L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 25 aprile 2019

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Cronaca | Società

Palermo

IN AUMENTO I TOSSICODIPENDENTI NEL CAPOLUOGO SICILIANO

“Palermo si droga”. Tantissimi i tossici in città: spopola il crack e l’eroina miete vittime fra i ragazzi

di Maurizio Zoppi

18 Febbraio 2019

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“Il crack spopola a Palermo e l’eroina non ha mai smesso di mietere vittime”. Queste le parole di Padre Salvatore Lo Bue a ilSicilia.it.

Il fondatore della ‘Casa dei giovani’, che dal 1983 attraverso la sua associazione aiuta chi vuole uscire dal tunnel della droga, è molto preoccupato per la situazione nel capoluogo siciliano. La vicenda è abbastanza chiara: sono tantissimi i giovani che, sin dall’età adolescenziale, fanno uso di sostanze stupefacenti. Cocaina, ecstasy, crack, eroina, mdma, cannabis, si diramano in base all’estrazione sociale, alla possibilità economica di ciascun avventore, ai propri svaghi e di conseguenza, anche alle zone di Palermo.

Per intenderci; i ragazzi che hanno una maggiore possibilità economica, dirottano la propria attenzione verso la cocaina. Chi è più indigente, invece, che inizia a far uso di crack, sostanza che è un vero e proprio derivato dalla polvere bianca. I giovani che hanno la passione per il clubbing, non possono fare a meno dell’ecstasy o del mdma per ballare sino alle prime luci dell’alba.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Un problema per padre Lo Bue che ad oggi spaventa più dell’epoche passate. “Se prima la droga era un disturbo oppositivo per i ragazzi, adesso è  annullativo. La precarietà sociale e familiare ha fatto il suo sporco lavoro in merito alla tossicodipendenza”.

La ‘bamba’, il crack e l’eroina.

“Cugino, ho crack che è tritolo. Ne vuoi?”. Un ragazzo mi chiede davanti a un noto locale nel quartiere Vucciria“Con 10 euro te ne do un bel pezzo”. Rifiuto l’offerta, ma lo spacciatore mi fa capire che non è l’unico prodotto che ha in possesso. Allora inizia a pubblicizzare il suo hashish. Ma di cocaina non ne parla.

Ecco le parole di un consumatore di cui manteniamo riservato il nome e che chiameremo in modo fittizio Emilio: “La cocaina nelle piazze palermitane non la trovi di qualità. Puoi trovare un surrogato fatto da pillole di ecstasy mischiate con il latte in polvere o altre sostanze. Per trovare cocaina di qualità devi avere il contatto diretto con il pusher. Oppure devi andare nei locali ‘giusti’. Nel quartiere Libertà, per esempio, ci sta un locale dove i ragazzi borghesi si divertono tra coca e champagne”. Ciò significa che lo spacciatore di ‘bamba’ è un vero e proprio ‘delivery man’, ma al posto della pizza o del sushi, ti recapita un “pezzo” o un “mezzo pezzo”. Questo lo slang a Palermo per identificare la grammatura della sostanza. Con 40 euro acquisti mezzo grammo. 80 euro, un grammo. Ma il costo varia in base alla purezza della droga. Dalla Vucciria si passa a Ballarò e anche qui la piazza è abbastanza attiva nello spaccio di erba o hashish, ma la fondamentale propensione è verso il crack e l’eroina.

L’eroina non viene venduta dagli italiani e il crack viene in maggioranza cucinato da africani dentro alcune case di Ballarò. Uno degli attori principali dietro tutto questo è la mafia nigeriana, la Black Axe, scesa a patti con cosa nostra. Una delle spiegazioni dell’aumento della diffusione proprio di queste sostanze è la presenza oramai stabile a Palermo dell’organizzazione criminale nigeriana. “Non è difficile trovare tra le stradine di Ballarò ragazzi e ragazze che si fumano il crack o l’eroina. Una dose costa intorno ai 15 euro, ed è di facile reperibilità. Cinque, sei anni fa, non era così”.

Ballarò, il cuore dello spaccio.

Numerosi sono stati in blitz da parte delle forze dell’ordine nel quartiere Ballarò – e non solo – che hanno bloccato una fetta del giro di affari di chi gestisce la droga nel capoluogo siciliano. Tra venditori ambulanti e taverne anche gli spacciatori fanno i loro affari. In una delle ultime inchieste giudiziarie nel quartiere popolare palermitano le telecamere hanno registrato tutto. A quanto pare, le famiglie mafiose palermitane vendono l’eroina ai nigeriani prendendo una percentuale“Per la mafia sarebbe un disonore smerciare quelle miserabili droghe. La mafia non vuole averci nulla a che fare con i tossici di eroina o di crack. Sarebbe una vergogna per le famiglie”.Racconta Emilio.

Le indagini di qualche mese fa hanno scoperchiato l’attività di spaccio di una gang a Ballarò e hanno gli inquirenti a ritenere che i capi e promotori dell’organizzazione sarebbero due personaggi vicini alla famiglia mafiosa di ‘Palermo Centro’: Silvio Mazzucco (già condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso nel 2011) e Giovanni Rao, il cui nome emerge nell’ambito dell’operazione ‘Panta Rei’ per le sue frequentazioni con i boss Francesco Paolo Lo Iacono e con Salvatore Mulè.

I dati sconfortanti di Palermo.

La Casa dei giovani è presente a Bagheria, Matera e Mazara del Vallo. Da decenni, Padre Salvatore Lo Bue, gira le carceri per parlare con i tossicodipendenti cercando di capire se il loro percorso possa continuare in comunità piuttosto che dietro le sbarre. “Tanti sono i giovani in tutta la Sicilia in carcere per reati inerenti all’uso di droga. L’eta dell’abuso di sostanze si è nettamente ridotta. Molti ragazzi mi raccontano che il loro approccio con le sostanze inizia nell’adolescenza; intorno ai 12 anni” Racconta il parroco a Il Sicilia.

“Molti iniziano a fumare qualche spinello per poi ritrovarsi a fumare crack ed eroina o a sniffare cocaina nel giro di pochi anni”.

Il fondatore della Casa dei giovani, crede che l’aiuto più consistente debba arrivare attraverso le istituzioni. “Serve una forma repressiva in merito a questo fenomeno, seria e concreta. Oramai lo spacciatore non è più targettizzabile. Negli anni ’80, Villa Sperlinga era conosciuta come un luogo dove i giovani si drogavano. Adesso ogni scuola o locale palermitano, potenzialmente può essere centro di spaccio”. Condivide questa idea anche la psicologa del centro di riabilitazione, Cettina Russo, che aggiunge: “Gli effetti sociali nell’uso di crack ed eroina tra i giovani, saranno devastanti tra 10 anni. Questi ragazzi diventeranno adulti e porteranno con sé, numerosi danni psichici dovuti all’assunzione di queste droghe”.

Il vice-presidente della Casa dei giovani, Biagio Sciortino, racconta a ilSicilia.it dati “sconfortanti” provenienti dai Sert palermitani. “I centri nel capoluogo siciliano sono tre. Circa 750 persone cercano aiuto in ogni sede. Nel 2018, c’è stato un incremento di tossicodipendenti per ogni Sert di circa 230 utenze. Dobbiamo iniziare a porci domande serie. Il problema è grave e tutti ne siamo responsabili”.

Il racconto di chi prova a disintossicarsi.

La comunità di recupero per tossicodipendenti a Bagheria ha circa 30 alloggi. “La permanenza in comunità, che dura in media dai 24 ai 30 mesi, è caratterizzata dal supporto di una equipe di operatori, psicologi, assistenti sociali ed ex tossicodipendenti. Momento importante della terapia che si svolge in comunità è il lavoro, questo per consentire ai giovani residenti una responsabilizzazione graduale ed in alcuni casi una vera e propria formazione lavorativa”. Afferma  il vicepresidente Sciortino.

Al momento sono 29 i ragazzi che hanno aderito al percorso di Padre Lo Bue. Uno tra questi è A. che ci racconta: “sono arrivato sei mesi fa. Sono di Siracusa e giocavo davvero bene a calcio. Ho giocato anche in serie D, ma il crack mi ha tolto tutto. Mi chiudevo in casa con altri miei amici e non facevo altro che fumare crack. Per fortuna, ho avuto la lucidità di capire che avevo bisogno di aiuto, per questo mi trovo qui”. A Bagheria sono per lo più tutti molto giovani c’è F. 21 anni, che viene da Trapani padre di una bimba;  anche lui usava crack, da poco vive al centro. M. che è palermitano, sniffava “cocaina ma non solo”. Ci sta anche un ex ufficiale delle forze militari, il più grande di tutto il centro di recupero. “Sniffavo eroina da troppi anni. La cocaina mi metteva ansia. Io avevo bisogno di rilassarmi. Non mi sono mai bucato. L’ho sempre sniffata. La poggiavo sul mignolo e la inalavo decine di volte al giorno. Al momento sono in aspettativa. Spero di tornare presto al mio ruolo di Maresciallo”.

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2019 14 APRILE DA YOUMANIST ROBERTA ERRICO: Sciascia era un genio. 42 anni fa ci rilevò le ipocrisie del nostro tempo


Sciascia era un genio. 42 anni fa ci rivelò tutte le ipocrisie del nostro tempo.

14 APRILE 2019

AUTORE: ROBERTA ERRICO

Prima del 1977 al mondo esisteva un solo Candido: il personaggio, puro come il suo nome, le cui gesta furono narrate dal filosofo francese Voltaire. Il Candido, o l’ottimismo di Voltaire ha cambiato la letteratura mondiale e ha influenzato profondamente la moderna filosofia europea. Voltaire fu tra i padri dell'illuminismo: la dottrina filosofico-politica che, in contrasto con i valori di una società bigotta, incoraggiava all'uso della ragione e del pensiero scientifico. Voltaire con il suo Candide volle contrastare l’idea professata dall’illustre matematico tedesco Leibniz che riteneva di “vivere nel migliore dei mondi possibili”, e lo fece immergendo il protagonista nelle trame di un mondo orribile e sanguinario, tanto da divenire perfino grottesco. Per Voltaire il breve romanzo filosofico fu il pretesto per compiere una satira spietata nei confronti dei suoi contemporanei: l’apparente leggerezza del testo sostiene infatti una critica amara e per niente indulgente che provocò le ire di molti.

Voltaire con il suo piccolo capolavoro creò uno stile letterario nuovo, caratterizzato dall'uso dell’ironia e dall’irriverenza dei toni, il tutto esposto con una prosa chiara seppur estremamente polemica. Voltaire dedicò la sua vita e la sua filosofia a contrastare le ingiustizie del tempo: divenne uno spauracchio per i potenti e ne pagò le conseguenze tramite le persecuzioni che subì.

