L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 5 marzo 2016

SPIAGGE DEMANIO FEBBRAIO 2016 FINANZIARIA REGIONE SICILIA 2016

TITOLO IV

Disposizioni in materia di demanio marittimo e fluviale.

Disposizioni in materia urbanistica

«Art. 40 Approvazione dei Piani di utilizzo delle aree demaniali marittime

1. Il comma 3 dell’articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15 è sostituito dai seguenti:
“3. L’assessorato regionale del territorio e dell’ambiente approva i Piani di utilizzo delle aree demaniali marittime adottati dai comuni, ai quali spetta la predisposizione della documentazione necessaria per la valutazione ambientale strategica secondo le procedure di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. I Piani sono dotati dei pareri di competenza e di ogni altro atto endoprocedimentale obbligatorio, ivi compresa la procedura di cui agli articoli 6 e seguenti del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. L’approvazione da parte dell’assessorato regionale del territorio e dell’ambiente interviene entro il termine perentorio di novanta giorni dal ricevimento della delibera di adozione del consiglio comunale, decorsi i quali i Piani acquisiscono efficacia.

Resta ferma l’applicabilità, da parte dell’assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, della clausola di cui all’articolo 19, comma 1, della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche ed integrazioni. I provvedimenti edilizi abilitativi previsti dall’articolo 1, comma 4, sono sostituiti dal nulla osta rilasciato dal comune competente per territorio.

3 bis. Fatti salvi i commi 1, 2 e 2 bis del presente articolo, le nuove concessioni demaniali marittime da rilasciarsi dovranno risultare coerenti con le previsioni del piano e quelle già rilasciate, in epoca successiva all’entrata in vigore della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, qualora fossero in contrasto dovranno essere adeguate alla prima scadenza utile. Le disposizioni di cui al
presente comma trovano applicazione anche nell’ipotesi di varianti al Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime.

3 ter. Con la presente legge le concessioni demaniali regolarmente pagate, coerenti con la previsione di cui all’articolo 11, comma 48, della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, ancorché non rientranti nelle disposizioni di cui all’articolo 1, della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, mantengono la loro validità, senza applicazione di sanzioni.

3 quater. Nei confronti dei comuni inadempienti, che entro il termine perentorio di sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge non hanno adottato il Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime, i commissari ad acta, nominati ai sensi del comma 2 dell’articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, sono autorizzati ad esercitare i poteri sostitutivi finalizzati alla redazione ed all’adozione dei suddetti Piani».

GRASSO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervento solo per una precisazione. Ricordo a me stessa nei lavori d’Aula per quanto riguarda sia la tariffa, l’applicazione della tariffa proprio per tutto quello che riguardava la materia delle risorse idriche e quanto sostenuto dalle opposizioni che non bisognava e non si poteva derogare alle previsioni ed ai provvedimenti tariffari dell’autorità per l’energia e per il gas.

Oggi ci rendiamo conto che il Governo, proprio nell’avvio, sta dando ragione a quanto sostenuto, durante l’approvazione di quella legge, dalle opposizioni. Quindi, una cosa è fare gli annunci sull’acqua pubblica, un’altra cosa è poi applicare le norme secondo i dettati legislativi.

PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lei mantiene gli emendamenti soppressivi del 40?

DI MAURO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

Presidenza del Vice Presidente Lupo

DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché di questo articolo 40 - mi rivolgo ovviamente all’assessore col quale più abbiamo seguito tutta la questione - pur condividendo la modifica al comma 3, mi preoccupa ciò che è scritto nel comma 3 bis perché, fatti salvi i commi 1, 2 e 2 bis del presente articolo, le nuove concessioni… Ora, il termine ”nuove concessioni” è un termine che sta anche a riguardare, assessore, la concessione che viene presentata domani e che scade nel 2020.

Allora, se noi impostiamo questo articolo sulla necessità del piano delle spiagge e il relativo obbligo di adeguarsi, siamo perfettamente d’accordo. Io vorrei, se è possibile, se lei lo condivide, non entrare nel merito di tutto ciò che riguarda il tema delle nuove concessioni, perché tutto questo si può interpretare come una sorta di anticipazione delle normative europee che saranno, credo, emanate dopo il 2020.

Siccome sono preoccupato di questo, perché noi abbiamo concessioni di siti balneari, altri tipi di concessioni in cui ci sono attività, il termine “nuova concessione” che è corretto, per carità, però così come è formulato, ovviamente, metterà i comuni in una condizione di comprende anche chi da cinquant’anni lavora in una attività di stabilimento balneare, di presentarsi dinnanzi l’amministrazione con una nuova... Allora, siccome noi sappiamo, assessore, che tutte le concessioni scadono al 2020 perché si attende una direttiva europea, qual è il senso della proposizione di questo articolo e di questa precisazione perché metterà i comuni in una serie di difficoltà perché daranno un’interpretazione della nuova concessione come un fatto nuovo, rispetto al quale esistendo una vecchia concessione da diversi anni, l’amministrazione comunale, evidentemente, ricorrerà ad una sorta di bando di evidenza pubblica.
Tutto questo, ovviamente, è stridente rispetto alla direttiva europea che stabilisce che fino al 2020 sono tutte… Se noi citiamo queste norme, facciamo entrare i comuni in confusione, allora ribadiamo questa sua indicazione del comma 1 che è importante, finalmente cercheremo di mettere a punto l’iniziativa ma corriamo il rischio di intaccare l’attività delle imprese, stabilimenti balneari e altro che esistono da diversi anni perché le amministrazioni comunali, secondo me, dinnanzi al termine “nuove concessioni” cominceranno a riflettere su cosa fare e cosa non fare, al di là della disposizione
legislativa che prevede le proroghe per tutte perché delle due l’una: o noi siamo certi che le proroghe esistono o non vedo perché noi oggi, cinque anni prima, ci dobbiamo preoccupare di quello che sarà dopo il 2020.

CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASCIO Francesco. Signor Presidente, il mio intervento è sulla scia dell’intervento del collega Di Mauro, io ho anche presentato degli emendamenti per la soppressione di questi articoli perché, Presidente, gli articoli 40, 41, 42, e 43 - altro discorso poi sarà fatto sull’articolo 46 - sono di fatto una nuova legge sul demanio marittimo ed inserire una riforma così importante in Finanziaria, senza avere coinvolto nella fase della costruzione del disegno di legge, i comuni, le associazioni di categoria, mi sembra una forzatura esagerata.
Io ricordo che l’ultima legge che poi è la legge attualmente in vigore che, in qualche modo, stabilisce l’utilizzo del demanio marittimo è una legge del 2005, del dicembre 2005, che è stata elaborata come le leggi di riforma nelle Commissioni parlamentari, ha subìto l’iter legislativo corretto, in Commissione parlamentare di merito, Commissione “Bilancio”, confronto con le categorie, insomma è stato un iter che è durato parecchi mesi e che ha portato alla prima ed unica legge del settore che la Sicilia ha approvato nel dicembre 2005, la legge n. 15 del 2005 che è la legge che attualmente regolamenta l’utilizzo del demanio marittimo che, fino a quel momento, era un problema per la Sicilia e oggi è diventato una risorsa anche in termini economici.
Io credo, non voglio entrare nel merito specifico dei vari articoli di questa legge, ma credo che sia la riforma complessiva che trasferisce competenze ai Comuni, che modifica anche i parametri di riferimento per quanto riguarda il costo del demanio marittimo, che regolamenta la vita di 120 comuni marittimi in maniera totalmente nuova, io non so se questa riforma sia stata calata dall’alto, se sia stata in qualche modo discusso con le associazioni di categorie e con l’ANCI perché non so quanti hanno letto questi articoli ma, di fatto, la Regione si spoglia di una competenza che è specifica delle Regioni facendo esattamente il contrario di quello che hanno fatto nel resto d’Italia.
Noi diamo la competenza esclusiva ai comuni e manteniamo alla Regione soltanto compiti di coordinamento e controllo con l’approvazione del PUDM, piano di utilizzo del demanio marittimo.
Pertanto, io credo sia il caso, per quanto riguarda gli articoli 40, 41, 42 e 43 di immaginare anche una riflessione ulteriore rispetto alla possibilità di approvare questi articoli in Finanziaria, mi sembra materia complessa, mi sembra materia che abbia diritto al rango di una riforma vera e propria e non norma da appiccicare in Finanziaria così com’è. Anche perché - lo dico a ragione veduta - quando parla all’articolo 43 delle risorse e prevede che i Comuni versino alla Regione soltanto il 25% e trattengono il 75% degli oneri, questo configura un minor gettito nelle casse della Regione quindi è una norma che può essere inserita in Finanziaria soltanto nella maniera in cui determina minori entrate per le casse della Regione mentre nel resto d’Italia la stessa norma prevede che il 10% vada ai Comuni e il 90% alla Regione.
Quindi, chiedo al Governo un supplemento di istruttoria e la possibilità che, con una riflessione nuovamente delle Commissioni di merito, si possa elaborare una riforma complessiva compiuta e migliore dal punto di vista della concretizzazione e della messa in opera. Grazie.

FAZIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FAZIO. Signor Presidente, vorrei dare un mio contributo anche per un chiarimento alla norma.
Assessore, credo che sostanzialmente l’articolo 3 non aggiunga nulla rispetto a quanto già la norma prevede. Se non vado errato, la legge del 2005 imponeva già ai Comuni di dotarsi di PUDM.
Allora, la domanda e la conseguenza che ne deriva: ma se la legge già lo prevedeva nel 2005, in questo momento, qualsiasi comune che adotta e approva il PUDM e lo trasmette alla Regione e questo ovviamente lo approva, produce gli effetti che effettivamente si volevano evitare. Quindi, l’articolo 3 non fa altro che ribadire, ancora una volta, che la legge attribuisce in capo ai comuni, quello di dotarsi della pianificazione per quanto riguarda il demanio marittimo che, sostanzialmente, fa si che lo stesso comune procede ad effettuare una pianificazione del proprio territorio.
Quindi, non determina alcuna conseguenza questo articolo se non una conferma che, ancora una volta, viene sollecitato il Comune a dotarsi di quella strumentazione che, sostanzialmente, è prevista e resa obbligatoria dalla legge del 2005 rimasta inattuata.
Mi piace ricordare, signor assessore e vorrei che, effettivamente, lei lo dicesse qui, l’unico comune che ha dato attuazione a questa norma è il comune di San Vito Lo Capo.
Tutti gli altri comuni non hanno provveduto a quanto la legge obbligava loro, cioè quello di procedere alla pianificazione del territorio demaniale. Molti comuni vi hanno provveduto e, sostanzialmente, hanno trasmesso la documentazione, ma la Regione ha un’attività istruttoria alquanto lenta e complessa, motivo per cui non ha adottato alcun provvedimento cosiddetto “approvativo”.
Altro aspetto, e mi piace qui rimarcarlo, per chi, specialmente, ha fatto, e bene o male, ha una certa dimestichezza nell’ambito dell’attività gestionale amministrativa, comprende quanto possa essere, invece, importante questo articolo per quanto riguarda i comuni.
Noi abbiamo una situazione che è paradossale per certi versi. Perché paradossale? Perché da una parte, il comune svolge la propria attività istruttoria, per quanto riguarda ovviamente i beni propri demaniali, che appartengono al demanio comunale, contestualmente e contemporaneamente, un altro ente accanto allo stesso sito, alla stessa area, per cui il comune procede a svolgere l’attività istruttoria e rilascia il provvedimento concessorio, un altro ente, che in questo caso è la Regione, svolge attività istruttoria, possibilmente, rilasciando un provvedimento concessorio che, nei fatti, è incompatibile con quello precedente.
Bene. Con questa finalità e con questo obiettivo, secondo me, queste discrepanze, o queste situazioni negative verrebbero meno.
Mi permette, da ultimo, fare osservare, eventualmente all’Aula, che, anzi, la Regione siciliana è l’ultima Regione che sta intervendo in questo modo qua, perché tutte le altre Regioni hanno provveduto ad effettuare il trasferimento di competenze che, mi piace ricordare, non è uno spostamento di proprietà, perché la proprietà rimane sempre in capo alla Regione, ma l’attività istruttoria e, semplicemente, gestionale ed amministrativa, mentre la proprietà rimane sempre in capo alla Regione stessa, che vorrei ricordare, in funzione, ovviamente, che la proprietà rimane in capo alla Regione, ha sempre il potere di direzione, controllo e sostituzione, sulla base dei criteri
generali di diritto amministrativo.

