L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 31 gennaio 2019

2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fiscale Indagini sul traffico illecito dei rifiuti nel palermitano, arriva la nota del legale della Ecogestioni Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine? 2015 15 AGOSTO Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine?

2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fiscale






















L’attività di indagine che ha portato agli odierni avvisi di garanzia, trae origine da un accertamento effettuato nell’anno 2014 presso l’impianto di gestione rifiuti di Santa Flavia di proprietà della SER.ECO S.r.l. ove vennero segnalate alcune irregolarità nella gestione dei rifiuti, a seguito delle quali la Procura della Repubblica di Palermo investì per lo svolgimento delle indagini gli uomini del Corpo forestale dello Stato, oggi Carabinieri Forestali. 
Le indagini, sviluppate anche mediante l’utilizzo di attività tecniche quali intercettazioni telefoniche e captazione di immagini e durate complessivamente quasi due anni, sono state estese anche a un  secondo impianto sito nel Comune di Cefalà Diana, anch’esso di proprietà della SER.ECO S.r.l. ma in condivisione con l’A.T.O. ALTO BELICE AMBIENTE. Le indagini hanno inoltre riguardato la società Ecogestioni S.r.l., amministrata di fatto dalla stessa compagine societaria della SER.ECO srl, e specializzata nell’attività di trasporto rifiuti conto terzi. A seguito dell’aggiudicazione di appalti pubblici per un importo complessivamente superiore a €. 700.000, le suddette società effettuavano, ciascuna apparentemente in maniera autonoma, i servizi di trasporto e di gestione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata per conto di numerosi Comuni del Palermitano.
L’attività investigativa ha consentito di accertare l’esistenza di un’attività organizzata per il traffico illecito di ingenti quantitativi di rifiuti urbani pericolosi e rifiuti speciali pericolosi (stimati in 82 tonnellate) che venivano arbitrariamente classificati come rifiuti non pericolosi e come tali conferiti a un impianto non autorizzato alla ricezione di rifiuti pericolosi con sede nella Provincia di Mantova il cui amministratore risulta indagato in concorso con i legali rappresentanti della SER.ECO della ECOGESTIONI e dell’ALTO BELICE AMBIENTE. Le indagini consentivano altresì di accertare la frode realizzata dalla ECOGESTIONI, in concorso con la SERECO, consistente nell’artificioso aumento del peso dei rifiuti conferiti dai Comuni presso l’impianto di Cefalà Diana.

A conclusione delle indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Palermo (originariamente assegnate al Proc. Agg. Dott. Sergio Demontis e successivamente curate e coordinate dal Proc. Agg. Dott.ssa Marzia Sabella e dal Sost. Proc. Dott.ssa Claudia Ferrari), militari di questo Centro Anticrimine Natura – N.I.P.A.A.F., notificavano 11 avvisi ex art. 415 bis c.p.p. emessi della Procura della Repubblica di Palermo, a carico di nove persone fisiche per i reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e frode nelle pubbliche forniture, e a carico delle stesse società coinvolte per i profili di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Grazie al supporto dei militari del nucleo di polizia tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, le indagini consentivano altresì di accertare ulteriori reati di natura fiscale e tributaria per oltre € 200.000 di tributi non versati.

















Il nostro cartone appena scaricato in attesa di essere avviato sul nastro trasportatore e compattato in balle;
A sinistra le balle di plastica già compattate 
I materiali vengono conferiti presso la piattaforma SER.ECO che ha effettuato anche i trasporti ed i noleggi di cassoni scarrabili, cassonetti d

a 1.100 e contenitori da 360

2015 15 AGOSTO Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine?



