L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























lunedì 25 febbraio 2019

Isola delle Femmine: la misteriosa morte di Francesco Privitera: 39 anni di silenzi…


Isola delle Femmine: la misteriosa morte di Francesco Privitera: 39 anni di silenzi…




Oggi un gruppo di cittadini si è recato al cimitero di Isola delle Femmine per ricordare la figura di Francesco Privitera, medico affermato, consigliere comunale del PCI, morto in un incidente ‘misterioso’ la mattina del 25 febbraio del 1980. Le anomalie. E il silenzio che ancora oggi accompagna questo ‘caso’

da Pino Campolillo

coordinatore del comitato cittadino di Isola delle Femmine ‘Isola pulita’
riceviamo e pubblichiamo

Oggi, 25 febbraio 2019, al cimitero di Isola delle Femmine, dopo un lungo e assordante silenzio durato TRENTANOVE anni, vogliamo rompere il silenzio creato attorno alla figura di Francesco Privitera, segretario della sezione del Partito Comunista Italiano di Isola delle Femmine.
Francesco Privitera, consigliere comunale di opposizione a Isola delle Femmine, eletto nelle elezioni amministrative del 1978 .
Francesco Privitera, affermato professionista medico con studio medico a Isola delle Femmine, ha collaborato per un certo periodo con lo studio del Professor Guido Filosto.
Il 25 febbraio del lontano 1980, rientrando a Isola, alle 3,30 del mattino, alla curva dell’ingresso in paese “viene sbattuto “ violentemente contro il muro di cinta. Un incidente che ne provoca la morte immediata.
Un incidente stradale? Un tamponamento? L’auto tamponante non si è trovata. Nell’impatto il compagno Franco Privitera, come già ricordato, perde la vita.
Con una telefonata viene allertato il custode del cimitero e la salma viene portata immediatamente nello stesso cimitero. Inspiegabile la tumulazione immediata, senza autorizzazione del giudice di turno della Procura della Repubblica di Palermo e, ancor peggio, senza che prima sia stata effettuata l’autopsia sul cadavere, nonostante l’evento traumatico
Sconvolgente il silenzio assordante che viene “organizzato” da parte di tutti, anche all’interno del Partito Comunista, visto la rilevanza, da tutti riconosciuta, della figura del compagno Franco Privitera.
E’ inspiegabile non trovare nemmeno un rigo sul giornale del partito, un messaggio proveniente dalle sede provinciale del PCI, di Villa Palagonia.
Il silenzio nel tempo “organizzato” diventa sospetto anche per l’incalzare degli eventi. Parecchi episodi avvengono a Isola delle Femmine, come la storia dei rifiuti radioattivi sequestrati dalle forze dell’ordine: sotto la galleria Isola-Palermo, le indagini che ne seguono portano a scoprire la provenienza dei fustini radioattivi a Isola delle Femmine, in via Passaggio del Coniglio 6.
SOSPETTI: per l’avvicendarsi di alcuni episodi politici-organizzativi del Partito Comunista in Sicilia. Vedi le cooperative ‘rosse’, vedi i cosiddetti Cavalieri del Lavoro di Catania; e, ancora, la vicenda Cassina.
Era il tempo degli Occhetti, dell’onorevole Russo Michelangelo, dell’imprenditore Onorevole Salatiello Giovanni…
Tornando a Isola delle Femmine – che è il luogo luogo della strage in cui hanno perso la vita Giovanni Falcone, Francesco Morvillo e gli uomini della scorta – chiamata zona della “Strage di Capaci”, area che, in realtà, rientra nei confini di Isola delle Femmine – dai documenti dell’Ufficio Tecnico comunale vengono fuori lottizzazioni e relative licenze edilizie…
LE NOSTRE DOMANDE:
perché in TRENTANOVE anni NESSUNO NESSUNO NESSUNO ha voluto mai parlare della modalità della sua morte?
chi aveva interesse a coprire questa tragica fine?
chi ha gestito e organizzato il silenzio?
di cosa bisognava non parlare?
Paolo Borsellino amava dire:
“Il silenzio è l’anticamera della solitudine e prodromo di nefasti eventi”.
http://www.inuovivespri.it/2019/02/25/isola-delle-femmine-la-misteriosa-morte-di-francesco-privitera-39-anni-di-silenzi/








