L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 26 giugno 2019

2019 26 GIUGNO PROVVEDITORATO ALLE OPERE PUBBLICHE SICILIA "Lavori in cambio di voti" Il capitolo 'politico' dell'inchiesta

2019 26 GIUGNO PROVVEDITORATO ALLE OPERE PUBBLICHE SICILIA "Lavori in cambio di voti" Il capitolo 'politico' dell'inchiesta

Riccardo Lo Verso 



Nella confessione del funzionario Casella si fa riferimento ad un "candidato sponsorizzato"

PALERMO - Si poteva favorire l'imprenditore, ma a condizione che garantisse un aiutino al politico.
C'è anche questo passaggio nella confessione di Antonio Casella, uno dei funzionari del Provveditorato alle Opere pubbliche di Sicilia e Calabria arrestato nei mesi scorsi: “Quando mi accorsi nel luglio 2016 che l'importo finanziato non bastava andai da Giulio Verro - racconta Casella - affinché si prodigasse per fare stanziare la somma del ribasso in modo da potere ultimare i lavori. Confermo di avere detto a Vaiana che in caso di affidamento dell'ulteriore tranche di lavori lo stesso avrebbe dovuto garantire alcuni voti al candidato sponsorizzato a quel tempo da Verro”.

L'appalto è quello per la costruzione della caserma dei carabinieri di Capaci. Si registrò una catena di errori progettuali e di norme non rispettate. Alla fine, però, ogni intoppo fu superato dietro pagamento di due tangenti.

La nuova “casa” dei militari è sorta in un immobile confiscato alla mafia in corso Isola delle Femmine. A finanziare la ristrutturazione è stata la Regione siciliana con 500 mila euro di fondi ex Gescal.

Casella è stato il direttore dei lavori per conto del provveditorato, mentre per redigere il progetto fu scelto un altro dipendente, il geometra Giulio Verro. Una nota del dirigente dell'Ufficio tecnico Giovanni Coppola motivava la necessità “in quanto l'ufficio risulta già ampiamente impegnato nello svolgimento di numerosi compiti d'istituto e che comunque la prestazione per le particolari condizioni della struttura, richiede speciali competenze afferenti il campo del risanamento strutturale”. Anche sulla reale necessità di un incarico extra sono in corso degli accertamenti.

Ad aggiudicarsi i lavori è stata la Pioppo Costruzione di Franco Vaiana, uno degli imprenditori indagati, i cui conti ad un certo rischiarono di andare in rosso. Verro, infatti, avrebbe sottostimato i lavori. Il ribasso presentato del 39,50%, così diceva Casella intercettato, era divenuto insostenibile: “... ho scoperto sto progetto... il danno più grosso era nelle strutture, nel risanamento delle strutture, ma anche lì il danno nel progetto originario non c'era, perché ho visto che tutte le... cioè, le misure, ad esempio tutte le travi, i pilastri, erano da risanare tutti... c'era scritto, si prevede una quantità di risanamento del 10% e quindi tutte le misure moltiplicate per 0,10... questo lavoro per ora è assolutamente incompleto. Io ho fatto tutta la parte strutturale. La copertura, i prospetti, ... gli intonaci interni, tutte le divisioni, mancano tutte, diciamo le ma... la tinteggiatura, gli impianti, i cessi, per dire, tutti i sanitari, le porte, i balconi, tutte ste cose qua, tutte queste cose...”

Quando il funzionario si accorse che Vaiana sarebbe andato in perdita si attivòaffinché all'impresa potesse essere aggiudicato il successivo appalto da 115.000 euro per il completamento dei lavori, nonostante la legge non lo consentisse. Pur di raggiungere il risultato avrebbe cercato di fare esercitare pressioni sull'allora provveditore per le opere pubbliche Donato Carleo. Come? Rivolgendosi ad ufficiali dei carabinieri e "utilizzando anche l’appoggio politico di un senatore – si leggeva nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari Marco Gaeta - il quale in cambio avrebbe ottenuto dall’impresa un ritorno di voti in occasione delle imminenti elezioni regionali”. Il politico viene individuato dagli agenti della Mobile “verosimilmente” in Simona Vicari, della quale Verro è stato un collaboratore. In quegli anni Vicari era sottosegretario del ministero dei Trasporti da cui dipende il provveditorato.

Nel verbale con la sua confessione Casella conferma la commistione fra interessi imprenditoriali ed elettorali. Il giorno in cui venne fuori il nome di Vicari, citato nelle carte dell'inchiesta, l'ex senatrice affidò una dura replica alle parole dell'avvocato Enrico Sanseverino: “Mai avuto alcun contatto con l’impresa 'Pioppo Costruzione' di Franco Vaiana (che nemmeno conosce) diretto ad esercitare pressioni sull'allora Provveditore per le OO.PP. Dr. Donato Carlea in favore di detta Impresa”. Bollò come “illazioni” quanto contenuto negli atti giudiziari e “risibile la circostanza secondo la quale l’asserito 'appoggio politico' sarebbe stato finalizzato al conseguimento di voti in occasione delle elezioni regionali svoltesi nel 2017 alle quali, però, la stessa Vicari non è stata personalmente interessata”.



