L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 5 marzo 2016

Riscossione Sicilia a bocca asciutta, l’urlo di Fiumefreddo: “Atto di pirateria, parlerò coi magistrati”





Riscossione Sicilia a bocca asciutta, l’urlo di Fiumefreddo: “Atto di pirateria, parlerò coi magistrati”


Il Governo Crocetta battuto, ancora una volta, all’Ars. Passa un emendamento del M5S che lascia a bocca asciutta Riscossione Sicilia. E il suo presidente va su tutte le furie. Dura reazione del Consiglio di Presidenza dell’Ars…

Il Governo Crocetta ancora una volta battuto in aula all’Ars. Questa volta, dopo il ko sul Dpef dei giorni scorsi, la maggioranza e l’esecutivo sono stati ‘bastonati’  con l’approvazione di un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle che ha lasciato a bocca asciutta Riscossione Sicilia, la società che gestisce la riscossione dei tributi nell’isola.
“Continuare a finanziare Riscossione Sicilia è come versare acqua in un secchio bucato. – ha detto la deputata M5S all’Ars Claudia La Rocca- Da tre anni  in commissione sentiamo gli stessi discorsi, ma senza che si arrivi mai a una reale soluzione. Dall’assessore all’ultimo dei deputati invochiamo un piano industriale che non è mai arrivato. E’ evidente che Riscossione abbia un problema strutturale, e non è certo con ulteriori finanziamenti che si risolvono.Quest’anno sta chiudendo con un passivo di oltre 11 milioni e mezzo di euro. Dovevamo tirare il sasso in queste acque stagnanti, speriamo sortisca l’effetto che finora non c’è stato”.
Su tutte le furie il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta secondo il quale non assegnare i 2, 5 milioni di euro previsti alla società “è un atto gravissimo, in un momento in cui Riscossione Sicilia si batte contro le grandi evasioni e in cui sta avendo entrate cospicue. Io non so cosa sia accaduto in aula. Credo che ci sia un errore in questa scelta”.
Ma chi ha perso le staffe è stato il numero uno di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo: “Il voto dell’Ars, con cui si impedisce di fatto la ricapitalizzazione di Riscossione Sicilia, è un atto di pirateria non degno di un’aula parlamentare. Si vuole così eliminare l’unica partecipata che in questo 2015 ha fatto registrare un +23% delle entrate, si vuole colpire la società che per la prima volta ha perseguito i grandi evasori, sequestrando beni mobili ed immobili per milioni di euro, si vuole punire la società che ha firmato i protocolli con gli uffici giudiziari per perseguire i capitali illeciti e mafiosi”.
Il Presidente di Riscossione Sicilia si spinge oltre: “Non mi meraviglierei se tra i pirati, che si sono nascosti dietro il voto segreto, ci siano parte dei 61 parlamentari ai quali per la prima volta nella storia abbiamo notificato i pignoramenti delle loro laute indennità. Convocherò il CdA immediatamente e porterò i libri in tribunale,- dice ancora Fiumefreddo-  nel contempo chiedendo un incontro al Procuratore della repubblica di Palermo. Siamo fuori dal recinto della politica e ci troviamo in ben altro ambiente. Solo la magistratura può salvarci dai mascalzoni travestiti da uomini delle istituzioni. Del resto parlerò con i magistrati”.
Parole che hanno suscitato l’immediata reazione del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, che d’intesa con i due vice presidenti Venturino e Lupo, ha convocato per domani un Consiglio di presidenza urgente “per valutare le azioni da intraprendere in difesa del Parlamento siciliano a seguito delle gravi e infamanti dichiarazioni da parte del presidente di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo. Alla riunione è stato invitato a partecipare l’avvocato Enrico Sanseverino”.

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