutri aveva assicurato il suo interessamento per fare avere uno sconto sulle spese di detenzione del capomafia di Licata. E i boss avevano ricambiato recuperando un credito che stava a cuore a una persona vicina al massone. Naturalmente, con i metodi propri dell'organizzazione. 
Dunque, mafia e massoneria. E' la frontiera più complessa delle indagini, una storia antica di relazioni che riporta ai misteri grandi di Cosa nostra, quelli ancora da svelare. Intanto, il provvedimento di fermo riguarda: Giovanni Lauria, 79 anni, il figlio Vito (49), Angelo Lauria (45), Giacomo Casa (64), Giovanni Mugnos (53), Raimondo Semprevivo (47) e Lucio Lutri (60).
Funzionario e massone
Chi è davvero Lucio Lutri? Sul sito Internet del Grande Oriente d’Italia si racconta di una cerimonia in grande stile per la nascita della nuova “officina” diretta dal funzionario regionale: “Pensiero e azione”. Era il marzo 2016. All’epoca, Lutri doveva essere persona parecchio stimata, perché il notiziario del “Goi”, “Erasmo”, si esprimeva con toni trionfalistici: “A Palermo presso la Casa Massonica di Piazzetta Speciale, alla presenza di 200 e più fratelli provenienti da tutti gli Orienti della Sicilia e da svariate altre parti d’Italia, sono state innalzate le colonne di una nuova officina, la “Pensiero e Azione” (1498) alla presenza di numerosi maestri venerabili”. E di Lutri si diceva che era stato “insediato sul seggio di Re Salomone, quale maestro venerabile della neo costituita loggia per l’anno 2016”.
Cinque giorni dopo quella cerimonia, una copia del verbale della seduta fu ritrovata in un cassonetto dell’indifferenziata di viale Campania, proprio di fronte l’assessorato all’Energia dove lavora Lutri. Che curiosa coincidenza. In quelle 21 pagine, il “maestro venerabile insediante” dava atto della lunga carriera massonica del funzionario regionale. “Elevato al grado di compagno d'arte” e poi “al sublime grado di maestro”, dopo tre anni nominato “dignitario di loggia”. Per questo, diceva il maestro venerabile insediante, “riconosco in voi tutte le qualità e i requisiti necessari”.
Oggi, Lucio Lutri non è più “maestro venerabile” della loggia “Pensiero e azione”, ma “copritore interno” della loggia, un altro incarico delicato all’interno della massoneria. Intanto, raccontano le indagini, avrebbe proseguito le sue relazioni riservate con i mafiosi di Licata. Scrive la procura di Palermo nel provvedimento di fermo: “L’associazione mafiosa ha avuto garantita da Lutri la sua disponibilità e l’utilizzo di importanti canali massonici, ottenendo la stessa associazione e per essa i singoli esponenti della famiglia vantaggi consistenti ora nell’acquisizione di informazioni riservate circa attività di indagine a loro carico, ora nell’interessamento di professionisti compiacenti e dipendenti infedeli della pubblica amministrazione”.


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Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


Lucio Lutri, il dirigente regionale con due facce: «Con una guarda a Cristo e con l'altra a Totò Riina»

31/07/2019 - 12:44


L’inchiesta Helycon ha tra i suoi personaggi principali Lucio Lutri, funzionario della Regione e massone e dunque con una di relazioni intrattenuta quale Maestro Venerabile di una loggia di Palermo.