2019 7 MAGGIO Palermo: tangenti per opere pubbliche, 14 indagati

Reati di corruzione, falso in atti pubblici e truffe aggravate ai danni dello Stato sono i reati contestati alle 14 persone raggiunte, oggi, da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Palermo ed eseguita dalla Squadra mobile.
Indagini complesse condotte dai poliziotti dalla sezione “Anticorruzione” che hanno raccolto numerosi indizi a carico di un gruppo consolidato di diversi pubblici ufficiali in servizio presso il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche con sede a Palermo.
L’ambito investigativo dell’indagine ha riguardato, infatti, appalti pubblici finanziati con fondi del ministero Infrastrutture e Trasporti, in particolare per l’edilizia scolastica o di altri enti o Ministeri, stanziati per lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione di immobili dello Stato.
Tre ingegneri e un geometra sono stati messi agli arresti domiciliari, un architetto e un assistente geometra sono stati sottoposti alla misura della sospensione dall´esercizio di un pubblico ufficio per la durata di 12 mesi.
L´indagine, chiamata “Cuci e Scuci”, ha ricostruito molteplici episodi di corruzione che sono stati consumati nel corso dell’esecuzione di appalti pubblici riguardanti lavori di ristrutturazione effettuati ad istituti scolastici siti nella provincia di Palermo e altri immobili dello Stato.
Tra questi 5 scuole situate nelle province di Palermo, Enna e Catania, un immobile confiscato alla criminalità organizzata e destinato all’arma dei Carabinieri per alloggi del personale ed un altro immobile situato a Capaci, destinato alla nuova stazione dei Carabinieri della cittadina.
L’indagine nasce sulla base della denuncia di un imprenditore edile che si è rifiutato di corrispondere alla richiesta di tangenti da parte dei funzionari corrotti.
Intercettazioni anche ambientali e videoriprese che hanno fatto emergere una prassi deviata seguita all´interno del Provveditorato opere pubbliche Sicilia e Calabria: la tangente era pari all’incirca al 2-3% dell’importo complessivo del finanziamento statale.
Il metodo adottato consentiva poi all’imprenditore di recuperare l’importo della tangente, attraverso l’inserimento di voci di spese fittizie o maggiorate nei documenti contabili, predisposti dai funzionari infedeli, restando di fatto a carico dello Stato.
Olivia Petillo


 Tangenti all'ufficio opere pubbliche Arrestati quattro funzionari VIDEO Riccardo Lo Verso 


Un costruttore denuncia e scatta il blitz al Provveditorato. LE INTERCETTAZIONI 
PALERMO – Gli agenti della squadra mobile hanno chiamato l'operazione “Cuci e scuci”. Sarebbe bastato scuciredel denaro, pagando mazzette, affinché alcuni funzionari del Provveditorato per le opere pubbliche di Palermo cucisseroaddosso all'imprenditore stati di avanzamento lavori generosi e al di là del reale valore.


I poliziotti agli ordini del capo della Mobile Rodolfo Ruperti e del dirigente della sezione reati contro la pubblica amministrazione Silvia Como hanno arrestato quattro funzionari. Ai domiciliari finiscono Carlo Amato, Francesco Barberi, Antonio Casella e Claudio Monte. Altri due, l'architetto Antonino Turriciano e l'assistente geometra Fabrizio Muzzicato, sono stati sospesi per un anno, mentre otto imprenditori-corruttori sono stati raggiunti da un'interdittiva e non potranno lavorare con la pubblica amministrazione. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Giacomo Brandini, Maria Pia Ticino e Pierangelo Padova. Oltre alla corruzione vengono contestasi i reati di falso e truffa ai danni dello Stato.

L'indagine è nata dalla coraggiosa denuncia di imprenditore edile che non si è piegato alla richiesta di tangenti per la costruzione di una scuola elementare in provincia di Palermo. Alla fine gli investigatori ritengono di avere scoperto “uno stratificato sistema corruttivo” negli uffici di piazza Verdi, accanto al Teatro Massimo e di fronte la caserma dei vigili del fuoco.

L'imprenditore ha raccontato di minacce, più o meno esplicite, e richieste di cene regali e soldi. Nel dicembre 2017 i poliziotti si presentarono al provveditorato, che dipende dal Ministero dei lavori pubblici, per sequestrare la documentazione. Ora gli arresti nell'ufficio che ha il compito di vigilare sui cantieri finanziati con i soldi dello Stato. Le indagini si sono allargate e hanno riguardato anche i lavori per la costruzione di alcuni padiglioni universitari a Palermo, di appartamenti per le forze dell'ordine, della caserma dei carabinieri di Capaci. Ed ancora la Chiesa di San Benedetto e alcune scuole a Centuripe, Nicosia, Casteldaccia e Sant’Alfio. Con il sistema dei cottimi fiduciari, dei lavori sotto la soglia obbligatoria per bandire una gara o degli interventi urgenti le procedure vengono semplificate. Funzionari e imprenditori ne avrebbero approfittato.

https://livesicilia.it/2019/05/07/mazzette-allufficio-opere-pubbliche-arrestati-quattro-funzionari_1056504/

 Tangenti e pressioni politiche Così costruirono la caserma 

di RICCARDO LO VERSO

Gli appalti pilotati al Provveditorato per le le opere pubbliche di Palermo e il ruolo, tutto da chiarire, di una senatrice. 


