L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 31 luglio 2019

2019 31 LUGLIO L'ARRESTO DI LUTRI LUCIO FINZIONARIO DEL DIPARTIMENTO REGIONE SICILIA ENERGIA 2016 11 MARZO Massoneria: Palermo, nella spazzatura carte con nomi e rituali Cronaca 11/03/2016 - Luca Cirimbilla



















Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


Lucio Lutri, il dirigente regionale con due facce: «Con una guarda a Cristo e con l'altra a Totò Riina»

31/07/2019 - 12:44


L’inchiesta Helycon ha tra i suoi personaggi principali Lucio Lutri, funzionario della Regione e massone e dunque con una di relazioni intrattenuta quale Maestro Venerabile di una loggia di Palermo.

Lutri, secondo i carabinieri, si è messo a disposizione di cosa nostra, acquisendo e veicolando informazioni riservate sulle attività di indagine in corso a carico della cosca, e mettendosi in contatto con professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione (in gran parte anch’essi massoni) per favorire le più disparate richieste (alcune delle quali illecite) avanzategli dai componenti del clan di Licata per affari e vicende relative ai loro interessi patrimoniali. Dalle indagini è altresì emerso che il rapporto tra i massoni Vito Lauria e Lucio Lutri era stato oggetto di un colloquio intercettato tra lo stesso Lutri e Giovanni Mugnos durante il quale quest’ultimo riferiva al suo interlocutore che Vito Lauria, in relazione ad un intervento che Lutri doveva effettuare per la risoluzione dei debiti che Giovanni Lauria aveva maturato per le spese della sua detenzione in carcere, gli aveva testualmente evidenziato che “tu non lo sai io e Lucio a chi apparteniamo... andiamo a finire... andiamo a finire sui giornali”, riferendosi alla affiliazione massonica che lo accomunava a Lutri e riferendosi al fatto che se l’appartenenza alla massoneria fosse diventata di dominio pubblico avrebbe suscitato clamore.
Il ruolo di Lutri è sintetizzato nelle parole pronunciate da Giovanni Mugnos che, oltre ad alludere alla protezione che la provincia mafiosa avrebbe da Matteo Messina Denaro, chiariva che Lutri “ha due facce... una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e "dra banna" ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”. Lucio Lutri è senza dubbio entrato in un rapporto strettissimo con la cosca licatese, rapporto che ha prodotto reciproci vantaggi sia a lui che a cosa nostra come la possibilità di richiedere favori che solo una struttura criminale come quella mafiosa poteva garantire. E questo è accaduto quando Lutri si è rivolto a Giacomo Casa per costringere con metodi mafiosi un imprenditore a onorare un debito nei confronti di una persona a lui vicina.
Lutri in un’altra occasione si è rivolto sempre a Giacomo Casa per ottenere la mobilitazione del clan per attivare dei contatti mafiosi a Canicattì, contatti che Mugnos, su indicazione di Giovanni Lauria, sono stati attivati attraverso Lillo Di Caro. In cambio il clan ha ottenuto da Lutri la sua disponibilità e i suoi canali massonici, per avere informazioni riservate su indagini a loro carico e per avere favori da professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione infedeli. La rete di favori, piccoli vantaggi che Lutri garantiva a tutti i principali componenti del clan mafioso di Licata, è stata anche veniva peraltro rivendicata dallo stesso Lutri nel corso di un dialogo con Giovanni Mugnos durante il quale faceva riferimento al costante lavoro di schermatura che garantiva agli uomini d’onore di Licata, consentendogli così di non comparire nei rapporti con enti e uffici pubblici, istituzioni e forze di Polizia.
E’ stato anche accertato che cosa nostra licatese confidava nella rete di rapporti anche internazionali dell’allora Maestro Venerabile per amplificare il proprio prestigio e per accrescere le potenzialità, tanto da ipotizzare la possibilità di estendere all’estero i propri interessi economico/criminali. La particolare considerazione che gli uomini d’onore di Licata riponevano su Lutri e dei suoi rapporti altolocati è rivelata proprio da Giovanni Mugnos e Angelo Lauria i quali, nel commentare l’efficacia dell’intervento di Lutri per risolvere alcuni problemi dello stesso Mugnos convenivano sulla concreta utilità che Lutri riusciva sempre a garantire. Il rapporto tra Lucio Lutri e il clan di Licata è stato “riassunto” nel corso di una conversazione intercettata, durante la quale Lutri parlando con Mugnos ha detto: “Ma chi minchia ci deve fermare più?”.