Duecentodiciotto anni separano il Candide, ou l'Optimisme di Voltaire e il Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia di Leonardo Sciascia, ma gli intenti e l’ironia sono molto simili – lo scrittore originario di Racalmuto, a scanso di equivoci, confermò: “Voltaire è una delle mie bibbie”. Il Candido di Sciascia nasce in Sicilia la notte dello sbarco degli anglo-americani, tra il 9 e il 10 luglio 1943. Il protagonista cresce in un contesto borghese, i suoi genitori sono l’avvocato Munafò e la madre Maria Grazia, figlia di un gerarca fascista. Sin da bambino, Candido, sviluppa un carattere sincero e privo di pregiudizi, circostanza che influirà negativamente su tutti gli eventi che costelleranno la sua vita.

Al pari del Candido della metà del 1700, anche il giovane omonimo siciliano della metà del ‘900 affronta le contraddizioni del suo tempo, da cui non è per nulla intimorito, forte della sua integrità: “Noi siamo quel che facciamo. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sé, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario,” scrive Sciascia. “Le cose sono sempre semplici,” mormora Candido, sarà appunto il suo desiderio di chiamare le cose con il loro nome a procurargli l’inimicizia delle persone e a far sì che addirittura la madre lo definisca “un piccolo mostro”. Emblematico in tal senso è uno dei primi episodi che lo vedono coinvolto: da bambino ascolta per caso la confessione di un assassino che si era recato dal padre per ottenere assistenza legale. Candido racconta l’accaduto ai compagni di asilo, la voce si sparge e arriva fino all’orecchio dei Carabinieri che si trovano costretti a interrogare il piccolo. È così che quello stesso giorno, colto da una insanabile vergogna, l’avvocato Munafò si suicida.

Candido, dopo l’accaduto, viene posto sotto la tutela del nonno Cressi che intanto, dopo la guerra, ha deciso di riciclare i suoi ideali fascisti all’interno della Democrazia cristiana, episodio che Sciascia usa per denunciare un dato storico conclamato e cioè che molti ex fascisti confluirono nelle fila della neonata Dc. Il vecchio generale non ha tempo da dedicare al giovane, così decide di affidare la sua istruzione a Don Antonio, un arciprete. Le convinzioni religiose dell'arciprete, però – anche grazie al confronto con Candido – cominciano a vacillare e, dopo varie vicissitudini il religioso decide di lasciare l’ordine sacerdotale e divenire laico, dopodiché insieme a Candido si iscrive al Partito comunista italiano. “Essere comunista era insomma, per Candido, un fatto quasi di natura: il capitalismo portava l'uomo alla dissoluzione, alla fine; l'istinto della conservazione, la volontà di sopravvivere, ecco che avevano trovato forma nel comunismo”, scrive Sciascia, “Il comunismo era insomma qualcosa che aveva a che fare con l'amore […] Don Antonio questo lo capiva e, generalmente e genericamente, lo approvava; ma riguardo a sé, al suo essere comunista, aveva idea diversa".

“Un prete che non è più prete,” diceva, “o si sposa o diventa comunista. In un modo o nell'altro deve continuare a stare dalla parte della speranza: ma in un modo o nell'altro, non in tutti e due i modi”. Anche nel partito, però, la sincerità di Candido non è bene accetta e questo lo pone in conflitto con i compagni, che alla fine decidono di espellerlo. La vita di Candido vive intanto le gioie dell’amore: il giovane siciliano s'innamora prima di Paola, la domestica del nonno, e poi di Francesca, con la quale fugge dalla Sicilia per andare a vivere prima a Torino e poi a Parigi, la città piena di miti letterari e libertari, dove il racconto trova la sua conclusione.

Proprio come fece il suo maestro Voltaire, Sciascia usa il suo Candido per ridicolizzare le bassezze dei contemporanei. I due Candido hanno dei tratti fondamentali in comune. Prima di tutto condividono l’incapacità di valutare le situazioni secondo la morale comune, circostanza che li costringe a scontrarsi con i personaggi che incontrano e che impersonificano, con la loro mediocrità, il mondo descritto dai due autori: “Io sono quello che definisco uno spirito errante per le passioni d'altri; ovvero un imbecille,” scrisse Voltaire. In secondo luogo, Candido e Candide hanno ricevuto dai loro padri letterari il dono di interpretare il mondo attraverso la pura semplicità: “Ché a vederle, le cose si semplificano: e noi abbiamo invece bisogno di complicarle, di farne complicate analisi, di trovarne complicate cause, ragioni, giustificazioni,” dirà il Candido di Sciascia.

Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia, è un romanzo che, con sferzante ironia, fornisce uno spaccato sulle contraddizioni e sulle ipocrisie sociali e politiche dell’Italia contemporanea – lo scrittore denuncia ad esempio il ruolo che la mafia ebbe nel facilitare le operazioni dei militari americani in Sicilia – ma senza elemosinare dai posteri alcuna indulgenza: "Tutto quello che vogliamo combattere fuori di noi è dentro di noi; e dentro di noi bisogna prima cercarlo e combatterlo," fa dire Sciascia all’arciprete. Sciascia attraverso la sua opera, critica le Istituzioni, compresa la Chiesa e le bassezze e ambiguità che si andavano compiendo nei due grandi partiti dell’epoca: la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista. In particolar modo il Pci rappresentò la più grande delusione politica dello scrittore siciliano: fu coinvolto innumerose polemiche, nella seconda metà degli anni Settanta, dopo la rivelazione dei crimini di Stalin.

Il libro dello scrittore siciliano si chiude con una nota atta a chiarificare i suoi propositi: “Quella velocità e leggerezza [del Candide, ou l’optimisme] non è più possibile ritrovarle: neppure da me, che credo di non aver mai annoiato il lettore. Se non il risultato, valga dunque l’intenzione: ho cercato di essere veloce, di essere leggero. Ma greve è il nostro tempo, assai greve”. Il carattere di Candido si scontra continuamente con l'ipocrisia che permea le normali relazioni delle persone. Sciascia, con la sua opera, ha inteso dirci che alcune falsità sono talmente radicate nell’animo umano che spesso vengono date per scontate e chi non riesce ad accettarle o a ritenerle necessarie per intessere le relazioni sociali viene etichettato come imbecille o addirittura come "un mostro", al pari di Candido.

Leonardo Sciascia, con questo romanzo insolito rispetto alla sua produzione artistica, ha tramesso ai lettori il gusto della leggerezza e l’ha proposta come strumento da far proprio ogni giorno. A tal proposito, accorrono in aiuto le parole di un grande amico e collega di Sciascia: Italo Calvino, che nel suo saggio Lezioni americane, scrisse a proposito della leggerezza: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore”.

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2019 16 FEBBRAIO MOLLICONE TERESA


Omicidio Serena Mollicone, gli investigatori: "Uccisa dal figlio del comandante dei carabinieri"


Serena Mollicone

Consegnata in procura l'informativa dei militari che indagano sulla morte della diciottenne scomparsa nel 2001 in provincia di Frosinone

di CLEMENTE PISTILLI

19 Febbraio, 2019



Serena Mollicone è stata uccisa da Marco Mottola,  figlio dell’allora comandante dei carabinieri di Arce. È questa la convinzione dei carabinieri che indagano sulla morte della diciottenne e che hanno esposto in una monumentale informativa consegnata al sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Maria Beatrice Siravo. Dopo aver ricominciato a indagare da zero e aver raccolto tutti gli elementi scientifici utili, gli investigatori sembrano ora avere le idee chiare anche su chi materialmente assassinò diciotto anni fa la studentessa e sul ruolo preciso avuto da tutti i diversi indagati in quello che è da tempo tra i principali cold case italiani. Ora la procura potrebbe essere pronta a tirare le somme della nuova inchiesta e prepararsi a chiedere i rinvii a giudizio.

Serena Mollicone scomparve da Arce, piccolo centro in provincia di Frosinone, il 1 giugno 2001 e venne poi trovata priva di vita, con le mani e i piedi legati e la testa stretta in un sacchetto di plastica, in un boschetto ad Anitrella, frazione del vicino Monte San Giovanni Campano. Due anni dopo, con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere, venne arrestato Carmine Belli, carrozziere di Rocca d’Arce, poi assolto dopo aver trascorso da innocente quasi un anno e mezzo in carcere. L’omicidio della 18enne sembrava destinato a restare un mistero. Ma i dubbi, soprattutto quelli sui depistaggi da parte degli stessi carabinieri di Arce, erano troppi.

La Procura di Cassino continuò così a indagare e nel 2008, prima di essere interrogato, il brigadiere Santino Tuzi si tolse la vita. Gli investigatori si convinsero che il militare si fosse uciso perché terrorizzato dal dover parlare di quanto realmente accaduto il giorno della scomparsa della studentessa. E da allora, ricorrendo anche a sofisticate indagini scientifiche, le nuove indagini non si sono mai fermate. Alla luce degli accertamenti compiuti dai carabinieri di Frosinone, dai loro colleghi del Ris e dai consulenti medico-legali, il sostituto procuratore Siravo si è così convinta che la diciottenne il giorno della sua scomparsa si fosse recata proprio presso la caserma dei carabinieri, per denunciare dei loschi traffici che si svolgevano in paese.

A quel punto, portata in un alloggio in disuso di cui aveva disponibilità la famiglia dell’allora comandante, la giovane sarebbe però stata aggredita. Avrebbe battuto con violenza la testa contro una porta e, credendola morta, sarebbe stata portata nel boschetto. Vedendo in quel momento che respirava ancora, sarebbe quindi stata soffocata e sarebbero iniziati i depistaggi. Un’inchiesta che vede indagati, con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere, l’ex comandante della stazione di Arce, il maresciallo Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna, con l’accusa di concorso morale nell’omicidio e per istigazione al suicidio del brigadiere Tuzi il luogotenente Vincenzo Quatrale, e con quella di favoreggiamento l’appuntato Francesco Suprano.

Ora i carabinieri, nell’informativa conclusiva appena consegnata al sostituto Siravo, hanno sostenuto che a uccidere Serena Mollicone sarebbe stato il figlio del comandante della stazione di Arce, specificando anche il ruolo avuto dagli altri indagati.  "Io, mio padre e mia madre non c'entriamo assolutamente nulla" si difende il giovane al Tg1. "La conoscevo ma non benissimo", aggiunge. "Abbiamo fatto analizzare le macchine ed è stato tutto negativo, non è vero che il Dna trovato su di lei è compatibile col mio e poi chi lo dice che era negli alloggi della caserma", ha detto Marco per poi ripetere "non c'entriamo nulla.