"E' INUTILE CHE CERCATE ARCHIVI DOCUMENTI RIGUARDANTI GLI OSPITI  DEL CIMITERO NON TROVERETE NULLA" 


http://www.inuovivespri.it/2019/02/25/isola-delle-femmine-la-misteriosa-morte-di-francesco-privitera-39-anni-di-silenzi/


I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (4): LACRONACA 14 LUGLIO 1996 
Catania. Uccisi due giovani, considerati appartenenti alla cosca mafiosa della Savasta. Il 27enne Giacomo Nicolosi, con precedenti per associazione a delinquere, e' stato inseguito da due sicari nel quartiere di San Cristoforo. Raggiunto, gli hanno sparato contro 15 colpi. Un proiettile ha ferito gravemente un passante, Rosario Munzone. Nella notte, a pochi chilometri da Catania, ritrovato il corpo di Sebastiano Marano, 28 anni. I due delitti, comunque, non sarebbero collegati. Marano e' giudicato dagli inquirenti una persona di 'piccolo cabotaggio'.

Palermo. Scoperti, dai Carabinieri di Carini, seicento fusti con materiale radioattivo, nascosti in un capannone a Isola delle Femmine. Appartenente alla societa' Ecorad, il capannone  di Isola delle femmine in Passaggio del Coniglio al n 6,  sarebbe stato usato come deposito a partire dal 1987. La struttura e' stata sequestrata e i titolari della societa', dall'87 ad oggi, sono stati denunciati per violazione della legge sui rifiuti speciali. (segue)
(Sin/As/Adnkronos) 




GIARDINO DELLA MEMORIA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LUCIDO DESTINAZIONE AREE ONERI SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE PER INFILTRAZIONI MAFIOSE

CASI EMBLEMATICI

Il Giardino della memoria ‘Quarto Savona Quindici’ - Lottizzazione ‘LA PALOMA’ All’inizio dell’anno in corso, in vista delle cerimonie commemorative per il trentesimo anniversario della Strage di Capaci, nella quale rimasero uccisi i giudici Giovanni FALCONE e la moglie Francesca MORVILLO, insieme agli uomini della scorta, lo scrivente venne interessato dalla vedova di uno degli agenti coinvolti e dal Sindaco di Isola delle Femmine, “Omissis”, ai fini della sottoscrizione di una ‘Convenzione per la riqualificazione del Giardino della Memoria’ nella zona immediatamente sottostante il sedime autostradale dove si era verificato l’attentato. Lo scopo era quello di dar vita ad una sorta di monumento alla memoria delle vittime, anche attraverso l’esposizione permanente del relitto dell’autovettura coinvolta nella strage (denominata in codice, per L’appunto, ‘Quarto Savona Quindici). L’iniziativa, inoltre, appariva al Sindaco “Omissis” particolarmente significativa della posizione di condanna alla criminalità organizzata assunta dalla sua amministrazione che, a tale scopo, aveva messo a disposizione l’area di proprietà comunale già destinata a verde pubblico, sulla base di un piano di lottizzazione approvato dal Comune alla fine degli anni ‘70. Il finanziamento per la realizzazione dell’opera, quantificato in 600.000,00 euro, era stato richiesto alla Presidenza della Regione Siciliana ed all’ANAS S.p.A., che si sarebbe occupata anche della redazione del progetto oltreché’ della esecuzione dei lavori.

Essendo frattanto intervenuto il decreto Ministeriale di delega per  l’accesso ispettivo presso il Comune di Isola delle Femmine, Lo scrivente ha ritenuto opportuno di non dar più seguito alle
insistenti richieste per la sottoscrizione del citato protocollo; e’ stato tuttavia richiesto alla Commissione d’indagine di estendere l’attività di analisi anche al procedimento per la realizzazione e l’attuazione del plano di lottizzazione di quell’area, denominato ‘LA PALOMA’ (dal nome della contrada dove insiste il lotto di terreno interessato), allo scopo di verificare il rispetto degli obblighi imposti dalla convenzione sottostante il predetto piano, con particolare riguardo all’avvenuto assolvimento degli oneri di urbanizzazione da parte dei lottizzanti e della effettiva realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria da parte dello
stesso Comune.

La Commissione ha, pertanto, sottoposto ad analisi il carteggio rinvenuto all’interno del fascicolo denominato “LA LOTTIZZAZIONE LA PALOMA”, custodito presso l’ufficio urbanisticadel Comune di Isola delle Femmine. 