PALERMO - Una catena di errori progettuali e di norme non rispettate. Alla fine ogni intoppo fu superato dietro pagamento di due tangenti. La costruzione della caserma dei carabinieri di Capaci, in provincia di Palermo, fa parte degli appalti sotto inchiesta della Procura della Repubblica.Nel blitz di ieri sono finiti ai domiciliari quattro funzionari del Provveditorato alle opere pubbliche. Sotto accusa anche otto imprenditori che avrebbero ottenuto commesse in giro per la Sicilia.

La nuova “casa” dei militari è sorta in un immobile confiscato alla mafia in corso Isola delle Femmine. A finanziare la ristrutturazione è stata la Regione siciliana con 500 mila euro di fondi ex Gescal. Antonio Casella, uno dei funzionare raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare, è stato il direttore dei lavori per conto del provveditorato, mentre per redigere il progetto si scelse di affidarsi a un professionista esterno, il geometra Giulio Verro. Una nota del dirigente dell'Ufficio tecnico del provveditorato Giovanni Coppola motivava la necessità “in quanto l'ufficio risulta già ampiamente impegnato nello svolgimento di numerosi compiti d’istituto e che comunque la prestazione per le particolari condizioni della struttura, richiede speciali competenze afferenti il campo del risanamento strutturale”.

Ad aggiudicarsi i lavori è stata la Pioppo Costruzione di Franco Vaiana, uno degli imprenditori indagati, i cui conti ad un certo rischiarono di andare in rosso. Verro, infatti, avrebbe sottostimato i lavori. Il ribasso presentato del 39,50%, così diceva Casella, era divenuto insostenibile: “... ho scoperto sto progetto... il danno più grosso era nelle strutture, nel risanamento delle strutture, ma anche lì il danno nel progetto originario non c'era, perché ho visto che tutte le... cioè, le misure, ad esempio tutte le travi, i pilastri, erano da risanare tutti... c'era scritto, si prevede una quantità di risanamento del 10% e quindi tutte le misure moltiplicate per 0,10... questo lavoro per ora è assolutamente incompleto. Io ho fatto tutta la parte strutturale. La copertura, i prospetti, ... gli intonaci interni, tutte le divisioni, mancano tutte, diciamo le ma... la tinteggiatura, gli impianti, i cessi, per dire, tutti i sanitari, le porte, i balconi, tutte ste cose qua, tutte queste cose...”

La questione preoccupava Casella legato a Vaiana da interessi personali. Il funzionario ha svolto delle consulenze per l'imprenditore. Una commistione di ruoli fra controllore e controllato. “... non ci dormo la notte, perché giustamente il capitano mi chiama, il maresciallo e mi chiama – diceva Casella - quando poi ci sarà l'inaugurazione verrà il ministro dell'Interno, verranno prefetti. Quindi il lavoro tra l'altro si deve fare in una certa maniera, insomma non è una cosa, una minchiata...”.

Quando il funzionario si accorse che Vaiana sarebbe andato in perdita si attivò affinché all'impresa potesse essere aggiudicato il successivo appalto da 115.000 euro per il completamento dei lavori, nonostante la legge non lo consentisse. Pur di raggiungere il risultato avrebbe cercato di fare esercitare pressioni sull'allora provveditore per le opere pubbliche Donato Carleo. Come? Rivolgendosi ad ufficiali dei carabinieri e "utilizzando anche l’appoggio politico di un senatore – si legge nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari Marco Gaeta - il quale in cambio avrebbe ottenuto dall’impresa un ritorno di voti in occasione delle imminenti elezioni regionali”. Il politico viene individuato dagli agenti della Mobile “verosimilmente” in Simona Vicari, della quale Verro è un collaboratore. In quegli anni Vicari era sottosegretario del ministero dei Trasporti da cui dipende il provveditorato.

Tutto questo impegno da parte di Casella sarebbe stato ripagato nel 2017 con due tangenti. I poliziotti della squadra mobile hanno immortalato Vaiana mentre consegna due buste a Casella. Non si sa quante banconote contenessero.


Appalti truccati al Provveditorato lavori pubblici, le intercettazioni | VIDEO
Appalti truccati, la tangente consegnata in diretta: "Ce lo posso fare il regalino?" | VIDEO

 
PALERMO: L’OPERAZIONE “CUCI E SCUCI” PORTA ALLA LUCE UN VASTO GIRO DI TANGENTI NEL SETTORE DEGLI APPALTI PUBBLICI.

Alessia Ilardi

ARRESTATI QUATTRO FUNZIONARI DEL PROVVEDITORATO ALLE OPERE PUBBLICHE, DUE SOSPESI DAL SERVIZIO.