Isola delle Femmine ha avviato la raccolta differenziata già da cinque mesi e i risultati si sono visti: il paese è pulito, i costi si sono sensibilmente ridotti ed è stato concesso uno sconto sulla tassa dei rifiuti. Ma che fine fanno i materiali raccolti? La redazione de “Il giornale di Isola” ha deciso di capire meglio come funziona il sistema e quindi siamo andati fino a Santa Flavia, alla piattaforma SerEco, dove viene mandata la differenziata – mentre il resto va in discarica, a Bellolampo o a Siculiana.  
In questa piattaforma il Comune di Isola delle Femmine invia carta e cartone, il vetro, la plastica e gli ingombranti. Il cartone e la carta, delle utenze domestiche e non domestiche, vengono imballati e trasportati, a carico del Comieco a Mesola, presso Cartitalia. Insomma vanno a finire nella lontana provincia di Ferrara. Il vetro, invece, va alla Sarco srl di Marsala, a carico del Coreve. La plastica, anch’essa trasportata alla piattaforma SerEco a carico del Comune di Isola, viene pressata e trasferita alla Lvs di Termini Imprese, piattaforma del consorzio Corepla. Per quanto riguarda gli ingombranti (materassi, elettrodomestici e così via) vengono selezionati per tipologia ed avviati a allo smaltimento finale. Dopo attenta selezione, per togliere i materiali ferrosi e tutti le altre frazioni recuperabili, il legno viene conferito alla piattaforma Sidermetal di Carini. Il verde da potatura e la frazione umida sono conferiti separatamente in cassoni alla Sicilfert.
In visita all’impianto abbiamo chiesto quanti Comuni conferiscono la raccolta differenziata nella piattaforma SerEco: pochi, e soprattutto mancano all’appello tutti i Comuni limitrofi all’impianto, come Bagheria e Casteldaccia.
Isola delle Femmine è uno di quei pochi Comuni. Occorre sottolineare l’importanza della raccolta differenziata di tutti i materiali, sia quelli per i quali si riceve il contributo Conai, come la plastica, il vetro, carta e cartone, sia quelli per i quali bisogna pagare, come il verde da potatura (10 euro a tonnellata) o l’umido (85 euro a tonnellata), oppure gli ingombranti. Un altro aspetto di cui tenere conto è la fase di intercettazione e la qualità dei materiali. Più alta è qualità dei materiali, più alto è il contributo Conai, che va dai 45 euro del vetro, agli oltre 300 euro della plastica, passando per i 96 euro del cartone. Una balla di plastica
Occorre anche sottolineare che la corretta gestione dei rifiuti passa obbligatoriamente attraverso una razionale organizzazione del servizio di raccolta differenziata. Bisogna conoscere la composizione merceologica dei rifiuti prodotti nel territorio comunale. A Isola si é potuto constatare che la capacità di intercettazione del cartone, del vetro, della frazione umida soltanto di un gruppo limitato di utenze non domestiche, unito alla frazione del verde da potatura, dal legno e dagli ingombranti delle utenza domestiche, hanno fatto il record del 40% di raccolta differenziataa Maggio. Adesso la percentuale è scesa al 25%, a causa delle attività stagionali che, tranne rare eccezioni, presentano un altissimo conferimento di rifiuto indifferenziato.
Appare evidente che i cittadini residenti di Isola delle Femmine non possono pagare una Tari altissima a causa delle attività stagionali. Occorre che l’amministrazione comunale, il consiglio comunale si prenda delle precise responsabilità nei confronti di queste utenze e decida che cosa fare nel 2016: o si triplica la Tari o anche queste attività devono fare la differenziata, anche quando respirano, come ho dichiarato al Consiglio comunale del 30 luglio 2015.
Ma tornando alla differenziata. Siamo arrivati fino a Santa Flavia, ma il percorso dei rifiuti è ancora lungo. Come abbiamo visto, addirittura il cartone va a finire nel Nord Italia. E chissà quale sarà poi il suo destino. Una cosa è certa, con la raccolta differenziata non finirà a macerare nelle discariche, ma avrà una nuova vita!
di Pino D’Angelo


http://www.giornaleisola.it/archives/3735

http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2016/08/ 




2018 18 MAGGIO GIUNTA 63 RACCOLTA DIFERRENZIATA CONVENZIONE MGF SIREIN AGESP SICILFERT SIDERMETAL EXAKTA
 


 2017 7 APRILE GIUNTA 38 ASSENTE CALTANISETTA APPROVAZIONE CONVENZIONE COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE ECOGESTIONI SRL DI S. FLAVIA  RIFIUTI CONVENZIONE COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE ECOGESIONI SRL SANTA  Flavia Rifiuti

 


2016 13 MAGGIO BOLOGNA MINAFRA D'ANGELO BILLECI SANTA FLAVIA ECOGESTIONI SRL ECO RERV SR

2016 13 MAGGIO ORDINANZA 22 BOLOGNA ECOGESTIONI SRL SER.ECO SRL MINAFRA D'ANGELO


2016 9 MARZO GIUNTA 32 AGESP CONTRATTO TRA AGESP E COMUNE APPROVATO AFFIDAMENTO  SERVIZIO AFFIDAMENTO 13 DIPENDENTI ATO E CONDIZIONI CONTRATTUALI DETERMINA 244 30 12 2015

2016 9 MARZO GIUNTA 32 AGES... by on Scribd

RIFIUTI AFFIDAMENTO DETERMINA 118 03 08 2015 DITTA ECOGESTIONI SRL BAGHERIA MINAFRA SERVIZIO RACCOLTA DIFFERENZIATA ISOLA DELLE FEMMINE 6 MESI 73MILA 350 EURO (2)