L’esame degli atti prodromici alla realizzazione del suddetto piano di lottizzazione, dei contenuti dell’atto di convenzione e degli atti con cui l’amministrazione comunale ha rilasciato agli istanti le singole concessioni edilizie, ha messo in luce, intanto, che si e’ trattato di una grossa operazione di speculazione edilizia, caratterizzata da successivi atti di compravendita con progressivo innalzamento dei prezzi.

Dal punto di vista più specificamente urbanistico, tramite il piano di lottizzazione “LA PALOMA”, l’amministrazione ha concesso agli istanti la facoltà di procedere ad un piano esteso di edificazione ottenendo in cambio, a favore della collettività: le opere di urbanizzazione primaria, alcuni appezzamenti di’ terreno insieme al versamento di contributi quali oneri per le opere di urbanizzazione secondaria che sarebbero state realizzate in un secondo momento da parte della stessa amministrazione. L’area destinata alla realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria era proprio quella corrispondente alla porzione di terreno immediatamente sottostante l’autostrada A29, che nel maggio 1992 sarebbe stata testimone della strage di Capaci, sulla quale il Comune avrebbe dovuto realizzare una scuola, un parcheggio a servizio delle villette del complesso edilizio, e curare la rimanente parte quale verde pubblico.

In esito ad apposita indagine effettuata sulla base dei dati  catastali desumibili dagli atti d’ufficio è emerso che per l’area interessata gli intestatari risultano essere ancora i lottizzanti
originari e non è stato evidenziato alcun atto posto in essere dall’amministrazione comunale volto a modificare la titolarita’ della stessa; aI riguardo, il fatto che il Comune negli anni non abbia posto in essere gli atti finalizzati alla voltura in suo favore delle stesse non sembra giustificabile se non con un atteggiamento di generale disinteresse.

Si è proceduto, altresì, ad un controllo “a campione” delle costruzioni edificate all’interno della lottizzazione PALOMA intorno 
agli armi ‘90, avendo quale riferimento i lotti prospicienti l’area individuata per la realizzazione del c.d. “GIARDINO DELLA MEMORIA” - verificando anche i profili soggettivi dei concessionari ed il regolare versamento degli oneri di urbanizzazione a loro carico. Da tale analisi è emerso un dato assai interessante che si riassume in una generale situazione di inadempienza agli obblighi di comunicazione, specie per quanto attiene l’indicazione dell’impresa esecutrice dei lavori e del direttore dei lavori; notizie che si riscontrano invece con riferimento ai lotti più distanti da quella zona.

Per quanto attiene, inoltre, alla verifica dell’ottemperanza al versamento degli oneri di urbanizzazione, la situazione riscontrata ha fatto registrare una condizione di generale ritardo nei pagamenti oltreché’ di mancato completamento dei versamenti stessi (circostanza che avrebbe dovuto impedire il rilascio del certificato di agibilita’), a fronte del quale non risulta che l’amministrazione si sia attivata per il recupero dei suoi crediti.

Del resto, non risulta nemmeno che il Comune abbia posto in essere alcun adempimento per la realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria previste sull’area in questione: non e’ stata infatti trovata alcuna traccia della volontà di realizzare la scuola e l’area appare in condizioni di sostanziale abbandono. Sotto tale profilo, non e’ difficile ipotizzare che, anzi, la sottoscrizione della ‘Convenzione’ sotto il patrocinio della Prefettura, probabilmente, avrebbe potuto consentire di realizzare quegli interventi che nel corso di tanti anni l’amministrazione non era stata in grado di realizzare, anche in “variante” dello strumento urbanistico vigente.

La vicenda è rimasta priva di definizione, ma rileva la condotta omissiva del Comune, a favore di privati (alcuni dei quali controindicati) e a scapito della cosa pubblica.
Tratto da Relazione allegata al decreto di Scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine
Gazzetta Ufficiale 279 29 novembre 2012 a pag 65 66 67
A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA

Isola delle Femmine: la misteriosa morte di Francesco Privitera: 39 anni di silenzi… CASSINA, COLAIANNI, CONSORZIO PROMETEO, COOPERATIVE ROSSE, COSTANZO, LIMA, MANNINO NINO, NICOLOSI, OCCHETTO, ORLANDO LEOLUCA, PCI, PIO LA TORRE, PRIVITERA FRANCESCO, RUSSO MICHELANGELO, VILLA PALAGONIA,

martedì 5 febbraio 2019

http://lesplosivoanatomiadiundisastro.blogspot.com/2018/01/isola-delle-femmine-autostrada-a29-23.html?m=1

lunedì 4 febbraio 2019

https://youtu.be/yTRzFeZ1hXU

LEOLUCA BAGARELLA ARRESTO

BAGARELLA VINCENZINA

https://youtu.be/abX7tPhvTDU






CHINNICI ROCCO,POOL ANTIMAFIA,TERRANOVA CESARE,MISILMERI,CAVATAIO MICHELE,BAGARELLA CALOGERO,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TRAPANI,RIINA SALVATORE,BORIS GIULIANO,MANCUSO LENIN,BASILE EMANUELE,COSTA GAETANO,DI LELLO GIUSEPPE,FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,DEPISTAGGIO,TRAPASSI MARIO,BOTOLOTTA SALVATORE,LI SACCHI STEFANO,VIA FEDERICO IMPERATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ENRICO, SALVO IGNAZIO,SALVO NINO,ANDREOTTI GIULIO,CIACULLI,ESATTORI,SAETTA ANTONIO, MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,SPATOLA GIUSEPPE,INZERILLO TOMMASO,INZERILLO ANTONINA,MANNINO VINCENT,MANNINO ROSARIO,THOMAS GAMBINO,CALI' FRANK,TAJ MAHAL, MIAMI BEACH CAPACI,,FRESCURA,LA ROSA SPORT,NEW CONNECTION,NICOLETTI GIOVANNI,DI FILIPPO FRANCESCO,

IL CACCIATORE BAGARELLA VINCENZINA

https://youtu.be/e2vAbYzv5ys

Isola delle Femmine Città della Donna: Nuova Isola delle Femmine: 2019 30 GENNAIO Carabin...

Isola delle Femmine Città della Donna: Nuova Isola delle Femmine: 2019 30 GENNAIO Carabin...: 2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fis...

domenica 3 febbraio 2019

https://youtu.be/5UQzgUc6nxk
https://youtu.be/2_Le5tVXsOk
https://youtu.be/mSYpXal_QcA
https://youtu.be/YFI8Z8BdbIU
https://youtu.be/sv-auJzMBMA
https://youtu.be/xDg8B3w2GJc
https://youtu.be/XGcX5wopq3M
https://youtu.be/eb1EFVY7ZXE