CIMINO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIMINO. Volevo ringraziare l’assessore Croce per avere posto in finanziaria questo argomento che riguarda il demanio marittimo, che è un argomento molto importante e ritengo utile, anche, per il futuro economico delle casse della nostra Regione ma, anche, per potere fornire elementi veri per l’occupazione giovanile.
Oggi, di fatto, si sta mutando una filosofia rispetto a quella del passato che, personalmente, condividevo. Con l’assessore Cascio, assessore per il territorio e l’ambiente, si erano creati i servizi per il demanio, dando alla Regione una competenza, su base provinciale, che meglio riuscivano ad attenzionare le problematiche del demanio marittimo. Quei servizi, successivamente, chissà per quale motivo, sono stati trasformati in unità operative ed oggi, di fatto, quelle unità non funzionano, tant’è che il problema delle aree demaniali e delle tante pratiche di richiesta di concessione sono bloccate negli uffici della Regione.
Con questo articolo, secondo me, si vuole potere dare un elemento di chiarezza rispetto alla gestione del demanio marittimo, ma io chiederei all’assessore Croce un ulteriore sforzo per riuscire a dare un’opportunità anche a chi, oggi, vuole intraprendere un’attività imprenditoriale in questo settore con degli strumenti per agevolare soprattutto i giovani che hanno voglia e desiderio di cimentarsi nell’apertura di chioschi, di attività e di associazioni sportive sulle nostre spiagge.
Io chiederei all’assessore Croce di potersi soffermare sulla possibilità, ad esempio, di creare le condizioni che queste strutture non soggiacciano alla cosiddetta precarietà. Perché da noi, nel nostro territorio, si riesce a frequentare queste strutture anche nei periodi che vanno oltre l’estate, e quindi la precarietà di queste strutture rappresenta un costo per chi vuole intraprendere un’attività imprenditoriale.
E, soprattutto, vorrei anche richiamare l’attenzione dell’assessore Baccei, per quanto riguarda il terzo comma, sulle concessioni demaniali giustamente e regolarmente pagate. Viviamo in questo nostro territorio, soprattutto nelle isole minori come Lampedusa, dove tanti imprenditori, giovani imprenditori che oggi hanno avuto l’opportunità di una concessione demaniale, per il fenomeno degli sbarchi, per il fenomeno della crisi anche del settore turistico, di vivere una situazione problematica rispetto al rilascio del Documento Unico di Regolazione Contabile (DURC).
Noi dobbiamo dare la possibilità di incentivare l’utilizzo di queste strutture, senza chiudere la possibilità di continuare con queste attività. Nel momento in cui noi subordiniamo la concessione anche alla possibilità che siano stati regolarmente pagati tutti i canoni, rischiamo, purtroppo, che ci sia il blocco di tante attività commerciali in un momento di crisi come questo.
Io direi se è possibile, anche, di dare la possibilità di condividere un percorso che sia più attenuato rispetto a chi vuole attivare e proseguire un’attività di questo genere, soprattutto anche nelle isole minori come Lampedusa.

PALMERI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori il tema del demanio credo che abbia un’importanza strategica per la Sicilia. Quindi, volevo proporre all’attenzione del Governo, una serie di proposte proprio per la tutela e la promozione per uno sviluppo sostenibile delle coste che, in questo momento, considerando le potenzialità che potrebbe avere, non è valorizzata considerando
territori analoghi ai nostri, come estensione di coste.
In particolare, volevo premettere che la Sicilia, ad esempio è l’unica regione italiana, innanzi tutto, a non essere dotata di una legge volta alla tutela del mare e del suo litorale.
Inoltre una parte significativa della propria economia, della nostra economia, dipende proprio dall’essere insulare, dalla pesca, dal turismo. Quindi, dovremmo avvantaggiarci e valorizzare molto di più questa nostra vocazione.
La Sicilia è la più grande isola del mediterraneo, inutile dirlo, e c’è un immenso patrimonio, anche patrimonio UNESCO, parchi archeologici da tutelare.
Inoltre considerando che la stragrande maggioranza dei siciliani vive proprio nella fascia costiera – in una fascia compresa a meno di 20 km dal mare –, considerando che le tre aree metropolitane sono sulla costa, considerando il grandissimo problema dell’abusivismo costiero siciliano e quindi dell’esigenza di riqualificazione della costa che richiederebbe, evidentemente, una pianificazione costiera - aspetto questo che ci permetterebbe, anche, di investire ad esempio con delle progettazioni comunitarie, che ci permetterebbe di dividere per settori la costa e di fare delle progettualità volte a risolvere il problema dell’abusivismo.
Considerando il problema dell’inquinamento delle nostre coste, in Sicilia sono balenabili circa 227 Km di costa. La città metropolitana di Palermo, che è la più grande, si sviluppa su di un tratto costiero di circa 25 Km dei quali 17 non sono balneabili a causa dell’inquinamento.
La provincia di Siracusa, ad avere il primato, con quasi 90 Km di mare non balenabile seguiti dalla provincia di Palermo, Messina, Trapani, Agrigento e Ragusa con soli 4 chilometri.
I problemi dell’inquinamento ovviamente sono figli dei problemi della depurazione, della mancata depurazione, dei problemi dei poli industriali, e soprattutto la mancanza appunto dell’impiantistica volte a depurare adeguatamente le acque.
Sono stati previsti circa 387 impianti in Sicilia, un numero abnorme di cui soltanto 321 sono in funzione e di cui soltanto 12 impianti sono funzionanti nella potenzialità, diciamo nella funzionalità ottimale.
Quindi si rende necessario in Sicilia affrontare una strategia veramente efficace per risolvere tutti i problemi, ogni volta considerare che dovrebbe essere il nostro volano prioritario per lo sviluppo, per uno sviluppo sostenibile che è mettendolo a paragone con altre aree e territorialmente estesa come la nostra, come Regione avremmo delle potenzialità di sviluppo economiche enormi, ma dobbiamo permettere tutto questo.
Quindi una politica che vada a tutelare i territori della fascia costiera, una riqualificazione e recupero della costa, arrestare la devastazione degli abitat naturali e il progressivo impoverimento della biodiversità e permettere anche la mobilità sostenibile in queste aree costiere.
Quindi ho presentato un ordine del giorno, che è volto ad impegnare il Governo in questa direzione con tutta una serie di azioni. Attraverso un apposito decreto si emanano tutta una serie di indirizzi volte alla programmazione, alla pianificazione del demanio.
Quindi attività di monitoraggio, vigilanza delle attività delle concessioni, individuazione di tutte una serie di aree precluse per la tutela biologica, naturalistica, paesaggistica, di libera fruizione e pubblica fruizione e per la mobilità sostenibile, per il rilascio, il rinnovo, la modificazione, la revoca delle concessioni del demanio marittimo.
Inoltre si chiede al Governo di emanare le direttive vincolanti per la disciplina degli usi del demanio marittimo con finalità turistico ricreative.
Il decreto dell’Assessore si chiede che garantisca la conservazione e la tutela degli ecosistemi, di armonizzare le azioni sul territorio per uno sviluppo sostenibile che tuteli il paesaggio, eccetera.

TURANO. Chiedo di parlare

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Può parlare anche dal banco della Commissione se preferisce.

TURANO. Signor Presidente avevo deciso di non intervenire sul dibattito parlamentare, però alcuni colleghi onestamente mi hanno stuzzicato, ed io onestamente apprezzo lo sforzo che sta facendo l’Assessore Croce che vorrei seguisse il mio ragionamento.

PRESIDENTE. Assessore Croce gentilmente può seguire l’intervento dell’onorevole Turano?