RIFIUTI AFFIDAMENTO DETERMI... by on Scribd

2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fiscale Indagini sul traffico illecito dei rifiuti nel palermitano, arriva la nota del legale della Ecogestioni Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine? 2015 15 AGOSTO Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine? alto beòlRITROVATI 600 FUSTI RIFIUTI RADIOATTIVI 1996, BOLOGNA STEFANO, D'ANGELO GIUSEPPE, ECOGESTIONI Srl, ECORAD SICURAD ISOLA DELLE FEMMINE,MANNINO ANGELO, MINAFRA ENRICO, SANTA FLAVIA, SER ECO Srl,

venerdì 25 gennaio 2019

2019 17 GENNAIO LA DESTINAZIONE DELLA TASSA DI SOGGIORNO CONSIGLIO DI STATO SEZ V SENTENZA N  6644 23 NOVEMBRE 2018 VIVA L'ITALIA

Altalex
  

Imposta di soggiorno: il Consiglio di Stato interviene sul vincolo di destinazione

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 23/11/2018 n° 6644
Di Alessandro Del Dotto
Professionista - Avvocato
Pubblicato il 17/01/2019


 


Come noto, con l’art. 4 del d.lgs. n. 23 del 14 marzo 2011, il Legislatore ha istituito l’imposta di soggiorno affidandone la legittimazione attiva ai Comuni Capoluogo di Provincia, alle Unioni dei Comuni e a tutti i Comuni incisi negli elenchi regionali dei Comuni turistici o delle città d’arte. 

Se da più parti e in più occasioni è stata chiarita la prima condizione di attuabilità del potere impositivo (cfr. T.A.R. Toscana, Sez. I, sentenza 5 maggio 2017, n. 647; T.A.R. Molise, sentenza 25 luglio 2014, n. 4779) -  partire dalla ben nota necessità di inclusione negli elenchi di competenza delle Regioni (ovvero, di riconoscimento dello status di città d’arte) - quello che sinora era rimasto ben poco chiaro era il destino del gettito dell’imposta di soggiorno.
Di fatti, quanto all’aspetto sostanziale, si è nel tempo registrata fra i giuristi l’esistenza di posizioni diverse.

La prima è quella che riconduce l’imposta di soggiorno a species del genus tassa di scopo, con l’unica differenza che rispetto alle ordinarie “imposte di scopo” (istituite con L. n. 296/2006 - finanziaria per l’anno 2007 -, art. 1, commi 145-151) - che prevedono uno speciale iter di attivazione e uno specifico meccanismo di funzionamento, pur restando ampio e illimitato l’ambito oggettivo (“

a) opere per il trasporto pubblico urbano; 
b) opere viarie, con l'esclusione della manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti; 
c) opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi; 
d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini; 
e) opere di realizzazione di parcheggi pubblici; 
f) opere di restauro; 
g) opere di conservazione dei beni artistici e architettonici; 
h) opere relative a nuovi spazi per eventi e attivita' culturali, allestimenti museali e biblioteche; 
i) opere di realizzazione e manutenzione straordinaria dell'edilizia scolastica”, elenco implementato con l’art. 6 del d.lgs. n. 23/2011) - l’imposta di soggiorno si caratterizzerebbe per una precisa definizione fatta a monte dal Governo nell’esercizio dei poteri delegati dalla Finanziaria 2007; lo scopo, per quanto ampio, si caratterizzerebbe 
nell’impiego degli introiti per tutte quelle iniziative, attività e interventi che hanno effetto diretto o indiretto nel settore del turismo, ancorché ne beneficino anche i residenti del luogo ove la stessa si applica.
La seconda è quella che la qualifica come prestazione tributaria specifica, diversa dalle ordinarie entrate tributarie, sganciata dai meccanismi e limiti delle imposte di scopo e legata all’impiego dei proventi secondo fattispecie non tassative, generiche e tuttavia necessariamente e strettamente attinenti al settore dei servizi per il turista, con ciò distinguendosi dalle fattispecie propria di “imposta di scopo” di cui al comma 149 (cioè, istituita per scopo specifico e da definire).

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Modulo Enti locali 2018 - Tributi e fiscalitàBorghi Antonio, Criso Piero, Farneti Giuseppe, IPSOA, 2018
Con la pronuncia in esame, il Consiglio di Stato disegna una fattispecie maggiormente chiara in ordine alla definizione sostanziale dell’imposta di soggiorno, nella quale viene evidenziato il punto cruciale della destinazione del gettito derivante dall’applicazione dell’imposta stessa.