1993 30 LUGLIO GIOE' ANTONINO SI IMPICCA IN CARCERE PER SCAGIONARE I BOSS

S' IMPICCA IN CARCERE PER SCAGIONARE I BOSS

ROMA - Si è legato intorno al collo due lacci di cotone, le stringhe delle scarpe da ginnastica. Si è lasciato scivolare, impiccato alle sbarre della finestra. Una lettera abbandonata sul letto, l' unico della cella. Sei pagine fitte in cui scagiona tutti i suoi complici. Prima di suicidarsi, Antonino Gioé, 37 anni, boss di Cosa Nostra, detenuto pericoloso e mai "pentito", in carcere dal 19 marzo scorso per associazione di stampo mafioso, ha scritto di aver raccontato "delle fesserie" durante una conversazione intercettata dagli investigatori della Dia. E' morto soffocato, a poche centinaia di metri in linea d' aria, dalla cella di Totò Riina. Un suicidio misterioso. E i fratelli di Gioé hanno già presentato una denuncia ai giudici di Palermo sulle cause del decesso. Sono le ventitré e mezzo di mercoledì. Luci fioche, rumori attutiti. Scatta il controllo speciale, la ronda che ogni mezz' ora spezza il tempo nel penitenziario. C' è silenzio assoluto nel braccio di sicurezza G7 del carcere di Rebibbia, la sezione dove vivono i reclusi sorvegliati più degli altri. Antonino Gioé è in cella da solo. Non è in isolamento ma da quattro mesi non vede nessuno. Una volta ogni quattro settimane i familiari, la giovane moglie, i fratelli. Soltanto tre appuntamenti in novanta giorni con il legale di Palermo. Gli agenti di custodia camminano avanti e indietro lentamente. Nella minuscola stanza di Gioé sembra tutto tranquillo, forse l' uomo finge di dormire, forse si è già ucciso. L' allarme scatta a mezzanotte, con il secondo giro. Una guardia apre la porta della cella e lo trova agonizzante, appeso alle grate di ferro, attaccato all' unica presa d' aria che dà su un cortile interno controllato notte e giorno. Un suicidio da manuale carcerario, con un paio di stringhe che, anche se vietate dal regolamento, qualcuno gli ha restituito qualche giorno dopo l' arresto. Due lacci che legati l' uno con l' altro sono lunghi quasi due metri. Arrivano nel G7 una decina di agenti, si precipita il comandante della sezione, squilla il telefono sul comodino del direttore dell' istituto di pena. La magistratura apre un' inchiesta, stamattina presto l' autopsia. Si è davvero suicidato Antonino Gioé? Si tolgono la vita così gli uomini d' onore di Cosa Nostra? Le risposte sono in quella lettera appoggiata sul letto, sei pagine, probabilmente scritte di getto, indirizzate alla moglie o all' avvocato, ora sequestrate dalla magistratura. Le ipotesi sono due. Qualcuno gli ha ordinato di morire, oppure si è ammazzato per scagionare gli altri. Perché dopo le parole pronunciate e intercettate dagli investigatori della Dia si sentiva un uomo morto. Voleva proteggere i complici, forse anche sua moglie. Aveva vissuto un mese intero con una microspia sotto il letto. In una telefonata aveva parlato di un "botto", nel palazzo di giustizia di Palermo. E nella lettera toglie di mezzo le eventuali responsabilità delle persone coinvolte, racconta più di una volta di aver detto soltanto "delle fesserie". Aveva paura che la mafia si vendicasse, il terrore che Cosa Nostra potesse colpire i suoi familiari. Ma Tommaso Farina, l' avvocato di Antonino Gioé, la pensa diversamente. E' in uno studio di Palermo, di fronte alla scrivania i fratelli del suo cliente. Si ostina a ripetere che "Antonino non aveva mai avuto paura di quelle intercettazioni ambientali". Insiste il legale: "Viveva da quattro mesi completamente isolato, io sono riuscito a vederlo tre volte, la moglie pochissimo, non aveva soldi per viaggiare, per andarlo a trovare. Forse non ce l' ha fatta. Io non sono mai stato rinchiuso in un carcere e non so cosa può succedere ad una persona, anche allegra, sorridente com' era lui, che improvvisamente si trova completamente sola. Questa, del resto è la giustizia italiana. Lui aveva girato molti penitenziari e mercoledì notte ha perso la testa. Non aveva mai collaborato con la giustizia, ne sono certo. E' stata una tortura psicologica troppo forte. Tutto qui". Mario e Gaspare Gioé, i fratelli protestano perché sono stati avvisati della morte di Antonino solo ieri, all' ora di pranzo. Hanno appena presentato una denuncia alla magistratura: vogliono sapere tutto sulle perizie legate all' autopsia, non credono a questa storia, dicono che certamente non è stato un suicidio. Perfino Silverio Piro, sostituto procuratore, resta stupefatto quando gli affidano questo caso. Una morte avvolta dal mistero.

di AMBRA SOMASCHINI 30 luglio 1993 sez.

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BORSELLINO PAOLO, PETRINI LUIGI,GENCHI GIOACCHINO DIARI FALCONE, SCIBONA MAURIZIO,UCCISIONE,AGENDE ELETTRONICHE, GIOE'  ANTONINO,ALTOFONTE,AGENDA ROSSA,FALCONE GIOVANNI,PIPER,FALCON,USA,LA STRAGE DI CAPACI,LA STRAGE DI VIA D'AMELIO,LA STRAGE DI USTICA,DEPISTAGGIO, SIGNORINO DOMENICO,SCARANTINO VINCENZO, MUTOLO GASPARE,DI GREGORIO ROSALBA,ASINARA,REBIBBIA,DALLA PARTE SBAGLIATA,MANNOIA FRANCRSCO MARINO,BONTADE GIOVANNI,BONTADE STEFANO,SPATUZZA GASPARE,LAURICELLA DINA,BUSCETTA TOMMASO,CANGEMI SALVATORE,CALO' PIPPO,SPATOLA ROSARIO,MARCHESE GIUSEPPE,BOCCASINI ILDA,CONTRADA BRUNO,AYALA GIUSEPPE,GLADIO,COSSIGA FRANCESCO,ANDREOTTI GIULIO,RIINA SALVATORE,BAGARELLA LEOLUCA,BAGARELLA VINCENZINA,SUICIDIO,MESSINA LEONARDO,CANALE CARMELO,SCHEMBRI GIOACCHINO,BIONDINO SALVATORE, DI CARLO FRANCESCO,DI MATTEO ANDREA,LA BARBERA GIOACCHINO,BELLINI PAOLO,FERRANTE GIOVAN BATTISTA,GRAVIANO GIUSEPPE,MADONIA DALVATORE,MONTAGNA LONGA,CONCUTELLI PIERLUIGI,MATTARELLA PIER SANTI,CIAMPINO,MAXIPROCESSO,USA,FBI,CASSAZIONE,GIOE',LA BARBERA ARNALDO,PIANOSA,AGLIERI PIETRO,PROVENZANO BERNARDO