Ma questo sembra il tassello fondamentale, l’ultimo, per chiudere il cerchio sull’inchiesta. Utile anche a chiarire uno dei passaggi sinora rimasti più oscuri, quello del trasporto del corpo esanime della diciottenne dalla caserma al boschetto di Anitrella. E non si esclude che le indagini possano concludersi ufficialmente anche con un numero maggiore di indagati.

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2019 23 APRILE DEPURAZIONE ACQUE REFLUE BENEVENTO ROLLW ENRICO




ATTUALITÀ

Depuratore vicino al Ponte Leproso, i cittadini: lotta serrata

Il comitato di quartiere Santa Clementina sull'impianto che dovrebbe sorgere a Benevento

Benevento

Depuratore vicino al Ponte Leproso. Il Comitato di quartiere di Santa Clementina torna sulla questione e se ringrazia il Comune di Benevento, nella persona dell’Assessore Pasquariello per l’incontro dello scorso 16 aprile, allo stesso tempo annuncia di dover “constatare la ferma volontà dell’Amministrazione Comunale di aver già deciso di realizzare uno dei tre depuratori proprio nel cuore della città, ovvero a Santa Clementina, a pochi metri dal Ponte Leproso, a prescindere dalle valutazioni urbanistiche e dai progetti in atto di valorizzazione storico-monumentale dell’area che, tra l’altro, lo stesso Ente intende promuovere.
Il comitato ribadisce per l’ultima volta che: “la scelta appare perlomeno azzardata e ingiustificata per diversi motivi”. E’ il caso di ricordare all’Amministrazione che l’area di Santa Clementina rientra da tempo nella perimetrazione di centro urbano, la cui inclusione non ha giammai indotto miglioramenti nella qualità ambientale del quartiere. Basta pensare alla mancata manutenzione del verde e della viabilità, alle strade di accesso dissestate, allo svincolo tra via Latina e via Sannio Antico chiuso da tempo immemorabile, a via De Rienzo perennemente allagata e alla stessa via Antico Sannio impraticabile alle prime piogge, per non discorrere circa la pericolosità del transito notturno di via S. Clementina.

Non ci sembra che aggiungendo l’insediamento dell’impianto di depurazione, si possa migliorare la qualità ambientale e quindi la vivibilità dell’area. Non sembrano nemmeno condivisibili né la motivazione che tale scelta consentirebbe il risanamento di un tratto di fiume né che l’area è deputata a recepire gli scarichi di un’intera città solo perché alla quota più bassa. Ma se è vero che il depuratore è una questione di opportunità tecnica oltre che squisitamente giudiziaria non è opportuno velocizzare ogni decisione. Nella fattispecie quella adottata ci sembra la più comoda ma anche la più pericolosa e rischiosa. Infatti proprio perché l’attuale amministrazione è coinvolta in un procedimento per inquinamento ambientale, a onor del vero senza reali colpe, buon senso e cautela consiglierebbero una soluzione tecnologica alternativa. Quella adottata risulta onerosa e fallimentare. Inoltre per allontanarsi dai giacimenti archeologici della via Appia dovrebbe essere individuata un’area prossima alla tangenziale. Questa scelta costituisce una fonte sicura di ulteriori ipotesi di reato per violazione di norme urbanistiche.

Non vorremmo che tutta questa problematica debba interessare la magistratura beneventana non appena qualsiasi atto amministrativo sia adottato dall’Amministrazione Comunale congiuntamente ad altri enti competenti che saranno convocati in conferenza di servizi. Difatti l’impianto di Santa Clementina ricade in un’area con vincolo archeologico ed è compresa nel corridoio ecologico principale del fiume Sabato, in cui sono consentiti solo i ripristini architettonici di manufatti di comprovata preesistenza, ed assolutamente incompatibile con impianti a cosi alto impatto ambientale per il trattamento di acque fognarie. E’ noto che già in precedenza l’area era stata interdetta all’edificazione su parere della Sovrintendenza Archeologica. Solo recentemente il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di finanziare un programma di indagini, studio e successiva campagna di scavi proprio nell’area che dovrebbe ospitare l’impianto di depurazione. Questo programma dovrebbe consentire di portare alla luce il vecchio tracciato dell’Appia Antica nel suo percorso di accesso alla città. Sempre secondo gli studi della Sovrintendenza l’area dove sono state già rinvenute necropoli, iscrizioni, tracce di fondazioni dell’antico monastero di San Pietro dovrebbe ospitare un grande parco archeologico, viatico per il riconoscimento Unesco di una vasta area che comprenderà il Ponte Leproso, l’Anfiteatro e il Teatro romano.

E’ altrettanto noto che le aree incluse nei corridoi ecologici ai sensi dell’art. 38 delle NTA del PUC sono inedificabili e finalizzate esclusivamente alla ricostituzione degli ecosistemi fluviali. Le stesse aree, inoltre, sono incluse, ai sensi dell’art. 52 delle NTA del PUC nel parco agricolo fluviale che persegue la salvaguardia e l’integrità dell’ambiente naturale. Vale la pena, inoltre, di ricordare che gran parte dell’area, unitamente al poligono di tiro, appartiene al demanio del Ministero della Difesa che difficilmente consentirà la sdemanializzazione per ospitare l’impianto.

La scelta dell’area deve, infine, rispettare quanto contenuto dall’allegato 4 della Deliberazione del Comitato dei Ministri 4 febbraio 1977 che fra le altre prescrizioni raccomanda che “è prescritta una fascia di rispetto assoluto con vincolo di inedificabilità circostante l'area destinata allo impianto di almeno 100 metri”. Questa prescrizione alla luce degli edifici esistenti preclude qualsiasi intervento.

La scelta, quindi, è assolutamente improponibile ed in contrasto con le norme ambientali dello strumento urbanistico vigente e delle norme generali in materia di impianti di depurazione.

Pertanto facciamo voti affinché l’Amministrazione comunale riveda la scelta di insediare nell’area di Santa Clementina l’impianto di depurazione. Se quanto in premessa non è sufficiente a declinare verso altri siti la scelta dell’impianto, il Comitato intende informare anche il Commissario Enrico Rolle,evidentemente all'oscuro di tutto, nominato ai sensi dell’art.2 del D.L.243/2016 "Commissario Straordinario per la progettazione, l’affidamento e la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione oggetto di sentenza di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sul trattamento delle acque reflue urbane", che lo renderà responsabile del disastro ambientale che si andrebbe ad avallare con la scelta adottata il 9 gennaio c.a. Sottolinea, inoltre, che, nonostante i pieni poteri, non è vero che possa agire in violazione di norme costituzionali, o in dispregio di norme che tutelano la storia e la tradizione culturale della Repubblica Italiana.

Oltretutto la soluzione non solo andrebbe a violare la normativa ma non consentirebbe di ottimizzare al meglio le risorse finanziarie disponibili come afferma il prof. Rolle nella su citata nota. Infatti poiché i 3 depuratori, di cui 2 da 10.000 abitanti (Santa Clementina e Cimitero), un revamping da 6.500 (Ponte delle Tavole) e un quarto, in località San Angelo a Piesco dovrebbero nel totale trattare acque reflue fognarie per circa 60.000 abitanti oltre alle acque bianche da dover considerare.

Se la tecnica di progettazione nasce da un concetto di analisi e studio scientifico, necessitiamo sapere dal Prof. Rolle, esperto di chimica industriale e dai tecnici Gesesa (Acea), progettisti, come sia possibile affermare di aver cosi risolto il problema della depurazione della acque fognarie, dicendo che trattasi per giunta di “uno schema depurativo complessivo ed omogeneo”, allorquando gli interventi previsti sono dispersivi, tecnicamente sottodimensionati nel sistema complessivo e soprattutto soggetti ad una onerosa gestione che ricadrebbe a carico dei contribuenti.

Infine si chiede altresì di render conto nello studio della procedura di smaltimento dei fanghi residui della depurazione se anche l’agricoltura sannita sarà coinvolta sotto questo profilo. Sarebbe opportuno conoscere preventivamente la caratterizzazione fisico-chimica e microbiologica dei fanghi, per poter essere impiegati con efficacia in agricoltura come fertilizzanti, senza rischi per le catene alimentari e l’ambiente nell’interesse di tutti i cittadini. Il comitato ufficializza la lotta serrata contro la realizzazione di questo impianto, ma anche contro il sistema così progettato, senza nemmeno la certezza delle risorse finanziarie a copertura, ma anche in assenza di una progettazione definitiva che sia risolutiva per tutte le utenze cittadine”.

martedì 23 aprile 2019 alle 11.11









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lunedì 15 aprile 2019

SICILIA, POLVERE E RANCORE

SICILIA, POLVERE E RANCORE




01/06/2011
Un inceneritore bloccato, un cementificio in attesa dell'ok definitivo per l'uso di un certo combustibile, un piano regolatore per la tutela dell'ambiente copiato, in molte sue parti, da quello della Regione Veneto, rancori e denunce: succedeva in Sicilia nel 2007



http://www.la7.it/ambiente/video/sicilia-polvere-e-rancore-01-06-2011-77064

ANZA' SALVATORE, BELLOLAMPO, BERTOLINO, CAGGESE GIUSEPPE, CANNOVA GIANFRANCO, DIOSSINA, ISOLA DELLE FEMMINE, Italcementi, PELLERITO ALESSANDRO, PETCOKE, POLVERE E RANCORE, SANSONE VINCENZO, TOLOMEO PIETRO, TUMORI, SICILIA, POLVERE E RANCORE

L’Europa in piazza contro l’austerity. Scontri a Roma: 8 arresti e 50 fermi

L’Europa in piazza contro l’austerity. Scontri a Roma: 8 arresti e 50 fermi

CRONACA ORA PER ORA - In Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda e in altri 17 paesi è stato il giorno di mobilitazione internazionale dei sindacati e dagli attivisti contro le politiche lacrime e sangue dei governi.Nelle città italiane oltre 100 cortei. Episodi di guerriglia urbana si sono registrati nella Capitale e a Torino, Milano e Padova