La Quinta Sezione, infatti, si è occupata di scrutinare la censura della ricorrente a detta della quale l’imposta era illegittimamente prevista con la destinazione del gettito dell’imposta a sostegno tra l’altro "dei servizi pubblici locali fruibili anche dai turisti”, doglianza che il T.A.R. Lombardia, sede di Brescia, aveva invece respinto e ritenuta infondata perché la destinazione del gettito era invece conforme alla finalità del tributo prevista dal medesimo art. 4, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2011 (secondo periodo), e cioè al "sostegno dei servizi pubblici comunque funzionali o collegati al turismo" (così riporta la sentenza appellata).
E’ in tal senso che i Giudici hanno voluto chiarire l’estrema ampiezza della disposizione dell’art. 4 di cui al d.lgs. n. 23 del 2011, la quale - è vero - sancisce che la destinazione dell’imposta è diretta al "finanziamento di interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive” e, dunque, in prima battuta, al medesimo settore del turismo - dalle imprese ricettive ai servizi connessi -, e tuttavia prosegue ricordando che non è escluso che essa sia impiegata per interventi "di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali”. 
Tuttavia, la parte decisiva della normativa risiede nella formulazione legislativa che, alle illustrate e possibili devoluzioni di spesa, aggiunge la possibilità di impiego per il sostegno "dei relativi servizi pubblici locali”.
Una locuzione decisamente generica, che lascia intendere la possibilità di estendere l’impiego del gettito non solo al campo del settore turistico, bensì anche al settore dei servizi pubblici locali generale.
In altre parole, l’imposta di soggiorno si caratterizzerebbe per essere una imposta di scopo dedicata alle municipalità (Comuni Capoluogo di Provincia, Comuni classificati o Unioni dei Comuni), caratterizzata dalla necessaria esistenza di un obiettivo (e, dunque, impiego) “aperto”, purché connesso con il settore dei servizi pubblici locali, come definiti dall’art. 112 e ss. del d.lgs. 267/2000 (c.d. Testo Unico degli Enti Locali) quali servizi pubblici aventi “per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali” (art. 112).
(Altalex, 17 gennaio 2019. Nota di Alessandro Del Dotto)


CONSIGLIO DI STATO
SEZIONE QUINTA
Sentenza 15-23 novembre 2018, n. 6644
sul ricorso in appello iscritto al numero di registro generale 5793 del 2013, proposto da 
A. s.r.l., in persona dell’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Massimo Giavazzi, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Luca Crippa in Roma, viale Mazzini, n. 55; 
contro
Comune di Bergamo, in persona del sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Vito Gritti e Gabriele Pafundi, con domicilio eletto presso lo studio del primo, in Roma, viale Giulio Cesare, n. 14a/4; 