https://youtu.be/Inxowf5vL-Q

https://youtu.be/q3QAKVJ0abY
https://youtu.be/zH9VOQL5Z9U

sabato 2 febbraio 2019

2019 16 GENNAIO SISSY TROVATO MAZZA LA GUARDIA CARCERARIA



SISSY TROVATO MAZZA, LA RABBIA DELLA FAMIGLIA/ "Licenziata mentre era in coma e liquidata con 6mila euro"

13.01.2019, agg. il 14.01.2019 alle 11:01 - Davide Giancristofaro Alberti

Morta l'agente Sissy Trovato: fine dell'agonia dopo oltre due anni di coma. La rabbia della famiglia: 'abbandonata dalle istituzioni'

Sissy Trovato Mazza (Chi l'ha Visto?)

La famiglia di Sissy Trovato non ha nessuna intenzione di arrendersi e dopo un calvario lungo 26 mesi, ora è certa di voler giungere alla verità. “Non auguro a nessuno quello che stiamo provando in questi giorni però una cosa voglio che si sappia: Sissy ha lottato come una leonessa per 26 mesi. Ha combattuto per rimanere in vita e non ha mai mollato”, ha dichiarato papà Salvatore, come riferisce Il Messaggero. Ora la famiglia Trovato ha bene in mente il suo obiettivo: “Noi dobbiamo capire cos’è successo la Procura di Venezia ha accettato di prolungare le indagini e speriamo che, ora, si decidano a far luce sul serio. Non azzardatevi a parlare di suicidio finché non avremo saputo la verità, fino a quando non avremo chiarito tutti i punti oscuri di questa vicenda”, ha tuonato ancora il padre della giovane agente. La famiglia prova enorme rabbia per il trattamento riservato alla ragazza, “abbandonata mentre era in coma” dalle istituzioni. “L’hanno licenziata a febbraio e liquidata con 6.700 euro, questo valeva per lo Stato la vita di mia figlia”, ha proseguito Salvatore. La rabbia, dopo la morte di Sissy, è esplosa più che mai ed ha lasciato spazio a una serie di domande senza risposta: “Hanno esaminato il cellulare di mia figlia? Perché è entrata in quell’ascensore? Qualcuno le aveva dato un appuntamento? Noi abbiamo il diritto di sapere, per loro invece dovrebbe essere un dovere”, prosegue il padre. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CACCIA AL KILLER, DISPOSTA AUTOPSIA

C’è ancora sgomento dopo la notizia della morte di Sissy Trovato Mazza, sopraggiunta dopo oltre due anni di lunga agonia durante i quali la giovane agente di polizia penitenziaria è rimasta in come, in stato vegetativo, in attesa di un miracolo. Sabato sera l’addio drammatico nella sua abitazione. Proprio oggi, come rivela Quotidiano.net, sarebbe stato il compleanno di Sissy: avrebbe compiuto 29 anni. La fine di un calvario, tuttavia, non coincide affatto con la chiusura del giallo. Gli interrogativi su quanto accaduto il primo novembre 2016 restano intatti ed ora più che mai la famiglia (e non solo) chiede chiarezza. Papà Salvatore non crede né ha mai creduto alla tesi del suicidio e più volte ha puntato il dito contro un presunto killer partito dal carcere della Giudecca dove la figlia prestava servizio. Tanti i silenzi e tante le contraddizioni rispetto a quanto accaduto nell’ospedale civile di Venezia dove partì il colpo di pistola che ferì gravemente Sissy. Ora è tempo di scoprire quanto realmente accaduto e soprattutto di dare un nome ed un volto a chi, realmente, quel giorno ha premuto il grilletto. Un primo passo verso questa strada è rappresentato dalla richiesta del magistrato che ha già predisposto il sequestro della salma che sarà sottoposta ad autopsia, facendo slittare in tal modo i funerali. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