(di redazione) La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di 14 soggetti che dovranno rispondere a vario titolo dei reati di corruzione, falso in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Le complesse indagini, a cura della locale Squadra Mobile- sezione Anticorruzione- hanno raccolto numerosi indizi per i reati sopra menzionati a carico di diversi Pubblici Ufficiali in servizio presso il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche con sede a Palermo: gli ingegneri AMATO CARLO, MONTE CLAUDIO, BARBERI FRANCO, il geometra e geologo CASELLA ANTONIO, sottoposti alla misura degli arresti domiciliari; l’architetto TURRICIANO. Antonino. e l’assistente geometra MUZZICATO. Fabrizio., sottoposti alla misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio per la durata di 12 mesi.
Inoltre, il provvedimento cautelare prevede la misura del divieto di contrattare con la P.A. per 12 mesi ( recentemente introdotta dalla cd legge “spazzacorrotti” Legge n. 3 del 2019) a carico di 8 imprenditori, titolari di altrettante imprese operanti nel settore edilizio e con sede nella provincia di Palermo, Enna, Messina, Agrigento.
L’indagine, denominata Cuci e Scuci, ha consentito di ricostruire molteplici episodi corruttivi consumatisi nel corso di appalti pubblici concernenti lavori di ristrutturazione effettuati ad istituti scolastici siti nella provincia di Palermo (Casteldaccia) ed in altre province siciliane ( Enna e Catania), un immobile sito a Palermo, confiscato alla criminalità organizzata ed adibito ad alloggio di servizio in uso alle FF.OO ed altro immobile sito a Capaci ( PA) da adibire a Stazione dei Carabinieri, con annessi alloggi di servizio.
L’ambito investigativo toccato dall’indagine riguarda principalmente appalti pubblici finanziati con fondi del Ministero Infrastrutture e Trasporti ( MIT) – in particolare perla cd edilizia scolastica- o di altri enti o Ministeri, stanziati per lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione di immobili dello Stato, utilizzati per fini istituzionali o di pubblica utilità.
Le investigazioni permettevano di accertare che i Funzionari Pubblici nello svolgimento delle loro funzioni negli appalti ed in particolare quelle di Responsabile Unico del Procedimento (RUP), Direttore del Lavori (D.L.), Direttore Operativo (D.O.), Progettista, Responsabile della Sicurezza, Ispettore di Cantiere, erano soliti chiedere o pretendere tangenti e altre utilità, ai rappresentanti delle imprese appaltatrici.
Il sistema corruttivo portato alla luce si basava essenzialmente su due aspetti, tra loro strettamente connessi:
Dazioni di tangenti, corrispondenti ad una percentuale pari a circa 2-3% dell’importo complessivo del finanziamento statale.

Il modus illecito adottato consentiva all’imprenditore di recuperare l’importo della tangente, attraverso l’inserimento di voci di spese fittizie o maggiorate nei documenti contabili, predisposti dai Pubblici Ufficiali ed in particolare: Stato Avanzamento Lavori (S.A.L.), Certificato di Pagamento e Perizia di Variante.
Le dazioni delle tangenti risultavano temporalmente coeve alla predisposizione della predetta documentazione contabile o alla presentazione della stessa all’ente erogante che nel caso dell’edilizia scolastica si individuava nel Comune, ove insisteva la scuola interessata dai lavori. L’ente locale, infatti, provvedeva al pagamento all’impresa della fattura solo a seguito della documentazione contabile. Il SAL e le Perizie di Variante diventavano, così, la merce di scambio utilizzata dai Pubblici Ufficiali come controprestazione alla mazzetta.
Altra utilità conseguita dai Pubblici Ufficiali era costituita dal cd. Rimborso di spese di missioni non effettuate e/o parzialmente falsificate. Infatti l’attività investigativa consentiva di scoprire un meccanismo illecito in base al quale i funzionari durante le missioni di servizio lucravano sui rimborsi spesa dovuti per il carburante e i pasti fruiti
in quanto erano gli imprenditori ad ospitarli nelle auto e ad omaggiargli i pranzi, nonostante i Pubblici Ufficiali presentassero richiesta di rimborso.

La complessa ed articolata indagine nasce su input di un imprenditore edile che coraggiosamente ha denunciato alla Squadra Mobile di Enna la richiesta di tangenti da parte di alcuni dei Funzionari Pubblici oggi arrestati, durante l’esecuzione di lavori di ristrutturazione di una scuola elementare sita nella provincia di Palermo.
Le investigazioni condotte poi dalla Squadra Mobile di Palermo, che si sono avvalse di numerosi supporti tecnici anche di natura ambientale e sono state supportate da videoriprese, acquisizione ed esame di documentazione amministrativa, escussioni di persone informate sui fatti, servizi dinamici sul territorio, hanno fatto emergere una
prassi deviata seguita all’interno del Provveditorato Opere Pubbliche Sicilia e Calabria da alcuni Pubblici Funzionari ai fini della consumazione di plurimi reati di corruzione, falso e truffa.

Gli episodi corruttivi ricostruiti hanno permesso anche di cogliere in diretta il passaggio della mazzetta e/o l’accordo criminoso sul quantum da consegnare ai Pubblici Ufficiali.
I reati riguardano i seguenti appalti pubblici:
Edilizia Scolastica:
  • Tentata corruzione: In riferimento all’Appalto della Scuola Primaria “P. Piraino” ubicata nel comune di Casteldaccia (PA), Via Lungarini n. 87.
    Importo del finanziamento 250.000,00 euro, aggiudicato con un ribasso del 46,544% per un importo complessivo di 153.577,08.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio:. In riferimento all’Appalto dell’Istituto Scolastico Comprensivo “F. Ansaldi”, sito in Via G. Leopardi nel Comune di Centuripe (EN). ). Importo del finanziamento 159.000,00 Euro, aggiudicato con un ribasso del 43,50 %, per l’importo di 89.906,36 Euro.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’Ufficio: con riferimento all’appalto di Centuripe di cui al punto precedente limitatamente alla fornitura degli infissi della scuola.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: In riferimento alla 1° tranche dell’ Appalto della Scuola “L. Pirandello”, Largo S. Giovanni 5,
    frazione di Villadoro, Comune di Nicosia (EN). ). Importo del finanziamento pari a 187 mila euro, aggiudicato con un ribasso del 43,978% .
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: In riferimento all’appalto dell’edificio scolastico Istituto Comprensivo “G. Ungaretti” plesso “G. La Pira”, ubicato nel Comune di Sant’Alfio (CT), Via A. Diaz n. 14. Importo del finanziamento 234.000,00 euro, aggiudicato con un ribasso del 41,789% per un importo di 133.572,56 euro.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: In riferimento alla 2° tranche dell’appalto della Scuola “L. Pirandello”, Largo S. Giovanni 5, frazione di Villadoro, Comune di Nicosia (EN). Importo del finanziamento pari a 170.000,00 euro, aggiudicato con un ribasso del 44,129% per un importo di 98.514,72 euro.

