L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 5 marzo 2016

Riscossione Sicilia, Fiumefreddo: “Adesso i nomi dei parlamentari nazionali morosi”

Riscossione Sicilia, Fiumefreddo: “Adesso i nomi dei parlamentari nazionali morosi”  

mercoledì, 6 gennaio 2016

Riscossione Sicilia si prepara a rendere pubblico un altro elenco. Dopo quello dei deputati regionali morosi, ecco che sta per arrivare quello dei parlamentari nazionali siciliani. Lo annuncia Antonio Fiumefreddo.
Crocetta e i suoi assessori si sono riuniti  in giunta per esitare un disegno di legge che prevede esattamente lo stesso provvedimento bocciato dai deputati qualche giorno fa per aiutare Riscossione Sicilia.L’affossamento della norma per la ricapitalizzazione, prima di Natale,  ha scatenato l’ira del presidente Fiumefreddo che ha parlato di “mascalzoni travestiti da rappresentanti delle istituzioni”, nonché di pirati “molti dei quali forse direttamente interessati alla norma, visto che abbiamo pignorato lo stipendio a diversi deputati”.
La Procura ha convocato il presidente Antonio Fiumefreddo. I procuratori aggiunti Bernardo Petralia e Salvatore De Luca che coordinano le indagini sulla pubblica amministrazione e la criminalità economica, hanno infatti deciso di aprire un fascicolo dopo le dichiarazioni del legale catanese che il 30 dicembre scorso ha chiesto un incontro al procuratore Francesco Lo Voi. In una lettera di poche righe annunciava “elementi di rilevanza penale” sul voto dell’Ars e le dichiarazioni dei deputati.
 ”I parlamentari regionali sono cittadini come tutti gli altri, non mi sembra di aver fatto nulla di rivoluzionario, io ho l’obbligo di procedere nei confronti dei parlamentari come per tutti gli altri cittadini” dichiara su Sudpress  Fiumefreddo.  “L’abnormità della violenza che in questi giorni si sta mostrando nei miei confronti è sintomatica; io di cosa sono accusato? Di avere attentato ad un corpo politico che sarebbe il parlamento siciliano, per avere osato avvisare questi parlamentari che, alla stregua di tutti gli altri cittadini, che avremmo preteso da loro il pagamento delle loro esposizioni con l’erario e che se non l’avessero fatto li avremmo pignorati. In un paese civile, in un paese normale, che avesse un suo buon senso, tutto questo sarebbe stata una non notizia. In Sicilia invece pare che le cose funzionino al contrario. Ora, se a Roma è stata fatta un’ordinanza sul cosiddetto “Mondo di Mezzo”, forse in Sicilia bisognerebbe indagare sul “Mondo all’Incontrario”, ma probabilmente non basterebbero le celle delle carceri siciliane che andrebbero riempite”. Fiumefreddo non ci sta e  annuncia nuovi provvedimenti questa volta per i parlamentari nazionali: Mi chiedo, non è abnorme questa violenza? Perchè fare il proprio dovere dovrebbe essere considerato un oltraggio dal Parlamento siciiliano, o meglio, dal presidente del parlamento siciliano? Io non ho nulla contro i deputati regionali che anzi, devo dire, sono corsi in massa a rateizzare e quindi a fare il loro dovere.  Abbiamo fatto con i deputati regionali quello che facciamo tutti i giorni con i cittadini e domani mattina, anche per evitare che qualcuno pensi che noi abbiamo una sorta di fissazione, di fumus persecutionis, nei confronti dei deputati regionali, ci dedicheremo ai deputati nazionali e verificheremo le singole posizioni, ma anche lì perchè si tratta di cittadini abbienti, che hanno una certa disponibilità e se per caso ci sono delle pendenze col fisco è più facile recuperarle, quindi nulla di trascendentale che giustifichi la violenza di questi giorni”. Sul futuro di Riscossione Sicilia invece è fiducioso Fiumefreddo e afferma:
“Riscossione Sicilia può avere un grande futuro, ha una grande forza che sono i suoi 702 dipendenti, che sono dei grandi lavoratori, ma ha necessità che ci sia un sostegno forte della politica, cioè che la riscossione passi dall’8%, storica percentuale della riscossione in Sicilia, a percentuali più civili, più alte. Per fare questo abbiamo potuto registrare la vicinanza quotidiana del presidente Crocetta, dell’intero governo, degli assessori che si sono succeduti, e però non mi pare che ci sia quella trasversalità che per ragioni giuste si dovrebbe avere”.