Sciopero Generale - Scontri Roma
Decine di migliaia di persone hanno manifestato oggi in tutta Italia per lavoro e scuola. Episodi diguerriglia urbana si sono registrati a RomaTorinoMilano e Padova. Decine di agenti feriti, una cinquantina di manifestanti fermati nella Capitale. E’ stata Roma infatti il teatro degli episodi più gravi. Diversi i cortei in azione, tra studenti e lavoratori. Scontri molto duri sul Lungotevere tra polizia e corteo degli studenti, dopo un fitto lancio di pietre e bottiglie da parte di questi ultimi, che hanno anche divelto pali segnaletici e lanciato bombe carta. Jeep blindate hanno poi disperso i gruppi più violenti. Ma c’erano anche tanti adolescenti all’esordio in piazza, scioccati ed impauriti dagli scontri. Oltre 140 le persone identificate e più di 50 i fermati: 8 sono stati arrestati (tra questi una donna), altri 8 denunciati. A Torino tre poliziotti sono rimasti feriti. A Milano danneggiate vetrine e banche: in corso Magenta scontri tra il corteo degli studenti che ha tentato di sfondare il cordone di agenti ma è stato respinto, altri tafferugli all’interno della stazione ferroviaria di Porta Genova. Panico tra i cittadini che aspettavano i treni. Il bilancio è di 5 agenti feriti. A Padova tre poliziotti sono stati feriti da bombe carta. Diversi i momenti di tensione con la polizia che ha caricato per respingere il tentativo di alcune decine di giovani dei centri sociali di entrare nella stazione ferroviaria.
Il ministro dell’Interno Cancellieri, che ha seguito dal Viminale l’evoluzione della situazione, ha espresso in serata “la più ferma condanna per i gravi episodi di violenza” ed ha espresso, inoltre, al capo della Polizia, Antonio Manganelli, il proprio “apprezzamento per l’operato delle Forze di polizia, che hanno evitato maggiori e più gravi conseguenze per l’ordine pubblico, per la sicurezza e per l’incolumità dei cittadini”. Ma è polemica perché, al netto della condanna unanime nei confronti di chi ha provocato gli scontri, hanno parlato di degenerazioni nell’azione della polizia non solo Pd, Sel e Idv, ma anche Futuro e Libertà.
Le proteste si sono sviluppate in tutta Europa: Spagna, Grecia, Irlanda, Portogallo. E’ stato il giorno di mobilitazione internazionale dei sindacati e dagli attivisti dei Paesi cosiddetti Piigs contro le politiche di austerity del governi e le scelte dei grandi d’Europa. Manifestazioni convocate da una quarantina di gruppi in 23 Paesi diversi, ma sono trainate soprattutto dalle organizzazioni sindacali dei Paesi iberici. I lavoratori di Spagna e Portogallo sono impegnati nel primo sciopero coordinato della penisola, che ha interrotto i trasporti, messo a terra centinaia di voli, chiuso le scuole. Il bilancio in Spagna, al momento, è di 74 feriti e 118 fermi. A Lisbona ci sono 5 feriti.
L’EUROPA IN PIAZZA: CRONACA ORA PER ORA
21,07 – Il ministro Cancellieri: “Ferma condanna per le violenze”
Il ministro dell’Interno, AnnamariaCancellieri, ha espresso “la più ferma condanna” per i gravi episodi di violenza verificatisi oggi in varie città. Ha, inoltre, espresso “apprezzamento per l’operato delle Forze di polizia”. Lo riferisce il Viminale. Il ministro – si legge nella nota delViminale – “ha espresso la più ferma condanna per i gravi episodi di violenza verificatisi in occasione delle numerose manifestazioni svoltesi sul territorio nazionale e ha manifestato vicinanza e solidarietà agli operatori di polizia rimasti feriti nel corso degli incidenti”. “Il ministro Cancellieri – prosegue la nota – ha espresso, inoltre, al capo della Polizia, Antonio Manganelli, il proprio apprezzamento per l’operato delle Forze di polizia che oggi hanno evitato maggiori e più gravi conseguenze per l’ordine pubblico, per la sicurezza e per l’incolumità dei cittadini”.


21,04 – Spagna, scontri con la polizia 74 feriti e 118 fermi
Almeno 118 fermi e 74 feriti, deiquali 43 agenti, negli incidenti registrati in Spagna nella giornata di sciopero nazionale, secondo il bilancio tracciato nell’ultimo bollettino informativo alla direttrice generale del ministero degli interni, Cristina Diaz. La Diaz ha evidenziato che la giornata di protesta non ha segnato “gravi problemi di ordine pubblico”, nonostante “gli incidenti isolati nei centri di alcune città” e che “sono stati garantiti i servizi minimi essenziali”. Secondo i sindacati, la partecipazione allo sciopero è stata del 76%, simile a quella del precedente sciopero generale contro le politiche di austerity del governo dello scorso 29 marzo. Per la Confederazione degli industriali (Ceoe), l’adesione non ha superato il 12%.


21,02 - Roma, Barbaro (Fli): “Violenza ingiustificata dalla polizia”
Dai video che circolano in rete sulla protesta studentesca di oggi a Roma, pubblicati anche sul sito del Corriere della Sera, emerge un atteggiamento vergognoso della polizia che carica una folla fatta da giovani senza armi e a volto scoperto. Ai ragazzi e alle ragazze aggredite va la mia piena solidarietà”. Lo afferma, in una nota, il deputato di Fli, Claudio Barbaro.


“Trovo che non ci siano attenuanti rispetto a simili comportamenti e per questo – conclude – intendo immediatamente interrogare il Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, per chiedere spiegazioni su una condotta così violenta e irragionevole”.

20,35 – Spagna: al corteo anche il regista Almodovar
Anche volti noti dello spettacoloe della cultura nella manifestazione che ha sfilato attraverso il centro di Madrid, per concludere a Plaza Colon, dove stanno tenendo i discorsi di chiusura i leader dei sindacati Ugt, CcOo e Uso. In corteo, fra gli altri, il regista Pedro Almodovar, la scrittrice Almudena Grandes, l’attrice Pilar Bardem, il cantante Miguel Rios e il presentatore Boris Izaguirre. Per l’intera giornata, una ventina di attori fra i quali Alberto San Juan e Willy Toledo, hanno occupato il Teatro Espanol, nella centrale Plaza Santa Ana, per protestare contro i pesanti tagli alla cultura.


20,16 – Roma, sequestrati scudi, caschi e 3 molotov
Sono numerosi gli oggetti sequestrati dalla Polizia durante la manifestazione. Diversi scudi, tre bottiglie molotov oltre a caschi, una maschera antigas, una mazzetta ed uno scalpello. “Il materiale – spiega una nota della Questura – è stato recuperato nel corso di alcuni tafferugli avvenuti nei pressi di Via dei Pettinari, dove alcuni manifestanti utilizzando gli scudi si sono disposti con uno schieramento a ‘testugginè ed hanno forzato il cordone dei poliziotti. Altro materiale è stato sequestrato nel corso della manifestazione sul Lungotevere dove ci sono stati altri ‘contattì tra i manifestanti e le forze dell’ordine”.


20,03 – Bersani: “Rabbia e protesta sono eredità malata del berlusconismo”
“Avremo a che fare con una battaglia molto dura. Il primo grande vero competitore sarà la sfiducia, la rabbia, il distacco. Questa è l’eredità malata del berlusconismo, più grave della crisi economica in cui ci ha lasciato”. Così Pier Luigi Bersani, partecipando a un’iniziativa del Pd di Roma, considera il distacco tra la politica e la gente come un effetto del berlusconismo.


“Questa sfiducia produrrà un colossale ‘basta’ – sostiene il segretario Pd – e dovremo attrezzarci: non dovremo negare le ragioni dell’indignazione, dobbiamo riconoscere l’indignazione vera di tanti strati popolari. La spocchia non serve: dobbiamo far ragionare: la protesta da sola non risolve gli enormi problemi che il Paese ha davanti”. Per Bersani, “serve un governo, ma un governo senza cambiamento non può bastare. Dobbiamo cambiare con concretezza: dare segnali netti, radicali, ma che rassicuri un paese impaurito”.
19.56 – Lisbona, cinque feriti dopo scontri
E’ di almeno cinque feriti, di cui uno ricoverato in ospedale, il bilancio delle cariche di polizia negli scontri con i manifestanti, nella marcia di protesta contro le politiche di austerity davanti Parlamento di Lisbona. Ne danno notizia fonti di polizia citate dall’agenzia Lusa. La polizia ha caricato i partecipanti alla protesta, circa tremila persone, col lancio di gas lacrimogeni e manganellate, per impedire l’assedio al Palazzo di Sao Bento, la sede dell’Asemblea della Repubblica. 


19,55 – Vendola: “Sconcerto per botte senza ragione”
“Da uomo delle istituzioni provo sconcerto di fronte alle immagini di ragazzi inermi picchiati senza ragione. Un governo che ha cuore i propri cittadini deve tutelare e permettere sempre la libera manifestazione del pensiero, persino del dissenso. Per questo occorre una norma che stabilisca l’obbligo di portare un numero di identificazione per le forze dell’ordine”. Lo scrive su Facebook il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.


19.31 – Lisbona, polizia carica i manifestanti
La polizia portoghese ha caricato in assetto anti sommossa le migliaia di manifestanti riuniti davanti al Parlamento lusitano per protestare contro le misure di austerity, tra gli altri Paesi, in Italia, Spagna e Grecia, organizzata dalla Confederazione europa dei sindacati.


19,23 – Casini: “Alle forze dell’ordine tutta la mia solidarietà”
“Le forze dell’ordine che oggi sono in piazza hanno tutta la mia solidarietà”. Lo scrive, su Twitter, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.


19.17 – Berlino, in 250 alla porta di Brandeburgo

Le proteste contro il rigore non sono state molto sentite in Germania. Tuttavia, senza raggiungere i grandi numeri registrati altrove, la gente è scesa in strada in diverse città tedesche. Davanti alla Porta di Brandeburgo si sono adunate circa 250 persone, con slogan di solidarietà per i Paesi del Sud Europa. E manifestazioni pacifiche si sono registrate anche a Dresda e Francoforte sul Meno. La giornata della indignazione europea contro la austerity è stata infatti sostenuta anche dai sindacati tedeschi, con una presa di posizione forte di Michel Sommer, presidente della Federazione dei sindacati tedeschi DGB, che ha messo in guardia da “politiche di risparmio che stanno mettendo in ginocchio le economie di paesi come Grecia, Portogallo e Spagna”.  

19,10 – Di Pietro: “Guerra tra giovani e forze dell’ordine è tra poveri”
“Oggi c’è stata la guerra tra poveri. Da una parte i giovani che non hanno futuro, dall’altra i lavoratori con la divisa che non arrivano alla fine del mese. Sono gravi gli episodi di violenza che si sono verificati alle manifestazioni. Il governo risolva i problemi dei cittadini, attanagliati dalla crisi economica, piuttosto che mandare la polizia a caricare”. Lo dice il leader dell’Idv Antonio Di Pietro.