Lutri, secondo i carabinieri, si è messo a disposizione di cosa nostra, acquisendo e veicolando informazioni riservate sulle attività di indagine in corso a carico della cosca, e mettendosi in contatto con professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione (in gran parte anch’essi massoni) per favorire le più disparate richieste (alcune delle quali illecite) avanzategli dai componenti del clan di Licata per affari e vicende relative ai loro interessi patrimoniali. Dalle indagini è altresì emerso che il rapporto tra i massoni Vito Lauria e Lucio Lutri era stato oggetto di un colloquio intercettato tra lo stesso Lutri e Giovanni Mugnos durante il quale quest’ultimo riferiva al suo interlocutore che Vito Lauria, in relazione ad un intervento che Lutri doveva effettuare per la risoluzione dei debiti che Giovanni Lauria aveva maturato per le spese della sua detenzione in carcere, gli aveva testualmente evidenziato che “tu non lo sai io e Lucio a chi apparteniamo... andiamo a finire... andiamo a finire sui giornali”, riferendosi alla affiliazione massonica che lo accomunava a Lutri e riferendosi al fatto che se l’appartenenza alla massoneria fosse diventata di dominio pubblico avrebbe suscitato clamore.
Il ruolo di Lutri è sintetizzato nelle parole pronunciate da Giovanni Mugnos che, oltre ad alludere alla protezione che la provincia mafiosa avrebbe da Matteo Messina Denaro, chiariva che Lutri “ha due facce... una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e "dra banna" ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”. Lucio Lutri è senza dubbio entrato in un rapporto strettissimo con la cosca licatese, rapporto che ha prodotto reciproci vantaggi sia a lui che a cosa nostra come la possibilità di richiedere favori che solo una struttura criminale come quella mafiosa poteva garantire. E questo è accaduto quando Lutri si è rivolto a Giacomo Casa per costringere con metodi mafiosi un imprenditore a onorare un debito nei confronti di una persona a lui vicina.
Lutri in un’altra occasione si è rivolto sempre a Giacomo Casa per ottenere la mobilitazione del clan per attivare dei contatti mafiosi a Canicattì, contatti che Mugnos, su indicazione di Giovanni Lauria, sono stati attivati attraverso Lillo Di Caro. In cambio il clan ha ottenuto da Lutri la sua disponibilità e i suoi canali massonici, per avere informazioni riservate su indagini a loro carico e per avere favori da professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione infedeli. La rete di favori, piccoli vantaggi che Lutri garantiva a tutti i principali componenti del clan mafioso di Licata, è stata anche veniva peraltro rivendicata dallo stesso Lutri nel corso di un dialogo con Giovanni Mugnos durante il quale faceva riferimento al costante lavoro di schermatura che garantiva agli uomini d’onore di Licata, consentendogli così di non comparire nei rapporti con enti e uffici pubblici, istituzioni e forze di Polizia.
E’ stato anche accertato che cosa nostra licatese confidava nella rete di rapporti anche internazionali dell’allora Maestro Venerabile per amplificare il proprio prestigio e per accrescere le potenzialità, tanto da ipotizzare la possibilità di estendere all’estero i propri interessi economico/criminali. La particolare considerazione che gli uomini d’onore di Licata riponevano su Lutri e dei suoi rapporti altolocati è rivelata proprio da Giovanni Mugnos e Angelo Lauria i quali, nel commentare l’efficacia dell’intervento di Lutri per risolvere alcuni problemi dello stesso Mugnos convenivano sulla concreta utilità che Lutri riusciva sempre a garantire. Il rapporto tra Lucio Lutri e il clan di Licata è stato “riassunto” nel corso di una conversazione intercettata, durante la quale Lutri parlando con Mugnos ha detto: “Ma chi minchia ci deve fermare più?”.





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Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A < /div>


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ASSESSORATO ENERGIA, FUNZIONARIO REGIONE SICILIA, LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA, PENSIERO E AZIONE,

LUTRI LUCIO,LICATA,MASSONERIA,MAFIA,FUNZIONARIO REGIONE SICILIA,MAESTRO VENERABILE,LIVATINO ROSARIO,PENSIERO E AZIONE,MARSALA,LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,ASSESSORATO ENERGIA,TINNIRELLO,PALAZZOLO SALVO,COCINA SALVO,CANNOVA GIANFRANCO,TOLOMEO PIETRO,LAURIA VITO,RIINA SALVATORE,BORSELLINO PAOLO,FALCONE GIOVANNI,INZERILLO TOMMASO,LAURIA GIOVANNI,CASA GIACOMO,MUGNOS GIOVANNI,SEMPREVIVO RAIMONDO,PENSIERO E AZIONE,MASSONERIA,LUTRI LUCIO,MAFIA, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,MARSALA,TRAPANI,
2019 31 LUGLIO MAFIA E MASSONERIA UN DIRIGENTE DELLA REGIONE SICILIA AGLI ARRESTI ASSESSORATO ENERGIA, FUNZIONARIO REGIONE SICILIA, LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA, PENSIERO E AZIONE,