Copyright © 2016 LASICILIA.IT. Domenico Sanfilippo Editore All rights reserved.
Power by Gmde s.r.l










Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


2016 11 MARZO Massoneria: Palermo, nella spazzatura carte con nomi e rituali 
Luca Cirimbilla




Sono stati ritrovati in un cassonetto della spazzatura i  documenti e gli elenchi top secret della nuova loggia massonica di Palermo, Pensiero e Azione: alla faccia della massima segretezza.

Che destino infame per la fratellanza fatta di cappucci e grembiuli, finita nell’indifferenziata, tra il contenitore per i rifiuti organici e la campana del vetro. C’era una volta la massoneria, organizzazione più o meno esoterica, di cui non si è mai capito a che punto arrivasse il confine della propria segretezza. Delle logge, soprattutto quelle deviate, se ne è parlato molto, spesso additate a torto o a ragione come protagoniste delle trame più oscure e colpevoli dei principali misfatti della storia del nostro Paese, sempre capaci di dettare dietro le quinte le linee politiche di qualsiasi governo nazionale.
Poi, un bel giorno, succede che a Palermo vengano ritrovate in alcuni cassonetti della spazzatura le 21 pagine che descrivono la cerimonia celebrativa – il 5 marzo nel capoluogo siciliano – della loggia numero 1498 del Grande Oriente d’Italia. I documenti giacevano a terra davanti agli uffici del dipartimento regionale all’Energia di viale Campania. Lo ha raccontato il sito siciliano MeridioNews che ha specificato come a pochi metri del ritrovamento lavorasse il maestro venerabile designato.
Un personale delle pulizie troppo diligente che svuota armadi inviolabili? Un maestro venerabile troppo sbadato che lascia incustodite carte oggetto di maggior riservatezza? Oppure il dispetto di qualche adepto che magari aspirava al ruolo di responsabile della loggia e ha fatto ritrovare quegli elenchi? 
Le cause che hanno portato alla scoperta delle carte per ora sono solo ipotizzabili, ma si conoscono i nomi dei 15 fratelli designati nel corso della cerimonia descritta nel faldone, compreso quello del maestro venerabile, Lucio Lutri funzionario del servizio 3, quello che si occupa di autorizzazioni e concessioni all’Energia della regione Sicilia. I 15 muratori secondo il sito MeridioNews sarebbero soprattutto medici e avvocati operanti nel palermitano. Una volta contattati, alcuni di loro sono rimasti molto sorpresi della loro appartenenza scoperta, altri invece hanno attribuito tutto a una presunta omonimia.
E pensare che Lutri aveva raggiunto il grado di maestro venerabile grazie all’appartenenza pluriennale alla massoneria, come ha spiegato il maestro venerabile insediante durante il rito: «Illustrissimo e carissimo fratello Lucio Lutri», comincia, per poi elencare il curriculum massonico del funzionario: «Elevato al grado di compagno d’arte» e poi «al sublime grado di maestro», dopo tre anni sarebbe diventato «dignitario di loggia». Per questo, ha continuato il maestro venerabile insediante, «riconosco in voi tutte le qualità e i requisiti necessari» alla nuova promozione.
Come abbiamo raccontato, sempre in Sicilia, a Trapani, c’è una loggia massonica capace di dettare legge anche alla mafia (leggi qui). Da Trapani a Palermo: pochi chilometri, ma la strada per la loggia Pensiero e Azione sembra molto lunga e in salita.


Il 25 Aprile e' una data storica.