19,08 – Puppato (Pd): “Solidarietà alle forze dell’ordine, ma noi siamo con i giovani”
“Solidarietà alle forze dell’ordinema siamo in piazza con i giovani perché una marea nera li sta sommergendo” : Laura Puppato, candidata alle primarie del centrosinistra in un incontro pubblico a Roma, parla di “un paese ingiusto anche per i giovani che non si rassegnano ad uscire da un paese che li sta, di fatto, espellendo”.


19,05 – Fiano (Pd): “Dalle forze dell’ordine un uso sproporzionato della forza”
“Siamo contro ogni forma di violenza. A maggior ragione quando oscura il senso della protesta di migliaia di studenti, insegnanti e lavoratori, che pacificamente manifestavano oggi contro la situazione in cui versano nel nostro Paese la scuola, l’università e la ricerca. Condanniamo pertanto le azioni di quelle minoranze violente che all’interno di questi cortei hanno come unico obiettivo l’attacco contro le sedi istituzionali e lo scontro fisico con le forze dell’ordine. Rimaniamo colpiti dalle immagini che mostrano scene deprecabili di uso sproporzionato della forza da parte dei tutori dell’ordine”. Lo dice il responsabile sicurezza del pd Emanuele Fiano.


18.43 – Sap: “Scioperi strumentalizzati da professionisti del disordine”
“Da Torino a Roma, da Milano a Padova oggi è stata una mattanza di poliziotti e carabinieri feriti, di operatori in divisa che hanno rischiato il linciaggio, di personale che è stato portato in ospedale dopo aver subito attacchi con bombe carta”. Lo afferma il segretario nazionale del Sap Nicola Tanzi sottolineando che “purtroppo le legittime manifestazioni di dissenso di cittadini, lavoratori e studenti vengono sempre più spesso strumentalizzate dai professionisti del disordine, dagli antagonisti ai centri sociali, dagli autonomi all’ala violenta dei No Tav. 


18.31 – Torino, meno gravi di quanto ipotizzato condizioni poliziotto ferito
Sono migliori di quanto era stato ipotizzato in un primo momento le condizioni del poliziotto ferito dagli autonomi davanti alla sede della Provincia di Torino. L’assistente, in servizio presso il commissariato torinese di Barriera Nizza, ha riportato diverse ferite al volto e a un braccio, ma nessuna desta preoccupazione nei medici dell’ospedale Mauriziano, dove è stato medicato. A salvarlo dalla furia degli aggressori è stato il cosiddetto ubot, il casco in dotazione alle forze dell’ordine, spaccato a colpi di bastone e mazza da baseball.


18.29 – Roma, il prefetto: “Cinquanta fermi”
“Una giornata difficile per Roma che avrebbe potuto essere ancora più dura senza l’impegno delle forze dell’ordine”. Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, dopo aver espresso “apprezzamento per la professionalità degli operatori delle forze dell’ordine e per il lavoro del questore”, traccia un bilancio degli scontri. “Sono state oltre 50 le persone fermate, sono stati sequestrati petardi, martelli, mazze, scudi e caschi, a dimostrazione del fatto – dice Pecoraro – che c’era chi voleva esclusivamente dimostrare con violenza il proprio dissenso”. “Certamente – aggiunge – oggi c’è stato il disagio di alcuni cittadini, ma sarebbe stato ancora maggiore il disagio di tutti domani ove vi fossero stati scontri con quegli studenti che hanno più volte affrontato travisati le forze dell’ordine”. “Ho piena fiducia nell’autorità giudiziaria – conclude Pecoraro – perché questi comportamenti, ove provati, siano sanzionati severamente”.


18,21 – Cicchitto: “Solidarietà alle forze dell’ordine”
“Oggi alcuni cortei a Roma sono degenerati in veri e propri scenari di guerriglia urbana, trasformandosi in boomerang rispetto alle rivendicazioni anche legittime dei manifestanti. Agli agenti vittime della violenza di alcuni gruppetti di estremisti, a tutte le forze dell’ordine impegnate nel durissimo e delicatissimo lavoro di mantenere l’ordine pubblico in condizioni di difficoltà oggettiva va la nostra solidarietà”. Lo dice il capogruppo del pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.


18.15 – Roma, tre arresti e 14 fermati dopo scontri

Tre arresti dopo gli scontri a Roma, due eseguiti dalla Digos e uno dai carabinieri. Tra questi un operaio di 39 anni arrestato dai militari sul Lungotevere dei Tebaldi. E’ accusato di resistenza a pubblico ufficiale. I fermati sono per ora 14.

18.10 – Roma, trovato zaino con “armi”
Alcuni manifestanti avevano progettato la guerriglia nascondendo ‘armi’. In una fioriera in via Portico d’Ottavia, nel ghetto di Roma, i carabinieri hanno trovato uno zaino nero con oggetti che sarebbero stati utilizzate per gli scontri: tre manici di piccone lunghi 50 centimetri, due martelli da carpentiere, una maschera anti-gas, sette torce, sei fuochi d’artificio. 


17.52 – Padova: tre agenti feriti, polizia carica no global. Identificazioni in corso
Tre agenti feriti, un manifestante denunciato, ed un’altra trentina di dimostranti che saranno segnalati alla magistratura. Questo il bilancio degli scontri verificatisi stamane a Padova in occasione della giornata di sciopero che ha visto sfilare studenti, lavoratori e appartenenti all’area no global. Diversi i momenti di tensione, con la polizia costretta ad alcune cariche di alleggerimento per il tentativo di alcune decine di giovani dei centri sociali di entrare nella stazione ferroviaria. Uno dei tre agenti feriti è già stato dimesso; gli altri due sono sotto osservazione. Uno di questi ha riportato ferite ad una gamba provocate dallo scoppio di una bomba-carta. 


17.31 – Roma: 144 identificati e 16 feriti tra le forze dell’ordine
Sono 144 gli identificati e 16 i feriti tra le forze dell’ordine. Questo il primo bilancio degli scontri a Roma. Sono finora 18 le persone, tra le quali una donna ed un minorenne, identificate da polizia e carabinieri dopo gli scontri sul Lungotevere; al vaglio anche la posizione di 126 persone identificate sul ponte Sublicio nei pressi di porto di Ripa Grande dove sono stati sequestrati vari caschi e scudi. I feriti sono dieci poliziotti, cinque carabinieri ed un funzionario di polizia. 


17.25 – Atene, 10 mila in piazza senza incidenti

Sono stati quasi 10.000 i greci che oggi hanno risposto all’appello lanciato dalle due maggiori centrali sindacali elleniche – l’Adedy e la Gsee – a partecipare all’astensione dal lavoro e ad una manifestazione del centro di Atene nell’ambito della giornata paneuropea di protesta indetta dalla Confederazione europea dei Sindacati contro la politica di austerità in Europa. I manifestanti si sono radunati nella centralissima piazza Klafthmonos ad Atene e da lì hanno marciato pacificamente in direzione del Parlamento. Quindi una rappresentanza della Gsee e dell’Adedy ha consegnato una nota di protesta nella vicina sede della Commissione europea. Lo slogan della manifestazione – scritto sugli striscioni e scandito dai dimostranti – è stato “Basta con l’austerity, sviluppo adesso”. Non si sono registrati incidenti.

16.52 – Pisa: occupata mensa, distribuiti pasti gratis
Le organizzazioni studentesche di sinistra hanno occupato oggi la mensa universitaria di Pisa distribuendo gratuitamente decine di pasti. Lo riferisce la formazione ‘Studenti per le liberta”, criticando l’azione perché le “occupazione sono atti di violenza: in nome del diritto al dissenso e alla protesta, vengono calpestate le libertà individuali di molti studenti ai quali viene impedito di usufruire degli spazi ad essi destinati, siano questi aule, biblioteche, mense od uffici per servizi”. “L’occupazione della mensa – prosegue la nota degli studenti vicini al Pdl – non ha solo provocato l’interruzione di un fondamentale servizio offerto dall’ateneo, ma ha causato gravi perdite economiche con la distribuzione gratuita e incontrollata dei pasti”. 


16.37 – Lisbona, sindacati: “Giornata di lutto”
Astensione dal lavoro, seppure diseguale, in quello che i sindacati hanno ribattezzato “giornata di lutto europea” pochi giorni dopo la visita della cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo sciopero si è fatto sentire soprattutto nel settore dei trasporti, dove l’astensione è stata fra il 60% e il 100% nelle città di Oporto, Lisbona, Coimbra e Braga. Il responsabile dei rapporti internazionali del CGTP, Augusto Praa, ha sostenuto che “lo sciopero pone manifesto, ancora una volta, che le politiche europee, il cui volto è rappresentato dalla Merkel, non sono la soluzione. Si può pagare solo se c’è crescita economica. Qualunque politica che non cerchi la coesione sociale condanna alla miseria ai paesi che hanno fatto ricorso al salvataggio”.


16.26 – Francia, manifestazioni in 130 città
Diverse migliaia di lavoratori francesi sono scesi in piazza oggi per un’“azione forte” contro le politiche di austerità in Europa, invitando i capi di stato ad “ascoltare” la protesta. In 130 città francesi, i sindacati hanno organizzato cortei “per l’occupazione, la solidarietà in Europa e contro l’austerità”. Il leader del sindacato Cgt, Bernard Thibault, in piazza a Parigi, ha sottolineato che “le politiche di austerità ci sono in Europa e in Francia. Quando ci sono salari bloccati, annunci di aumenti di tasse e tagli alla spesa pubblica, c’è una politica di austerità”.


16.17 – Bologna: sfilano in 10 mila. Occupata sede Cisl, uova contro banche
Più’ di 10.000 persone sono scese in piazza a Bologna in quattro diversi cortei che hanno paralizzato per tutta la mattinata autobus e traffico privato. A manifestare studenti, collettivi, lavoratori di Cgil e Fiom, docenti precari e i Cobas. Il corteo dei collettivi, nel quale sono confluiti anche gli studenti medi, non aveva un percorso preciso ed è quello che ha portato avanti i blitzcontro la sede della direzione regionale del lavoro e la Cisl. Durante il corteo sono state lanciate uova contro le sedi della banche. 


16.06 – Bari: studenti bloccati verso imbarco Grecia
In migliaia hanno percorso le strade principali del centro della città, per poi percorrere la ‘muraglia’ e raggiungere il porto verso l’imbarco per la Grecia: con questo gesto simbolico a Bari i partecipanti alla giornata di mobilitazione indetta contro le politiche di austerity hanno voluto sottolineare la ‘connessione con le lotte’ in corso in tutti i Paesi che stanno soffrendo le conseguenze della crisi e ricordare che “la crisi più nera è a pochi km da qui oltre il mare”. Al porto le forze di polizia hanno bloccato i manifestanti che sono tornati in città e concluso la giornata con un’assemblea.