Per il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, “è stato un errore comunicare i debiti con Riscossione Sicilia dei deputati regionali finiti in un elenco da dove non si può desumere la natura del debito ne si fa distinzione caso per caso, finendo per far apparire tutti degli evasori, lo ritengo ingiusto”.






Riscossione Sicilia, Fiumefreddo: “Adesso i nomi dei parlamentari nazionali morosi”






Crocetta e i suoi assessori si sono riuniti  in giunta per esitare un disegno di legge che prevede esattamente lo stesso provvedimento bocciato dai deputati qualche giorno fa per aiutare Riscossione Sicilia.L’affossamento della norma per la ricapitalizzazione, prima di Natale,  ha scatenato l’ira del presidente Fiumefreddo che ha parlato di “mascalzoni travestiti da rappresentanti delle istituzioni”, nonché di pirati “molti dei quali forse direttamente interessati alla norma, visto che abbiamo pignorato lo stipendio a diversi deputati”.
La Procura ha convocato il presidente Antonio Fiumefreddo. I procuratori aggiunti Bernardo Petralia e Salvatore De Luca che coordinano le indagini sulla pubblica amministrazione e la criminalità economica, hanno infatti deciso di aprire un fascicolo dopo le dichiarazioni del legale catanese che il 30 dicembre scorso ha chiesto un incontro al procuratore Francesco Lo Voi. In una lettera di poche righe annunciava “elementi di rilevanza penale” sul voto dell’Ars e le dichiarazioni dei deputati.
 ”I parlamentari regionali sono cittadini come tutti gli altri, non mi sembra di aver fatto nulla di rivoluzionario, io ho l’obbligo di procedere nei confronti dei parlamentari come per tutti gli altri cittadini” dichiara su Sudpress  Fiumefreddo.  “L’abnormità della violenza che in questi giorni si sta mostrando nei miei confronti è sintomatica; io di cosa sono accusato? Di avere attentato ad un corpo politico che sarebbe il parlamento siciliano, per avere osato avvisare questi parlamentari che, alla stregua di tutti gli altri cittadini, che avremmo preteso da loro il pagamento delle loro esposizioni con l’erario e che se non l’avessero fatto li avremmo pignorati. In un paese civile, in un paese normale, che avesse un suo buon senso, tutto questo sarebbe stata una non notizia. In Sicilia invece pare che le cose funzionino al contrario. Ora, se a Roma è stata fatta un’ordinanza sul cosiddetto “Mondo di Mezzo”, forse in Sicilia bisognerebbe indagare sul “Mondo all’Incontrario”, ma probabilmente non basterebbero le celle delle carceri siciliane che andrebbero riempite”. Fiumefreddo non ci sta e  annuncia nuovi provvedimenti questa volta per i parlamentari nazionali: Mi chiedo, non è abnorme questa violenza? Perchè fare il proprio dovere dovrebbe essere considerato un oltraggio dal Parlamento siciiliano, o meglio, dal presidente del parlamento siciliano? Io non ho nulla contro i deputati regionali che anzi, devo dire, sono corsi in massa a rateizzare e quindi a fare il loro dovere.  Abbiamo fatto con i deputati regionali quello che facciamo tutti i giorni con i cittadini e domani mattina, anche per evitare che qualcuno pensi che noi abbiamo una sorta di fissazione, di fumus persecutionis, nei confronti dei deputati regionali, ci dedicheremo ai deputati nazionali e verificheremo le singole posizioni, ma anche lì perchè si tratta di cittadini abbienti, che hanno una certa disponibilità e se per caso ci sono delle pendenze col fisco è più facile recuperarle, quindi nulla di trascendentale che giustifichi la violenza di questi giorni”. Sul futuro di Riscossione Sicilia invece è fiducioso Fiumefreddo e afferma:
“Riscossione Sicilia può avere un grande futuro, ha una grande forza che sono i suoi 702 dipendenti, che sono dei grandi lavoratori, ma ha necessità che ci sia un sostegno forte della politica, cioè che la riscossione passi dall’8%, storica percentuale della riscossione in Sicilia, a percentuali più civili, più alte. Per fare questo abbiamo potuto registrare la vicinanza quotidiana del presidente Crocetta, dell’intero governo, degli assessori che si sono succeduti, e però non mi pare che ci sia quella trasversalità che per ragioni giuste si dovrebbe avere”.