Piaccia o non piaccia.
Ormai siamo stanchi di ascoltare le ragioni degli uni e degli altri contendenti la poltrona.
Non esprimo in questa sede e sopratutto oggi la mia opinione anche se chi mi conosce sa come la penso.
Pero' una cosa non mi va giu'!!!
NESSUNO DEVE SPECULARE SULLA PELLE DEL SUD E DELLA SICILIA IN PARTICOLARE.
Io oggi da Siciliano, da uomo libero, da cittadino rispettoso delle Istituzioni ESIGO che la mia terra nom venga utilizzata per PAGLIACCIATE POLITICHE ED ELETTORALI da CHI CHE SIA!!!!
MI SONO SPIEGATO??
quindi dico a tutti i ruffiani, a tutti gli attori e comparse della scena politica Italiana che oggi ne' Corleone ne' ieri Castevetrano ne' qualsisi altro palmo del nostro territorio dovete permettervi di piegare ai Vostri interessi personali e politici.
Se di liberazione bisogna parlare allora parliamone sempre, riscattiamoci da questa stereotipata immagine che ci portiamo dietro e sopratutto liberiamoci dagli scheletri che ci portiamo dentro e reagiamo con orgoglio e fierezza a tutte le nefandezze che falsamente hanno storpiato la nostra immagine e la nostra storia agli occhi del mondo.
Per questo , con gioa e serenuta', oggi festeggero' con la mia famiglia e con i miei amici; con loro parleremo, ci confronteremo, ascolteremo i sogni dei nostri figli e se possibile con un sorriso, continueremo a fare il nostro dovetr di persone perbene, oneste, rispettose del prossimo ed accanto per quanto possibile a chi sta peggio di noi.
Ecco peche' non me ne fotte niente delle Parate politiche di Cadtelvetrano, Corleone, Caltanissetta etc.
Cominciamo dalle nostre famiglie!!!
Buona giornata a tutti.
Lucio Lutri


Insieme Per. era in diretta.



Finalmente a casa!!!!

Posso dire che oggi per me e' stata una giornata di m......da?
Posso dire che oggi ho avuro a che fare con tanti ........co......ni che credendosi manager, imprendtori, professionisti etc. Si sono dimosttati la quintessenza del nulla???
Cazzo ma come facciamo allora a difendere la nostra terra con tanta presunzione e tanta ignoranza?
Un minimo di preparazione condita con un po' di rispetto per chi ti sta' innanzi e possiano arrivare in capo al mondo.
E invece....... siamo nella c......ca!!!
Che palle pero' !!!!



LUTRI LUCIO,LICATA,MASSONERIA,MAFIA,FUNZIONARIO REGIONE SICILIA,MAESTRO VENERABILE,ISMEA,HALYCON,MUGNOS GIOVANNI,VECCHIONI RENATO,PULLARA CARMELO,CARACAUSI PAOLO,MOVIMENTO 139,D'URSO SALVATORE,FAVA CLAUDIO LIVATINO ROSARIO,PENSIERO E AZIONE,MARSALA,LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,ASSESSORATO ENERGIA,TINNIRELLO,PALAZZOLO SALVO,COCINA SALVO,CANNOVA GIANFRANCO,TOLOMEO PIETRO,LAURIA VITO,RIINA SALVATORE,BORSELLINO PAOLO,FALCONE GIOVANNI,INZERILLO TOMMASO,LAURIA GIOVANNI,CASA GIACOMO,MUGNOS GIOVANNI,SEMPREVIVO RAIMONDO,PENSIERO E AZIONE L MAFIA, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,MARSALA,TRAPANI,
  FUNZIONARIO DEL DIPARTIMENTO REGIONE SICILIA ENERGIA   , LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA, PENSIERO E AZIONE, SINDONA MICHELE, BANCA PRIVATA, VITALE GIACOMO, FODERA' FRANCESCO, LOGGIA CAMEA, BARRESI GAETANO, CRIMI MICELI GIUSEPPE, GELLI  LICIO, CARBONI FLAVIO, FALCONE GIOVANNI,DEPISTAGGIO,STRAGE DI USTICA,STRAGE DI BOLOGNA,STRAGE VIA DEI GEORGLOFICI FIRENZE,STRAGE DI CAPACI,I MISTERI D'ITALIA,STRAGE STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE DI MILANO, STRAGE DI VIAREGGIO,    LE MORTI OSCURE, 2019 31 LUGLIO L'ARRESTO DI LUTRI LUCIO FINZIONARIO DEL DIPARTIMENTO REGIONE SICILIA ENERGIA 2016 11 MARZO Massoneria: Palermo, nella spazzatura carte con nomi e rituali Cronaca 11/03/2016 - Luca Cirimbilla ASSESSORATO ENERGIA, FUNZIONARIO REGIONE SICILIA, LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA,MORTI OSCURI, PENSIERO E AZIONE,

2019 31 LUGLIO L'ARRESTO DI LUTRI LUCIO FUNZIONARIO DEL DIPARTIMENTO REGIONE SICILIA ENERGIA



















Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


Lucio Lutri, il dirigente regionale con due facce: «Con una guarda a Cristo e con l'altra a Totò Riina»

31/07/2019 - 12:44


L’inchiesta Helycon ha tra i suoi personaggi principali Lucio Lutri, funzionario della Regione e massone e dunque con una di relazioni intrattenuta quale Maestro Venerabile di una loggia di Palermo.