15.50 – Roma: corteo pacifico arrivato a Montecitorio

 

15.49 – Roma: perquisiti manifestanti anche minorenni
Sono in corso perquisizioni di decined i manifestanti bloccati dalle forze dell’ordine sul ponte del controviale nel porto di Riva Grande, dove si sono concluse le scene di guerriglia durante il corteo degli studenti a Roma. I manifestanti, che vengono identificati e perquisiti uno ad uno dagli agenti prima di essere rilasciati, accennano cori come “tutti liberi”. Tra le decine di manifestanti fermati ci sono diversi minorenni. 


15.38 – Merkel: “Dobbiamo spiegarci con i sindacati”
Angela Merkel interviene sugli scioperi in corso in gran parte dei paesi europei contro le misure di austerità sottolineando l’importanza di cercare di convincere i sindacati della necesità di queste misure. “Dobbiamo fare ciò che è necessario, sbloccare il mercato del lavoro, dare maggiori opportunità di impiego alle persone, creare più flessibilità in alcuni settori e soprattutto offrire di più ai giovani. Questo dobbiamo far capire ai sindacati continuando a parlare con loro”.  


15.35 – Roma: scontri vicino a sinagoga


15.30 – Merkel: “Ciò che è necessario va fatto lo stesso”
”Il diritto allo sciopero è un grande diritto delle democrazie e questo è scontato. Ma ciò che è necessario va fatto lo stesso”. Lo ha detto Angela Merkel a Berlino, rispondendo a chi chiedeva se le proteste coordinate in diverse città europee oggi ammorbidiranno le politiche del rigore. Gli ostacoli nel mercato del lavoro “incrostato” vanno rimossi, e “vanno date nuove chance ai giovani attraverso una flessibilizzazione”, ha continuato Merkel. “Questo lo diremo chiaramente ai nostri sindacati”, ha concluso. 


15.20 – Roma: studenti perquisiti e identificati
Li hanno bloccati sul viale rialzato del porto di Ripa Grande, vicino a Porta Portese a Roma, e ora per molti studenti è scattato il momento delle perquisizioni e dell’identificazione. Un gruppo composto da alcune centinaia di manifestanti, scesi oggi in piazza per lo sciopero generale europeo, dopo gli scontri con la polizia sul lungotevere, sono stati ‘chiusi’ dalle forze dell’ordine. A ciascuno di loro gli agenti stanno chiedendo i documenti di identità perquisendoli e identificandoli anche con l’ausilio delle telecamere. Il lungotevere è ancora chiuso fino a ponte Sublicio e presidiato dai blindati della polizia.


15.00 – Genova: manifestanti bloccano varchi portuali
Accessi ai varchi portuali bloccati a Genova-Sampierdarena. Alcune centinaia di manifestanti che avevano preso parte al corteo di studenti, lavoratori precari e militanti dei centri sociali, dopo avere percorso la sopraelevata, mettendo in crisi il traffico del centro cittadino, si sono uniti a un gruppo di lavoratori che bloccava gli accessi al varco di San Benigno e ponte Etiopia. Una lunga fila di tir si è formata in lungomare Canepa.


14.51 – Roma: decine di manifestanti fermati
Almeno una sessantina di manifestanti sono stati bloccati dalle forze dell’ordine dopo gli scontri a Roma. Molti i manifestanti che si sono ritirati verso Porta Portese dopo essere stati dispersi dall’avanzata dei blindati. 




14.47 – Genova: libera la Sopraelevata, bloccato il terminal traghetti
E’ tornato alla normalità il traffico sulla strada Sopralevata di Genova, una delle principali arterie cittadine, bloccata da un corteo degli studenti in occasione dello sciopero europeo. E’ invece ancora bloccato il terminal traghetti. 


14.42 – Milano: scontri tra studenti e forze dell’ordine: dieci agenti contusi
Scontri con le forze dell’ordine, gravi problemi per il traffico a Milano per le manifestazioni di Cgil, studenti e lavoratori del San Raffaele. Nel corso del corteo degli studenti danneggiamenti a banche, una sede Enel e lancio di sassi, bottiglie e fumogeni nella stazione di Porta Genova dove ci sono stati momenti di caos coi passeggeri coinvolti negli scontri. Una decina gli agenti contusi. Nessun problema, invece, negli altri due cortei. 


14.34 – Palermo: studenti e operai occupano binari stazione
Un gruppo di studenti e di operai della Gesip ha occupato i binari della stazione centrale a Palermo per poco meno di un’ora. I manifestanti si sono diretti alla stazione dopo il corteo organizzato in occasione della giornata di mobilitazione indetta dalla Ces, la Confederazione europea dei sindacati. 


14.32 – Roma: polizia avanza con lacrimogeni e blindati. Bombe carta contro agenti
A Roma le forze dell’ordine avanzano con alcuni blindati mentre i manifestanti arretrano verso la Sinagoga. E’ guerriglia sul Lungotevere a Roma: i manifestanti vengono contenuti dalle forze dell’ordine anche con i lacrimogeni che però vengono rilanciati assieme a numerose bombe carta. I manifestanti lanciano e ogni sorta di oggetti contro la polizia: oltre alle bombe carta, volano tavolini e vasi di fiori. Sulla carreggiata gli studenti hanno anche rovesciato uno scooter, alcuni pali sono stati divelti così come altri strumenti di segnaletica e procedono tra le auto in fila sulla strada. In testa al corteo ci sono giovani con cappucci, sciarpe sul volto e caschi.


14.25 – Torino: polizia ferma due manifestanti
Due manifestanti sono stati fermati dalla polizia, a Torino. Facevano parte del gruppo che hanno abbandonato il corteo organizzato dai Cobas per introdursi nel cantiere del grattacielo dell’istituto San Paolo, dove hanno causato diversi danni. 


14.22 – Bruxelles: proteste davanti alle ambasciate e Consiglio Ue

Diverse centinaia di manifestanti, guidati da delegazioni sindacali, si sono riuniti per protestare contro le misure di austerità davanti alle ambasciate a Bruxelles di Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda e Cipro, per spostarsi successivamente davanti a quella della Germania, contro cui sono state lanciate diverse uova. I manifestanti – un migliaio secondo i sindacati belgi – armati di fischietti, pentole, bandiere e striscioni anti-austerità in diverse lingue, si sono poi ritrovati davanti alle sedi di Commissione e Consiglio Ue, dove tutte le sigle sindacali del paese si sono riunite, insieme a gruppi di persone di origine spagnola e portoghese. 

14.17 – Roma: scontri sul Lungotevere. Polizia carica, fermati tre studenti
Scontri sul Lungotevere tra forze dell’ordine e il corteo degli studenti. Un fitto lancio di pietre, bombe carta e bottiglie ha preceduto gli scontri. La polizia ha caricato gli studenti e ha fermato ragazzi con il volto coperto dal casco e li ha caricati su un cellulare. I manifestanti prima di essere caricati si erano chiusi a “testuggine” con i scudi di gommapiuma e i caschi. Poi il lancio di oggetti e la carica. Per disperdere il corteo lanciati anche lacrimogeni. Divelti molti piccoli cassonetti di ghisa usati contro le forze dell’ordine. Gli agenti in tenuta antisommossa li hanno caricati con i manganelli sul lungotevere all’altezza di Ponte Sisto, fermando e trascinando via alcuni dei ragazzi che erano alla testa del corteo con caschi e scudi di gommapiuma. Alcuni manifestanti sono feriti in volto e la polizia continua ad avanzare con l’ausilio dei blindati e sparando lacrimogeni.

14.11 – Milano: petardi contro la sede di Assolombarda
Una serie di grossi petardi sono stati fatti esplodere vicino alla sede di Assolombarda, in centro a Milano, da un gruppo di manifestanti che stavano partecipando alla Giornata di mobilitazione europea. Secondo quanto riferito da alcuni cittadini, non ci sono stati danni a strutture. La polizia continua a presidiare la zona. 


14.04 – Torino: tre i poliziotti feriti
Ci sono anche altri due poliziotti feriti dagli autonomi a Torino. Si tratta di due agenti del reparto mobile di Bologna, medicati per alcune contusioni causate dal lanci di pietre. Più grave il poliziotto aggredito di fronte ai nuovi uffici della Provincia di Torino, in corso Inghilterra. Ha riportato ferite al volto e a un braccio. Assistente al commissariato torinese di Barriera Nizza, l’uomo è arrivato all’ospedale Mauriziano cosciente.  


14.04 – Pomigliano: conclusa la manifestazione della Fiom 
Si è conclusa la manifestazione organizzata dalla Fiom a Pomigliano d’Arco (Napoli), che ha visto la presenza, secondo gli organizzatori, di oltre 7mila persone provenienti da stabilimenti di tutta la Campania, oltre che degli studenti e di personalità politiche del centrosinistra. In una nota “Fabbrica Italia Pomigliano respinge categoricamente l’ingiuriosa accusa rivoltale oggi dal segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, secondo la quale sarebbero state esercitate pressioni sui dipendenti per impedire loro di scioperare. Tale affermazione è falsa e pertanto la società ha dato mandato ai propri legali di provvedere a quanto necessario per tutelarla contro ogni forma di diffamazione”.


14.00 – Madrid: polizia spara proiettili di gomma. In Spagna 70 arresti
La polizia ha sparato proiettili di gomma e usato manganelli per disperdere centinaia di manifestanti a piazza Cibeles, nel centro di Madrid. Fino ad ora sono stati 70 gli arresti registrati in tutta la Spagna nelle proteste organizzate in occasione dello sciopero europeo contro l’austerity.


13.56 – Milano: corteo sciolto, cinque contusi
La manifestazione degli studenti milanesi si è sciolta poco dopo le 13,30 nel piazzale della stazione di Porta Genova, dove i ragazzi si erano riuniti in assemblea dopo gli scontri che li avevano visti protagonisti con le forze dell’ordine nell’atrio dello scalo ferroviario. Proprio durante il confronto sono rimasti contusi quattro carabinieri e un funzionario di polizia. 


13.54 – Napoli: terminata l’occupazione dei binari
Gli studenti che avevano occupato i binari della Stazione centrale di Napoli, provocando il blocco della circolazione dei treni, hanno terminato la loro protesta. 


13.52 – Pisa: terminata l’occupazione della Torre
Occupazione finita dopo circa un’ora per i manifestanti che avevano invaso la Torre pendente di Pisa, dove hanno calato uno striscione contro la crisi. Il corteo poi si è rimesso in marcia diretto nuovamente verso il centro cittadino. Il corteo si sta svolgendo comunque senza incidenti. 