Altri uffici pubblici:
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: In relazione ai lavori sull’appartamento sito in Palermo, Via Giusti n. 42 (PA), – affidata dall’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata all’Arma dei Carabinieri, per esigenze alloggiative del personale operante presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo. Importo stanziato a 22 mila euro, aggiudicato con affido diretto e con ribasso per la somma di 16.120,46 euro.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: in riferimento all’appalto sull’immobile sito a Capaci (PA), Corso Isola delle Femmine, 16 da adibire a Stazione dei Carabinieri ed annessi alloggi di servizio. Importo del finanziamento 500 mila euro, aggiudicato con ribasso del 39.50%, per un importo di 384.874,93 euro.

D.D.G.n.2924 UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA

Regione Siciliana
ASSESSORATO REGIONALE DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITA’ DIPARTIMENTO REGIONALE DELLE INFRASTRUTTURE DELLA MOBILITA’ E DEI TRASPORTI

IL DIRIGENTE GENERALE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTA la L. n° 457 del 05/08/1978 e s.m.i.;
VISTA la L. n°109 del 11/02/1994 nel testo coord. con la L.R. n°7 del 02/08/2002 e s.m.i.;

VISTO il decreto legislativo n° 112 del 31/03/1998 art. 61, comma 3, che attribuisce alla Cassa Depositi e Prestiti l'erogazione dei fondi assegnati per l'edilizia residenziale pubblica sovvenzionata a favore delle regioni;

VISTO il decreto legislativo n° 112 del 31/03/1998 art. 7, comma 1 che ha disposto il trasferimento alla
Cassa Depositi e Prestiti di tutte le attività e passività della sezione autonoma per l'edilizia residenziale;

VISTA la convenzione sottoscritta in data 18/07/2001, tra l'Amministrazione Regionale e la Cassa Depositi e Prestiti, per la gestione delle risorse sul conto corrente infruttifero 20128/1208 CDP. ED SOVV.FONDO GLOBALE REG.;

CONSIDERATO che la stessa Cassa DD.PP., con la predetta convenzione provvede all'erogazione delle
somme in favore dei beneficiari finali indicati dalla Regione Sicilia – Dipartimento LL.PP. oggi Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti ;

VISTO il D P.R. 5 ottobre 2010 n. 207 e successive modifiche ed integrazioni; concernente il regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

VISTO il Decreto legislativo n.118 del 23/06/2011;

VISTA la L.R. 12 luglio 2011 n. 12 concernente il recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 e successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010 n. 207 e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO l’art. 3 comma 1 lett.d della legge regionale 03 gennaio 2012 n. 1, pubblicata nella G.U.R.S. n. 2 del 13/1/2012 parte prima, che stabilisce, tra l’altro, la riprogrammazione delle risorse afferenti all’edilizia sia sovvenzionata che agevolata originate dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 ed, altresì, le risorse dell’edilizia sovvenzionata (ex Gescal) giacenti presso la Cassa Depositi e Prestiti, per le quali, al 14/01/2012, data di entrata in vigore della stessa legge, non risultino adottati atti giuridicamente vincolanti;

VISTA la deliberazione di G.R di Governo n° 208 del 21/06/2012, con la quale è stato individuato, tra l'altro l'intervento dei lavori di rifunzionalizzazione ed adeguamento dell'immobile sito in Capaci in via Isola delle Femmine n° 16 da destinare a sede della stazione dei Carabinieri e annessi alloggi di servizio,su immobile confiscato;

VISTA la convenzione del 28/07/2014, tra l'Istituto Autonomo Case Popolari di Palermo, l'Amministrazione Regionale - Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità, il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo, approvata con decreto n° 2223/S5 del 17/09/2014;

CONSIDERATO che con note prot. n° 10293 del 02/03/2015 e prot. n°52682 del 22/10/2015 questo
Dipartimento, in attuazione della citata delibera di Giunta di Governo, ha richiesto al Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, quale soggetto attuatore dell'intervento medesimo, il relativo progetto esecutivo;

VISTA la nota prot. n° 21216 del 18/11/2015, acquisita al prot. n° 58237 del 19/11/2015 di questo
Dipartimento, con la quale il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche ha trasmesso il progetto esecutivo dei lavori di rifunzionalizzazione ed adeguamento dell'immobile sito in Capaci in via Isola delle  Femmine n° 16 da destinare a sede della stazione dei Carabinieri e annessi alloggi di servizio, datato 06/11/2015, munito degli estremi di approvazione;