Lutri, secondo i carabinieri, si è messo a disposizione di cosa nostra, acquisendo e veicolando informazioni riservate sulle attività di indagine in corso a carico della cosca, e mettendosi in contatto con professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione (in gran parte anch’essi massoni) per favorire le più disparate richieste (alcune delle quali illecite) avanzategli dai componenti del clan di Licata per affari e vicende relative ai loro interessi patrimoniali. Dalle indagini è altresì emerso che il rapporto tra i massoni Vito Lauria e Lucio Lutri era stato oggetto di un colloquio intercettato tra lo stesso Lutri e Giovanni Mugnos durante il quale quest’ultimo riferiva al suo interlocutore che Vito Lauria, in relazione ad un intervento che Lutri doveva effettuare per la risoluzione dei debiti che Giovanni Lauria aveva maturato per le spese della sua detenzione in carcere, gli aveva testualmente evidenziato che “tu non lo sai io e Lucio a chi apparteniamo... andiamo a finire... andiamo a finire sui giornali”, riferendosi alla affiliazione massonica che lo accomunava a Lutri e riferendosi al fatto che se l’appartenenza alla massoneria fosse diventata di dominio pubblico avrebbe suscitato clamore.
Il ruolo di Lutri è sintetizzato nelle parole pronunciate da Giovanni Mugnos che, oltre ad alludere alla protezione che la provincia mafiosa avrebbe da Matteo Messina Denaro, chiariva che Lutri “ha due facce... una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e "dra banna" ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”. Lucio Lutri è senza dubbio entrato in un rapporto strettissimo con la cosca licatese, rapporto che ha prodotto reciproci vantaggi sia a lui che a cosa nostra come la possibilità di richiedere favori che solo una struttura criminale come quella mafiosa poteva garantire. E questo è accaduto quando Lutri si è rivolto a Giacomo Casa per costringere con metodi mafiosi un imprenditore a onorare un debito nei confronti di una persona a lui vicina.
Lutri in un’altra occasione si è rivolto sempre a Giacomo Casa per ottenere la mobilitazione del clan per attivare dei contatti mafiosi a Canicattì, contatti che Mugnos, su indicazione di Giovanni Lauria, sono stati attivati attraverso Lillo Di Caro. In cambio il clan ha ottenuto da Lutri la sua disponibilità e i suoi canali massonici, per avere informazioni riservate su indagini a loro carico e per avere favori da professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione infedeli. La rete di favori, piccoli vantaggi che Lutri garantiva a tutti i principali componenti del clan mafioso di Licata, è stata anche veniva peraltro rivendicata dallo stesso Lutri nel corso di un dialogo con Giovanni Mugnos durante il quale faceva riferimento al costante lavoro di schermatura che garantiva agli uomini d’onore di Licata, consentendogli così di non comparire nei rapporti con enti e uffici pubblici, istituzioni e forze di Polizia.
E’ stato anche accertato che cosa nostra licatese confidava nella rete di rapporti anche internazionali dell’allora Maestro Venerabile per amplificare il proprio prestigio e per accrescere le potenzialità, tanto da ipotizzare la possibilità di estendere all’estero i propri interessi economico/criminali. La particolare considerazione che gli uomini d’onore di Licata riponevano su Lutri e dei suoi rapporti altolocati è rivelata proprio da Giovanni Mugnos e Angelo Lauria i quali, nel commentare l’efficacia dell’intervento di Lutri per risolvere alcuni problemi dello stesso Mugnos convenivano sulla concreta utilità che Lutri riusciva sempre a garantire. Il rapporto tra Lucio Lutri e il clan di Licata è stato “riassunto” nel corso di una conversazione intercettata, durante la quale Lutri parlando con Mugnos ha detto: “Ma chi minchia ci deve fermare più?”.





Copyright © 2016 LASICILIA.IT. Domenico Sanfilippo Editore All rights reserved.
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Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


2016 11 MARZO Massoneria: Palermo, nella spazzatura carte con nomi e rituali 
Luca Cirimbilla




Sono stati ritrovati in un cassonetto della spazzatura i  documenti e gli elenchi top secret della nuova loggia massonica di Palermo, Pensiero e Azione: alla faccia della massima segretezza.