Per il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, “è stato un errore comunicare i debiti con Riscossione Sicilia dei deputati regionali finiti in un elenco da dove non si può desumere la natura del debito ne si fa distinzione caso per caso, finendo per far apparire tutti degli evasori, lo ritengo ingiusto”.
“Io non sono un evasore – dice Crocetta all’ANSA – Quando ho ricevuto la cartella esattoriale da Riscossione Sicilia ho incaricato il mio fiscalista di richiedere la rateizzazione che ho ottenuto, pur non dovendo pagare alcune cose che mi venivano contestate e sto pagando ogni mese. Poi chiederò il rimborso”. Crocetta ha ricevuto una cartella da 39.513,83 euro. “Dentro c’era di tutto – spiega – persino delle contravvenzioni per infrazione al codice della strada, solo che io non ho l’automobile. Evidentemente sto pagando per qualcun altro, ci sono anche multe per affissioni elettorali, messe a mio carico solo perché la lista per le regionali portava il mio nome. Il fiscalista mi aveva consigliato di oppormi, ma ho preferito pagare intanto, poi chiederò i rimborsi”.
http://ilmattinodisicilia.it/16148-riscossione-sicilia-fiumefreddo-continua-adesso-i-nomi-dei-parlamentari-morosi/


Riscossione Sicilia. La lista dei deputati evasori, le repliche


Continuano le polemiche per i  deputati regionali in carica inseriti  tra glievasorì iscritti nella black-list di Riscossione Spa, la società controllata dalla Regione che si occupa di recuperare i tributi non pagati in Sicilia e che rischia il fallimento dopo la bocciatura a fine anno, con voto segreto all’Ars, della norma che stanziava 2 milioni e mezzo di euro per la ricapitalizzazione. Ma sul numero degli onorevoli debitori col Fisco è polemica tra il quotidiano La Sicilia di Catania, che ha pubblicato l’elenco con tanto di nomi e cifre, e l’Assemblea regionale. Mentre il quotidiano elenca 23 parlamentari morosi riportando per ognuno di loro il presunto debito in un caso di ben 187 mila euro, il segretario generale dell’Ars, Fabrizio Scimè, in una nota specifica che «ad oggi sono stati notificati a questa Assemblea regionale siciliana, da parte di Riscossione Sicilia Spa, unicamente 5 atti di pignoramento presso terzi e citazione davanti al giudice delle esecuzioni mobiliari nei confronti di altrettanti deputati in carica per i quali è stata disposta la relativa trattenuta sulla indennità parlamentare». 
Nell’elenco dei deputati pubblicato dal quotidiano catanese figurano anche i nomi del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone (Udc), e del presidente della commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo (Ncd). Entrambi però smentiscono. «Non ho alcun pignoramento in corso, nè Riscossione Sicilia ha titolo alcuno per avviare un’azione esecutiva nei miei confronti», replica Ardizzone, al quale viene attribuito un debito di 3.507,63 euro. «Mi sono visto costretto – sottolinea il presidente dell’Ars – a rinnovare l’incarico all’avvocato Salvatore Giannone del Foro di Messina, per tutelare i miei diritti di cittadino. Già lo scorso 4 settembre, infatti, avevo presentato una querela nei confronti dello stesso giornale, per una non puntuale verifica delle notizie sul medesimo argomento». Mentre Vinciullo, che avrebbe un debito inferiore a 2 mila euro, afferma: «Non solo non sono debitore di nemmeno un centesimo nei