per la riforma

della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, Sezione staccata di Brescia, Sezione seconda, n. 93/2013, resa tra le parti;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Bergamo;
Viste le memorie e tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 15 novembre 2018 il consigliere Fabio Franconiero e uditi per le parti gli avvocati Giavazzi e Pafundi;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
1. La A. s.r.l., società che gestisce un albergo classificato con tre stelle nel Comune di Bergamo, propone appello contro la sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia – sezione staccata di Brescia in epigrafe, con cui è stato respinto il suo ricorso per l’annullamento parziale del regolamento comunale istitutivo dell’imposta di soggiorno ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale), approvato con delibera del consiglio comunale n. 213 del 12 dicembre 2011.
2. Con la sentenza appellata il giudice di primo grado ha in particolare (e per quanto ancora di interesse) ritenuto legittimi:
- il sistema di modulazione dell’ammontare dell’imposta (previsti dall’art. 4 del regolamento impugnato), parametrato, per quanto riguarda la categoria “alberghi”, sulle stelle ad essi attribuite, ai sensi della legge regionale 16 luglio 2007, n. 15 (Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo), trattandosi di un elemento comunque in grado di assicurare il criterio di legge «di gradualità in proporzione al prezzo» previsto per tale tributo (così l’art. 4, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2011);
- la destinazione del gettito dell’imposta (prevista dall’art. 2 del regolamento impugnato) a sostegno tra l’altro «dei servizi pubblici locali fruibili anche dai turisti», perché ritenuto conforme alla finalità del tributo prevista dal medesimo art. 4, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2011 (secondo periodo), e cioè al «sostegno dei servizi pubblici comunque funzionali o collegati al turismo» (così la sentenza appellata);
- la soggezione all’imposta dei soggiornanti in strutture ricettive non solo per finalità turistiche, ma anche per ragioni di lavoro (prevista dall’art. 5 del regolamento), a causa dell’assenza della «pretesa differenziazione» nella norma di legge istitutiva e delle «difficoltà operative» derivanti dalla necessità per i gestori di svolgere «gravose ed invasive indagini sulle reali finalità del soggiorno dei propri clienti», con i possibili rischi di elusione del tributo (così ancora la sentenza di primo grado).
3. Con il proprio appello la A. sottopone a specifiche censure le statuizioni così sintetizzate (mentre la stessa appellante ha rinunciato, in memoria conclusionale, a quella concernente l’attribuzione al gestore della struttura ricettiva della qualità di responsabile dell’imposta, ai sensi dell’art. 3 del regolamento impugnato).
4. Si è costituito in resistenza il Comune di Bergamo.
DIRITTO
1. Con il primo motivo d’appello la A. ripropone la censura di violazione del criterio di imposizione consistente nella «gradualità in proporzione al prezzo» ai sensi dell’art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011, relativamente alla modulazione dell’ammontare dell’imposta di soggiorno previsti dal Comune di Bergamo. In base al regolamento impugnato questi ultimi sono differenziati sulla base della tipologia di strutture ricettive (alberghi, residenze turistico-alberghiere, strutture ricettive non alberghiere, ostelli per la gioventù, attività agrituristiche) e, all’interno delle prime due categorie, sulla base delle stelle attribuite a ciascun albergo secondo il sistema di classificazione vigente in Lombardia (ai sensi della sopra citata legge regionale n. 15 del 2007). L’amministrazione ha previsto in particolare un importo crescente al crescere delle stelle attribuite alla struttura ricettiva: euro 1, 1,70, 2,50 e 3,50 rispettivamente previsti per alberghi con una, due, tre e quattro stelle ed oltre.
2. Secondo l’appellante, nell’ancorare il prelievo tributario alla qualità e quantità dei servizi offerti (come prevede l’art. 57 della legge regionale), il descritto sistema di modulazione dell’imposta di soggiorno non assicurerebbe il rispetto del criterio della «gradualità in proporzione al prezzo» ai sensi dell’art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011, a causa del dato di comune esperienza per cui ad una classificazione superiore della struttura alberghiera non necessariamente corrisponde una tariffa superiore, come invece affermato dal Tribunale, e che proprio nel caso del Comune di Bergamo alberghi a tre stelle praticano prezzi superiori rispetto ad alberghi a quattro stelle a seconda dell’ubicazione. Secondo la società odierna appellante ciò darebbe luogo ad un’imposta regressiva contraria ai principi costituzionali in materia tributaria di capacità contributiva ed uguaglianza ex artt. 53 e 3 della Carta fondamentale, oltre che della legge delega per l’attuazione del federalismo fiscale, 5 maggio 2009, n. 42 – (art. 2, comma 2, lett. l) - in attuazione della quale è stato emanato il decreto legislativo n. 23 del 2011, istitutivo dell’imposta di soggiorno.
3. Con il terzo motivo d’appello (il secondo è stato rinunciato, come sopra accennato) la A. reitera la censura secondo cui la destinazione del gettito dell’imposta al finanziamento dei servizi pubblici locali sulla base del presupposto, addotto nel regolamento impugnato, che questi sono «fruibili anche dai turisti» si traduce in una violazione della destinazione impressa al tributo in questione dalla norma di legge istitutiva, laddove in particolare il più volte citato art. 4, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2011 prevede che il gettito dell’imposta di soggiorno è destinato «a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali». L’appellante evidenzia che quest’ultima espressione si riferisce ai servizi pubblici locali rivolti in via esclusiva ai turisti e che la destinazione invece prevista dal regolamento del Comune di Bergamo comporta un’interpretazione abrogatrice della norma primaria.
4. Con il quarto motivo d’appello viene censurato il capo della sentenza di primo grado con cui sono state respinte le censure relative alla soggezione all’imposta dei soggiornanti nelle strutture alberghiere per finalità non turistiche. La A. reitera al riguardo la tesi per cui la finalità dell’imposta di soggiorno è quella di introdurre un prelievo tributario a carico dei soli turisti ed in particolare di fare concorrere le persone che pernottano in strutture ricettive degli oneri sostenuti dalle amministrazioni pubbliche per i servizi al turismo, mentre l’indiscriminata estensione dell’imposta a chi è invece costretto a viaggiare per lavoro si traduce in uno sviamento della causa normativa della stessa. Con riguardo alle difficoltà applicative che, secondo il Tribunale deriverebbero da questa estensione, l’appellante oppone la circostanza che la distinzione tra le due categorie in questione è stata adottata da altre amministrazioni locali.
5. Le censure così sintetizzate sono infondate.
6. Con riguardo alla prima deve essere confermato il rilievo del giudice di primo grado, secondo cui il criterio della «gradualità in proporzione al prezzo» per la commisurazione del tributo enunciato dal citato art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011 (con un massimo di 5 euro) deve ritenersi rispettato sulla base del sistema vigente nella Regione Lombardia di classificazione delle strutture alberghiere basato sulle stesse attribuite a ciascuna di queste ultime. Non è infatti contestabile che ad una maggiore qualità della struttura e dei servizi ricettivi che in essa sono offerti, certificata in base al sistema ufficiale di classificazione, corrisponde tendenzialmente una tariffa di soggiorno maggiore per la clientela.
7. Le deduzioni della società appellante volte a dimostrare che questa corrispondenza non sarebbe sempre rispettata non sono idonee a fare emergere vizi di illegittimità del regolamento comunale dalla stessa impugnato. Ai fini del rispetto del criterio di legge della gradualità in proporzione al prezzo del soggiorno alberghiero non si può pretendere una rigida corrispondenza tra prezzi praticati dalla singola struttura alberghiera e importo dell’imposta di soggiorno. La censura della A. è inficiata da un approccio casistico non compatibile con il carattere generale delle disposizioni regolamentari dalla stessa censurate e nell’ambito delle quali, peraltro, vi sono fattori correttivi in base ai quali si tiene conto del prezzo praticato alla clientela, ad ulteriore comprova della legittimità del criterio di graduazione adottato dal Comune di Bergamo (in particolare, con riguardo agli alberghi a tre stelle, tra cui quello dell’odierna appellante, il regolamento prevede una maggiorazione di 0,50 per prezzi superiori ad € 110 e una riduzione di pari importo per prezzi inferiori ad € 45).
8. Inoltre, all’assunto della A. secondo cui il sistema di scaglioni introdotto dal Comune di Bergamo comporterebbe effetti regressivi dell’imposizione tributaria, in violazione del principio di progressività sancito in materia dalla Costituzione (art. 53), ribadito anche per l’istituzione dell’imposta di soggiorno [art. 2, comma 2, lett. l), l. n. 42 del 2009], va opposto il rilievo per cui, da un lato, il rispetto del precetto costituzionale va verificato con riguardo al sistema tributario nel suo complesso (cfr., di recente: Corte Cost. 23 gennaio 2014, n. 8) e nell’ordinamento giuridico italiano esso è già assicurato dall’imposizione diretta sul reddito delle persone fisiche. Del pari, anche il criterio direttivo sancito dalla disposizione della legge delega sul federalismo fiscale poc’anzi richiamata («salvaguardia dell’obiettivo di non alterare il criterio della progressività del sistema tributario e rispetto del principio della capacità contributiva ai fini del concorso alle spese pubbliche») va riferito al processo di decentramento della potestà impositiva a favore degli enti locali ed in funzione del raggiungimento della loro autonomia finanziaria ex art. 119 Cost., avviato con il d.lgs. n. 42 del 2009.
Tutto ciò precisato, con specifico riguardo all’imposta di soggiorno va quindi escluso che il principio di progressività in esame sia violato laddove il prelievo a tale titolo non sia strettamente correlato alla tariffa alberghiera praticata, tenuto anche conto del suo modesto ammontare.
9. Sono inoltre infondate le censure relative al rispetto del vincolo di destinazione del gettito dell’imposta stabilito dal più volte citato art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011, dal momento che tale disposizione, con formulazione ampia, destina l’entrata tributaria in questione al finanziamento di interventi «in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive»; ed inoltre «di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali»; ed infine «dei relativi servizi pubblici locali». L’aggettivo «relativi» presente in quest’ultima espressione, laddove riferito ai beni culturali ed ambientali del comune impositore, può comunque essere inteso a tutti i servizi pubblici locali offerti da quest’ultimo alla collettività, quale ente pubblico a fini generali (cfr. per i comuni l’art. 13 del testo unico sugli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), e nell’ambito della cui azione amministrativa l’imposta di soggiorno per i non residenti si giustifica – come sottolineato dal Tribunale – per via dell’aggravio di spesa per tali servizi derivanti dall’afflusso e dal soggiorno di popolazione non residente.
10. Infine, non può dirsi contraria alla norma di legge istitutiva dell’imposta, di cui al più volte citato art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011, la soggettività passiva prevista dal regolamento comunale impugnato per i soggiornanti in strutture ricettive per finalità non turistiche. Infatti, in base alla medesima norma l’imposta colpisce appunto il «soggiorno», a prescindere dal titolo per cui esso avviene. Inoltre, facoltizzati alla relativa istituzione sono non solo «i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte», ma anche «I comuni capoluogo di provincia», tra cui Bergamo, a prescindere da una vocazione turistica degli stessi quale risultante da atti ufficiali.
11. L’appello deve pertanto essere respinto.
Le spese di causa possono nondimeno essere compensate, per la particolarità delle questioni controverse.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge e compensa le spese.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 15 novembre 2018 con l’intervento dei magistrati:
Carlo Saltelli, Presidente
Roberto Giovagnoli, Consigliere
Paolo Giovanni Nicolo' Lotti, Consigliere
Fabio Franconiero, Consigliere, Estensore
Valerio Perotti, Consigliere