Che destino infame per la fratellanza fatta di cappucci e grembiuli, finita nell’indifferenziata, tra il contenitore per i rifiuti organici e la campana del vetro. C’era una volta la massoneria, organizzazione più o meno esoterica, di cui non si è mai capito a che punto arrivasse il confine della propria segretezza. Delle logge, soprattutto quelle deviate, se ne è parlato molto, spesso additate a torto o a ragione come protagoniste delle trame più oscure e colpevoli dei principali misfatti della storia del nostro Paese, sempre capaci di dettare dietro le quinte le linee politiche di qualsiasi governo nazionale.
Poi, un bel giorno, succede che a Palermo vengano ritrovate in alcuni cassonetti della spazzatura le 21 pagine che descrivono la cerimonia celebrativa – il 5 marzo nel capoluogo siciliano – della loggia numero 1498 del Grande Oriente d’Italia. I documenti giacevano a terra davanti agli uffici del dipartimento regionale all’Energia di viale Campania. Lo ha raccontato il sito siciliano MeridioNews che ha specificato come a pochi metri del ritrovamento lavorasse il maestro venerabile designato.
Un personale delle pulizie troppo diligente che svuota armadi inviolabili? Un maestro venerabile troppo sbadato che lascia incustodite carte oggetto di maggior riservatezza? Oppure il dispetto di qualche adepto che magari aspirava al ruolo di responsabile della loggia e ha fatto ritrovare quegli elenchi? 
Le cause che hanno portato alla scoperta delle carte per ora sono solo ipotizzabili, ma si conoscono i nomi dei 15 fratelli designati nel corso della cerimonia descritta nel faldone, compreso quello del maestro venerabile, Lucio Lutri funzionario del servizio 3, quello che si occupa di autorizzazioni e concessioni all’Energia della regione Sicilia. I 15 muratori secondo il sito MeridioNews sarebbero soprattutto medici e avvocati operanti nel palermitano. Una volta contattati, alcuni di loro sono rimasti molto sorpresi della loro appartenenza scoperta, altri invece hanno attribuito tutto a una presunta omonimia.
E pensare che Lutri aveva raggiunto il grado di maestro venerabile grazie all’appartenenza pluriennale alla massoneria, come ha spiegato il maestro venerabile insediante durante il rito: «Illustrissimo e carissimo fratello Lucio Lutri», comincia, per poi elencare il curriculum massonico del funzionario: «Elevato al grado di compagno d’arte» e poi «al sublime grado di maestro», dopo tre anni sarebbe diventato «dignitario di loggia». Per questo, ha continuato il maestro venerabile insediante, «riconosco in voi tutte le qualità e i requisiti necessari» alla nuova promozione.
Come abbiamo raccontato, sempre in Sicilia, a Trapani, c’è una loggia massonica capace di dettare legge anche alla mafia (leggi qui). Da Trapani a Palermo: pochi chilometri, ma la strada per la loggia Pensiero e Azione sembra molto lunga e in salita.


Il 25 Aprile e' una data storica.

Piaccia o non piaccia.
Ormai siamo stanchi di ascoltare le ragioni degli uni e degli altri contendenti la poltrona.
Non esprimo in questa sede e sopratutto oggi la mia opinione anche se chi mi conosce sa come la penso.
Pero' una cosa non mi va giu'!!!
NESSUNO DEVE SPECULARE SULLA PELLE DEL SUD E DELLA SICILIA IN PARTICOLARE.
Io oggi da Siciliano, da uomo libero, da cittadino rispettoso delle Istituzioni ESIGO che la mia terra nom venga utilizzata per PAGLIACCIATE POLITICHE ED ELETTORALI da CHI CHE SIA!!!!
MI SONO SPIEGATO??
quindi dico a tutti i ruffiani, a tutti gli attori e comparse della scena politica Italiana che oggi ne' Corleone ne' ieri Castevetrano ne' qualsisi altro palmo del nostro territorio dovete permettervi di piegare ai Vostri interessi personali e politici.
Se di liberazione bisogna parlare allora parliamone sempre, riscattiamoci da questa stereotipata immagine che ci portiamo dietro e sopratutto liberiamoci dagli scheletri che ci portiamo dentro e reagiamo con orgoglio e fierezza a tutte le nefandezze che falsamente hanno storpiato la nostra immagine e la nostra storia agli occhi del mondo.
Per questo , con gioa e serenuta', oggi festeggero' con la mia famiglia e con i miei amici; con loro parleremo, ci confronteremo, ascolteremo i sogni dei nostri figli e se possibile con un sorriso, continueremo a fare il nostro dovetr di persone perbene, oneste, rispettose del prossimo ed accanto per quanto possibile a chi sta peggio di noi.
Ecco peche' non me ne fotte niente delle Parate politiche di Cadtelvetrano, Corleone, Caltanissetta etc.
Cominciamo dalle nostre famiglie!!!
Buona giornata a tutti.
Lucio Lutri