TURANO. Vorrei che l’Assessore seguisse il mio ragionamento perché provare a mettere ordine in un settore come questo secondo me gestito fino ad ora non in maniera brillante non può che essere utile. E io credo che in maniera responsabile ci voglia non solo la condivisione dei Comuni ma un intesa strategica con i Comuni perché alcune porzioni del territorio della Regione siciliana possano diventare fonte di ricchezza oltre che di lavoro come diceva l’onorevole Cimino, e di sviluppo.
Il problema è capire come questo diventi compatibile con la tutela del territorio e come questo diventi come dire, spendibile in termini di investimento per l’immagine della Sicilia.
Io sono uno di quelli che conosce bene il mio territorio e diceva bene poca fa l’onorevole Fazio e attento a come alcuni Comuni gestiscono i propri litorali. Faccio un esempio su tutti e parlo di San Vito Lo capo che è l’unico comune che si è dotato, per informare l’Aula che a fronte di una concessione di mille metri quadrati per la quale la Regione determina un introito di meno di mille euro l’anno, il Comune facendo un bando di evidenza pubblica e mettendola all’asta ha introitato centoquattro mila euro l’anno.
Cerchiamo di capire il valore strategico delle spiagge e cerchiamo di capire come queste possono diventare da un lato business per chi decide di fare quest’attività e dall’altro lato un introito serio per la Regione siciliana.
Dico questo perché l’Assessore ha una grande responsabilità. Se noi pensiamo di allargare le maglie per fare diventare tutto, come diceva l’onorevole Cimino, luogo di strutture fisse, che possono lavorare tutto l’anno e che possono fare tutto, in barba alle disposizioni che regolamentano la fascia costiera in maniera rigida e, secondo me, in maniera intelligente, non facciamo un buon servizio.
Credo che il valore del paesaggio – che per altro è un diritto garantito dalla Costituzione – sia una valore prevalente rispetto ai legittimi interessi che possono avere i privati o che può avere la stessa Regione.
L’Assessore Croce deve essere bravo, attento, nel determinare con la sua visione strategica che riguarda tutto il territorio quello che succede sulle coste. Mi sento di dare questa cambiale in bianco all’Assessore. E vorrei che seguisse, per ora che lo gestisce direttamente, poi per il tramite dei Comuni, con attenzione come alcune iniziative siano portate avanti. Fermo rimanendo che non ci dobbiamo lasciare ingannare da chi pensa di utilizzare un lido per fare altre cose. Credo che non ci sono spese di montaggio e smontaggio. A me sembra assolutamente pertinente che si possa dare la concessione e sono concessioni stagionali. C’è una ragione per la quale cambio argomento. C’è una ragione per la quale dal 1976 è impedita qualunque tipo di edificazione sulle coste. E c’è una ragione per la quale le concessioni edilizie, le concessioni sul suolo demaniale sono ancorate alla legge del 1976.
Credo – e lo guardo con favore – parlo con tutti anche con chi gestisce questi esercizi. Credo che questi esercizi qualifichino meglio il litorale, ma il litorale deve rimanere un litorale utilizzabile, usufruibile da tutti. L’accesso al mare deve essere garantito da tutti. E queste strutture che qualificano sicuramente l’offerta formativa, devono attenersi, in maniera scrupolosa, a regole rigide che la Regione deve impartire.
Penso che con questa legge, l’Assessore Croce, si stia sforzando di mettere ordine. Ma vi rigireremo con altrettanta attenzione al che questo avvenga in maniera scrupolosa.

DI MAURO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, noi abbiamo praticamente in Sicilia circa 9 mila concessioni. Queste concessioni sono, di fatto, tutte prorogate al 2020, così come prima erano prorogate al 2015. Nel momento in cui lei inserisce il comma 3bis con la modifica e parla di nuove concessioni che devono adeguarsi al nuovo piano, lei vuol dire che fa venir meno il diritto di proroga. Signor Assessore, lei fa entrare i Comuni in conflitto con i privati. Perché nel momento in cui lei parla di nuove concessioni, di adeguamento al piano spiagge, è ovvio che si potrà verificare l’ipotesi per cui laddove insiste una attività domani questo potrà essere differito. Allora la prego di fare a meno di questa modifica normativa. Perché, di fatto, la direttiva è europea. Noi cosa ci entriamo ad andare a stabilire una cosa che riguarda un indirizzo che deve dare l’Europa? Allora, quando io ero Assessore, valeva fino al 2015. Adesso, sempre l’Europa, l’ha sposta dal 2015 al 2020. Noi stiamo per essere così zelanti che cinque anni prima ci occupiamo di quello che succerà nel 2020.
Signor Assessore, le concessioni che scadono, facendo un esempio, il 1° gennaio 2017 sono prorogate al 2020, nessuno può intervenire in quella concessione attraverso un bando o attraverso una procedura che lei ritiene necessaria di adeguamento perché l’adeguamento per ciò che è stato sostanzialmente stabilito con prorogatio dall’Europa fino al 2020 non può essere toccato. Allora la pregherei di soprassedere su questo secondo comma facendo in modo che per la prima parte e per tutto il resto che riguarda il piano spiagge che ritengo una cosa valida e che forse finalmente potrà essere realizzato, mi trova assolutamente d’accordo.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Signor assessore con l’occasione le chiederei di chiarire meglio il contenuto dell’articolo 3 ter , che c’è un riferimento normativo poco preciso.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Vorrei rispondere su un punto dell’onorevole Di Mauro e poi riservarmi di intervenire alla fine per tutti i chiarimenti. Solo per chiarire l’equivoco perché magari è scritto male, ma c’è un equivoco di fondo.
Lei ha citato le novemila concessioni che ci sono sul territorio regionale, ma sa bene, in quanto ha ricoperto anche la carica di assessore, che non tutto il demanio è concessionato, ci sono delle aree ancora non concessionate quindi quelle sono le nuove concessioni. No, no quelle che io intendo. Ripeto.

DI MAURO. Questo lei lo pensa, ma non c’è scritto.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Ripeto, onorevole l’ho premesso. Può essere scritto male, lo possiamo scrivere meglio però si intendeva per nuove concessioni sono le concessioni , nell’interpretazione autentica, ripeto, però si può ribadire molto meglio, se lei lo ritiene lo sub emendiamo immediatamente, ma per me le nuove concessioni erano le concessioni di aree che non sono state concesse perché come lei ha ribadito più volte esiste un rinnovo e una proroga automatica delle concessioni esistenti al 31 dicembre 2020.
Quindi, ripeto, le nuove concessioni erano solo le concessioni di aree non concesse del demanio marittimo, quelle esistenti sono rinnovate automaticamente al 2020 e quindi non si possono intendere fino a quella data come nuove concessioni. Se è necessario chiarirlo, lo chiariamo, non c’è nessuno problema.

CIANCIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo fondamentalmente d’accordo con questo articolo e lo abbiamo condiviso in Commissione Aambiente e abbiamo anche sistemato qualcosa in commissione bilancio. Siamo d’accordo perché il punto tre chiarisce in maniera definitiva, qualora ce ne fosse stato bisogno, che i comuni devono predisporre tutta la documentazione necessaria per la VAS, anche se è una cosa ovvia e che molto comuni fanno già o hanno già fatto, per altri comuni non è altrettanto ovvio e quindi questo comma chiarisce la questione.
Va bene anche il comma 3 bis perché chiarisce anche una cosa che doveva avvenire già dal 2005 ma la stiamo mettendo adesso nel 2016 che è le concessioni già rilasciate devono adeguarsi ai piani di utilizzo del demanio marittimo, anche se chiederei all’Assessore di apprezzare un emendamento che tra l’altro forse era presente anche nella prima formulazione dicendo che le concessioni che non possono essere adeguate ai piani non possono neanche essere rinnovate.
Questo è un emendamento che ho presentato ed è a pagina 19, magari lo votiamo per parti separate però chiedo che venga apprezzato.
Il comma 3 ter abbiamo chiarito in Commissione che si tratta di una norma che, non vedo l’onorevole Falcone, ma copre un vulnus normativo e quindi siamo assolutamente d’accordo, e poi va bene i commissari ad acta , cosa che è già prevista tra l’altro dalla legge vigente, la legge 15 è un’ottima legge se fosse stata applicata magari non avremmo tanti problemi oggi, però con questa andiamo a specificare meglio alcune cose, è ovvio che una materia del genere non andrebbe trattata in finanziaria, andrebbe trattata con un disegno di legge apposito, ma l’ottimo è nemico del buono e quindi in questo momento storico ci accontentiamo di questo. Però una cosa è fondamentale assessore, un attimo mi segua perché noi col comma 1 in particolare e con la seconda parte del comma 1, praticamente diamo il via libera ai piani anche se non approvati, diamo il silenzio assenso la possibilità del silenzio assenso per i piani di utilizzo del demanio marittimo, questa è una cosa che per noi non può assolutamente andar bene, i piani devono essere approvati, deve essere approvata la Vas, se c’è un problema in assessorato come c’è effettivamente, ci sono tantissimi piani già presentati che ancora non vengono approvati, non possiamo aggirare il problema scrivendo una norma che deroga al codice ambiente, anche perché si parla appunto di ambiente non si parla di materie urbanistiche e cose varie, e dobbiamo assolutamente sistemare la questione in sede di assessorato, potenziare l’ufficio, riorganizzare meglio le risorse dell’assessorato, ma non si può pensare che siccome l’ufficio Viavas non approva i piani, facciamo una norma per aggirare questo problema, prima risolviamo il problema e poi vediamo eventualmente come sistemare le norme, grazie.

ALLORO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi in Commissione bilancio su questi articoli che riguardavano i canoni demaniali era stato fatto da parte mia un ragionamento, e volevo chiedere, l’abbiamo riportato sull’8? Va bene io comunque perché resti traccia l’intervento lo faccio comunque, si era fatto un ragionamento che riguardava la creazione di un fondo perequativo, perché questo articolo così osannato diciamo non fa altro che donare risorse alla Regione levandoli a tutti i comuni, e quindi al bilancio della Regione, per darli solo ai comuni che sono titolari di demanio, viva viva per i comuni titolari di demanio è chiaro che tutti gli altri come dire subiscono un nocumento da questa cosa.
Allora il ragionamento che avevo fatto io in Commissione era quello di dire, una quota di questo pagamento che i comuni fanno in favore della Regione originariamente versiamoli ai comuni montani, cioè facciamo si che questo elemento di ricchezza possa essere un minimo ripartito anche alle aree più svantaggiate. Ora siccome io non ho trovato traccia ne nell’articolo 40, ne nel 41, ne nel 42, ne nel 43, chiedevo all’assessore notizie in merito, grazie.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.59, è ripresa alle ore 19.15)
La seduta è ripresa.