Patto tra mafia e massoneria, fermato anche un funzionario regionale. Ecco le intercettazioni. VIDEO









Gli investigatori spiegano il contenuto delle intercettazioni contenute nel video diffuso dai carabinieri. Ecco di seguito la spiegazione: 1° DIALOGO  Viene sottolineata la caratura criminale di Lauria Giovanni il quale, in qualità di portavoce di Falsone Giuseppe, è stato protagonista di dinamiche associative di assoluto rilievo che hanno visto coinvolti i massimi vertici di Cosa Nostra siciliana. 2° DIALOGO Un esponente della criminalità organizzata calabrese lamenta di non aver ricevuto il pagamento per una fornitura di droga e chiede l’aiuto a Casa Giacomo (esponente della stessa Famiglia di Licata), sottolineando come i calabresi, nutrendo rispetto per l’autorità criminale del Lauria, non intendano procedere autonomamente al regolamento di conti con il soggetto siciliano insolvente. 3° DIALOGO  I due esponenti Mugnos Giovanni e Lutri Lucio sottolineano la necessità di non utilizzare i telefoni in quanto intercettabili (quindi pericolosi come “bombe”) 4° DIALOGO Si sottolineano le caratteristiche criminali del Lauria Giovanni: in qualità di mafioso “vecchio stampo”, il ‘professore’ rispetta le regole della c.d. “vecchia mafia” (quali il disprezzo per il traffico di droga e il divieto di uccidere donne e bambini) ma, nel contempo, è inflessibile nel punire chi si è reso responsabile di una mancanza.





Massoneria, carte di una loggia nella spazzatura

Il maestro venerabile è un funzionario regionale

Il documento dal lessico pomposo - tra maglietto, squadra, compasso e spada fiammeggiante - descrive la nascita di un nuovo gruppo massonico a Palermo. Durante la cerimonia vengono designati 15 fratelli, tra cui diversi medici. A capo c'è Lucio Lutri del dipartimento all'Energia

SIMONE OLIVEL LI 10 MARZO 2016





«Fratelli, vi esorto a mantenere il riserbo sui lavori compiuti». Tra le precauzioni da prendere in termini di discrezione, il maestro venerabile Lucio Lutri non avrà messo in conto l'ipotesi che i documenti della fondazione della loggia massonica palermitana Pensiero e Azione potessero finire, ancora intatti, nel cassonetto dell'indifferenziata. Le 21 pagine che descrivono la cerimonia celebrativa - il 5 marzo nel capoluogo siciliano - della loggia numero 1498 del Grande Oriente d'Italia sono stati infatti trovati davanti agli uffici del dipartimento regionale all'Energia di viale Campania. A pochi metri da dove il maestro venerabile lavora. 






MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese
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Mafia e massoneria, blitz fra Licata e Palermo. In manette due “maestri venerabili”



Sono un funzionario regionale (che si vantava: "Ma chi minchia ci deve fermare più?") e il figlio di un boss. Operazione del Ros, fermati anche cinque boss dell'Agrigentino
di SALVO PALAZZOLO31 Luglio 2019
3' di lettura

Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete. Sono sette le persone arrestate questa notte sulla base di un provvedimento di fermo disposto dal procuratore Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Claudio Camilleri, Calogero Ferrara e Alessia Sinatra.