13.42 – Padova: le condizioni dei due agenti feriti

Sono due i poliziotti feriti oggi nel corso degli scontri a Padova, uno in modo più serio. Entrambi si trovano ancora al pronto soccorso. Il primo agente ha una gamba lacerata da una bomba-carta che ha oltrepassato la tuta di servizio, l’altro ha avuto un mancamento in seguito allo scoppio di un’analogo ordigno rudimentale. Non è stata ancora emessa la prognosi medica.

13.21 – Bruxelles: Nobel Austerity a commissione Ue

Una delegazione dei principali sindacati belgi guidata dal segretario generale della confederazione europea dei sindacati, Bernadette Segol, ha consegnato un simbolico ‘premio Nobel per l’austerity’ alla Commissione europea. La delegazione è stata ricevuta all’ingresso della sede dell’esecutivo di Bruxelles dal Commissario per occupazione gli affari sociali, Laszlo Andor. Assieme al simbolico premio, un boomerang con la scritta ‘L’austerità vi ritornerà in faccia!’.  

13.26 – Torino: occupata ex sede commissariata

La manifestazione degli autonomi a Torino si è conclusa pochi minuti fa in corso Parini, dove è stata occupata la sede dell’ex commissariato Dora Vanchiglia, ora dismessa.

13.19 – Padova: due agenti feriti da bomba carta

Momenti di tensione stamane a Padova, davanti alla stazione ferroviaria. Un gruppo di giovani dei centri sociali si è staccato dal corteo e, imbrattando le vetrine di diversi negozi, si è diretto verso la stazione, forse per occupare i binari, come già avvenuto in passato. Le forze dell’ordine, nel frattempo, avevano disposto un cordone di sicurezza per impedire l’accesso in stazione. A quel punto, i no global hanno cominciato a lanciare sassi verso le forze dell’ordine, che hanno così fatto partire una carica di alleggerimento. Dopo la carica, due manifestanti sono stati fermati, mentre due agenti sono rimasti feriti durante gli scontri.

13.15 – Genova: occupata la sopraelevata

Bloccata a Genova la sopraelevata dagli studenti scesi in piazza a manifestare contro i tagli alla scuola e la precarietà in occasione dello sciopero europeo. Il corteo di studenti, lavoratori precari e militanti dei centri sociali ha raggiunto la fiera, dove è in corso ABCD, il Salone italiano dell’educazione, poi ha imboccato la Soprelevata, che è stata chiusa al traffico in entrambi i sensi di marcia, diretto in lungomare Canepa, a Sampierdarena. Una delegazione di sindacalisti e insegnati aderenti ai Cobas entrata nel quartiere fieristico, dove si inaugurava il Salone per distribuire volantini.

13.06 – Roma: corteo verso piazza Montecitorio

Mentre una minoranza di manifestanti sta protestando sotto Palazzo Chigi, la gran massa del corteo della scuola, che originariamente doveva fermarsi a piazza Venezia, ora si sta dirigendo verso via del Teatro Marcello per raggiungere Piazza della Bocca della Verità, in cerca di un varco per raggiungere il centro politico della capitale e Piazza Montecitorio. Le migliaia di manifestanti sono al momento fronteggiate dai mezzi delle forze dell’ordine, che proseguono in direzione del corteo. Al momento non ci sono episodi di tensione. La questura di Roma ha chiuso l’accesso alle strade che portano alle sedi istituzionali nel centro storico della capitale per impedire il passaggio dei cortei.

13.04 – Torino: occupato palazzo della Provincia

Un gruppo di oltre cento persone mascherate e armate di bastoni e fumogeni ha fatto irruzione al piano nobile di Palazzo Cisterna, sede della Provincia di Torino e ha distrutto alcuni arredi. Gli autonomi hanno occupato per diversi minuti i balconi che affacciano su via Maria Vittoria. Lo afferma in una nota la Provincia. 

12.58 – Napoli: occupata stazione centrale

Circa 300 studenti a Napoli hanno occupato la stazione centrale, entrando nell’atrio e percorrendo a piedi avanti e indietro pensiline e binari. Esplosi anche petardi e accesi fumogeni rossi. “Occupiamo la citta’” e’ il loro slogan insieme a “Non toccateci il futuro”. La circolazione dei treni – si apprende da fonti di Trenitalia – è bloccata. Non vi sono invece problemi nella vicina stazione di Napoli-Piazza Garibaldi.

12.53 – Milano: scontri dentro la stazione Porta Genova

Di nuovo scontri tra studenti e forze dell’ordine (5 gli agenti feriti nei disordini in corso Magenta), questa volta all’interno della stazione ferroviaria Porta Genova di Milano. I ragazzi, una volta entrati nella stazione, si sono scontrati con un cordone di carabinieri in tenuta antisommossa. Fitto il lancio di sampietrini, sassi, bottiglie di vetro e fumogeni contro le forze dell’ordine nell’androne della stazione. Momenti di panico per alcuni cittadini che si sono ritrovati nel mezzo degli scontri. Fuggi fuggi generale anche dei viaggiatori presenti dopo l’avvio dei colpi, del fitto lancio di sassi e bottiglie e di fumogeni che hanno immediatamente reso difficoltoso respirare all’interno dell’androne. Con difficoltà i militari sono riusciti ad allontanare il gruppo di ragazzi fino a farli uscire dallo scalo ferroviario dove si sono radunati qualche centinaio di ragazzi. 

12.46 – Torino: poliziotto ferito da autonomi

Un poliziotto è stato gravemente ferito dagli autonomi davanti alla sede della Provincia di corso Inghilterra a Torino. E’ stato accerchiato da una ventina di giovani, armati di bastoni e mazze da baseball, che lo hanno colpito alla testa spaccandogli il casco e a un braccio. Il poliziotto è stato portato all’ospedale Mauriziano. 

12.40 – Camusso: “Con Monti un anno di disastri e non risposte”

L’anno di Mario Monti a Palazzo Chigi è stato “un anno di disastri e di non risposte al mondo del lavoro”. Lo ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso durante il comizio di Terni in occasione della giornata europea di protesta contro l’austerita’. Il Governo, ha aggiunto il segretario generale della Cgil, “toglie fiducia e speranza ai giovani. E non ci venga a raccontare che c’e’ luce infondo al tunnel” perche’ “nei mesi che abbiamo di fornitore aumenteranno i problemi e la disoccupazione”.  

12.36 – A Roma corteo unito: le immagini



12.21 – Torino: uova e petardi contro ufficio scolastico

La protesta degli studenti autonomi è proseguita davanti all’Ufficio Scolastico regionale, dove alcuni manifestanti hanno lanciato uova, petardi e fumogeni contro porte e finestre chiuse. Il corteo sta per raggiungere piazza Castello dove è in corso la manifestazione della Cgil.

12.09 – Padova: scontri tra forze dell’ordine e no global

Momenti di tensione con la polizia, con cariche di alleggerimento, per il tentativo di alcune decine di No Global di entrare nella stazione ferroviaria di Padova, probabilmente per occupare i binari. Un più nutrito gruppo di esponenti dei centri sociali si era staccato all’altezza di via Matteotti dalla manifestazione di adesione alla protesta europea contro la crisi indetta dalla Cgil e, imbrattando al passaggio le vetrine di diversi negozi, si era diretto verso la stazione. Le forze dell’ordine, nel frattempo, avevano disposto un cordone di sicurezza per impedire l’accesso ai binari. Dal gruppo si è a sua volta staccato un nucleo di una sessantina di manifestanti che ha cominciato a lanciare sassi e altri oggetti, facendo scattare una carica di alleggerimento. Numerose le persone identificate in vista di successive denunce.

12.08 – Roma: le immagini degli scontri


12.02 – Firenze: uova e vernice contro Bankitalia

Uova piene di vernice contro la sede di Bankitalia a Firenze sono state lanciate al passaggio del corteo di Cobas e di studenti questa mattina. Il corteo ora è arrivato alla sua destinazione finale di piazza Annigoni e, al momento, non si registrano altre tensioni. Mentre il corteo sfilava sono stati lanciati anche alcuni petardi. Lasciate poi alcune scritte sui muri dei palazzi. In uno stabile, vicino a Bankitalia, c’è scritto “No al Governo delle banche e alle sue politiche”, e anche “la cultura non si vende”. Oltre 3.000, secondo gli organizzatori, i manifestanti.

12.01 – Madrid: 64 arresti e 34 feriti

Esplode la protesta europea in Spagna dove, da stamane, secondo quanto riporta El Pais, sono 62 le persone arrestate e circa 34 quelle ferite tra cui 18 poliziotti. La polizia ha iniziato a caricare gli studenti in protesta nella Gran Via cercando di disperderli, fanno sapere alcuni testimoni. Bloccati tutti i trasporti: metro e autobus garantiscono il funzionamento al 30-40%, mentre per i voli si prevede la cancellazione di 700 rotte in giornata. La protesta e’ il secondo sciopero generale che affronta l’esecutivo di Mariano Rajoy, nato nel dicembre sorso, e il nono da quando il Paese si è riaperto alla democrazia.

12.00 – Napoli: bloccata via Marina

Studenti a Napoli hanno bloccato una delle strade principali del centro. Un gruppo di partecipanti al corteo organizzato dagli istituti superiori si è staccato e ha occupato la carreggiata centrale di via Marina, all’altezza del varco Immacolatella, rimanendo in parte fermi al centro della via con le bracci allargate, in parte camminando su e giù tra marciapiedi opposti lentamente. Traffico in tilt.

11.54 – Bologna: blitz in sede Cisl

Un lancio di uova e poi l’invasione della sede della Cisl di Bologna. E’ il blitz del collettivo degli studenti, che sta sfilando in corteo nel capoluogo emiliano. La sede del sindacato in via Milazzo è stata occupata simbolicamente per un paio di minuti, durane i quali c’è stata anche tensione tra gli attivisti e persone all’interno degli uffici. Sono volati spintoni. Poi la manifestazione ha ripreso a percorrere le vie della città. in precedenza, con uova e vernice rossa, era stata ‘colpità una sede del Ministero del Lavoro, in viale Masini, un gesto accompagnato da slogan contro Elsa Fornero.

11.53 – Lisbona: stop trasporti, voli cancellati

Trasporti bloccati in Portogallo. La compagnia aerea Tap ha cancellato 173 voli su 360 e molti treni sono fermi dalla mezzanotte di ieri. I ferry che attraversano il fiume Tago stanno partendo a scartamento ridotto. Fermo il personale degli ospedali, in alcuni istituti anche al 90%. La manifestazione in Portogallo e’ stata indetta dal principale sindacato Cgtp che si e’ unito alla protesta europea contro i tagli alla spesa. “Si tratta di un forte segnale di malcontento e di un avvertimento alle autorita’ europee” ha detto il segretario generale del sindacato Armenio Carlos. Il Portogallo si e’ impegnato in tagli della spesa del 30% nel 2013 in cambio di un pacchetto di aiuti di Fmi e Bce pari a 78 miliardi di euro concesso nel maggio 2011.