confronti di Riscossione Sicilia, addirittura l’ente, da oltre due anni, così come notificatomi dall’Inail di Siracusa, mi deve 34,33 euro». Proprio in commissione Bilancio è giunto un nuovo disegno di legge, approvato prima di Capodanno dal governo Crocetta, per cercare di porre rimedio alla bocciatura della norma. Senza la ricapitalizzazione, come annunciato dal presidente di Riscossione, l’avvocato Antonio Fiumefreddo, la società sarebbe costretta a portare i libri in Tribunale, mettendo a rischio 700 posti di lavoro. Pronta a subentrare Equitalia.
I NUMERI DI RISCOSSIONE SICILIA. Riscossione Sicilia dovrebbe incassare ogni anno circa 5 miliardi e 700 milioni ma non va oltre il mezzo miliardo. In compenso, almeno fino al 2015, ha speso anche 72 mila euro al mese per la sola sede di Catania, ha tenuto a libro paga 887 avvocati e, soprattutto, ha messo in piedi un sistema che costa molto più che altrove: da Reggio Calabria in poi Equitalia per ogni euro riscosso ha un costo di 12,8 centesimi, a Riscossione invece ogni euro incassato costa 16 centesimi.
Così è maturato il flop di una società che dovrebbe essere ricca per Dna e che invece ora la Regione non esclude di chiudere o lasciare fallire per voltare pagina. Il motivo per cui l’Ars è stata chiamata a votare (e bocciare) a fine dicembre un finanziamento di 2,5 milioni è che Riscossione è alla canna del gas.
«Senza queste somme – commenta il presidente Antonio Fiumefreddo – a febbraio saremo costretti a portare i libri in tribunale. L’attività di riscossione si fermerebbe». Tuttavia, al di là delle polemiche, dietro il no al finanziamento c’è un dibattito sull’opportunità di tenere in piedi una società che costa tanto invece di garantire entrate.
Nel 2014 l’Ars fu costretta a varare in tutta fretta una leggina che copriva i debiti maturati solo negli ultimi 3 anni di Riscossione: 40 milioni. Il rosso nel 2014 fu di 14 milioni, molto di più l’anno prima e nel 2012 e negli anni precedenti. E ogni volta è stata la Regione, socio di maggioranza al 99,952% (l’altro 0,048 è di Equitalia) a coprire le perdite. Nel frattempo Riscossione spendeva.
Qui sotto la lista completa dei deputati presunti “evasori” pubblicata da La Sicilia. 
ARDIZZONE GIOVANNI (Udc) 3.507,63 (pignoramento attivato)
ALLORO MARIO (Pd) 9.530,94 (pignoramento attivato)
ALONGI PIETRO (Ncd) Senza carichi esattoriali
ANSELMO ALICE (Pd) 2.950,53 (pignoramento attivato)
ARANCIO GIUSEPPE (Pd) Debito inferiore a 2.000
ASSENZA GIORGIO (FI) 71.011,38 (rateizzazione completa)
BARBAGALLO ANTHONY (Pd) 10.083,90 (rateizzazione parziale)
CANCELLERI GIANCARLO (M5S) Senza carichi esattoriali
CANI GAETANO (Udc) 7.806,37 (pignoramento attivato)
CAPPELLO FRANCESCO (M5S) Senza carichi esattoriali
CASCIO FRANCESCO (Ncd) Debito inferiore a 2.000
CASCIO SALVATORE (Pdr-Sf) Debito inferiore a 2.000
CIACCIO GIORGIO (M5S) 4.464,27 (pignoramento attivato)
CIANCIO GIANNINA (M5S) Senza carichi esattoriali
CIMINO MICHELE (Pdr-Sf) 13.631,03 (pignoramento attivato)
CIRONE MARIA (Pd) Senza carichi esattoriali
CLEMENTE ROBERTO (Gs-Pid) 3.010,41 (pignoramento attivato)
COLTRARO GIAMBATTISTA (Sd) 97.789,63 (rateizzazione parziale)
CORDARO SALVATORE (Gs-Pid) Debito inferiore a 2.000
CRACOLICI ANTONELLO (Pd) Senza carichi esattoriali
CROCETTA ROSARIO (Pd) 39,513.83 (rateizzazione completa)