FAMIGLIA CHIUSA NEL DOLORE

Dopo la drammatica notizia della morte di Sissy Trovato Mazza, le speranze della famiglia e di tutti coloro che da tempo speravano in un miracolo si sono definitivamente spente. In queste ore sono numerosi i messaggi di affetto e cordoglio che hanno riempito il gruppo Facebook dedicato all’agente di polizia penitenziaria, la quale ha perso la sua battaglia dopo due lunghi anni. La famiglia della vittima ha deciso di chiudersi nel proprio dolore, estremamente provata dalle lunghe sofferenze di questi due anni durante i quali hanno sempre respinto con forza l’ipotesi del suicidio. Tuttavia, i genitori di Sissy e la sorella Patrizia hanno voluto far sapere a FanPage.it la loro intenzione di proseguire nella loro ricerca di verità e giustizia per la giovane che è spirata ieri sera nella sua abitazione. L’autopsia fortemente voluta dalla Procura potrebbe essere risolutiva in tal senso, in quanto potrebbe portare alla luce informazioni finora solo ipotizzate, lasciando via libera alla tesi dell’omicidio sempre sospettato. Resta ad oggi un grande dolore e l’impossibilità di dire cosa sia realmente accaduto all’interno dell’ascensore dell’ospedale veneziano, dove Sissy fu ferita con un colpo di pistola alla testa. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ANNULLATI I FUNERALI: PRIMA L’AUTOPSIA

Era ancora stata annunciata per domani la data dei funerali di Sissy Trovato Mazza, l’agente di polizia penitenziaria morta ieri sera dopo due anni di coma in seguito ad un grave ferimento avvenuto mentre era in servizio, il primo novembre 2016. La notizia del decesso ha lasciato tutti senza parole dal momento che, chi seguiva da tempo questo caso, sperava e pregava in un vero e proprio miracolo. Secondo quanto spiegato da FanPage.it, i funerali non si terranno lunedì dal momento che il magistrato ha reclamato l’autopsia sul corpo della 28enne, alla luce delle indagini in corso su quanto accaduto nell’ascensore dell’ospedale civile di Venezia oltre due anni fa. Attraverso l’autopsia, infatti, potrebbero emergere ulteriori dettagli importanti che potrebbero fare luce sul giallo attorno al suo ferimento. Potrebbero per esempio emergere lesioni prodotte da una eventuale colluttazione o da altri traumi e rimaste nascoste a causa della condizioni della ragazza. In base ai risultati che si otterranno, si potrebbe parlare ufficialmente di omicidio. Il corpo di Sissy sarà trasferito domani mattina dall’abitazione di Taurianova dove ieri è morta al fine di poter eseguire l’autopsia sulla salma. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

L’ADDIO DI EMMA MARRONE

E’ morta nella serata di ieri la giovane Sissy Trovato Mazza, colpita il primo novembre 2016 da un colpo di pistola esploso sa una mano ignota mentre era in servizio a Venezia. Da quel giorno, la ragazza era entrata in uno stato di coma vegetativo dal quale solo un miracolo, atteso per lunghi mesi, avrebbe potuto salvarla. Sissy era anche l’unica a conoscere la verità su quanto realmente accaduto nel vano dell’ascensore dell’ospedale civile veneziano nel quale si trovava al momento del ferimento. Oggi, a ricordare con grande discrezione la forza di Sissy che ha lottato come una vera combattente, è stata anche la cantante salentina Emma Marrone che su Twitter si è limitata a scrivere “Ciao Sissi”, accompagnato dall’emoticon di un cuore spezzato. Era il marzo dello scorso anno quando l’artista ha provato a compiere il miracolo, sperando come il resto della famiglia e degli amici nel risveglio della 28enne. E proprio Emma si era recata in visita in casa di Sissy trascorrendo con la ragazza circa un’ora. Sissy era una grande fan dell’artista salentina. Emma aveva accolto l’appello della famiglia della ragazza che aveva chiesto alla cantante di esaudire uno dei più grandi desideri di Sissy e la Marrone aveva subito risposto con la sia presenza. La mamma Caterina, aveva commentato, come rammenta Il Mattino: “Emma le ha tenuto la mano per un’ora parlandole dolcemente, è stato bellissimo…”. Purtroppo però, non è bastato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MINUTO DI SILENZIO SUI CAMPI DI A E A2 FEMMINILE