VISTO il progetto esecutivo dei lavori in argomento -codice CUP D11E14000340002- , redatto dai tecnici
interni del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, munito dell'approvazione favorevole, resa
in data 19/11/2015 dal Dirigente del Provveditorato dott. Arch. Alessandro Basile, con le prescrizioni
contenute nel suddetto parere in ordine ai vincoli presenti nel luogo oggetto dell'intervento, dell'importo complessivo di € 500.000,00, di cui € 264.269,46 per lavori soggetti a ribasso, oltre € 9.429,54 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso ed € 153.529,59 per costo della mano d'opera non soggetto a ribasso per un importo complessivo di € 427.228,59 ed € 72.771,41 per somme a disposizione dell'Amministrazione meglio descritti nel seguente prospetto:
Importo dei lavori a base d'asta € 264.269,46 +
oneri speciale di sicurezza non soggetto a ribasso € 9.429,54
costo della mano d'opera non soggetto a ribasso € 153.529,59
costo totale lavori € 427.228,59
€ 427.228,59
Somme a disposizione dell'Amministrazione:
Per I.V.A. 10% sui lavori € 42.722,86
Per incentivi per la progettazione art. 92 c.5 del D.lgs 163/2006 € 8.544,57
Per consulenza opere strutturali compreso I.V.A. € 11.468,00
per prove di laboratorio compreso I.V.A. € 5.540,37
Per imprevisti € 1.970,61
Per polizza assicurativa progettista R.U.P. e D.L. € 300,00
Per oneri conferimento a discarica € 1.000,00
Per versamento di autorità di vigilanza LL.PP. € 225,00
Per allacciamenti a servizi pubblici € 1.000,00

Totale somme a disposizione € 72.771,41 € 72.771,41
Importo complessivo progetto € 500.000,00

VISTA la nota prot. n° 1543 del 23/09/2015 con la quale il suddetto Dirigente del Provveditorato, e dispone che l'Ing.Giuseppe Quartana subentri all'Ing. Mario della Corte nella qualità di Responsabile Unico del Procedimento;

CONSIDERATO che lo I.A.C.P. di Palermo, quale Ente strumentale non economico della Regione Sicilia, così come disposto nella suddetta convenzione del 28/7/2014, può a titolo gratuito, assolvere il compito per la gestione diretta dei flussi finanziari con la Cassa DD.PP. S.p.A. in favore del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, sulla scorta della documentazione autorizzativa del Dipartimento delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti;

RITENUTO in applicazione della delibera di G.R.G. n° 208 del 21/06/2012, di concedere il finanziamento di
€ 500.000,00 per la realizzazione della sede dell'Arma dei Carabinieri, nel Comune di Capaci in via Isola delle Femmine n° 16, su immobile confiscato;

CONSIDERATO che l’intervento rientra tra le previsioni dell’art. 3 comma 1 lettera (d), della L.R.
03/01/2012 n. 1, nonché rientra tra le opere di urbanizzazione secondarie, così come previsto dal decreto sui massimali di costo per l' edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, pubblicato sulla G.U.R.S. n. 32/2007 con le modifiche apportate dal Decreto di questo Dipartimento 1231 del 25/06/2010 pubblicato nella GURS 23/07/2010 n°33 parte I;

AI SENSI della Legge e del Regolamento sulla contabilità Generale dello Stato:

D E C R E T A

Art. 1) Per le motivazioni esposti in narrativa, è finanziato il progetto esecutivo dei lavori di rifunzionalizzazione ed adeguamento dell'immobile sito in Capaci in via Isola delle Femmine n° 16, da destinare a sede della stazione dei Carabinieri e annessi alloggi di servizio, su immobile confiscato datato 06/11/2015, munito del parere di approvazione reso dal Dirigente del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per l'importo complessivo di € 500.000,00.

ART. 2) Il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Sicilia e la Calabria è individuato quale soggetto attuatore dell'intervento che provvederà anche all'espletamento della gara d'appalto per l'affidamento dei lavori.

ART. 3) L'impegno della somma occorrente necessaria per la reali zzazione dell'opera in argomento graverà  sui fondi dell'edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, giacente sul conto 20128/1208 “ Ed. Sovv. Fondo Globale Reg.” presso la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. di Roma.

ART .4) L'erogazione delle somme sarà effettuata dalla Cassa Depositi e Prestiti, a favore dello I.A.C.P. di Palermo, così come disposto nella suddetta convenzione del 28/7/2014, previa autorizzazione di questo Dipartimento con le procedure disposte nella circolare dell'ex Assessorato LL.PP. n° 1174 del 21/05/2002 pubblicata nella GURS n° 26 del 07/06/2002 parte I° e relativa convenzione tra Regione Siciliana e Cassa Depositi e Prestiti.

ART. 5) Il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche , n.q di stazione appaltante, dovrà dare
immediata comunicazione a questo Assessorato dell'avvenuta consegna e dell'inizio dei lavori che dovranno essere ultimati entro 300 giorni naturali e consecutivi, decorrenti dalla data della consegna degli stessi, ai sensi dell'art. 12 del capitolato speciale di appalto, facente parte integrante del progetto approvato.