CURRENTI CARMELO (Sd) 78.812,40 (rateizzazione completa)
D’AGOSTINO NICOLA (Pdr-Sf) Senza carichi esattoriali
D’ASERO NINO (Ncd) 4.625,13 (rateizzazione completa)
DI GIACINTO GIOVANNI (Megafono-Pse) 55.927,04 (pignoramento attivato)
DIGIACOMO GIUSEPPE (Pd) Debito inferiore a 2.000
DI MAURO GIOVANNI (Mpa) Debito inferiore a 2.000
DIPASQUALE NELLO (Pd) Debito inferiore a 2.000
DINA NINO (Misto) Debito inferiore a 2.000
FALCONE MARCO (FI) Debito inferiore a 2.000
FAZIO GIROLAMO (Misto) Debito inferiore a 2.000
FEDERICO PINO (FI) 13.133,94 (rateizzazione parziale)
FERRERI VANESSA (M5S) Debito inferiore a 2.000
FIGUCCIA VINCENZO (FI) Senza carichi esattoriali
FIORENZA DINO (Mpa) 13.294,16 (pignoramento attivato)
FONTANA VINCENZO (Ncd) Senza carichi esattoriali
FORMICA SANTI (L. Musumeci) Debito inferiore a 2.000
FORZESE MARCO (Udc) 11.673,56 (rateizzazione)
FOTI ANGELA (M5S) Debito inferiore a 2.000
GENNUSO GIUSEPPE 2.082,47 (pignoramento attivato)
GERMANÀ ANTONINO (Ncd) 3.765,78 (pignoramento attivato)
GIUFFRIDA SALVATORE (Sd) Debito inferiore a 2.000
GRASSO BERNADETTE (Gs-Pid) 236.735,72 (rateizzazione completa)
GRECO GIOVANNI (Mpa) Debito inferiore a 2.000
GRECO MARCELLO (Pdr-Sf) 54.009,28 (pignoramento attivato)
GUCCIARDI BALDO (Pd) Senza carichi esattoriali
IOPPOLO GINO (L. Musumeci) 27.440,15 (rateizzazione completa)
LA ROCCA CLAUDIA (M5S) Debito inferiore a 2.000
LA ROCCA MARGHERITA (Udc) Debito inferiore a 2.000
LACCOTO GIUSEPPE (Pd) Debito inferiore a 2.000
LANTIERI LUISA (Sd) Debito inferiore a 2.000
LENTINI SALVATORE (Pdr-Sf) 4.993,50 (pignoramento attivato)
LO GIUDICE SALVATORE (Pdr-Sf) 9.414,65 (pignoramento attivato)
LO SCIUTO GIOVANNI (Ncd) 33.446,25 (rateizzazione parziale)
LOMBARDO TOTI (Mpa) Debito inferiore a 2.000
LUPO GIUSEPPE (Pd) Debito inferiore a 2.000
MAGGIO MARIELLA (Pd) Debito inferiore a 2.000
MALAFARINA ANTONIO (Megaf. -Pse) Debito inferiore a 2.000
MANGIACAVALLO MATTEO (M5S) Senza carichi esattoriali
MARZIANO BRUNO (Pd) 3.445,82 (pignoramento attivato)
MICCICHÈ GIANLUCA (Udc) 6.263,00 (pignoramento attivato)
MILAZZO ANTONELLA (Pd) Debito inferiore a 2.000
MILAZZO GIUSEPPE (FI) Debito inferiore a 2.000
MUSUMECI NELLO (L. Musumeci) 110.296,84 (rateizzazione parziale)
NICOTRA RAFFAELE (Pd) 187.451,26 (rateizzazione completa)
ODDO SALVATORE (Megafono-Pse) Debito inferiore a 2.000
PALMERI VALENTINA (M5S) Senza carichi esattoriali
PANARELLO FILIPPO (Pd) Debito inferiore a 2.000
PANEPINTO GIOVANNI (Pd) 36.714,24 (rateizzazione completa)
PAPALE ALFIO (FI) Debito inferiore a 2.000
PICCIOLO GIUSEPPE (Pdr-Sf) Debito inferiore a 2.000
RAGUSA ORAZIO (Udc) Debito inferiore a 2.000
RAIA CONCETTA (Pd) 3.604,75 (pignoramento attivato)
RIGGIO FRANCESCO (Misto) 4.963.181,68
RINALDI FRANCESCO (Pd) 3.514,68 (pignoramento attivato)
RUGGIRELLO PAOLO (Pd) 51.892,70 (pignoramento attivato)
SAMMARTINO LUCA (Pd) Senza carichi esattoriali
SAVONA RICCARDO (FI) 2.047,26 (pignoramento attivato)
SIRAGUSA SALVATORE (M5S) Debito inferiore a 2.000
SORBELLO GIUSEPPE (Udc) 30,249,05
SUDANO VALERIA (Pd) 4.691,85 (pignoramento attivato)
TAMAJO EDY (Pdr-Sf) 11.694,21 (pignoramento attivato)
TANCREDI SERGIO (M5S) 5.446,78 (rateizzazione parziale)
TRIZZINO GIANPIERO (M5S) Non censito
TURANO MIMMO (Udc) Debito inferiore a 2.000
VENTURINO ANTONIO (Megafono-Pse) Senza carichi esattoriali
VINCIULLO VINCENZO (Ncd) Debito inferiore a 2.000