PRESIDENTE Assessore Croce, prima di procedere alla votazione, intende intervenire per rispondere agli interventi?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Sì, signor Presidente, volevo intervenire per spiegare la ratio degli interi articoli 40, 41, 42 e 43.
La ratio, in realtà, nasce per mettere ordine in una norma, quella del 2005, che oggettivamente è una norma scritta molto bene, è una riforma di settore scritta bene. Ma il Governo ha inteso che, rispetto a quella norma, si potesse fare un passo avanti che necessita questo trasferimento poi alla fine di funzioni amministrative per far riacquisire alla Regione quel ruolo di ente di pianificazione e di programmazione e non un ruolo di ufficio a sportello.
E’ un po’ un richiamo alle norme sull’urbanistica del piano regolatore regionale. Noi, in realtà, come Regione siciliana, come Dipartimento, come Assessorato, tendiamo ad approvare il piano nella sua interezza, lo strumento di pianificazione però poi, in realtà, le singole concessioni vengono lasciate nella funzione amministrativa dei Comuni.
Allora, nell’intenzione e anche nella visione di vedere il demanio marittimo poi alla fine come una porzione di un territorio comunale e quindi un piccolo quartiere all’interno dell’intero Comune, si è pensato di trasferire la funzione amministrativa delle concessioni ai Comuni medesimi.
E’ chiaro che il bene resta di proprietà della Regione, specificava bene l’onorevole Fazio. Il demanio marittimo è una proprietà regionale e resta di proprietà regionale e, quindi, in qualche modo, è chiaro che si mettono anche dei vincoli in questo trasferimento di funzioni. I vincoli sono richiami alla legge 15 del 2005 e, quindi, ribadire la necessità dell’acquisizione del piano di utilizzo del demanio marittimo e su questo punto volevo fare un chiarimento rispetto a quello che diceva l’onorevole Ciancio prima del Movimento Cinque Stelle. Non è assolutamente intendimento di questa Amministrazione derogare o attivare il meccanismo di silenzio-assenso sulla normativa ambientale. Peraltro, proprio oggi è arrivata una lettera del Presidente della Regione alle amministrazioni, alle Autorità ambientali in cui ci ha ribadito, ci ha invitato, mi ha invitato come autorità ambientale ad emanare una direttiva nei confronti degli uffici, proprio per ribadire il concetto che il silenzio assenso è un meccanismo che sulla normativa ambientale non può essere applicato. Tant’è che il comma 1 dice che il silenzio-assenso scatta solo ed esclusivamente nei termini dopo l’acquisizione della delibera di adozione del Consiglio comunale.
Questo cosa vuol dire? Vuol dire che per arrivare alla delibera di adozione del Consiglio comunale tutte le procedure ambientali, ivi compresi anche i pareri richiesti dalla Soprintendenza e quant’altro, devono essere intesi già acquisiti e, quindi, il silenzio-assenso scatta solo nel momento in cui c’è la delibera di adozione del Consiglio comunale e ci deve essere una sorta di decreto di approvazione, presa d’atto da parte dell’Assessore per il territorio e l’ambiente della delibera di adozione del Consiglio comunale medesimo.
Quindi, tutte le procedure e tutti i pareri previsti per il piano di realizzo stesso si intendono già acquisiti e, pertanto, non c’è alcuna deroga rispetto al procedimento ambientale stesso.
Io volevo rispondere anche all’onorevole Cimino, il quale faceva un riferimento al comma 3 ter che, tra l’altro, credo, l’onorevole Falcone abbia preparato un piccolo subemendamento di chiarimento, un subemendamento all’emendamento presentato dall’onorevole Ciancio, il 40.11.
Il comma 3 ter è soltanto un voler colmare un vuoto normativo che si è venuto a creare nella Regione siciliana, ovvero prima del 2005 esisteva la possibilità di dare delle concessioni sul demanio marittimo anche ad uso abitativo. Nel 2005 la legge viene abrogata. La Regione siciliana dovrebbe modificare la norma e fino al 2012 non la modifica, il che significa che tra il 2005 ed il 2012 viene a cadere questa possibilità di concedere dei beni del demanio marittimo ad uso abitativo. Per poi arrivare al 2012 a rifare una norma in cui, di fatto, diamo di nuovo la possibilità di concessioni di beni del demanio marittimo ad uso abitativo.
Nei 7 anni che intercorrono nel vuoto normativo, i concessionari hanno regolarmente pagato i canoni della concessione medesima, però, sono soggetti ad un vulnus di occupazione abusiva del demanio marittimo in quanto c’era il vuoto normativo.
Noi, allora, con questo comma 3 ter cosa facciamo? Andiamo a colmare questo vuoto e facciamo in modo che questi 7 anni, manteniamo la validità e, chiaramente, non andiamo ad applicare le sanzioni previste per l’occupazione abusiva in quanto il ritardo viene dall’Amministrazione e certamente non è colpa del concessionario.

DI MAURO. Dichiaro di ritirare l’emendamento 40.1.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Sono ritirati, altresì, gli emendamenti 40.2, 40.4 e 40.10.
L’Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l’emendamento 40.9. Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Contrario.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Contrario.

PALMERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PALMERI. Signor Presidente, l’emendamento è finalizzato a meglio disciplinare la procedura di approvazione del PUDM, in quanto è prevista l’acquisizione, l’istituto dell’acquisizione di efficacia per decorrenza dei termini e, quindi, mi sembrava più congruo il termine di 180 giorni piuttosto che di 90 per evitare il caso in cui, per esempio, venga approvato in automatico un piano che non è passato all’esame dell’Assessorato e con l’altro emendamento successivo, per di più, per evitare il rischio che l’adozione del piano da parte dei comuni, appunto, visto che deve avvenire in conformità di tutti pareri, nulla osta, espressi da parte delle amministrazioni competenti oltre che dell’amministrazione comunale, mi sembra più congruo e più sicuro.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Signor Presidente, credevo di avere risposto prima nell’intervento.
La delibera di adozione del Consiglio comunale non può esistere se non sono stati già acquisiti tutti i pareri. I pareri devono essere acquisiti prima che il Consiglio comunale possa adottare il piano di utilizzo del demanio marittimo.
In realtà, quindi, il termine di 90 giorni è più che sufficiente affinché l’Assessorato del territorio ed ambiente prende atto della delibera di Consiglio comunale, che è già completa di tutti i pareri che sono stati già acquisiti e ne faccia il decreto di presa d’atto ed approvazione.
Il termine di 180 giorni, pertanto, mi sembra un poco esagerato e ritardatario rispetto all’applicazione del PUDM, perché comunque sia i pareri sono stati già acquisiti, già è passato anche al vaglio dell’assessorato medesimo perché ha già fatto la valutazione ambientale strategica; quindi, mi sembra esagerato.

PRESIDENTE. L’emendamento 40.9, alla luce anche dei chiarimenti resi dall’assessore Croce, è
ritirato.

L’Assemblea ne prende atto.
L’emendamento 40.7 è ritirato.
L’Assemblea ne prende atto.
Si passa all’emendamento 40.3. E’ ritirato.
Si passa all’emendamento del Governo 40.13.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Signor Presidente, è l’emendamento che chiarisce ancora meglio l’osservazione fatta prima dall’onorevole Palmeri. Lo dice in maniera ancora più esplicita. Se lei lo ha letto, se le è arrivato il 40.13 del Governo viene specificato che i piani devono essere adottati dai consigli comunali solo dopo il decreto di pubblicazione.

FALCONE. C’era l’emendamento dell’onorevole Assenza …

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Onorevole, scusi, l’avevamo presentato prima.
Io non li avevo letti ancora gli emendamenti.


FALCONE. Sarebbe un atto di carineria votare l’emendamento dell’onorevole Assenza.


CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Per me possiamo votare anche quello dell’onorevole Assenza, le dico. Non c’è nessun problema.

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento 40.13. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Si passa all’emendamento 40.5, che è precluso dall’approvazione dell’emendamento 40.13.
Si passa all’emendamento 40.6. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Contrario.

PRESIDENTE. Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Contrario.

PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all’emendamento 40.12, degli onorevoli Ciancio ed altri.

CIANCIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà

CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sapere se si può votare per parti separate, nel senso quelle “non adeguabili non potranno essere rinnovate” separatamente dal resto dell’articolo.

PRESIDENTE. Se vuole può presentare un subemendamento sostitutivo dell’emendamento 40.12.

CIANCIO. Se il Governo dà parere favorevole, presento il subemendamento.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Alla seconda parte, quella del “non adeguabili, non potranno essere rinnovate”, il Governo è favorevole.

PRESIDENTE. Invito l’onorevole Ciancio a presentare il subemendamento sostitutivo in modo da procedere alla votazione.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 19.30, è ripresa alle ore 19.35)
La seduta è ripresa.

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall’onorevole Ciancio il subemendamento 40.12.1 all’emendamento 40.12. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Pongo in votazione l’emendamento 40.12, così come emendato. Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Il parere della Commissione è favorevole se l’Assessore però ribadisce che le concessioni in essere non subiranno anticipazioni rispetto a quello che avevamo già previsto relativamente alle scadenze naturali. La Commissione è favorevole, così come il Governo, ma a condizione che lei ribadisce il concetto che
le concessioni andranno a scadenza naturale.
CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Lo abbiamo specificato nell’emendamento che abbiamo appena presentato.

PRESIDENTE. All’emendamento 40.12 non ci sono altri subemendamenti.

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Credo che sia necessario prima approvare il subemendamento dell’onorevole Di Mauro e poi passare all’emendamento 40.12.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.38, è ripresa alle ore 19.45)

LACCOTO. Chiedi di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace però io non sono assolutamente d’accordo sul sub emendamento che da la possibilità di una sanatoria per uso abitativo nelle concessioni demaniali già avute. C’è un piccolo problema, che la legge parla di valorizzazione del demanio, non parla di potere dare la sanatoria per uso abitativo; al di la del vulnus, io credo che abbiamo superato qualsiasi norma rispetto a questo, noi stiamo prendendo i beni demaniali e gli diamo la concessione per uso abitativo - concessione già di prima mi si dice - ma è sempre una sanatoria che non è valorizzazione, perché io sono d’accordo per quanto riguarda le valorizzazioni ma qui stiamo superando un limite. Vedete, al di la, già io ho perplessità su alcune vicende dell’articolo 43, noi stiamo praticamente facendo i cambi di destinazione d’uso nel demanio mentre, a norma della legge 7876, non possiamo nei 150 metri dare la possibilità di un’autorizzazione, cioè noi stiamo cercando di normalizzare, anche se in fretta, anche se in finanziaria, una norma di demanio che andava sicuramente più approfondita.
D’accordo che la facciamo ora, ma cerchiamo di limitare i danni, non possiamo sicuramente, al di la di questo, dare una sanatoria per uso abitativo per i beni demaniali, non sono assolutamente d’accordo. Signor Presidente, noi ci troviamo in questa situazione: abbiamo i beni del demanio che finora potevano essere i fari, potevano essere qualsiasi altra cosa, e noi oggi con queste norme
andiamo a parlare di valorizzazione; le valorizzazioni possono anche starci, ma non possiamo mettere nelle valorizzazione l’uso abitativo, non sono assolutamente d’accordo.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nel subemendamento 40.12.1 già approvato l’onorevole Ciancio ha precisato che la parola “sostituite” è sostituita con la parola “aggiunte”.
Con questa precisazione pongo in votazione l’emendamento 40.12 dell’onorevole Ciancio, così come emendato.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l’emendamento 40.14.
Comunico, altresì, che è stato presentato il subemendamento 40.14.1 interamente sostitutivo dell’emendamento 40.14. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?

VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Si passa all’emendamento 40.15, degli onorevoli Falcone ed altri.

FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento, come ha detto l’assessore Croce, sana un vulnus normativo che sta creando un empasse presso il demanio marittimo. Cosa succede sostanzialmente?
Fino al 2005 erano rilasciate concessioni demaniali per tutta una serie di attività, balneari, portuali, ricreative comprese anche le attività abitative affini a tutte queste attività. Nel 2005 invece la regione siciliana all’articolo 1, nella propria declaratoria, non inserì anche la concessione per uso abitativo affine alle attività di cui sopra, funzionali comunque alle attività precedenti. Cosa succede?
Che tanti titolari di concessioni - non proprietà onorevole Laccoto, ecco perché la valorizzazione non c’entra – che avevano in corso la propria concessione per uso abitativo ma affine e funzionale alle attività di cui sopra (commerciali, ricreative, e così via) si sono vista preclusa la possibilità di poter aver rinnovato legittimamente il proprio titolo. Nel frattempo però, dobbiamo dire, che ad alcuni sono state rinnovate, ad altri è stata invece imposta una sanzione. L’assessorato territorio e ambiente è intervenuto tre volte, con delle circolari a firma dell’assessore Interlandi. Assessore Croce, queste circolari hanno tentato di chiarire il vulnus ma non sono riuscite per cui alcuni hanno fatto causa al T.A.R. e hanno ottenuto la concessione ed altri che non hanno fatto causa sono rimasti in questo momento in un limbo, pur avendo regolarmente pagato annualmente per il titolo quadriennale. Oggi cosa succede? Che nel 2012 la regione siciliana è intervenuta pensando di regolarizzare la posizione, ma invece, da un lato ha regolarizzato le posizioni che scadevano dal 2012, ma quelle precedenti in itinere sono rimaste così appese, pendenti.
Allora oggi a cosa serve questa norma? Questa norma, che è assolutamente in coerenza con la norma nazionale, non a caso abbiamo fatto un emendamento aggiuntivo con il quale si prevedel’articolo 01 del decreto legge 400 del 1993 che poi è stato convertito nella legge 494 del 1993. Con questa norma, noi andiamo a sanare un vulnus che oggi serve non soltanto per regolarizzare la
posizione di tanti legittimati ad avere il proprio diritto di concessione, non di proprietà, ecco perché, presidente Laccoto mi permetta, eccezione sull’acquisto, sul guadagno della concessione non c’è. E’ quattro anni, quali 50 anni! Sono concessioni che si rinnovano di quattro anni in quattro anni.

PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.56, è ripresa alle ore 20.05)
La seduta è ripresa.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo in fase in fase di votazione dell’emendamento 40.15. Il Governo aveva espresso un parere favorevole. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. La Commissione si rimette all’Aula.

PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, la Commissione si rimette all’Aula, pongo in votazione l’emendamento 40.15. C’è una richiesta di voto segreto dell’emendamento 40.15.
Verifichiamo se è appoggiata. La richiesta non è appoggiata.
Pongo in votazione l’emendamento 40.15. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
E’ stato presentato il subemendamento 40.11.1 che sostituisce l’emendamento 40.11, soppressivo del comma 3 ter a firma degli onorevoli del Movimento Cinque Stelle, prima firmataria l’onorevole Ciancio.
Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Mi rimetto all’Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. La Commissione si rimette all’Aula. Signor Presidente, di quali colleghi sono le firme? Abbiamo la necessità di avere firme leggibili.

PRESIDENTE. Le firme sono degli onorevoli Ciancio, Ciaccio, Cancelleri e Siragusa.
Pongo in votazione il subemendamento 40.11.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Si passa all’emendamento 40.8.
Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Pongo in votazione l’articolo 40, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che dopo la seduta, che è rinviata a domani alle ore 11.00, si svolgerà un incontro dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, su richiesta del Presidente Crocetta, nella stanza del Presidente della Regione, sul tema di Riscossione Sicilia.
Questa è la richiesta del Presidente, ne do comunicazione ai Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, giovedì 25 febbraio 2016, alle ore 11.00, con lo stesso ordine del giorno, come anticipato dal Presidente Ardizzone che ha già comunicato che i lavori verranno sospesi alle ore 13.00 perché si svolgerà l’incontro con la delegazione dell’ANCI, per poi riprendere nel pomeriggio alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.13 di mercoledì 24 febbraio 2016,
è ripresa alle ore 11.30 di giovedì, 25 febbraio 2016)
Presidenza del presidente Ardizzone
La seduta è ripresa.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo lontani dall’approvazione della finanziaria, su 93 articoli ne abbiamo approvati 30, quindi un terzo. Siccome dobbiamo evitare le nottate, anzi le eviteremo, è interesse di tutti noi andare avanti celermente.
Onorevoli colleghi, un po’ di attenzione, soprattutto ai capigruppo. Ieri, l’Aula ha affrontato dei temi complessi, proprio perché complessi, sono stati approvati pochi articoli.
Ora, noi abbiamo una possibilità, in considerazione che alle 13.00 dovremo incontrare, almeno i capigruppo, la delegazione dell’Anci; so che è una delegazione abbastanza nutrita, l’invito naturalmente è esteso ai presidenti della I e II Commissione, agli Assessori e ai parlamentari che desiderano parteciparvi, non è preclusa la partecipazione.
Possiamo continuare sulla materia urbanistica se andiamo avanti celermente. Se dobbiamo ancora impantanarci in discorsi in base ai quali tutti devono intervenire, sospendiamo e andiamo avanti con gli articoli più semplici, almeno da un punto di vista numerico cominciamo a togliere dal fascicolo tutti gli emendamenti che non comportano particolari problemi, se non altro perché non hanno inseriti emendamenti, se non soppressivi.
Sull’ordine dei lavori

GRASSO. Chiedo di parlare sull’ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non voglio rubare tempo. Ieri, sulla votazione degli articoli si è proceduto speditamente per alzata e seduta. Voglio ribadire qui, prima che comincino i lavori d’Aula, che la sottoscritta ha votato contro l’approvazione dell’articolo 35 che è proprio quello dell’ecotassa che aveva chiesto la soppressione di quell’articolo, l’ha sostenuta
ribadendo che è una norma che non incentiva, ma che è una norma iniqua e annuncio un’eventuale presentazione dell’ordine del giorno.

Seguito della discussione del disegno di legge numero 1133-1155/A
PRESIDENTE. Si passa all’articolo 41. Ne do lettura:
«Art. 41 Affidamento beni del demanio marittimo ai Comuni

1. La gestione amministrativa del demanio marittimo della Regione, ad esclusione delle aree del demanio marittimo in concessione ai Comuni, dei beni immobili che insistono sulle aree demaniali nonché delle aree portuali, è attribuita ai Comuni che dovranno provvedere alla sua manutenzione, agli interventi ordinari di recupero ambientale e di disinquinamento.
2. Con successivo decreto dell’assessorato regionale del territorio e dell’ambiente sono individuate ed assegnate le aree oggetto di trasferimento in capo ai comuni affinché gli stessi esercitino le funzioni amministrative di gestione delle aree demaniali.
3. Il decreto di cui al comma 2 è subordinato alla esistenza ed all’efficacia dei Piani di cui all’articolo 4, comma 1, della legge regionale 29 novembre 2005, n 15.
4. Il decreto assessoriale di cui al comma 3 disciplina anche la tutela dall’inquinamento acustico derivante dall’esercizio delle attività conferite in concessione, in conformità alle norme vigenti dettate dalla legge 26 ottobre 1995, n. 447 e dai relativi decreti di attuazione..
5. Per le violazioni della disciplina di cui al comma 3 bis trovano applicazione le sanzioni amministrative di cui all’articolo 10 della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
6. Le attività di vigilanza e controllo in materia di inquinamento acustico sono svolte dai comuni, nell’ ambito delle competenze individuate dalla legislazione statale e regionale vigente, avvalendosi del supporto dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
7. Per le attività di vigilanza e controllo di cui al comma 3 quater, il comune o i privati cittadini effettuano precise e dettagliate richieste all’ARPA, che dà priorità di controllo alle segnalazioni, agli esposti, alle lamentele presentate dai cittadini residenti in ambienti abitativi o esterni prossimi alla sorgente di inquinamento acustico per la quale sono effettuati i controlli. Gli oneri per le attività di vigilanza e controllo effettuate ai sensi del presente comma sono a carico dell’ARPA.
8. Gli oneri derivanti all’ARPA per l’esecuzione dei rilievi fonometrici necessari per accertare l’ottemperanza, da parte dei soggetti titolari di impianti ò infrastrutture, a provvedimenti di adeguamento delle emissioni sonore emanati dalla amministrazione comunale, sono a carico dei soggetti titolari degli impianti o delle infrastrutture. Le tariffe delle prestazioni tecniche di rilevamento sono indicate nel tariffario delle prestazioni dell’ARPA.
9. In caso di mancato adempimento entro i termini prescritti da parte dei comuni a quanto previsto dalla legge, l’assessorato regionale del territorio ed ambiente nomina un commissario ad acta, che provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell’incarico.
10. L’assessore regionale per il territorio ed l’ambiente, sentito l’assessore regionale per l’economia, con apposito decreto da emanarsi entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge:
a) fissa i canoni, anche in deroga ai criteri di cui all’articolo 3 della legge regionale 29 novembre 2005, n 15, tenendo conto delle diverse caratteristiche ed utilizzi delle aree demaniali marittime;
b) adotta le linee guida, vincolanti per i Comuni, contenenti limiti, condizioni, prescrizioni nonché la disciplina del diverso uso delle aree e dei periodi di utilizzo, le ipotesi di revoca, decadenza e sospensione delle concessioni, le tutele amministrative o giurisdizionali;
c) redige il bando tipo, secondo principi di trasparenza e semplificazione, cui i Comuni dovranno attenersi nel rilascio delle concessioni a terzi, questi ultimi da individuarsi mediante procedimento ad evidenza pubblica.
11. Nell’ambito delle competenze come sopra conferite, le funzioni di vigilanza nonché l’applicazione delle relative sanzioni amministrative sono esercitate dai Comuni ferme restando le funzioni di polizia marittima disciplinate dal codice della navigazione e dal relativo regolamento di attuazione.
12. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a favore dei comuni solo a seguito dell’approvazione del piano previsto dall’articolo 35.
13. Fino al completo adempimento delle disposizioni di cui al comma 12, resta in vigore la vigente gestione in carico al dipartimento regionale dell’ambiente».
Si passa all’emendamento 41.38 a firma degli onorevoli D’Asero e Fontana. Prevede la soppressione dell’articolo 41.

D’ASERO. Lo ritiro.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Si passa all’emendamento 41.1 a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

GRECO Giovanni. Lo ritiro.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Si passa all’emendamento 41.16, a firma degli onorevoli Cordaro ed altri.

CORDARO. Lo ritiro.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Si passa all’emendamento 41.34, a firma degli onorevoli Assenza, Falcone, Figuccia.

ASSENZA. Lo ritiro.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Si passa all’emendamento 41.41 a firma degli onorevoli Foti e Mangiacavallo. Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, pongo in votazione l’emendamento 41.41. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Avendo approvato il sostitutivo, decadono o sono assorbiti tutti gli altri emendamenti e quindi è interamente approvato l’articolo 41. Abbiamo approvato l’articolo, con il vostro emendamento e quindi è sostitutivo di tutto. Gli emendamenti 41.41 e 41.42 sono di identico contenuto. E’ stato approvato l’emendamento sostitutivo.