Al centro dell'indagine, il funzionario regionale in servizio a Palermo, all'assessorato all'Energia (servizio Quarto, Por e finanziamenti), è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: le intercettazioni raccontano che avrebbe messo a disposizione della cosca di Licata diretta da Giovanni Lauria detto "il professore" la sua rete di conoscenze, nella pubblica amministrazione e nelle logge, per consentire di portare a termine i propri affari in vari settori. Lutri si vantava di questi contatti criminali. "Ma chi minchia ci deve fermare più?", ripeteva. E di lui dicevano: "Ha due facce, Una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e da' banna(dall'altra parte - ndr) ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”.
Continua ad esserci una grande voglia di mafia tra i colletti bianchi siciliani, l'ultima indagine della direzione distrettuale antimafia di Palermo e dei carabinieri del Ros vale un trattato di sociologia. E ripropone la domanda che tante volte abbiamo fatto: cosa spinge un rispettabile (o presunto tale) funzionario regionale ad avere contatti con mafiosi conclamati? Giovanni Lauria è un vecchio padrino, già condannato definitivamente per associazione mafiosa. In provincia di Agrigento, nessuno può dire di non sapere.
Oggi, la risposta è in quella stanza di compensazione che era rappresentata da una loggia massonica: nel segreto di tanti rituali, colletti bianchi e mafiosi si incontravano per gestire le questioni più diverse, che stavano a cuore ad entrambi. Così, Lutri aveva assicurato il suo interessamento per fare avere uno sconto sulle spese di detenzione del capomafia di Licata. E i boss avevano ricambiato recuperando un credito che stava a cuore a una persona vicina al massone. Naturalmente, con i metodi propri dell'organizzazione. 
Dunque, mafia e massoneria. E' la frontiera più complessa delle indagini, una storia antica di relazioni che riporta ai misteri grandi di Cosa nostra, quelli ancora da svelare. Intanto, il provvedimento di fermo riguarda: Giovanni Lauria, 79 anni, il figlio Vito (49), Angelo Lauria (45), Giacomo Casa (64), Giovanni Mugnos (53), Raimondo Semprevivo (47) e Lucio Lutri (60).
Funzionario e massone
Chi è davvero Lucio Lutri? Sul sito Internet del Grande Oriente d’Italia si racconta di una cerimonia in grande stile per la nascita della nuova “officina” diretta dal funzionario regionale: “Pensiero e azione”. Era il marzo 2016. All’epoca, Lutri doveva essere persona parecchio stimata, perché il notiziario del “Goi”, “Erasmo”, si esprimeva con toni trionfalistici: “A Palermo presso la Casa Massonica di Piazzetta Speciale, alla presenza di 200 e più fratelli provenienti da tutti gli Orienti della Sicilia e da svariate altre parti d’Italia, sono state innalzate le colonne di una nuova officina, la “Pensiero e Azione” (1498) alla presenza di numerosi maestri venerabili”. E di Lutri si diceva che era stato “insediato sul seggio di Re Salomone, quale maestro venerabile della neo costituita loggia per l’anno 2016”.
Cinque giorni dopo quella cerimonia, una copia del verbale della seduta fu ritrovata in un cassonetto dell’indifferenziata di viale Campania, proprio di fronte l’assessorato all’Energia dove lavora Lutri. Che curiosa coincidenza. In quelle 21 pagine, il “maestro venerabile insediante” dava atto della lunga carriera massonica del funzionario regionale. “Elevato al grado di compagno d'arte” e poi “al sublime grado di maestro”, dopo tre anni nominato “dignitario di loggia”. Per questo, diceva il maestro venerabile insediante, “riconosco in voi tutte le qualità e i requisiti necessari”.
Oggi, Lucio Lutri non è più “maestro venerabile” della loggia “Pensiero e azione”, ma “copritore interno” della loggia, un altro incarico delicato all’interno della massoneria. Intanto, raccontano le indagini, avrebbe proseguito le sue relazioni riservate con i mafiosi di Licata. Scrive la procura di Palermo nel provvedimento di fermo: “L’associazione mafiosa ha avuto garantita da Lutri la sua disponibilità e l’utilizzo di importanti canali massonici, ottenendo la stessa associazione e per essa i singoli esponenti della famiglia vantaggi consistenti ora nell’acquisizione di informazioni riservate circa attività di indagine a loro carico, ora nell’interessamento di professionisti compiacenti e dipendenti infedeli della pubblica amministrazione”.