VULLO GIANFRANCO (Pd) 18.499,86 (pignoramento attivato)
ZAFARANA VALENTINA (M5S) Debito inferiore a 2.000
ZITO STEFANO (M5S) Non censito
Il deputato Giuseppe Milazzo ha contattato la nostra redazione per dire che non ha alcun debito, come invece riportato da La Sicilia.

http://ilmattinodisicilia.it/16131-riscossione-sicilia-ancora-polemiche-la-lista-dei-deputati-evasori-le-repliche/

Deputati morosi, Procura ascolterà Fiumefreddo «Farò nomi della lobby contro Riscossione Sicilia»

SIMONE OLIVELLI 
POLITICA – Il 14 gennaio, il capo della procura di Palermo, Francesco Lo Voi, sentirà il presidente della partecipata della Regione. Oggetto dell'incontro, il presunto ostruzionismo di un gruppo di onorevoli nei confronti delle attività della società impegnata nel recupero crediti
Il caso dei deputati regionali morosi arriverà davanti ai magistrati. Il 14 gennaio, il presidente di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo parlerà con il capo della procura di Palermo Francesco Lo Voi di quella «lobby politica», composta da onorevoli, che negli ultimi mesi avrebbe ostacolato le attività della partecipata della Regione. La richiesta di riferire ai magistrati era arrivata dallo stesso avvocato catanese, che ieri a MeridioNews ha dichiarato «ogni giorno funzionari di Riscossione Sicilia bussano alla porta di tanti padri di famiglia, non vedo perché mi devo fermare davanti alla porta di Palazzo dei Normanni»
A confermare l'apertura di un'inchiesta conoscitiva da parte della procura palermitana è lo stesso Fiumefreddo: «Sono lieto di questo passaggio che avevo chiesto e che ritengo fondamentale, il 14 chiarirò con precisione fatti e accuse», dichiara l'avvocato, nei mesi scorsi nominato assessore regionale daRosario Crocetta, per poi essere destituito poche ore dopo. Per il presidente di Riscossione Sicilia, l'incontro con Lo Voi sarà l'occasione ideale per rendere noti«nomi e circostanze precise» del gruppo di deputati che si sarebbe messo di traverso rispetto all'attività di razionalizzazione operata dalla società.
Secondo i dati di Riscossione Sicilia, i deputati morosi sarebbero 61, dei quali24 destinatari di pignoramento di un quinto dell'indennità perché restii a saldare i debiti. Tra coloro che invece hanno scelto di rateizzare il debito, il deputato del Pd Raffaele Nicotra che ha tenuto a precisare di non essere un «evasore» e di avere debiti legati all'attività di imprenditore. I rapporti tra Fiumefreddo e l'Ars si erano accesi già nei giorni scorsi, in occasione della bocciatura da parte dell'Assemblea regionale della norma che prevedeva unaricapitalizzazione da 2,5 milioni di euro per la partecipata. In quell'occasione, il presidente di Riscossione Sicilia aveva parlato di atto di pirateria da parte dei deputati. I quali, a loro volta, tramite il presidente Giovanni Ardizzone, avevano annunciato l'intenzione di tutelare la dignità dell'Ars.  

Evasori per oltre 500mila euro, ma con la Ferrari Riscossione Sicilia sequestra mille auto e un aereo