Si passa all’articolo 42. Ne do lettura:
«Art. 42 Valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni immobili del demanio marittimo regionale tramite concessione

1. I beni immobili del demanio regionale marittimo di proprietà della Regione individuati con decreti dell’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente di concerto con l’Assessore regionale per l’economia nonché con gli Assessori regionali per i beni culturali e l’identità siciliana e per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, esclusivamente per i beni immobili rispettivamente appartenenti al demanio culturale ed al demanio forestale, che versano in condizioni di precarietà strutturale possono essere concessi prioritariamente ai comuni o a privati, a titolo oneroso, per un periodo non superiore a cinquanta anni, ai fini del risanamento, adeguamento, riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi di recupero, restauro, ristrutturazione anche con l’introduzione di nuove destinazioni d’uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche o attività di servizio per i cittadini, compatibili con gli utilizzi del demanio marittimo. Lo svolgimento delle attività economiche è comunque soggetto al rispetto delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
2. I beni di cui al comma 1 costituiranno un elenco che sarà oggetto di pubblicazione nella sezione “Amministrazione trasparente” dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente e, contestualmente, trasmesso con gli allegati alla Commissione bilancio dell’Assemblea regionale siciliana.
3. Le concessioni di cui al presente articolo sono assegnate con procedure ad evidenza pubblica, per un periodo di tempo commisurato al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’iniziativa e comunque non eccedente i cinquanta anni.
4. I criteri di assegnazione e le condizioni delle concessioni di cui al presente articolo sono contenuti nei bandi predisposti dall’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, prevedendo, in particolare, nel caso di revoca della concessione, quanto disposto dall’articolo 42 e seguenti del codice della navigazione.
5. Per il perseguimento delle finalità di valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni di cui al presente articolo, i beni medesimi possono essere affidati a terzi ai sensi dell’articolo 143 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in quanto compatibile.
6. I titolari di concessioni in corso di validità, i cui immobili versano nelle condizioni di cui al presente articolo, hanno diritto a proporre una modifica della concessione secondo i criteri sopra previsti con le conseguenti variazioni del rapporto concessorio sulla base del relativo programma economico-finanziario, purché entro i limiti della concessione già assentita.
7. I concessionari durante il periodo di esecuzione dei lavori di recupero, restauro e ristrutturazione nonché per i primi sei anni di esercizio hanno diritto a richiedere l’applicazione del canone ricognitorio».
Si passa all’emendamento 42.1, a firma degli onorevli Greco Giovanni ed altri.

GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirare l’emendamento.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Si passa all’emendamento 42.9, a firma degli onorevoli Cordaro ed altri.

CORDARO. Dichiaro di ritirare l’emendamento.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Si passa all’emendamento 42.14, a firma degli onorevoli Assenza, Falcone, Figuccia.
Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Contrario.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Contrario.

PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L’emendamento 42.15 è assorbito.
L’emendamento 42.2 è ritirato.
Si passa all’emendamento 42.20, a firma degli onorevoli Greco Giovanni e Lombardo.
L’emendamento riguarda il parere.
Onorevole Greco, possiamo mantenerlo togliendo la parola “obbligatorio”, quindi da intendersi
“previo parere della Commissione”, non “obbligatorio”, così evitiamo poi emendamenti ai sensi dell’articolo 117.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Si passa all’emendamento 42.3, a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
L’emendamento 42.19 è assorbito.
L’emendamento 42.4 è ritirato.
Si passa all’emendamento 42.18, a firma degli onorevoli Lombardo, Di Mauro ed altri. Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Si passa all’emendamento 42.11 a firma degli onorevoli Ciancio ed altri.

CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 42.5, 42.6, 42.12, 42.17, 42.7 e 42.8 sono ritirati.
Si passa all’emendamento 42.16, a firma dell’onorevole Di Mauro.
Comunico che è stato presentato dal Governo l’emendamento 42.23, di riscrittura, che così recita:
“I titolari di concessioni licenze in corso di validità i cui immobili versano nelle condizioni di cui al presente articolo, hanno diritto a proporre una modifica della concessione secondo i criteri sopra previsti con le variazioni del rapporto concessorio da definirsi in apposito contratto sulla base del programma economico-finanziario ivi compreso il piano di ammortamento presentato”.
Assessore Croce, può spiegarlo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Signor Presidente, questo emendamento serve a superare un rilievo che è stato fatto dal MEF, nel senso che la disciplina comunitaria fa una distinzione dei titoli concessori tra concessioni licenze e concessioni contratto.
L’articolo 42 disciplina la valorizzazione dei beni, la concessione dei beni immobili sul demanio marittimo e all’inizio diceva che i titolari di concessione, in corso di validità, presentando un programma economico-finanziario e un piano di ammortamento, hanno diritto a usufruire di quello previsto dall’articolo 42 dal comma 1 ovvero della concessione per i 50 anni.
Questa cosa induceva il fatto di volere superare la direttiva comunitaria del 31 dicembre 2020, la Bolkstein, sembrava che fosse un articolo per bypassare il termine delle scadenze del 31 dicembre 2020.
Chiariamo soltanto che la scadenza della Bolkstein è sulle concessioni licenze.
Per usufruire, quindi, di quello previsto dall’articolo 42 il titolo concessorio deve essere modificato in concessione contratto che invece non è soggetto alla direttiva comunitaria Bolkstein.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

DI MAURO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI MAURO. Signor Presidente, volevo avere delle assicurazioni da parte dell’Assessore che questo termine, da noi utilizzato, di canone ricognitore sia proprio un percorso già fatto.
Significa una rivalutazione dell’introito in maniera significativa da parte della Regione ma certamente un aggravio di costi da parte delle imprese.
Non so Assessore se questa cosa è stata approfondita da lei adeguatamente perché, credo che sia – mi permetto di dire – considerate che molte sono attività di pochi mesi, inserire un canone che ha un valore corrispettivo a quella che è l’attività economica significa un aumento dei costi abbastanza considerevole.
Deve altresì tenersi in conto che si tratta di un’attività che regge 2-3 mesi l’anno.
La inviterei, pertanto, di fare un’attenta valutazione con gli uffici, di sospendere questo emendamento.

FAZIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FAZIO. Signor Presidente, credo che la modifica apportata al comma 6 integra quello che contiene al comma 7 che, a mio avviso, per quanto riguarda il comma 7 era inammissibile, in dipendenza del fatto che al soggetto concessionario era demandata la possibilità di potere trasformare e, quindi, determinare il canone ricognitorio senza ancorarlo però all’investimento.
Ciò, a mio avviso, sarebbe stato troppo comodo, nel senso che basta fare un investimento di poche migliaia di euro per potere ottenere il canone ricognitorio.
Ha fatto bene, pertanto, il Governo a presentare l’emendamento soppressivo del comma 7.
Per quanto riguarda il cosiddetto rapporto concessorio di licenze che – mi permetto di ricordare – fattispecie introdotta ex novo dalla dottrina e adesso anche dalla giurisprudenza che evidenzia come ci sia profonda differenza tra la concessione vera e propria, quindi il diritto a ottenere la concessione rispetto alla concessione licenza, dove sostanzialmente viene riconosciuto in capo al concessionario una certa posizione giuridica da far valere nei confronti dell’amministrazione e in funzione, ovviamente, del piano economico–finanziario e qualcuno lo ha chiamato anche piano di ammortamento. E’ ovvio che riconosco la possibilità di poter calcolare il cosiddetto canone ricognitorio, in proporzione all’investimento che tu fai, perché se tu fai un investimento di poco conto e, addirittura, pretendi ed eventualmente ottieni, laddove in qualche modo è previsto dal comma 7; addirittura, che io applichi il canone ricognitorio, lo trovo veramente una cosa del tutto esagerata e inammissibile.

CIANCIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIANCIO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, c’è un problema con il comma 6. Noi introducevamo il limite temporale della scadenza, ovvero si poteva rimodulare il contratto entro la scadenza in concessione. Nella riscrittura 42.23, anche se cambiamo titolare di concessione e licenza, non facciamo nessun riferimento alla scadenza temporale.
Chiederei che fosse specificato con un subemendamento perché non vorrei che si creassero situazioni di trattamento diverso, così come abbiamo discusso in Commissione “Bilancio”.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Signor Presidente, onorevoli deputati, in realtà lo scriviamo, l’avevo spiegato prima, provo a chiarire meglio.
Sostanzialmente, cambiamo la natura del rapporto concessorio, come se facciamo una nuova concessione trasformando la concessione licenza in concessione contratto, che sono due fatti specie di rapporto concessorio completamente diverse.
Non aveva senso lasciare il limite temporale perché è come se noi facciamo una nuova concessione trasformandola in concessione contratto. E’ una cosa diversa rispetto alla concessione, in cui c’è il limite imposto dalla normativa comunitaria che è il 31 dicembre 2020. Per questo è saltato perché abbiamo disciplinato il nuovo rapporto concessorio. E’ scritto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento 42.23 del Governo.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l’emendamento soppressivo 42.24, che prevede la soppressione del comma 7.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento 42.24. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Pongo in votazione l’articolo 42 come emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Si passa all’articolo 43. Ne do lettura:
«Art. 43Disposizioni in materia di risorse
1. I Comuni versano alla Regione i canoni demaniali, di cui alla lettera a) del comma 10 dell’articolo 41, in misura pari ai canoni accertati nell’anno 2015 per le concessioni già rilasciate e trasferite, e nella misura del 25 per cento per le nuove concessioni, la cui istruttoria è svolta per intero dai Comuni. Devono intendersi come nuove concessioni quelle rilasciate dai Comuni a favore di terzi a partire dal trasferimento delle funzioni di cui all’articolo 41.
2. I Comuni provvedono ad indicare nel bando per l’assegnazione a terzi il canone base che non potrà essere inferiore a quello previsto dalla lettera a) del comma 10 dell’articolo 41.
3. L’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 41, con le modalità di cui al comma l, assicura comunque alla Regione annualmente, il livello dei canoni riscossi nell’anno 2015 per le concessioni in corso.
4. Il mancato trasferimento da parte dei Comuni delle somme annualmente dovute di cui al comma 1, autorizza la Regione ad operare una compensazione negativa a valere sulla assegnazione annuale ai Comuni ai sensi dell’articolo 6, comma l, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
5. Ai concessionari del demanio marittimo è consentito il mantenimento delle strutture balneari per tutto l’anno solare, al fine di esercitare le attività complementari alla balneazione, avvalendosi della concessione demaniale in corso di validità rilasciata per le attività stagionali estive.
6. Ai fini dell’esercizio delle attività di cui al comma 5, i concessionari sono tenuti a presentare la sola comunicazione di prosecuzione dell’attività all’autorità concedente con l’indicazione delle opere e degli impianti da mantenere installati nonché la richiesta di rideterminazione del canone all’ente concedente.
7. Sul demanio marittimo della Regione le autorizzazioni amministrative, le licenze, i nulla osta, il parere igienico-sanitario, rilasciati dagli enti preposti sul demanio marittimo per le attività connesse e complementari all’attività balneare, hanno validità temporale pari a tutto il periodo della concessione demaniale in essere.
8. La validità delle licenze o delle autorizzazioni amministrative di cui al comma 7, rilasciate per l’esercizio delle attività complementari alla balneazione, qualora non si apportino modifiche alla struttura assentita in concessione, perdurano per tutta la durata della concessione demaniale anche nel caso di esercizio stagionale dell’attività che ne comporta il montaggio e lo smontaggio nel corso dell’anno solare».
Gli emendamenti soppressivi sono ritirati dagli onorevoli Clemente, Fontana e Greco Giovanni.

TURANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri, nel corso dell’intervento sull’articolo 41, parlando con l’assessore, per il territorio e l’ambiente, dott. Croce, l’avevo invitato a fare un distinguo vero tra tutte le attività che sono sorte entro i 150 metri dal mare che hanno prima del 1976 e le attività che sono sorte dopo.
Ora, a leggere bene il comma 5 dell’articolo 43, capisco che stiamo provando a fare una sanatoria delle concessioni che si sono ottenute per la fruizione del mare.
Cercherò di essere chiaro, Assessore. Se la volontà è quella di permettere ai lidi balneari, che nascono per la diretta fruizione del mare, di rimanere aperti tutto l’anno, per fare quello che vogliono, lei deve dire, chiaramente, all’Aula, che ha deciso di permettere, a chi ha ottenuto una concessione stagionale per un periodo che va dal 1° di maggio alla fine di ottobre, di stare aperto tutto l’anno per fare tutto.
Questo lo devo dire perché è chiaro che il comma 5 ha questo fine. Io, sul punto, vorrei una risposta chiara da parte del Governo.
Faccio un esempio su tutti, Presidente della Regione, faccio un esempio su tutti. Ci sono una serie di esercizi commerciali, nati entro la fascia dei 150 metri, che ricevono delle prescrizioni per l’autorizzazione e per il rilascio delle concessioni che sono severissime; ci sono, vicini, degli esercizi balneari che nascono come diretta fruizione del mare che, con questo articolo, possono rimanere aperti tutto l’anno e fare tutto.

CORDARO. Tutto che vuol dire?

TURANO. Tutto significa che possono trasformarsi in ristoranti, chiedo scusa, onorevole Di Giacinto, non è una posizione.
Io ho una posizione politica chiara ed è del massimo del rigore sul demanio marittimo il che significa, per quel che mi riguarda, che il demanio marittimo deve diventare una fonte di ricchezza per la Regione e anche per i gestori degli esercizi, però, non si può chiedere di aprire un esercizio commerciale per la diretta fruizione del mare, ovvero sia per mettere ombrelloni e sdraio e, dopo, essere autorizzati a tenerlo tutto l’anno per fare tutte le attività perché faremmo un danno a tutti quelli che, invece, hanno ottenuto una regolare concessione e che sono bloccati da più di quaranta anni.

CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che questa questione l’affrontassimo in modo globale.
Cosa significa? Per legge i Comuni debbono fare il “Piano spiagge”; dentro il “Piano spiagge” i Comuni non possono autorizzare interventi dentro aree che sono protette, debbono assicurarsi, per esempio, che quegli interventi siano compatibili.
Penso, per esempio, a Lampedusa; non si può fare autorizzare alcuna attività di balneazione all’Isola dei Conigli, mentre si può fare alla Guiccia e si può fare in altre spiagge.
Andiamo avanti. Penso a delle spiagge dove, per esempio, esistono i gigli marini, le dune, eccetera.
E’ inutile fare ipocrisie; se quella tipologia di spiaggia deve essere protetta, deve essere protetta tutto l’anno, non è che può essere protetta per sei mesi l’anno e per sei mesi no! Perché è inutile dire che la proteggiamo per sei mesi e dopo la distruggiamo! Allora, cosa è un ciclo dell’irrazionale?
Cominciamo a pensare, invece, che il bello può coincidere col buono e il buono può coincidere anche con l’utile, perché noi non possiamo pensare di non avere un immenso patrimonio in Sicilia, con una possibilità di balneazione che potrebbe essere di 9 mesi per anno. Per essere chiari, io vado a Lampedusa, e a settembre, con la spiaggia piena, i turisti si vedono smontare le strutture balneari! E’ proponibile pensare che la Sicilia, che dovrebbe competere con le isole Baleari, debba trovarsi di fronte a queste situazioni?
Io ritengo che la destagionalizzazione sia uno degli elementi più fortemente innovativi;
ovviamente, questo non significa che noi dobbiamo autorizzare concessioni nelle aree protette e che sono sottoposte a vincoli, la scommessa si fa nell’approvazione dei piani spiaggia, che devono essere compatibili col rispetto dell’ambiente e debbono avere zone dove sia possibile fare interventi privati destinati alla balneazione e al resto, e zone che debbano rimanere spiagge libere; è lì la misura, è lì che va fatto il controllo! Ma imporre il gioco dei pazzi, per cui a un certo punto a maggio si montano le cabine, mentre a settembre si distruggono, con costi spaventosi, è una cosa che non ha senso!
(Proteste dell’onorevole Turano)

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle 11.58, è ripresa alle ore12.01)

La seduta è ripresa.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invita a fare un ragionamento pacato, così da far comprendere qualcosa anche fuori. L’onorevole Turano sostiene che si tratta di una sanatoria. Il Presidente della Regione ha spiegato i motivi della permanenza di questo articolo. Se noi, in maniera garbata, spieghiamo ognuno le nostre posizioni, poi possiamo procedere con la votazione.

CIMINO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, innanzitutto non posso acconsentire che il collega Turano si rivolga nei confronti del Governo e nello specifico dell’assessore Croce con questa terminologia e voglio sapere se parla a titolo personale o a titolo del partito e della sua maggioranza, perché in questo caso si apre, francamente, una frattura all’interno del Governo e della
maggioranza.

CRACOLICI, assessore per l’agricoltura, la pesca rurale e la pesca mediterranea. Vorremmo sapere cosa gli ha detto.

CIMINO. Quindi gradisco sapere dal Capogruppo dell’UDC se condivide questa posizione, ritengo isolata, dell’onorevole Turano.
L’articolo 43 è un articolo che è stato apprezzato dalla Commissione di merito, è stato apprezzato dalla Commissione Bilancio e riprende l’intervento che il sottoscritto ha fatto proprio ieri, complimentandosi con l’assessore Croce, per avere finalmente voluto chiarire il ruolo che i beni demaniali della Regione devono potere avere in questa nostra isola.
Leggendo bene l’articolo in questione e nello specifico il comma 5, non si tratta di alcuna sanatoria, ma si tratta, leggendo bene, della possibilità per le strutture balneari di mantenere la propria struttura tutto l’anno per attività complementari alla balneazione, attività complementari alla balneazione. In una Regione come la Sicilia che ha la fortuna ancora oggi il 25 di febbraio di avere la possibilità di fare vela, di fare surf, di fare canottaggio, di vivere le nostre strutture demaniali, non capisco per quale motivo noi dobbiamo costringere chi svolge anche queste attività sportive, godendo della natura del nostro territorio, di smontare la struttura e non poter svolgere queste attività
sportive. Vi sono circoli velici che operano in Sicilia, vi sono circoli di surf, di canottaggio e noi vogliamo dire che questa è una sanatoria?
E allora, prima di parlare di sanatoria, di utilizzare questi termini in quest’Aula soltanto per fare demagogia e mistificare la realtà, io apprezzo l’iniziativa del Governo e queste norme in tema di demanio stanno qualificando la finanziaria regionale e ha ragione il Presidente Crocetta quando parla del tema Lampedusa, ma questo tema riguarda tutte le isole minori e tutta la costa della nostra Regione.
ARANCIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, condivido appieno l’intervento che ha fatto il Presidente della Regione e lo sottoscrivo al 100%. Noi stiamo litigando per il comma 5 dell’articolo 43, quando, nelle leggi già esistenti, è permesso poterlo fare con dei distinguo nel senso che coloro i quali hanno i servizi all’interno del lido, possono mantenere la struttura per tutto l’anno.
Premettendo quello che ha detto il Presidente Crocetta, che tutte le città balneari dovrebbero essere dotate di strumenti chiamiamoli urbanistici, dove si decide quello che si può fare e quello che non si può fare, se è impossibile dare licenze per lidi o non è possibile, considerato che il demanio viene pagato tutto l’anno, questa io la ritengo una norma di rilancio dell’economia perché poter mantenere queste strutture tutto l’anno significa che per tutto l’anno mantengono una micro economia; non si utilizzeranno dal punto di vista balneare però già nel turismo, anche intraregionale, possono essere utilizzati come ristoranti, come luoghi di ritrovo, quindi mettono in moto una micro economia che in un momento di ristagno come questo non fa male.
Tenendo sempre presente il fatto che dove ci sono riserve, dove ci sono paesaggi, è impossibile che vengano creati lidi, ma là dove ci sono e le condizioni lo permettono, io sono per il fatto che questa micro economia esista e permette di candidare la Sicilia al turismo per tutto l’anno perché per il clima che abbiamo lo possiamo fare e lo dobbiamo fare.

CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASCIO Salvatore. Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché mi sono tranquillizzato perché fino a poco fa rischiavamo una crisi di Governo e cadere francamente a mare o sulle spiagge sarebbe stato un paradosso e mi pare che il clima si è ricomposto e volevo all’onorevole Turano, garbatamente, esprimere qual è il mio concetto.
E il concetto parte da un fatto, onorevole Turano, sanatoria è quando si sana qualcosa che non è previsto, questo già è previsto nella legge nazionale. Cioè oggi che cosa succede? Gli stabilimenti balneari montano e smontano la struttura….

TURANO. No, no.

CASCIO Salvatore. Si, montano e smontano la struttura se non hanno attività di tipo gastronomico o altre. Se hanno solo attività balneare montano e smontano la struttura e a volte si assiste a un degrado nelle nostre spiagge di cataste di legno, di cose abbandonate. Qua si dà la possibilità di essere aperti tutto l’anno e la voglio tranquillizzare su un punto, se lei legge il comma successivo, il comma 6, mentre il comma 5 parla di mantenimento, il comma 6 parla dell’attività di esercizio e dice che verrà rideterminato il canone nel momento in cui il concessionario dice che vuole fare attività per tutto l’anno.
Quindi il comma 6 fa chiarezza a quello che dice lei, che non c’è nessun tentativo ma, alla luce del sole, e può essere invece un volano di sviluppo per la nostra economia. Non è lei stesso che dice che questa è la terra del sole e del mare? E lo vuole fare funzionare solo per 6 mesi? Se abbiamo la possibilità di farla funzionare per tutto l’anno, perché no?
Quindi, io penso che questo emendamento non solo sia utile ma sia giustissimo.