ART. 6) Il presente decreto è pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti

PALERMO lì 02/12/2015

Il FUNZIONARIO DIRETTIVO Il DIRIGENTE UO S501
F/to Geom Dario Rao Camemi F/to Arch. Nicola Benigno
Il CAPO SERVIZI 5 AD INTERIM IL DIRIGENTE GENERALE
F/to Carmela Tiziana Luparelli F/to Dott. Fulvio Bellomo




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martedì 25 giugno 2019

2019 25 GIUGNO Bianca Guidetti Serra: donna, avvocato, resistente. A Torino le iniziative per il centenario dalla nascita

2019 25 GIUGNO Bianca Guidetti Serra: donna, avvocato, resistente. A Torino le iniziative per il centenario dalla nascita
Alessandra Chiappori

A lei sarà intitolata il prossimo 26 giugno la Biblioteca Civica Torino CentroBianca Guidetti Serra, figura esemplare del Novecento, donna della Resistenza, avvocato penalista tra le prime in Italia, nome di spicco del panorama torinese e nazionale (fu consigliere comunale a Torino e parlamentare), impegnata per tutta la vita, con costanza, nella difesa dei diritti. La cerimonia di intitolazione fa parte di un ricco calendario di iniziative per il centenario della nascita di Bianca Guidetti Serra, curate da un apposito Comitato Nazionale istituto nei mesi scorsi e presieduto dall’On. Maria Chiara Acciarini, e sarà preceduta da un ricordo presso la sala rossa di Palazzo Civico.
Nata nel 1919 e scomparsa nel 2014, la Guidetti Serra ha attraversato quasi un secolo di storia del Novecento. Una vita longeva, per una figura ricca, protagonista e testimone per molti versi emblematica di quasi un secolo della nostra storia. Il centenario dalla sua nascita coincide inoltre con un altro importante anniversario che ricorre nel 2019, la nascita di Primo Levi, personaggio alla quale Guidetti Serra fu legata in prima persona.
«Dovendo raccontare e spiegare la figura di Bianca Guidetti Serra oggi, magari a un ragazzo, terrei presenti prima di tutto le date – sono le parole dell’On Maria Chiara Acciarini – è una figura che ha attraversato il Novecento per quasi tutto il suo scorrere». Tre le tappe, i pilastri del percorso di vita e professionale di Guidetti Serra secondo la presidente del Comitato Nazionale. Il percorso si snoda a partire dal 1943, dall’8 settembre che dà il la al percorso resistenziale: «Bianca era molto giovane in quella data, eppure arriva allora la prima grande connotazione, da subito una scelta forte, decisa, da cui emerge un elemento importante. Infatti si impegna e lavora molto in quelle che allora erano le organizzazioni femminili, i gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti per la libertà».
Il coraggio e l’impegno connotano subito le azioni di una donna in prima linea sul terreno della difesa dei diritti delle donne in un momento drammatico della storia italiana. Dalle parole dell’On. Acciarini si scopre infatti che «ebbe il momento di adesione più forte all’antifascismo nel rapporto con Primo Levi e Alberto Salmoni, che diventerà poi suo marito. Incontra i due coetanei alla fine del liceo e percepisce immediatamente la vicenda delle leggi razziali come un grande elemento. Diventerà una donna della Resistenza molto schierata sui tema della difesa della donna, ma anche molto vicina alle persone che sono state oggetto di persecuzione razziale».
L’intreccio del centenario di Bianca Guidetti Serra con quello di Primo Levi non è un mero sovrapporsi di date, ma accende i riflettori su due figure torinesi coinvolte in prima persona in una delle pagine buie della storia nazionale. È infatti proprio a lei, a Bianca, che Primo Levi riuscirà a inviare le uniche cartoline da Auschwitz con notizie di sé. Sapeva infatti che l’amica fidata avrebbe informato la famiglia, che non poteva contattare direttamente. Non a caso sarà dunque sempre Bianca, dopo la morte del chimico scrittore, a pronunciare nella sinagoga torinese il discorso commemorativo in suo onore.
Arriva il dopoguerra, è il 1949 quando la Guidetti Serra apre il suo studio: una scelta molto forte in quanto donna avvocato, una delle pochissime iscritte al Foro di Torino, e per giunta penalista. «Non solo sceglie il settore forte e importante del penale – sottolinea Maria Chiara Acciarini – per giunta in un momento in cui le donne non erano in prima fila nelle professioni e attività pubbliche, ma sceglierà sempre, esercitando la professione per cinquant’anni tutte le cause più difficili». Suoi sono i temi collegati alla protezione dei diritti dell’infanzia, alle donne, ai lavoratori, coniugati poi con la difesa degli arrestati durante le manifestazioni. «Come Comitato stiamo cercando di avere una documentazione di questi imputati: abbiamo chiesto a tutti coloro che sono stati difesi da Bianca di scrivere mezza pagina sulla vicenda».
Prima firmataria della proposta di legge contro l’amianto durante il suo periodo in Parlamento, Guidetti Serra fu soprattutto impegnata sul tema cruciale dei diritti dei lavoratori e della tutela della salute in fabbrica. «Fu molto all’avanguardia in questo, come in tutto – evidenzia la presidente del Comitato – il tema della salute in ambiente di lavoro è proiettato sull’oggi, rende molto importante la sua figura. Bianca è stata un avvocato, ha svolto come tale la propria professione, ma certamente i suoi assistiti sono state tutte prevalentemente persone che stavano vivendo una vicenda travagliata dal punto di vista dei diritti, pensiamo anche al grande processo per le schedature Fiat».
Non potrebbe non seguire, a una vita longeva contraddistinta dall’impegno, la vita politica, che sempre si è accompagnata all’attività di avvocato in settori con forte rilevanza pubblica. A lungo nel Consiglio Comunale di Torino, la Guidetti Serra coprì dal 1987 al 1990 il ruolo di parlamentare, avviando un percorso legato alla legge sull’amianto che ha segnato a suo modo la storia del Paese. Nel commento dell’On. Acciarini, l’avvocato Guidetti Serra «credeva in questo impegno nel modo più radicale e serio, con presenza e attenzione, accettando di mettersi a servizio della città». Lavoratori, carcerati, donne, bambini: sempre a servizio dei deboli, per una società più democratica. Al centro di tutto, la professione di avvocato, accompagnata fin dalla giovane età dall’impegno politico nello scontro con le realtà pesanti e difficili che attraversavano l’Italia.
Non poteva che emergere, da questa biografia, una donna modello, una figura da ricordare, celebrare e riscoprire. Questi i compiti del Comitato, incaricato di valorizzare i tanti aspetti di una figura longeva e complessa, intrecciati alla storia dell’ultimo secolo. Agli eventi svolti tra maggio e giugno 2019 si andranno aggiungendo nuovi appuntamenti in un calendario che vedrà protagonista Torino e non solo: è in programma a Roma un convegno dedicato alla sua attività parlamentare. A ottobre,poi, sarà ricordata la figura di Guidetti Serra avvocato, mentre il Centro Gobetti, presidio culturale torinese di cui la stessa Guidetti Serra fu presidente, promuoverà un’iniziativa dedicata al recupero degli archivi con un incontro all’Archivio di Stato di Torino.
Spiega infatti l’On. Acciarini che«uno degli impegni che ci siamo dati come Comitato è favorire la conoscenza dell’archivio personale e professionale di Guidetti Serra, conservato al Gobetti. Speriamo di avere il tempo e le risorse, perché sarà un’attività complessa e problematica: non si tratta solo di un archivio, ma di un pezzo di storia che riconsegneremo alla città. Erano atri tempi, ma allora quando lei istruiva i processi raccoglieva tutta la documentazione: ci sono opuscoli e materiale introvabile altrove che, digitalizzato, può avere un valore aggiunto, sarà un modo per dare spazio alla sua storia personale e ai grandi temi che ha seguito, molti dei quali non ancora alle nostre spalle ma in piena problematicità».
Per l’attualità dei temi, infatti, Bianca Guidetti Serra è un riferimento modello. «Da quando è stata istituita la legge che regola i Comitati Nazionali, oggi 222, credo di aver contato 5 Comitati dedicati alla nascita o morte di donne – racconta l’On. Acciarini - Di queste, tre sono sante o beate: le donne laiche sono solo Lalla Romano e Bianca Guidetti Serra. La cosa che ritengo estremamente importante è che non solo lei ha saputo indicare grandi contenuti, ma un metodo, un modo di porsi rispetto al mondo come donna. Ha scelto il suo settore e ha agito in quanto tale con un metodo che l’ha qualificata, con rigore e attenzione». Una lunga vita fatta di coinvolgimento attivo, di attività e passione portate al meglio. «Mi misi subito in moto» racconta Bianca Guidetti Serra parlando di quando ricevette le cartoline di Primo Levi, ed è forse la testimonianza più viva di un atteggiamento verso l'azione. «Trovo che questo aspetto sia un insegnamento grandissimo – commenta il presidente del Comitato per le celebrazioni del centenario – era sempre disponibile, aveva un enorme interesse per certi temi che sono qualificanti, ed è riuscita ad applicare un metodo che ha dato risultati importanti. È stata rigorosa verso se stessa, prima di tutto».
Non si è quasi mai spostata da Torino, Bianca Guidetti Serra, e della sua città conserva intatta una certa attitudine sabauda alla passione coltivata sotto voce, e all’applicazione operosa, mai gridata, ma coerente. Un grande messaggio e un’eredità che il Comitato Nazionale dovrà saper far emergere. «Credo che i ragazzi, quando hanno di fronte persone serie e appassionate, possano recepire bene il messaggio di Bianca – conclude l’On. Acciarini, dando appuntamento a settembre per nuovi appuntamenti del calendario celebrativo – è un messaggio in cui tutto torna».