REDAZIONE 
CRONACA – Due mesi di controlli, da maggio a luglio, incrociando diverse banche dati hanno permesso alla società della Regione di individuare numerosi soggetti debitori del fisco che sono risultati proprietari di fuoriserie e imbarcazioni. In totale 1.186 fermi amministrativi. Record a Messina, seguono Palermo e Catania
Debiti superiori a 500mila euro nei confronti della Regione Sicilia, eppure proprietari di Ferrari, Porsche, fuoriserie e altre auto di lusso. In un caso persino un aereo da turismo. Alla fine di due mesi di controlli, Riscossione Sicilia, la società partecipata dalla Regione, ha effettuato 1.186 fermi amministrativi. Sono finiti sotto sequestro 1.104 auto di lusso, 81 imbarcazioni da diporto, tutti riconducibili a siciliani debitori del fisco. I beni finiranno all'asta a partire dal 21 agosto. «L’avevamo annunciato e lo abbiamo fatto - commenta il presidente Antonio Fiumefreddo - questi sequestri colpiscono solo i grandi morosi e non toccano la povera gente e perciò riteniamo sia stata fatta un’operazione di equità fiscale. Chi possiede una 500 paga le tasse, mentre chi possiede una Ferrari non le paga: dunque non solo è moroso, è anche arrogante».
Le verifiche, estese a tutta l'Isola, hanno coperto il periodo tra il 21 maggio e il 31 luglio. La provincia di Messina detiene il record di sequestri di fuoriserie, 281. Seguono Palermo con 278 e Catania con 218. Proprio nel capoluogo etneo sono scattati i sigilli anche a un aereo da turismo. Tra le auto di lusso spiccano le Porsche, 116 sequestrate in tutto di cui 44 a Palermo e 32 a Messina. Seguono 46 Jaguar di cui 19 a Siracusa. Si chiude con le Ferrari, 33, di cui un terzo sequestrate a Palermo. Ci sono anche quattro auto d’epoca, tre Hummer e altrettante Cadillac.
Per individuare gli evasori sono state incrociate diverse banche dati, grazie al dialogo tra Riscossione Sicilia e Agenzia delle entrate, ma anche con la Guardia di finanza. Per la prima volta, ad esempio, la società partecipata della Regione ha acquisito elenchi dei natanti di lusso, delle fuoriserie, degli immobili di prestigio e li ha confrontati con la situazione patrimoniale dei proprietari. 
«Le vendite all’asta dei beni sottoposti fermo amministrativo – spiega Fiumefreddo - cominceranno il 21 agosto e proseguiranno fino al loro completamento in danno dei contribuenti che non hanno provveduto frattanto a saldare i propri debiti anche mediante il ricorso alla rateazione. Sul sito internet dell’Agente della riscossione - conclude - sarà fornito il dettaglio di ogni singola vettura posta in vendita per agevolare il recupero delle somme dovute al fisco».


Ars, i debiti col fisco dei deputati regionali Multe, tasse e condanne da Corte dei Conti