Sissy Trovato Mazza si è spenta nella serata di ieri, dopo due anni di coma. Era stata ferita in maniera gravissima con un colpo di arma da fuoco che l’aveva appunto ridotta allo stato vegetativo, e nelle scorse ore ha esalato l’ultimo respiro. Oltre a svolgere il ruolo di poliziotta nel carcere penitenziario di Venezia, Sissy (abbreviazione di Maria Teresa) era una calciatrice della Pro Reggina, con cui vinse il primo scudetto nella storia della Serie A femminile, datato 2012. «A nome mio e del Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a cinque – le parole del presidente della Divisione Calcio a cinque, Andrea Montemurro – esprimo le condoglianze alla famiglia Trovato Mazza, in un momento di immenso dolore. Sissy, il futsal italiano non ti dimenticherà». Lo stesso Montemurro, in occasione della Final Eight di Coppa Italia di Serie A femminile del 2017, aveva offerto un contributo per le cure della ragazza. Quest’oggi sui campi di calcio prima dei match di Serie A femminile e di A2, verrà osservato un minuto di silenzio. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SISSY TROVATO MAZZA E’ MORTA OGGI

Non ce l’ha fatta Sissy Trovato Mazza. Dopo due anni di coma vegetativo l’agente della polizia penitenziaria del carcere di Venezia, si è spenta a causa di una grave infezione sopraggiunta nelle ultime ore. Profondo dolore sui social anche perché Sissy, ragazza di soli 28 anni, era molto amata da chi la conosceva e soprattutto, si è spenta in maniera tragica, dopo essere stata colpita alla testa da un colpo di pistola, che non si sa ancora chi abbia sparato. «La scomparsa della giovane agente di Polizia Penitenziaria Sissy Trovato Mazza – le parole in una nota di Francesco Basentini, Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – dopo due anni di agonia e sofferenza è una notizia tristissima che addolora profondamente tutti, familiari, amici e l’intera Amministrazione della quale faceva parte». Basentini, ha proseguito, si augura che la grinta e la determinazione con cui Sissy ha lottato in questi due anni, possano essere trasmessi anche agli inquirenti per scoprire finalmente la verità su questa tragica morte: «Lo dobbiamo a lei – conclude – alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti i suoi colleghi, che non hanno mai smesso di innalzare una preghiera per lei in questi due anni».(aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SISSY TROVATO MAZZA SI E’ SPENTA DOPO DUE ANNI DI COMA

E’ morta Sissy Trovato Mazza. L’agente di polizia era in coma da due anni e questa notte si è spenta per sempre, dopo una lunga e faticosa lotta. La giovane si trovava in stato vegetativo dopo che era stata colpita da un colpo di pistola nel vano dell’ascensoredell’ospedale civile di Venezia, dove la 28enne era in servizio. Il decesso è avvenuto precisamente alle ore 21:10 di sabato 13 gennaio, nella casa di famiglia a Taurianova (Reggio Calabria), come riferisce Fanpage. Ha lottato a lungo Sissy ma alla fine si è dovuta arrendere ad una grave infezione, conseguenza delle lesioni traumatiche riportate dopo il colpo ricevuto. Nelle ultime 48 ore le sue condizioni fisiche erano precipitate in maniera tragica, al punto che la giovane poliziotta era stata ricoverata in rianimazione presso la struttura ospedaliera di Polistena, dove i medici, preso atto della situazione irreversibile, hanno acconsentito il ritorno a casa della ragazza, ormai in fin di vita.

SISSY TROVATO MAZZA E’ MORTA

Un omicidio che resta un vero e proprio giallo quello di Sissy, visto che in due anni non si è ancora riusciti a scoprire chi abbia sparato quel mortale colpo di pistola nell’ascensore. Un colpo che non ha lasciato scampo alla povera ragazza calabrese, visto che il proiettile le ha trapassato la parete cranica riducendola poi in stato vegetativo. Un mistero quanto accaduto, con le indagini che inizialmente si erano orientate verso il suicidio, quindi sull’aggressione, ed ora, dopo il decesso, sull’omicidio. Al momento si brancola nel buio anche se fra le piste più battute vi è quella di una ritorsione, visto che Sissy si era battuta a lungo contro gli abusi in carcere, lei che prestava servizio presso l’istituto di pena femminile della Giudecca di Venezia. «Tra le tante e tante stelle – si legge sulla pagina Facebook del gruppo Sissy la Calabria è con te – questa sera si è aggiunta un’altra che tra tutte è la più bella, illumina la Terra con quel sorriso radioso: questa nuova Stella ha un nome, si chiama Sissy La Guerriera».

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2013 14 LUGLIO 14. Juli: Lââm singt die Marseillaise.