11.48 – Brescia, tre studenti arrestati

Tre studenti sono stati arrestati dalla polizia locale questa mattina dopo che avevano incendiato alcuni copertoni in via Triumplina, a Brescia. Incendio doloso e travisamento le accuse. In segno di solidarietà, il corteo della manifestazione studentesca ha deviato il proprio percorso per dirigersi verso il comando di polizia locale. Successivamente gli studenti hanno raggiunto la stazione ferroviaria di Brescia, dove per circa mezz’ora hanno occupato alcuni binari. Si sono registrate alcune cariche da parte della polizia per tentare di allontanarli dai binari. Il corteo studentesco si è poi diretto verso il centro cittadino.

11.46 – Milano, scontri tra studenti e polizia
Uno dei 2 tronconi del corteo degli studenti che stamattina ha sfilato a Milano si è scontrato in 2 occasioni con un cordone di agenti in tenuta anti sommossa in corso Magenta, a due passi dalla rappresentanza del Parlamento europeo a Milano. I ragazzi hanno tentato di sfondare il cordone ma sono stati respinti entrambe le volte dalla polizia. Schierati in formazione a testuggine con scudi e caschi, hanno tentato due volte di sfondare il cordone di agenti che ha reagito caricandoli. Dopo il secondo tentativo di superare lo sbarramento, i ragazzi (principalmente dei collettivi universitari) sono indietreggiati, proseguendo il lancio di oggetti e petardi in direzione degli agenti. Il bilancio è di 5 agenti feriti.


11.40 – Camusso: “Austerità sta strangolando il lavoro”

”L’austerità sta strangolando il lavoro, impoverendo il Paese, non determinando un futuro” avverte la leader della Cgil, Susanna Camusso, in piazza a Terni. “Ci rivolgiamo al governo che esegue pedissequamente una linea di austerità che determinando una profondissima recessione toglie qualunque speranza al lavoro”.

11.38 – Milano: petardi contro università Cattolica.

Lancio di petardi contro Palazzo Gonzaga, sede distaccata dell’Università Cattolica di Milano, da parte di alcuni studenti che partecipano al corteo contro le politiche di Austerity. I ragazzi protestano per il “50 per cento scuole pubbliche inagibili, mentre le private non pagano l’Imu”. Il corteo si sta snodando nelle vie centrali della citta’, per il momento senza incidenti

11.31 – Napoli: tensione tra i due cortei

Tensione tra due diversi cortei: quello organizzato dagli studenti (partito da piazza Dante, protesta indirizzata soprattutto alla riforma della scuola voluta dal ministro Francesco Profumo) e quello messo in piedi dai Cobas con gli studenti dei collettivi universitari, cui partecipano i disoccupati, partito da piazza Mancini.

11.29 – Pisa: macerie davanti sede Provincia

Macerie davanti all’ingresso del palazzo della Provincia lasciate da un gruppo di studenti medi superiori per denunciare “lo stato disastroso delle nostre aule e delle nostre scuole”. Un gruppo di ragazzi, circa una decina, si è staccato dal corteo che sta percorrendo le vie del centro per raggiungere la Provincia e mettere in atto il blitz di protesta. I giovani hanno acceso fumogeni e scaricato le macerie oltre ad affiggere uno striscione subito tolto dagli addetti alla vigilanza. L’azione è durata pochi minuti, seguita a distanza dalle forze dell’ordine, e si è conclusa senza disordini.

11.22 – Milano: ragazzo aggredito

Secondo alcuni testimoni presenti ai danneggiamenti al Punto Enel di via Broletto, in centro a Milano, una ragazzo di 17 anni è stato aggredito dai manifestanti pare a scopo di rapina, ed è stato ‘salvato’ dall’intervento di 2 passanti, due lavoratori sudamericani. “Abbiamo visto quel ragazzino venire picchiato con dei pugni da alcuni altri giovani proprio durante i blitz contro le vetrate del Punto Enel – racconta uno dei due – siamo riusciti ad evitare che gli portassero via il portafogli e che non ci fossero conseguenze peggiori, ma poi abbiamo dovuto desistere perchè dei manifestanti hanno cominciato a tirarci contro dei petardi”.

11.20 – Milano: danneggiate vetrine Enel e banche

La protesta degli studenti che stanno manifestando a Milano contro le politiche di austerity si è rivolta, sin da subito, contro le vetrine delle banche e in particolare contro quelle del Punto Enel di via Broletto, nel centro città. Qui, come nella filiale Unicredit poco prima, le vetrine sono state colpite e mandate parzialmente in frantumi, oltre a subire la consueta dose di vernice spray. Intanto la manifestazione prosegue verso il centro della città.

11.13 – Torino: irruzione nel grattacielo San Paolo, giornalisti nel mirino

Gli studenti hanno fatto irruzione all’interno nel cantiere del grattacielo di Intesa San Paolo. Una volta giunti in corso Vittorio Emanuele, un gruppo del corteo si è diretto di corsa verso il cantiere. Alcuni hanno scavalcato le barriere e le recinzioni entrando all’interno. I manifestanti hanno divelto i bagni chimici e rotto alcuni vetri dei container del cantiere. Lanci di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine in assetto antisommossa che hanno disperso gli studenti. Alcuni manifestanti incappucciati hanno preso di mira telecamere e cronisti. La protesta è proseguita sulle strade attorno al cantiere, vicino alla stazione ferroviaria di Porta Susa, dove sono stati rovesciati alcuni cassonetti dei rifiuti. Molti manifestanti si sono poi diretti verso il Palazzo di Giustizia, presidiato da polizia e carabinieri.

11.09 – Ancona, uova e vernice contro sede Bankitalia

Lancio di uova e palloncini riempiti di vernice contro la sede della Banca d’Italia e altri istituti di credito in centro. Sono le azioni dimostrative di alcuni partecipanti alla manifestazione che sta scorrendo per le vie del centro della citta’ dorica. Al momento sono un migliaio i partecipanti tra studenti e lavoratori. Uova anche contro le forze dell’ordine e lancio di petardi. La manifestazione sta proseguendo ora in piazza Roma, dove e’ stato allestito un palco dalla Cgil.

10.57 – Bologna: corteo blocca i viali

Circa tremila manifestanti bloccano il traffico sui viali di circonvallazione di Bologna, nella zona di Porta Mazzini. E’ il corteo del ‘Choosy pride’, alternativo a quello della Cgil e composto da ragazzi in maggioranza delle scuole superiori, guidato da collettivi studenteschi.

10.56 – Torino: uova contro agenzia entrate

Poco dopo, sempre in corso Bolzano, a Torino, i manifestanti hanno tirato alcune uova contro la sede dell’Agenzia delle entrate, che nel frattempo aveva chiuso i cancelli. Poi hanno acceso un fumogeno e scritto sul muro con vernice rossa “Usurai strozzini”. 

10.48 – Roma: sassi contro forze dell’ordine e cariche di alleggerimento

Tensione tra forze dell’ordine e militanti di Blocco studentesco a Roma. I manifestanti volevano forzare un cordone di sicurezza a via Ripetta per arrivare a Palazzo Chigi. Dopo un lancio di sassi contro le forze dell’ordine c’è stata una carica di alleggerimento.

10.40 – Milano: catene e lucchetti a università statale

Davanti all’Università statale alcuni ingressi erano stati chiusi con delle catene e dei lucchetti, che poi sono stati tolti. Lo ha comunicato la Questura, che ha mediato con i manifestanti che avevano effettuato il blocco per impedire al personale amministrativo di entrare nell’ateneo, in occasione della Giornata di mobilitazione generale europea. I lucchetti sono rimasti chiusi dalle 7.30 fino alle 8.30, poi i rappresentanti delle organizzazioni studentesche che aderivano alla manifestazione si sono convinti a toglierli spontaneamente.

9.00 – Madrid: già 32 arresti nella notte
Lo sciopero è iniziato alle 22 ora locali in alcune industrie e nei servizi con i primi turni di lavoro ed è stato assecondato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, secondo i sindacati. Alle prime ore del giorno si registrava un enorme seguito nei grandi settori industriali e nei servizi, così come nei mercati generali, nelle grandi opere infrastrutturali e nelle industrie energetiche. Ad inizio giornata, lo sciopero aveva causato la cancellazione di 131 voli; il 20% dei voli con destinazioni europee e il 40% dei voli internazionali sono garantiti dai servizi minimi.Il governo e i sindacati hanno concordato alcuni servizi minimi per la giornata. Gli attivisti hanno convocato una manifestazione serale dinanzi al Parlamento di Madrid. Sciopero generale anche nel vicino Portogallo, dove lunedì i manifestanti avevano fischiato il cancelliere Angela Merkel, giunta a Lisbona per appoggiare le misure di austerity del governo. Alcuni incidenti hanno causato 32 arresti e 12 feriti,tra cui 4 agenti, la maggior parte a Madrid.


8.30 – Oltre 100 cortei in tutta Italia
Sono oltre 100 i cortei di studenti medi e universitari che affolleranno le piazze italiane. Di fronte ad una situazione disastrosa, a politiche europee come il fiscal compact, spiegano gli studenti, che costringono a ridurre i diritti, impoverire il lavoro, distruggere l’istruzione pubblica, porteranno in piazza la necessità di invertire la rotta in cui l’Europa e l’Italia in particolare stanno andando. 


8.00 – Atene si blocca: anche i giornalisti in piazza
L’Adedy e la Gsee – i due principali sindacati greci - hanno indetto per oggi un’astensione generale dal lavoro dalle 12 sino alla fine dell’orario giornaliero e convocato per le 13 una manifestazione nella centralissima piazza Klafthmonos ad Atene. All’astensione aderiscono i giornalisti di tutti mezzi d’informazione che incrociano le braccia dalle 12 alle 15, i maestri delle scuole elementari, i docenti delle scuole medie e superiori e i dipendenti della Deh, la compagnia ellenica per la produzione di energia elettrica. “Le misure di austerità attuate dall’Unione europea – si legge in un comunicato diffuso dalla Geno-Deh, il sindacato dei lavoratori della compagnia – minano il futuro dei nostri figli e distruggono la vita dei lavoratori del nostro Paese e negli altri Paesi dell’Europa del Sud. Vogliamo un’Europa di coesione sociale e di prosperità”.