TURISMO, TASSA DI SCOPO,PUCCIO DEBORAH, CROCE ANTONIO, BOLOGNA STEFANO, CORTE DEI CONTI,BILANCIO, DANNO ERARIALI,GARE,APPALTI,RUP,VIDEOSORVEGLIANZA, VICE SEGRETARIO,RESPONSABILE FINANZIARIO, POLIZIA MUNICIPALE,RESPONSABILE DATI,,attinenti al settore dei servizi per il turista, ,https://secure.adnxs.com/seg?add=3552531&t=2CONSIGLIO DI STATO SEZ V SENTENZA N  6644 23 NOVEMBRE 2018,TASSA DI SOGGIORNO, Iniziative,attivita,,art. 4 del d.lgs. n. 23 del 14 marzo 2011, servizi pubblici locali fruibili anche dai turisti, opere per il trasporto pubblico urbano, opere viarie, con l'esclusione della manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti, opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi, d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini, opere di realizzazione di parcheggi pubblici, opere di restauro, opere di conservazione dei beni artistici e architettonici,opere relative a nuovi spazi per eventi e attivita' culturali, allestimenti museali e biblioteche, opere di realizzazione e manutenzione straordinaria dell'edilizia scolastica,ZUCCARELLO,SICAR,ISOLA ECOLOGICA,SCILUFFO,SCARICHI FOGNARI,DEPURATORE,PARRA FRANCESCO,BORGETTO,D'ARRIGO,EDIL FORESTALE SICULA