SALVO CATALANO 
POLITICA – Su 90 parlamentari, 63 avevano pendenze e per 24 è scattato il pignoramento dello stipendio. Sono i numeri forniti dal presidente di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo. Situazioni diverse: da poche migliaia a 200mila euro. Pippo Nicotra (Pd): «Vicende personali, non metteteci alla berlina»
«Su 90 deputati regionali, 63 avevano debiti con Riscossione Sicilia», la società che nell'Isola svolge le funzioni di Equitalia. «Di questi, 39 hanno deciso di mettersi in regola, pagando interamente o a rate, mentre da 24 non è arrivata risposta agli avvisi e per loro è scattato il pignoramento di un quinto dello stipendio». Sono i dati forniti dal presidente della società regionale, Antonio Fiumefreddo, che ha chiesto di essere sentito dalla Procura di Palermo. «Non tanto su questo elenco - precisa l'avvocato catanese a MeridioNews - visto cheessere morosi non è reato, quanto piuttosto sull'attività che abbiamo portato avanti negli ultimi mesi, che dà fastidio a una certa politica. Per il resto abbiamo fatto il nostro lavoro: ogni giorno funzionari di Riscossione Sicilia bussano alla porta di tanti padri di famiglia, non vedo perché mi devo fermare davanti alla porta di Palazzo dei Normanni». 
Scendendo nel dettaglio, sarebbero 16 gli onorevoli che hanno provveduto arateizzare la somma dovuta (cifre comprese tra poche migliaia di euro a quasi 200mila). Mentre la procedura di pignoramento - scattata per 24 deputati debitori di cifre comprese tra duemila e 55mila euro - segue, come per tutti i contribuenti, una serie di preavvisi a cui, tuttavia, non è stato dato seguito. I debiti nei confronti dell'erario nascono da diverse situazioni: «Ci sono deputati - spiega Fiumefreddo - che in passato sono stati amministratori di enti e in quanto tali condannati dalla Corte dei conti. Altri carichi importanti derivano dall'attività che svolgono: alcuni sono professionisti, imprenditori, che hanno accumulato debiti importanti per ragioni che non conosco e non mi interessa approfondire». Ma sui singoli nomi il presidente non si sbottona. 
Tra chi ha scelto di rateizzare c'è Raffaele Nicotra, catanese recentemente passato da Articolo 4 al Pd. «Chiariamo subito che non sono un evasore, né io né i miei colleghi», puntualizza il deputato che sarebbe debitore a Riscossione Sicilia di 187.451 euro. «Debito - precisa lui - che nasce dalla mia attività di imprenditore che porto avanti da 41 anni. Ma dal 2008, come per tutti, la situazione è molto complicata e anche il mio punto vendita (ha diversi supermercati nell'Acese ndr) ne ha risentito. Ho scelto di rateizzare e ho cominciato a pagare da meno di un anno». Nicotra è stato condannato dalla Corte dei conti al pagamento di 60mila euro, per violazioni che risalgono alla sua esperienza da sindaco di Aci Catena. 
Sul perché 63 parlamentari regionali su 90 siano indebitati con l'ente di riscossione, Nicotra prova a dare una spiegazione: «Magari ognuno di noi doveva pagare un tot sulla base della dichiarazione dei redditi, ma ne ha pagati meno, molti saranno in contenzioso, una cosa normale. Non mettiamo alla berlina i deputati, serve un'analisi attenta uno per uno». AncheNello Musumeci, presidente della commissione regionale Antimafia, ha scelto di rateizzare il suo debito. «Io sono uno che le campagne elettorali se le paga di tasca sua e quando faccio debiti li pago a rate. Per il resto - aggiunge - non aggiungo altre considerazioni per ovvie ragioni, è una sfera privata». 
Nella stessa condizione - pagamento a rate - ci sarebbe anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta, per un debito di 39mila 513 euro. Nell'elenco anche alcuni parlamentari del movimento Cinque stelle, nella maggior parte dei casi con un debito inferiore ai duemila euro e quindi non aggredibile. «Io sono tra questi - sottolinea Salvo Siragusa -, presumo che si tratti di qualche multa non pagata. Ma in quell'elenco c'è di tutto e bisogna distinguere tra chi ha poche migliaia di euro derivanti probabilmente da multe, tasse che si è dimenticati di pagare e chi ha debiti di molte decine di migliaia di euro. Se dovesse emergere che ci sono stati privilegi, allora condividerei l'indignazione dei cittadini».
Nella giornata di oggi alcuni deputati sono intervenuti per smentire le cifre pubblicate stamani dal quotidiano La Sicilia. Lo ha fatto con forza il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone: «Non ho alcun pignoramento in corso, né Riscossione Sicilia ha titolo alcuno per avviare un’azione esecutiva nei miei confronti», ha detto annunciando querela nei confronti de La Sicilia. Interviene anche Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio all'Ars. «Non solo non sono debitore di nemmeno un centesimo nei confronti di Riscossione Sicilia, addirittura l'ente, da oltre due anni, così come notificatomi dall'Inail di Siracusa, mi deve 34,33 euro». Quindi lamenta «l'insopportabile e assurda violazione della privacy» e sottolinea come la notizia venga data «in un momento difficile, in quanto la commissione che ho l'onore di presiedere si appresta a discutere il secondo disegno di legge a favore di Riscossione Sicilia, dal momento che il primo è stato bocciato la scorsa settimana». 
Il riferimento è alla bocciatura da parte dell'Ars della proposta di legge presentata dalla giunta Crocetta per ricapitalizzare la società, un intervento da 2,5 milioni di euro. All'indomani di quel voto contrario, il presidente Fiumefreddo aveva parlato di «ritorsioni». Ora aggiunge: «Nei 60 anni di attività dell'Ars non si è mai proceduto a pignoramenti. Se facessimo la storia del parlamento, probabilmente troveremmo centinaia di casi, ma non è certo compito mio». Ritardi anomali? Nella lettera inviata a Gaetano Romano, direttore generale di Riscossione Sicilia, Fiumefreddo scrive: «Non credo ci siano in azienda manine che dolosamente guidino le omissioni di cui parlo, bensì penso che, assai più banalmente, resista ancora una sorta di soggezione d’ambiente, invero inaccettabile e persino odiosa».
http://meridionews.it/articolo/39471/ars-i-debiti-col-fisco-dei-deputati-regionali-multe-tasse-e-condanne-da-corte-dei-conti/

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