ADRIANO SOFRI, ALBERTO SALMONI, ANNA BRAVO, BIANCA GUIDETTI SETTA, CENTRO GOBETTI, Guido Viale, LALLA ROMANO, lotta continua, MOVIMENTO STUDENTI OPERAI, PIETRA CAMPANA, PRIMO LEVI, torino, VITTORIO RIESER, BIANCA GUIDETTI SETTA,MOVIMENTO STUDENTI OPERAI,PIETRA CAMPANA,TORINO,GUIDO VIALE,VITTORIO RIESER,LOTTA CONTINUA,ADRIANO SOFRI,ANNA BRAVO,PRIMO LEVI,,ALBERTO SALMONI,CENTRO GOBETTI,LALLA ROMANO, 2019 25 GIUGNO Bianca Guidetti Serra: donna, avvocato, resistente. A Torino le iniziative per il centenario dalla nascita

Qualcosa di inaspettato (2015) guarda il film italiano

SOMMA ENRICO

SOMMA ENRICO

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ReteZero WebTv
14 h
 Enrico Somma , giornalista senza giacca e cravatta, da Partinico nel segno della legalità, ha scritto numerosi libri per denunciare incongruenze e paradossi del sistema Italia.
Già tre anni fa aveva denuciato lo scandalo del CSM, anticipando tempi e sostanza della clamorosa inchiesta.