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martedì 22 gennaio 2019

2019 22 GENNAIO 2019 TAR N. 00063/2019 REG.PROV.CAU N. 00969/2018 REG.RIC. Pietro Cardinale, Maria Giovanna Cardinale e Caterina Maria Giambona

22 GENNAIO 2019 TAR N. 00063/2019 REG.PROV.CAU  N. 00969/2018 REG.RIC.           Pietro Cardinale, Maria Giovanna Cardinale e Caterina Maria Giambona

Pubblicato il 22/01/2019

REPUBBLICA ITALIANA

Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA

in sede giurisdizionale

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 969 del 2018, proposto dai sig.ri Pietro Cardinale, Maria Giovanna Cardinale e Caterina Maria Giambona, rappresentati e difesi dall'avvocato Carlo Malinconico, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Gabriele La Malfa Ribolla in Palermo, via Nunzio Morello n.40;


contro

Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco e legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Giacomo Armetta, con domicilio digitale eletto presso il suo studio in Giustizia, Pec Registri; 
nei confronti

Sig. Orazio Nevoloso non costituito in giudizio; 
per la riforma

della sentenza n.2160 del 26.10.2018 resa dal T.A.R. Sicilia di Palermo, Sez. III^;


Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l'art. 98 cod. proc. amm.;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Isola delle Femmine;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Vista la domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza n.2160 del 26.10.2018, con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sez. III^, ha dichiarato inammissibile il ricorso;

Nominato Relatore nella camera di consiglio del giorno 16 gennaio 2019 il cons. Carlo Modica de Mohac e uditi per le parti gli avvocati Riccardo Rotigliano su delega dell’avvocato Carlo Malinconico, e l’avvocato Giacomo Armetta;


Considerato che i ricorrenti hanno rappresentato di aver chiesto tempestivamente al Comune di Isola delle Femmine notizie in ordine all’identità degli eredi del defunto (ed alla loro residenza), ma che il Comune non ha risposto per tempo, ragion per cui è stato (per essi) impossibile individuare i controinteressati e notificare loro il ricorso entro il termine decadenziale corrente dalla data di ricezione del provvedimento impugnato

Ritenuto, pertanto, che al ricorrente avrebbe dovuto essere accordato il diritto alla rimessione in termini per effettuare la notifica in questione; e che l’appello avverso la sentenza che ha dichiarato l’inammissibilità (per omessa notifica ai controinteressati) del ricorso avverso il provvedimento dell’Amministrazione comunale, appare - sotto l’esaminato profilo - assistito da sufficiente fumus boni juris;

Ritenuto - seppur all’esito della delibazione sommaria che caratterizza la fase cautelare - che anche nel merito il ricorso presenti profili di fondatezza (che investono la questione del corretto esercizio del potere di emettere ordinanze contingibili ed urgenti); e che l’esecuzione della sentenza e del provvedimento impugnato cagioni ai ricorrenti un pregiudizio grave ed irreparabile;

Ritenuto, in definitiva:

- che sussistono le condizioni per accordare l’invocata misura cautelare sospensiva della sentenza e del provvedimento impugnato, salva la possibilità dell’Amministrazione di riesaminare la questione e di rideterminarsi adottando, eventualmente, ogni misura atta a consentire la partecipazione al procedimento di tutte le parti interessate;

- e che la delicatezza e novità della questione giustifichi la compensazione fra le parti delle spese processuali relative alla presente fase cautelare.

P.Q.M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, accoglie l'istanza cautelare (sul ricorso n.969/2018) e, per l'effetto, sospende l'esecutività della sentenza impugnata.