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Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


Lucio Lutri, il dirigente regionale con due facce: «Con una guarda a Cristo e con l'altra a Totò Riina»

31/07/2019 - 12:44


L’inchiesta Helycon ha tra i suoi personaggi principali Lucio Lutri, funzionario della Regione e massone e dunque con una di relazioni intrattenuta quale Maestro Venerabile di una loggia di Palermo.

Lutri, secondo i carabinieri, si è messo a disposizione di cosa nostra, acquisendo e veicolando informazioni riservate sulle attività di indagine in corso a carico della cosca, e mettendosi in contatto con professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione (in gran parte anch’essi massoni) per favorire le più disparate richieste (alcune delle quali illecite) avanzategli dai componenti del clan di Licata per affari e vicende relative ai loro interessi patrimoniali. Dalle indagini è altresì emerso che il rapporto tra i massoni Vito Lauria e Lucio Lutri era stato oggetto di un colloquio intercettato tra lo stesso Lutri e Giovanni Mugnos durante il quale quest’ultimo riferiva al suo interlocutore che Vito Lauria, in relazione ad un intervento che Lutri doveva effettuare per la risoluzione dei debiti che Giovanni Lauria aveva maturato per le spese della sua detenzione in carcere, gli aveva testualmente evidenziato che “tu non lo sai io e Lucio a chi apparteniamo... andiamo a finire... andiamo a finire sui giornali”, riferendosi alla affiliazione massonica che lo accomunava a Lutri e riferendosi al fatto che se l’appartenenza alla massoneria fosse diventata di dominio pubblico avrebbe suscitato clamore.
Il ruolo di Lutri è sintetizzato nelle parole pronunciate da Giovanni Mugnos che, oltre ad alludere alla protezione che la provincia mafiosa avrebbe da Matteo Messina Denaro, chiariva che Lutri “ha due facce... una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e "dra banna" ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”. Lucio Lutri è senza dubbio entrato in un rapporto strettissimo con la cosca licatese, rapporto che ha prodotto reciproci vantaggi sia a lui che a cosa nostra come la possibilità di richiedere favori che solo una struttura criminale come quella mafiosa poteva garantire. E questo è accaduto quando Lutri si è rivolto a Giacomo Casa per costringere con metodi mafiosi un imprenditore a onorare un debito nei confronti di una persona a lui vicina.
Lutri in un’altra occasione si è rivolto sempre a Giacomo Casa per ottenere la mobilitazione del clan per attivare dei contatti mafiosi a Canicattì, contatti che Mugnos, su indicazione di Giovanni Lauria, sono stati attivati attraverso Lillo Di Caro. In cambio il clan ha ottenuto da Lutri la sua disponibilità e i suoi canali massonici, per avere informazioni riservate su indagini a loro carico e per avere favori da professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione infedeli. La rete di favori, piccoli vantaggi che Lutri garantiva a tutti i principali componenti del clan mafioso di Licata, è stata anche veniva peraltro rivendicata dallo stesso Lutri nel corso di un dialogo con Giovanni Mugnos durante il quale faceva riferimento al costante lavoro di schermatura che garantiva agli uomini d’onore di Licata, consentendogli così di non comparire nei rapporti con enti e uffici pubblici, istituzioni e forze di Polizia.
E’ stato anche accertato che cosa nostra licatese confidava nella rete di rapporti anche internazionali dell’allora Maestro Venerabile per amplificare il proprio prestigio e per accrescere le potenzialità, tanto da ipotizzare la possibilità di estendere all’estero i propri interessi economico/criminali. La particolare considerazione che gli uomini d’onore di Licata riponevano su Lutri e dei suoi rapporti altolocati è rivelata proprio da Giovanni Mugnos e Angelo Lauria i quali, nel commentare l’efficacia dell’intervento di Lutri per risolvere alcuni problemi dello stesso Mugnos convenivano sulla concreta utilità che Lutri riusciva sempre a garantire. Il rapporto tra Lucio Lutri e il clan di Licata è stato “riassunto” nel corso di una conversazione intercettata, durante la quale Lutri parlando con Mugnos ha detto: “Ma chi minchia ci deve fermare più?”.





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Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


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