Insieme Per. era in diretta.



Finalmente a casa!!!!

Posso dire che oggi per me e' stata una giornata di m......da?
Posso dire che oggi ho avuro a che fare con tanti ........co......ni che credendosi manager, imprendtori, professionisti etc. Si sono dimosttati la quintessenza del nulla???
Cazzo ma come facciamo allora a difendere la nostra terra con tanta presunzione e tanta ignoranza?
Un minimo di preparazione condita con un po' di rispetto per chi ti sta' innanzi e possiano arrivare in capo al mondo.
E invece....... siamo nella c......ca!!!
Che palle pero' !!!!



LUTRI LUCIO,LICATA,MASSONERIA,MAFIA,FUNZIONARIO REGIONE SICILIA,MAESTRO VENERABILE,ISMEA,HALYCON,MUGNOS GIOVANNI,VECCHIONI RENATO,PULLARA CARMELO,CARACAUSI PAOLO,MOVIMENTO 139,D'URSO SALVATORE,FAVA CLAUDIO LIVATINO ROSARIO,PENSIERO E AZIONE,MARSALA,LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,ASSESSORATO ENERGIA,TINNIRELLO,PALAZZOLO SALVO,COCINA SALVO,CANNOVA GIANFRANCO,TOLOMEO PIETRO,LAURIA VITO,RIINA SALVATORE,BORSELLINO PAOLO,FALCONE GIOVANNI,INZERILLO TOMMASO,LAURIA GIOVANNI,CASA GIACOMO,MUGNOS GIOVANNI,SEMPREVIVO RAIMONDO,PENSIERO E AZIONE L MAFIA, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,MARSALA,TRAPANI,
  FUNZIONARIO DEL DIPARTIMENTO REGIONE SICILIA ENERGIA   , LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA, PENSIERO E AZIONE, SINDONA MICHELE, BANCA PRIVATA, VITALE GIACOMO, FODERA' FRANCESCO, LOGGIA CAMEA, BARRESI GAETANO, CRIMI MICELI GIUSEPPE, GELLI  LICIO, CARBONI FLAVIO, FALCONE GIOVANNI,DEPISTAGGIO,STRAGE DI USTICA,STRAGE DI BOLOGNA,STRAGE VIA DEI GEORGLOFICI FIRENZE,STRAGE DI CAPACI,I MISTERI D'ITALIA,STRAGE STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE DI MILANO, STRAGE DI VIAREGGIO,    LE MORTI OSCURE, 2019 31 LUGLIO L'ARRESTO DI LUTRI LUCIO FINZIONARIO DEL DIPARTIMENTO REGIONE SICILIA ENERGIA 2016 11 MARZO Massoneria: Palermo, nella spazzatura carte con nomi e rituali Cronaca 11/03/2016 - Luca Cirimbilla ASSESSORATO ENERGIA, FUNZIONARIO REGIONE SICILIA, LICATA, LIVATINO ROSARIO, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, LUTRI LUCIO, MAESTRO VENERABILE, MAFIA, MARSALA, MASSONERIA,MORTI OSCURI, PENSIERO E AZIONE, <






Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A


Lucio Lutri, il dirigente regionale con due facce: «Con una guarda a Cristo e con l'altra a Totò Riina»

31/07/2019 - 12:44


L’inchiesta Helycon ha tra i suoi personaggi principali Lucio Lutri, funzionario della Regione e massone e dunque con una di relazioni intrattenuta quale Maestro Venerabile di una loggia di Palermo.