Compensa le spese fra le parti.

Fissa per la trattazione del merito l’udienza del 16 ottobre 2019.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 16 gennaio 2019 con l'intervento dei magistrati:

Rosanna De Nictolis, Presidente

Nicola Gaviano, Consigliere

Carlo Modica de Mohac, Consigliere, Estensore

Giuseppe Barone, Consigliere

Maria Immordino, Consigliere



https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=TYPGRSPUXDSGPDVJS6FKIR7N4Y&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE


Pubblicato il 26/10/2018
N. 02160/2018 REG.PROV.COLL.
N. 01655/2018 REG.RIC.
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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1655 del 2018, proposto da 
-OMISSIS-, rappresentati e difesi dall'avvocato Gabriele La Malfa Ribolla, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via Nunzio Morello, n. 40; 
contro
Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Antonio Gabriele Armetta, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; 
per l'annullamento
-dell'ordinanza sindacale di requisizione di loculi cimiteriali n. 19 del 26 giugno 2018, notificata il 28 giugno 2018;
-di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Isola delle Femmine;
Visti gli artt. 35, co. 1, e 85, co. 9, cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 ottobre 2018 il dott. Calogero Commandatore e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
Preso atto degli avvisi di inammissibilità del ricorso e di definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, formulati dal Collegio ex artt. 73, comma 3, e 60 c.p.a.;
Ritenuto che il ricorso è inammissibile in quanto i ricorrenti impugnano l’ordinanza sindacale in oggetto con la quale, onde consentire la tumulazione della Sig.ra -OMISSIS-, è stata disposta la requisizione temporanea del loculo sito nel cimitero di del Comune di Isola delle Femmine su cui i ricorrenti vantano lo ius sepulchri in forza di regolare concessione amministrativa;
Ritenuto che il predetto provvedimento espressamente ne prevedeva la notifica gli eredi della Sig.ra -OMISSIS-, soggetti facilmente identificabili come i destinatari dello stesso (Cons. Stato, Sez. sez. V, 22 marzo 2016, n. 1184);
Ritenuto che, per costante insegnamento della giurisprudenza civile e amministrativa in materia, rivestono la qualità di controinteressati i soggetti a favore dei quali è stata disposta la requisizione e che siano indicati nel relativo provvedimento (Cass. Civ., sez. un. 8 maggio 1978, n. 2214 e Cons. Stato, Sez. IV, 3 novembre 1983, n. 778);
Ritenuto che parte ricorrente ha omesso di notificare agli eredi della Sig.ra -OMISSIS- da qualificarsi sia come controinteressati in senso formale, in quanto agevolmente individuabili tramite una mera indagine anagrafica (non essendo necessario l’accesso agli atti richiesto da parte ricorrente), sia in senso sostanziale in quanto portatori di un interesse giuridicamente qualificato alla conservazione dell'atto (Cons. Stato, sez. V, 7 giugno 2017, n. 2723);
Ritenuto che la presenza di un controinteressato formale, pena l’inammissibilità, ai sensi dell'art. 41, comma 2, c.p.a., impone l'onere di notifica del ricorso anche a quest’ultimo trattandosi di un onere minimo imprescindibile per la stessa costituzione del rapporto processuale (Cons. Stato, Sez. VI, 30 settembre 2015, n. 4582);
Ritenuto che l’inammissibilità ut supra prospettata non può essere in alcun modo sanata e che, pertanto, il rinvio della trattazione della causa richiesto da parte ricorrente, a tal fine, non può essere concesso;
Ritenuto che l’omissione in cui è incorsa la parte ricorrente non può nemmeno reputarsi scusabile ai sensi dell’art. 37 c.p.a. stante l’insussistenza di profili di obiettiva incertezza;
Ritenuto che l’eccezione di inammissibilità è stata rilevata d’ufficio dal collegio e che, pertanto, si rinvengono giusti motivi per compensare le spese del giudizio tra le parti costituite;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare la parte ricorrente e le altre persone fisiche.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 9 ottobre 2018 con l'intervento dei magistrati:
Maria Cristina Quiligotti, Presidente
Nicola Maisano, Consigliere

Calogero Commandatore, Referendario, Estensore

22 GENNAIO 2019 TAR N. 00063/2019 REG.PROV.CAU N. 00969/2018 REG.RIC. Pietro Cardinale, Maria Giovanna Cardinale e Caterina Maria Giambona AIELLO BEATRICE, AIELLO MARIA, ALONGI VINCENZO, BOLOGNA, BRUNO FRANCO, CORTE DI CASSAZIONE, CRISCI FRANCESCO, DOSSIER, FAVALORO GIUSEPPE, FERRANTE, GIAMBRUNO, MANNINO, PACI ROCCO, PELOSO, RANDAZZO, RAPPA ING ROCCO,