CORDARO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve perché i colleghi che mi hanno preceduto hanno già espresso compiutamente qual è l’orientamento, che ritengo giusto, dell’Aula.
Io francamente mi sono perso le ragioni recondite dell’intervento del collega Capogruppo dell’UDC che immagino alla fine di questa seduta uscirà dalla maggioranza avendo, evidentemente, assunto un atteggiamento sconveniente sotto il profilo formale e assolutamente incompatibile con il Governo Crocetta sotto il profilo sostanziale.
Se ci fosse ancora la politica io credo che questa seduta dovrebbe fermarsi per valutare la possibilità, insieme al Presidente della Regione e ai leaders del secondo partito di maggioranza di comprendere se ci sono ancora le condizioni per tenere in piedi questo Governo.
Diceva un mio amico artigiano “era proprio la botta del mastro che ci mancava”, caro Presidente Crocetta.
La famosa botta del mastro che questa mattina ha voluto assestare alla sua maggioranza l’ottimo collega Turano che siccome è un deputato di lungo corso avrà, ovviamente, delle ragioni politiche serie per avere detto quello che ha detto, fatto quello che ha fatto.
Io per quanto mi riguarda non solo dico all’Assessore Croce che di questo articolo 43, che è uno dei pochi articoli di questa legge finanziaria che dà una mano ai siciliani, lei non deve toccare nulla.
Ma arrivo a dire che io sono per la liberalizzazione, dodici mesi all’anno, fermo restando il rispetto delle leggi e il piano delle spiagge, che siamo pronti ad esitare, perché in una Regione come la Sicilia nella quale il sole e l’estate c’è per dieci mesi all’anno, immaginare di mettere balzelli e paletti in un tempo in cui la crisi economica ha distrutto l’economia delle famiglie, è da persone che sono fuori dalla realtà.
E allora, io con grande chiarezza dico che desidero votare l’articolo 43 così come è e vi faccio una condizione al contrario. Non cambiate questo articolo perché avrete altrimenti il nostro voto contrario.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono iscritti a parlare gli onorevoli Sudano, il Presidente Cascio, Rinaldi, Lentini, Di Giacinto, Fazio, Palmeri, Ciancio, Laccoto e Ragusa.
Se le posizioni sono chiare, sono state esplicitate, io passerei alla votazione.
Comunico che è stato presentato dal Governo l’emendamento 43.17, che è in distribuzione.

RINALDI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò telegrafico, solo per dire che già è previsto
nella legge il prolungamento a 12 mesi. Non occorre alcuna autorizzazione. La legge oggi prevede,
per coloro che hanno già la concessione trimestrale, di fare una semplice comunicazione per i 12
mesi. Quindi stiamo parlando di nulla.

CROCETTA, presidente della Regione. Sono i sindaci a stabilirlo!

PRESIDENTE. Si passa all’emendamento 43.11, degli onorevoli Ciancio ed altri.

CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIANCIO. Signor Presidente, io sono disposta a ritirare l’emendamento, però vorrei capire se, così come ha detto poco fa l’onorevole Rinaldi, la legge già prevede che le attività possono stipulare una convenzione per 12 mesi e possono proseguire le attività collaterali alla balneazione per tutti i 12 mesi con una comunicazione.
Ma i commi 5 e 6, mi perdoni signor Presidente, non fanno riferimento al ruolo dei comuni, stanno disponendo in maniera generale ed astratta. Dico, la legge già lo prevede, non capisco perché inserire questi altri due commi. Se magari l’assessore ce lo può spiegare, noi valutiamo se ritirare l’emendamento, altrimenti non vedo il motivo per lasciare questi due commi.

CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà

CASCIO Francesco. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo di volere dare il mio contributo per tranquillizzare, intanto, il collega Turano, che ha sposato questa causa, però, da un punto di vista errato. Mi permetto di dirlo da amico e da collega.
Questa non è una sanatoria, e lo dico da ex assessore per il territorio e l’ambiente.
Questo articolo 43 è un articolo fortemente atteso dai concessionari di demanio marittimo, perché consente di mantenere le strutture, non soltanto edili, ma soprattutto quelle strutture complementari alla balneazione, che sono tante, dai ristoranti ad altro, durante i 12 mesi.
Cosa che prima, era sì consentito, ma era quasi sempre, poi, nei fatti, precluso.
Perché? Perché durante l’inverno, come lei, caro amico Turano sa, molto spesso ci sono delle mareggiate. Queste mareggiate, ovviamente, finivano per distruggere le strutture che venivano utilizzate per le attività complementari. Per cui, se non vi era una previsione prescritta, così come nell’articolo 5, le Capitanerie di porto ed i Geni civili, opere marittime, di fatto, obbligavano a smontare tutto entro il 30 ottobre.
Questa previsione legislativa, coi comma 5 e 6, sottopone sempre le concessioni demaniali, comunque, ai pareri previsti, cioè Capitanerie di porto, Genio civile, non sono più le opere marittime c’è sempre il Genio civile, sovrintendenza più tutte le licenze commerciali ma, di fatto, lo prevede dando la possibilità prevista col comma 5 di poterle mantenere 12 mese l’anno.
Ciò significa che i titolari di concessione demaniale per attività complementari alla balneazione, potranno mantenere 12 mesi l’anno le strutture montate, tranne i casi evidenti di zone esposte alle mareggiate ed in quel caso, il Genio civile e, soprattutto, la Capitaneria di porto, chiaramente, obbligheranno a smontarle ad ottobre in ogni caso.
E’, dunque, una norma che dà una garanzia dal punto di vista del mantenimento delle strutture. E’ una garanzia in termini, anche, economici: chi deve avere queste strutture, ovviamente deve assumere delle persone. Il titolo concessorio valido per tutto l’anno ti dà la possibilità di fare delle assunzioni di personale sapendo di potere gestire un’attività commerciale per dodici mesi l’anno.
Sono stato critico sulla materia del demanio all’inizio del mio intervento ieri perché ritenevo che la riforma del demanio abbisognasse di una legge organica. Siamo andanti avanti, bene.
Quest’articolo è un articolo ben scritto obiettivamente. Per cui non mi sembra il caso di andare a cercare il pelo nell’uovo o di andare a fare delle modifiche soprattutto, quando obiettivamente, onorevole Turano, non si tratta di una sanatoria, ma si tratta della possibilità per gli esercenti di potere fare il loro lavoro.

TURANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Turano, non mi metta in difficoltà. Lei è già intervenuto.

TURANO. Chiedo di parlare per fatto personale.

PRESIDENTE. Quale fatto personale, onorevole Turano? Nessuno l’ha accusata. Comunque ha la parola.

TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, dobbiamo essere chiari, se chiedo di realizzare un esercizio commerciale, un ristorante, un’attività qualunque entro centocinquanta metri dal mare o sulla battigia di qualunque spiaggia siciliana, sono certo di non poterlo fare perché c’è una norma che mi impedisce di fare questo.
Lo strumento che stiamo per approvare consente, camuffando l’iniziativa come lido balneare diretto alla libera fruizione del mare e utilizzando i servizi annessi, di realizzare strutture precarie che non vengono smontate per legge entro la fascia dei centocinquanta metri dal mare.
Questa è la verità. Almeno questa è la mia interpretazione e sul punto, signor Presidente, mi creda non intendo abdicare alla battaglia che intendo fare.
Detto questo, mi preoccupo di come si voglia pure ritenere tutte le autorizzazioni che legittimano l’esercizio commerciale valide tutto l’anno e mi chiedo se ci sono delle autorizzazioni semplificate.
Cercherò di essere ancora più chiaro.
Signor Presidente, un esercizio con l’articolo 43, secondo me, assessore Croce, stiamo facendo un torto a tutti gli esercizi commerciali autorizzati prima del 1976, il cui adeguamento per ottenere la concessione, questo è quello che fanno i suoi uffici, è rigorosissimo. Allora noi dobbiamo sapere quello che stiamo facendo.
Credo che consentire l’apertura di strutture precarie per il diritto alla balneazione è una cosa corretta. Quando si è soli si fanno delle battaglie, si perde, non succede niente, ma le proprie idee si manifestano.

PRESIDENTE. Andiamo avanti con la finanziaria, onorevole Turano.

TURANO. Questo è un pezzo della finanziaria importante, signor Presidente.
Io non ho difficoltà ad annunciare il mio voto favorevole alla soppressione dei commi 5, 6 e 7 facendo miei gli emendamenti, perché non li considero corretti e giusti.

PRESIDENTE. Scusate, è giusto che chiarisca un principio. C’era un lungo elenco di parlamentari che avevano chiesto di intervenire ed io avevo invitato a non intervenire. Le posizioni d’Aula sono chiare. Invito i parlamentari a rinunciare, altrimenti debbo riaprire le iscrizioni, iniziando dall’onorevole Lentini e dall’onorevole Fazio che si sono di nuovo riproposti. Se le posizioni sono chiare si vota e andiamo avanti, siamo ancora a un terzo della finanziaria.

TURANO. Stiamo parlando di una cosa seria.

PRESIDENTE. Lo so che è una cosa seria, ma le posizioni d’Aula sono chiare. Io chiedo all’onorevole Lentini e all’onorevole Fazio di rinunciare a intervenire. L’onorevole Sudano ha già rinunciato.
Si passa all’emendamento 43.11, a firma dell’onorevole Ciancio.

CIANCIO. Dichiaro di ritirarlo.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.

Si passa all’emendamento 43.3, degli onorevoli Greco Giovanni ed altri, soppressivo del comma 2.
Assessore Croce, gli Uffici mi evidenziano che con l’approvazione dell’articolo 41 si modifica pure il secondo comma dell’articolo 43, quindi sarebbe opportuno sopprimere il comma 2.
Il parere del Governo?

CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.

PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Si passa all’emendamento 43.4, degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.

Si passa all’emendamento 43.5, degli onorevoli Greco Giovanni ed altri.

GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.

Si passa all’emendamento 43.12, degli onorevoli Ciancio ed altri.

CIANCIO. Lo mantengo e chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

Votazione per scrutinio segreto dell’emendamento 43.12

PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto dell’emendamento 43.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti e votanti . . . . . . . . . . 66
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . .34
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . .27
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . 0
(Non è approvato)
E’ stato presentato l’emendamento 43.17, a firma del Governo. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E’ approvato)
Gli emendamenti 43.6, 43.16, 43.7 sono preclusi.
Si passa all’emendamento 43.8 a firma dell’onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.
Si passa all’emendamento 43.13 a firma dell’onorevole Ciancio e altri, soppressivo del comma 8.
L’onorevole Ciancio lo mantiene.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l’ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l’articolo 43, così come emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

(E’ approvato)


BACCEI, comuni, CRIAS, DEMANIO, EQUITALIA, FINANZIARIA 2016, FIUMEFREDDO, RISCOSSIONE SICILIA, SICILIA E-SERVIZI.INGROIA, Spiagge, VINCIULLO,

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