Lutri, secondo i carabinieri, si è messo a disposizione di cosa nostra, acquisendo e veicolando informazioni riservate sulle attività di indagine in corso a carico della cosca, e mettendosi in contatto con professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione (in gran parte anch’essi massoni) per favorire le più disparate richieste (alcune delle quali illecite) avanzategli dai componenti del clan di Licata per affari e vicende relative ai loro interessi patrimoniali. Dalle indagini è altresì emerso che il rapporto tra i massoni Vito Lauria e Lucio Lutri era stato oggetto di un colloquio intercettato tra lo stesso Lutri e Giovanni Mugnos durante il quale quest’ultimo riferiva al suo interlocutore che Vito Lauria, in relazione ad un intervento che Lutri doveva effettuare per la risoluzione dei debiti che Giovanni Lauria aveva maturato per le spese della sua detenzione in carcere, gli aveva testualmente evidenziato che “tu non lo sai io e Lucio a chi apparteniamo... andiamo a finire... andiamo a finire sui giornali”, riferendosi alla affiliazione massonica che lo accomunava a Lutri e riferendosi al fatto che se l’appartenenza alla massoneria fosse diventata di dominio pubblico avrebbe suscitato clamore.
Il ruolo di Lutri è sintetizzato nelle parole pronunciate da Giovanni Mugnos che, oltre ad alludere alla protezione che la provincia mafiosa avrebbe da Matteo Messina Denaro, chiariva che Lutri “ha due facce... una... e due... e come se io la mattina quando mi sveglio e con una mano tocco il crocifisso e "dra banna" ho il quadro di Totò Riina e mi faccio la croce”. Lucio Lutri è senza dubbio entrato in un rapporto strettissimo con la cosca licatese, rapporto che ha prodotto reciproci vantaggi sia a lui che a cosa nostra come la possibilità di richiedere favori che solo una struttura criminale come quella mafiosa poteva garantire. E questo è accaduto quando Lutri si è rivolto a Giacomo Casa per costringere con metodi mafiosi un imprenditore a onorare un debito nei confronti di una persona a lui vicina.
Lutri in un’altra occasione si è rivolto sempre a Giacomo Casa per ottenere la mobilitazione del clan per attivare dei contatti mafiosi a Canicattì, contatti che Mugnos, su indicazione di Giovanni Lauria, sono stati attivati attraverso Lillo Di Caro. In cambio il clan ha ottenuto da Lutri la sua disponibilità e i suoi canali massonici, per avere informazioni riservate su indagini a loro carico e per avere favori da professionisti e dipendenti della Pubblica Amministrazione infedeli. La rete di favori, piccoli vantaggi che Lutri garantiva a tutti i principali componenti del clan mafioso di Licata, è stata anche veniva peraltro rivendicata dallo stesso Lutri nel corso di un dialogo con Giovanni Mugnos durante il quale faceva riferimento al costante lavoro di schermatura che garantiva agli uomini d’onore di Licata, consentendogli così di non comparire nei rapporti con enti e uffici pubblici, istituzioni e forze di Polizia.
E’ stato anche accertato che cosa nostra licatese confidava nella rete di rapporti anche internazionali dell’allora Maestro Venerabile per amplificare il proprio prestigio e per accrescere le potenzialità, tanto da ipotizzare la possibilità di estendere all’estero i propri interessi economico/criminali. La particolare considerazione che gli uomini d’onore di Licata riponevano su Lutri e dei suoi rapporti altolocati è rivelata proprio da Giovanni Mugnos e Angelo Lauria i quali, nel commentare l’efficacia dell’intervento di Lutri per risolvere alcuni problemi dello stesso Mugnos convenivano sulla concreta utilità che Lutri riusciva sempre a garantire. Il rapporto tra Lucio Lutri e il clan di Licata è stato “riassunto” nel corso di una conversazione intercettata, durante la quale Lutri parlando con Mugnos ha detto: “Ma chi minchia ci deve fermare più?”.





Copyright © 2016 LASICILIA.IT. Domenico Sanfilippo Editore All rights reserved.
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Pubblicato il 31 lug 2019


Il clan mafioso di Licata poteva contare su un insospettabile funzionario regionale, Lucio Lutri, che era stato "maestro venerabile" della loggia "Pensiero e azione" del Grande Oriente d'Italia. E pure il figlio dell'ultimo capomafia dell'Agrigentino, Vito Lauria, era "maestro venerabile", della loggia "Arnaldo da Brescia", pure questa appartenente al "Goi". Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, svelano una rete di affari e relazioni segrete.


https://youtu.be/9_QER_vXE8A < /div>


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